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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    Secondo lo studio per Repubblica, consultabile su www.sondaggipoliticoelettorali.it, siamo allo 0,8%, ottimo risultato se paragonato allo 0,1% di qualche giorno fa.
    Infatti.. considerando che è più o meno equivalente a quello che cui vengono dati avversari storici tipo socialisti e radicali.. (2.5 insieme alle scorse elezioni.. tanto per non dimenticare) i socialisti di Boselli sono dati all'1% e i radicali.. nemmeno, tanto hanno preferito elemosinare le poltrone da Uolter piuttosto che presentarsi soli (visto che c'è chi parla di salire su cavalli vincenti)

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da flaviogiulio Visualizza Messaggio
    Infatti.. considerando che è più o meno equivalente a quello che cui vengono dati avversari storici tipo socialisti e radicali.. (2.5 insieme alle scorse elezioni.. tanto per non dimenticare) i socialisti di Boselli sono dati all'1% e i radicali.. nemmeno, tanto hanno preferito elemosinare le poltrone da Uolter piuttosto che presentarsi soli (visto che c'è chi parla di salire su cavalli vincenti)
    Ne parla chi non ne capisce nulla.

  3. #23
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    13 marzo 2008 Dopo "Napoli, bimbo ucciso perché malato"

    Genova, bimbo ucciso per un reality

    Tra le clienti del ginecologo suicida c’era dunque la protagonista di un reality show. Il famoso dramma dell’aborto, che perfora coscienze abissali dentro le quali maschi e femmine antiabortisti non hanno diritto di guardare, stavolta si è risolto in una richiesta di riservatezza, in un aborto clandestino che coinvolge nella catena di morte, oltre al bambino, lo stesso ginecologo.

    Napoli, bimbo ucciso perché malato. Questo fu qualche giorno fa il nostro titolo per raccontare, unici in Italia, la storia vera della morte violenta del figlio di Silvana, donna sola abbandonata dal suo maschio, accolta da un rapido certificato per aborto terapeutico causa sindrome di Klinefelter, eseguito in condizioni infernali sottoposte ad accertamento di polizia. La notizia per gli altri era l’accertamento di polizia. La sub notizia alimentata da quel mascalzone che è il giornalista collettivo, ideologo incarognito della nostra società, era l’autodeterminazione della donna violata dalla campagna terroristica di Ferrara contro l’aborto. Manifestazioni, samba femministi, tentativi di arrivare alla sede del Foglio e cha cha cha.
    Poiché i fatti si accompagnano alla ragione da veri alleati, eccovi un altro titolo. Genova, bimbo ucciso per un reality. Lo racconta Repubblica, dopo il solito tentativo di attribuire chissà quali altri delitti ambientali alla nostra limpida campagna per la vita e contro l’aborto, alimentato da quel disgraziato di Bobo Craxi e dal “ministro delle Impari Opportunità di morire” Barbara Pollastrini e da altri ego collettivi molto dementi. Gente un po’ bastarda, pronta a addossare a noi la colpa di un suicidio. Tra le clienti del ginecologo suicida c’era dunque la protagonista di un reality show. Il famoso dramma dell’aborto, che perfora coscienze abissali dentro le quali maschi e femmine antiabortisti non hanno diritto di guardare, stavolta si è risolto in una richiesta di riservatezza, in un aborto clandestino che coinvolge nella catena di morte, oltre al bambino, lo stesso ginecologo. Rapidamente, spicciativamente, per cinquecento maledetti euro, si raschia via una vita umana da un utero di donna. Lo scopo è la prosecuzione di una carriera televisiva al suo sboccio in un tronfio spettacolino che vale molto di più dello spettacolino di una vita nascente. Vale, per lo meno, cinquecento euro.
    Non sono indignato. Non mi permetto gli stessi sentimenti banali delle povere postfemministe anni Settanta scese in strada per gridare il falso, sciagurate, cioè che io gli abbia mai dato delle assassine. Non darei di “assassina” nemmeno all’anonima soubrette che ha difeso la privacy della sua piccola carriera espellendo il suo piccolo dal grembo suo. Ma che la voluttà di morte, moralmente indifferente, abbia preso il posto della 194 e della sua “tutela sociale della maternità”, è una di quelle verità a negare le quali si fa figura, cara Turco, caro Sofri, care amiche giornaliste e caro Piersilvio Berlusconi, di tartufi e di ipocriti. Gli assassini siamo noi, mettetevelo bene in testa.
    Perché io tiri in ballo il figliolo del mio amico Cavaliere è presto detto. Aveva appena finito di confessare a Vanity Fair che il matrimonio e i figli sono cose diverse, e che l’aborto è solo una questione di coscienza, così come pensa anche l’anarca etico che corre per la presidenza del Consiglio, suo papà. Bisogna aggiungere però, in base alle cronache in arrivo da Genova, riportate su Repubblica: un figlio dipende dalla volubilità di un fidanzamento, una relazione tra generazione di bambini e avventure dell’amore in fondo c’è, caro Piersilvio. Un’altra cliente del ginecologo suicida, anche lei giustamente protetta dall’anonimato, e che Dio lo conservi a tutte queste disgraziate, ha detto al cronista che con il fidanzato aveva rotto, e dunque ha “deciso” di non volere più il bambino.
    Deciso? Ma non avevamo detto che si abortisce per tutelare la salute fisica e psichica della gestante, quando non il pericolo per la sua vita? Avevamo messo nel conto che si abortisce ovvero sopprime una vita per la rottura di un fidanzamento in seguito a decisione ordinaria, fuori da qualunque drammatico dilemma? Per “decisione”? Perché, come ha detto la ragazza, “non sapevo di fare qualcosa di male, l’aborto in Italia è legale”. Capito? Trent’anni dopo la depenalizzazione, ecco spiegato dalla cronaca ciò che diciamo noi della lista: legale vuol dire legittimo, normale, vuol dire che faccio un aborto come mi pare, quando mi pare, per il motivo che mi pare. Non è questa la sanzione di una indifferenza di cui donne e bambini sono vittime, con la complicità aperta e comoda di noi maschi legislatori, scrittori, polemisti, intellettuali e ministri da quattro soldi?
    Mi direte: ma questo in realtà è illegale, questo non è previsto dalla 194. Vi dirò: lo so bene, e infatti ripeto in ogni piazza o teatro che la 194 è stata tradita, che non di quello si deve parlare. Infatti la 194 fa la sua figura in questa storia. 51 euro di multa e patteggiamenti vari per le uccisioni seriali decise per questo o quel motivo, anche parecchio futile. La 194 è uno strumento per contrastare l’aborto clandestino, per come fu concepito. Per come è stato gestito dalle culture di sinistra e di destra, e dai silenzi corrivi di tanti anche nel mondo cattolico (vero Bindi?, vero Franceschini?) la 194 è diventata lo schermo dietro cui si realizza anche in sua serena violazione, pubblico o clandestino, un aborto fai da te, un aborto facile che l’imminente arrivo del veleno Ru486 renderà più semplice, soffice, eutanasico. Più morte per tutti. Questo è il vero slogan della campagna elettorale unipartisan in corso.
    Ma io non mi indigno. Aspetto che lo facciano le buone coscienze che si sono rallegrate per la moratoria Onu sulla pena di morte. Sta a loro coltivare il tesoro dell’indignazione morale. Hanno la stoffa per indignarsi.

    Ps Io sono laico e ratzingeriano. Credo nel buonumore. Detesto la tristizia dei secolaristi mortiferi. So che “Knocked up” (titolo italiano “Molto incinta”) è un film in cui una ragazza, davanti all’alternativa tra un contratto televisivo e una gravidanza che comporta un incompatibile ingrassamento, sceglie a sorpresa di ingrassare e di fare il suo bambino. Dunque, anziché indignarmi, consiglio alle anime belle come la Aspesi e compagnia questo: cercate di assomigliare alle migliori sceneggiature di Hollywood, da Knocked up a Juno, perché il vostro reality abortivo fa un po’ schifo. Il buonumore è di ritorno, prossimamente su questi schermi.



    http://www.ilfoglio.it/soloqui/40

  4. #24
    michelef
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    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    Inno alla Vita
    La vita è un’opportunità, coglila.
    La vita è bellezza, ammirala.
    La vita è beatitudine, assaporala.
    La vita è un sogno, fanne una realtà.
    La vita è una sfida, affrontala.
    La vita è un dovere, compilo.
    La vita è un gioco, giocalo.
    La vita è preziosa, conservala.
    La vita è una ricchezza, conservala.
    La vita è amore, godine.
    La vita è un mistero, scoprilo.
    La vita è promessa, adempila.
    La vita è tristezza, superala.
    La vita è un inno, cantalo.
    La vita è una lotta, vivila.
    La vita è una gioia, gustala.
    La vita è una croce, abbracciala.
    La vita è un’avventura, rischiala.
    La vita è pace, costruiscila.
    La vita è felicità, meritala.
    La vita è vita, difendila.
    molto bella,grazie di averla postata.

  5. #25
    ...Vivi e lascia vivere...
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    Secondo lo studio per Repubblica, consultabile su www.sondaggipoliticoelettorali.it, siamo allo 0,8%, ottimo risultato se paragonato allo 0,1% di qualche giorno fa.
    Ferrara (leggendo il suo programma) propone cose giustissime e non estreme. Non capisco tutta questa protesta. Infatti sono felice dei risultati che state ottenendo! Ottima battaglia Ferrara, ottimi i tuoi elettori perchè privilegiano la vita innanzi tutto.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Merello Visualizza Messaggio
    Lista per la moratoria con Giuliano Ferrara

    23 Febbraio 2008 Il programma serio della lista pazza

    Roma. I nostri candidati si impegnano a:
    1. Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.
    2. Vietare per decreto legge l’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell’aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.
    3. Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.
    4. Emendare l’articolo 3 della Costituzione, comma 1. Dove è scritto “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.
    5. Impegnare il governo della Repubblica a costruire un’alleanza capace di emendare la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite all’articolo 3. Dove è scritto “ogni individuo ha diritto alla vita” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.
    6. Difendere la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, escludendo per via di legge e linee guida interpretative ogni possibilità, adombrata in recenti sentenze giudiziarie, di introdurre la pratica eugenetica della selezione per annientamento dell’embrione umano al posto della cura e della relativa diagnostica terapeutica. Introdurre nei primi cento giorni una moratoria per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, sulla falsariga di quella europea abbandonata dal governo Prodi, e rafforzare la ricerca sulle staminali adulte o etiche.
    7. Fondare in ogni regione italiana una Agenzia per le adozioni il cui compito specifico sia quello di favorire l’adozione, con procedura riservata e urgente, di quei bambini che possono essere sottratti a una decisione abortiva di qualunque tipo.
    8. Adottare le modalità del “Progetto Gemma” sul sostegno materiale alle gestanti in difficoltà e alle giovani madri di ogni nazionalità e status giuridico per la prima accoglienza e educazione dei bambini, con l’erogazione di consistenti somme per i primi trentasei mesi di vita dei figli.
    9. Applicare la parte preventiva e di tutela della maternità della legge 194. Potenziare in termini di risorse disponibili e di formazione del personale pubblico, valorizzando il volontariato pro vita, la rete insufficiente dei consultori e dei Centri di aiuto alla vita in ogni regione e provincia italiana.
    10. Triplicare i fondi per la ricerca sulle disabilità e istituire una Agenzia di tutela e integrazione del disabile in ogni regione italiana.
    11. Sostenere con sovvenzioni pubbliche adeguate l’attività dell’associazione di promozione sociale denominata Movimento per la vita.
    12. Le risorse per il programma elettorale sono da fissare nella misura di mezzo punto calcolato sul prodotto interno lordo e verranno rese disponibili attraverso lo stanziamento di 7 miliardi di euro attualmente giacenti presso i conti correnti dormienti in via di smobilitazione e altri cespiti di entrata.

    ora che ne ho visto il programma non ho dubbi che darò il voto alla lista di Ferrara per la Camera perchè ho letto da qualche parte che non si presenta al Senato.
    Devo decidere ora il voto al Senato e sarei interessato a sapere quale lista appoggia Ferrara ma non ritiene opportuno dirlo per non dare l'impressione che copii il programma di Giuliano II imperator.

  7. #27
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    Stiamo aumentando sempre di più. Cerchiamo di convincere piùà gente a fare una scelta di cui non ci si potrà pentire.

  8. #28
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    18 marzo 2008 La pancia del genocidio culturale

    La Tibetan’s Women Association denuncia che “il venti per cento di donne non può dare la vita per le sterilizzazioni forzate”. L’abortismo della Cina e la “libertà riproduttiva”. Unità mobili di medici a caccia di donne incinte

    Roma. Dalla città indiana dello Himachal Pradesh, dove risiede il governo tibetano in esilio, il Dalai Lama ha denunciato il “genocidio culturale” in corso da parte della Cina. Nel 1995 la filosofa dell’illuminismo Elisabeth Badinter, legata al Mouvement de libération des femmes, lanciò l’allarme sul grande genocidio culturale in corso in Cina e Tibet: la guerra contro l’utero femminile. “Non andiamo a Pechino” disse Badinter contro la Conferenza mondiale dell’Onu sulle donne e le “pratiche barbare cui dà luogo la politica del figlio unico, come sterilizzazioni e aborti forzati, anche negli ultimi mesi di gravidanza, casi di donne incinte legate e trasportate come bestiame negli ospedali per subirvi un aborto”. La scrittrice francese fece eco alla studiosa dei diritti umani Mary Ann Glendon, neombasciatrice americana presso la Santa Sede, fra le prime a scrivere contro “i programmi obbligatori di controllo delle nascite, le sterilizzazioni forzate, le pressioni ad abortire, la preselezione dei sessi e la conseguente distruzione dei feti femminili”. Pochi giorni fa il segretario delle Nazioni Unite, Ban ki-Moon, alla Commissione sullo status delle donne ha detto che “attraverso la pratica della selezione sessuale prenatale, un numero imprecisato di donne non ha neppure diritto alla vita”.
    Il Tibet è sventrato dal dispotismo demografico cinese. Ufficialmente la politica del figlio unico si applica soltanto a nazionalità di dieci milioni e il Tibet è considerato minoranza che esula dal protocollo draconiano. Nei fatti, l’aborto forzato e la sterilizzazione sono i metodi più usati per realizzare quel genocidio di cui parlava la Badinter. L’articolo 49 della Costituzione cinese obbliga le coppie alla pianificazione familiare. Figli unici, figli maschi, figli sani. Molte testimonianze sul Tibet provengono dalla International Physicians for Human Rights, come i tanti racconti su unità mobili di medici cinesi che setacciano il territorio in cerca di donne incinte e i monaci che hanno assistito alla deportazione delle donne in gravidanza. Nell’aprile del 1994 a Nuova Delhi ci fu una grande manifestazione tibetana contro gli aborti forzati. Il Dipartimento di stato americano accusa da anni la Cina di praticare aborti forzati in Tibet.
    Stando alle cifre incredibili diffuse dalla Tibetan Women’s Association, “il venti per cento delle donne tibetane non è più in grado di dare la vita a causa delle sterilizzazioni”. L’occidente ha grandi colpe. Nafis Sadik, direttore dell’Unfpa, l’agenzia dell’Onu sulla demografia, disse nel 1991 che i cinesi devono essere “orgogliosi” della politica del figlio unico e che l’Onu “avrebbe propagato le esperienze della Cina nel controllo della popolazione”. Quando in Asia le donne rivendicano “libertà riproduttiva”, intendono la libertà di accogliere la vita e la liberazione dal cancro abortista. Per le donne cinesi, tibetane e indiane, “libertà riproduttiva” non è un eufemismo per profumare la cultura della morte. E’ un inno alla libertà.
    di Giulio Meotti

    www.ilfoglio.it/soloqui/54

  9. #29
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  10. #30
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    La concessione di uno spazio alla lista di Giuliano Ferrara mi era sembrato un atto giusto e doveroso nei confronti di una battaglia, che non condividendo nei modi, merita comunque il massimo rispetto soprattutto per gli obiettivi e i valori. Purtroppo gli autori del thread hanno preferito "sputare" nel piatto dove mangiano e in altre sedi non hanno esistato a disprezzare questo spazio che "turandosi il naso" andava "sfruttato". Il forum del Centro (Udc e Rosa Bianca) pur mantenendosi aperto alle altre forze politiche che non si riconoscono nei due listoni di Veltroni e Berlusconi, non può permettere che la sua dignità politica venga così calpestata. Il thread viene chiuso.

 

 
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