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Discussione: Divina Commedia

  1. #11
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    forse l'idea di dante era frutto del suo tempo di questa divisione e lui ovviamente aveva preso una posizione, però è anche vero che in questo egli è molto moderno, se ci pensi ancora oggi si sta discutendo di questo tema della seprazione tra chiesa e stato (che tutti accettano, dato che si rinfaccia all'islam proprio questa assenza), ma che sul definire esattamente in cosa debba essa consistere, ci sono ancora dibattiti aperti.

    c'è chi sostiene che cmq la nostra società è una società basata sui valori cristiano-cattolici e che quindi la presenza nelle sue leggi di questa "costola" non è un ingernza ma la conseguenza di una tradizione culturale che non può essere negata.

    altri invece sostengono che sia inaccettabile un interessamento diretto della chiesa nelle questioni politiche e che essa dovrebbe semplicemente svolgere la propria azione apostolica e di fede intesa come un qualcosa di privato che iguarda le singole persone e le singole coscienze, ma che di fatto non debba e non possa interferire minimamente con le leggi dello stato rivolte a una collettività che non è composta solo da cattolici, fatto già vero in passato e ancora più evidente in una società multietnica come quella che si sta delineando.

    alla luce di questo mi sembra che ci sia molta modernità in dante, perchè è iun dibattito ancora aperto e mai concluso,

    quindi il parallelo c'è, certo contestualizzarlo nella sua epoca e valutarlo per quello che era AL SUO TEMPO (cosa che sostengo sempre quando si tratta di storia) è un'altra questione e credo che sia molto interessante farsi un'opinione su questo

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Airbus A-380 Visualizza Messaggio
    forse l'idea di dante era frutto del suo tempo di questa divisione e lui ovviamente aveva preso una posizione, però è anche vero che in questo egli è molto moderno, se ci pensi ancora oggi si sta discutendo di questo tema della seprazione tra chiesa e stato (che tutti accettano, dato che si rinfaccia all'islam proprio questa assenza), ma che sul definire esattamente in cosa debba essa consistere, ci sono ancora dibattiti aperti.

    c'è chi sostiene che cmq la nostra società è una società basata sui valori cristiano-cattolici e che quindi la presenza nelle sue leggi di questa "costola" non è un ingernza ma la conseguenza di una tradizione culturale che non può essere negata.

    altri invece sostengono che sia inaccettabile un interessamento diretto della chiesa nelle questioni politiche e che essa dovrebbe semplicemente svolgere la propria azione apostolica e di fede intesa come un qualcosa di privato che iguarda le singole persone e le singole coscienze, ma che di fatto non debba e non possa interferire minimamente con le leggi dello stato rivolte a una collettività che non è composta solo da cattolici, fatto già vero in passato e ancora più evidente in una società multietnica come quella che si sta delineando.

    alla luce di questo mi sembra che ci sia molta modernità in dante, perchè è iun dibattito ancora aperto e mai concluso,

    quindi il parallelo c'è, certo contestualizzarlo nella sua epoca e valutarlo per quello che era AL SUO TEMPO (cosa che sostengo sempre quando si tratta di storia) è un'altra questione e credo che sia molto interessante farsi un'opinione su questo
    Certo che il discorso va contestualizzato, scevro dalle influenze del pensiero moderno, però, va anche indicizzato a quello che è un discorso di mutamento storico, quindi, le idee di Dante che in quell'ambito della polemica letteraria possono sembrare innocui(agli ingenui), divengono pericolosi quando si trasferiscono nella sua realtà, lui stesso vide i frutti(o meglio l'inizio di quel processo di decadimento della cristianità medievale che ritrova una propria ricollocazione politica e religiosa solo all'inizio del XV° secolo con le ultime battute della guerra dei cent'anni e l'elezione al soglio pontifico di Papa San Martino V nel 1417, al secolo Oddone Colonna, dell'importante famiglia nobile di Roma dei Colonna) della crisi di prestigio e di influenza del papato di fronte alla superbia ed all'arroganza dei re; il cui risultato fu il trasferimento del papato ad Avignone dal 1309 al 1377 avvenimento esecrato anche da Dante e Petrarca, entrambi guelfi bianchi a cui seguì il grande scisma d'occidente fino al 1417, altra grande tragedia della nostra storia; come il re d'Aragona Giacomo che violò gli raggiunti con la sapiente mediazione(e questa è la dimostrazione lampante del disinteresse del romano pontefice per il possesso materiale di quelle terre, su cui il papa auspicava si verificasse un giusto compromesso tra le due parti evitando spargimenti di sangue, sostanzialmente ciò che fa oggi l' o.n.u. quando invia le proprie forze militari ad interposizione fra due belligeranti o quando le nazioni unite intavolano una mediazione diplomatica per giungere ad un accordo, sia esso una tregua momentanea o un vero e proprio trattato di pace, con l'unica ma fondamentale differenza, che il Papa si pone l'obbiettivo della pax Cristi, ovvero della pace sia spirituale che materiale, raggiungibile solo aderendo alla santa chiesa cattolica, mentre l' o.n.u. persegue l'obbiettivo di far cessare i conflitti in nome di un affratellamento universale di tipo massonico e che persegue scopi ben precisi di dominio del mondo) di Papa Bonifacio VIII° con gli angioini sulla divisione delle terre ed obbligando praticamente il Papa ad incoronare suo fratello Federico d'Aragona re di Sicilia nella Cattedrale di Palermo il 25 marzo 1296, o dell'esecrabile re di Francia Filippo IV°Capeto detto il Bello e del suo sodale il il re di Germania Alberto I d'Asburgo, accusato di aver assassinato il re precedente, Adolfo di Nassau per prendere il suo posto, comunque descrivere le malefatte dei due è un lavoro lungo in quanto furono due veri e propri criminali del tempo, per un riferimento generale(anche se purtroppo infarciti da troppe falsità di stampo anticristiano) ti rimando a questi due link:http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Bo..._ecclesiastici
    http://cronologia.leonardo.it/storia/aa1300a.htm

 

 
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