



Beh la Slovenia non arriva a quella cifra, ma ha il rango di stato...quindi dare a chi ha almeno un milione di abitanti e una superficie rispettabile il rango di regione mi pare il minimo.
Riguardo i comuni con 100 abitanti penso che il problema è che nessuno vorrebbe accorparlil comune meno abitato d'Italia ha quasi il doppio della superficie del mio comune, ma poco più di un centesimo della popolazione. Chi è il pirla (intendo tra i sindaci, ovvio che Hitler voglia lo spazio vitale) disposto a prendersi grossi territori da gestire con pochissime entrate per il proprio comune? Più facile accorpare quelli minuscoli di superficie ma con una popolazione relativamente grande che portano tante tasse per una responsabilità limitata.


Premesso che il tuo ragionamento è tanto forzato quanto disinformato (x dirne una,Genova città vale da sola il 40% dell'attuale Liguria,dire che togliendo Spezia,cioè la provincia più piccola e meno popolata si regala la regione al cdx è pazzesco....).
inoltre,va detto che ad esempio nel piano luneziano non c'è l'area del cremasco (che resterebbe alla Lombardia),si prevede che nel referendum luneziano per la provincia attuale di Spezia ci sia un secondo referendum che probabilmente vedrebbe i comuni tipo Maissana e Varese Ligure permanere in una futura provincia di Chiavari,quindi in Liguria; inoltre non si deve inserire tutta la provincia di Lucca,ma solo la Garfagnana,altra componente storica del progetto Lunezia.
quindi,la tua cartina è tutta sballata.
Ultima modifica di Eric Draven; 17-05-10 alle 01:04
Su questo avrei da ridire. Ci sono alcuni territori (ad esempio Parma e Piacenza, come hai detto tu) che con Bologna non c'entrano nulla, che guardano in direzioni diverse. Tra l'altro Parma e Piacenza sono state per molto tempo indipendenti anche politicamente da Bologna, semmai hanno fatto parte, per alcuni periodi, del Ducato di Milano.
Quando vado invece nella vicina Reggio si nota in tutti l'orgoglio di appartenere alla Regione con Bologna capoluogo.
Sono convinto che queste discussioni lascino un po' il tempo che trovano, ma a Parma una certa voglia di secedere da Bologna c'è sempre stata, sia (soprattutto) a destra, che a sinistra.
Si tratta di territori a metà strada tra Bologna e Milano, in piena pianura Padana, cratterizzati da forti scambi con Mantova, Cremona, Liguria orientale e la stessa Milano.
Le direttrici di traffico (tutte le merci vengono imbarcate a Genova o Spezia), l'economia (assenza di cooperative), i riferimenti geografici completamente diversi rispetto a Bologna e la Romagna, sono diversi da quelli delle province ad est di Reggio. Mi spingo a dire anche la mentalità delle persone, più propense a "fare per conto loro" piuttosto che a unire le forze, con ripercussioni anche sul carattere (a est di Reggio si respira già la tradizione di calda accoglienza romagnola che purtroppo nell'aera nordovest della Regione è andata persa). In ultimo, anche i risultati politici confermano un'anomalia rispetto al sistema bolognacentrico.
Secessione? non so, il problema non è Bologna ma più a sud: volevo solo affermare che a mio parere all'interno della Regione ci sono credo tre aree culturali ed economiche abbastanza diverse: il nordovest (che non starebbe male insieme a Pemonte e Lombardia), una zona centrale (RE-MO-BO e in parte FE, cuore dell'Emilia così come la si intende comunemente) e una zona orientale (la Romagna) con caratteristiche proprie ancora diverse, ma senz'altro più compatibile con Bologna che non il nordovest.
Sarebbero tre Regioni (due se PR e PC si unissero a Lombardia o Piemonte), ma all'interno di queste ipotetiche regioni si potrebbe pensare di abolire le province, avendo individuato delle macroaree omogenee. Ora la vedo difficile, perlomeno io sono contrario all'abolizione della provincia di Parma in un Emilia così strutturata.


La cartina l'ho ricostruita sulla base delle dichiarazioni riportate in questo 3d.
I dati numerici che ho riportato sono i VOTI REALI delle ultime elezioni svoltesi in tutte le province interessate.
Togliendo l'elettorato di sinistra alla Liguria, e rimanendo solo Genova rossa, la liguria cade. E non cade solo la liguria, ma entrano nelle mani leghiste anche quelle province impossibili da prendere a livello regionale (dove girano i soldi veri...) come Parma piacenza e Massa, grazie all'apporto di voti due popolose province Lombarde.
E' inutile mi si dica che è forzato. Il disegno leghista è questo ed è sempre stato questo. Dell'autonomia dei singoli comuni alla lega non è mai importato nulla. Basti guardare l'abolizione dell'ICI...
Alla lega importa controllare il territorio e quelle province si possono controllare spezzettando e ricomponendo come un puzzle, l'emilia, la liguria , la toscana e la lombardia.
E si badi non si rassembrano queste province per comune sentire, volontà popolare, consultazione popolare, come è giusto che sia.
Si raggruppano in una sorta di minestrone per giunta anche sconclusionato territorialmente per la brama di poltrone della lega attraverso una legge ORDINARIA in parlamento, votata a maggioranza semplice. Fregandosene beatamente delle reali esigenze della popolazione locale.
Ultima modifica di stefaboy; 22-05-10 alle 14:39
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Quello che accomuna questa regione più di ogni altra cosa sono in primis
la Padanità (a livello di idem sentire) poi la cucina, infine l'avere dato per oltre 60 anni tutto il potere alla sinistra.
Detto questo tutto il resto è un'insieme di realtà profondamente diverse.
Solo alcuni esempi:
L'Emilia profonda può essere condiderata la provincia di Modena, parte delle provincie di Reggio e Bologna
La Romagna è storia a se da tutti i punti di vista
Ferrara non è Emilia e non è Romagna e città estense, (capitale del dipartimento del Basso Po in era Napoleonica) oggi capoluogo del delta Padano, contigua al Veneto sia geograficamente che culturalmente.
Parma e Piacenza hanno una realtà ancora diversa sono città e territori
protesi verso Lombardia e Piemonte, con interessi spesso lontani e contrapposti a quelli dell'Emilia centrale.
In queste condizioni si può realmente parlare di omogeneità regionale?






vuoi ti faccia un elenco delle etnie, minoranze linguistiche, nazioni, che si sono inventati in 60 anni di Repubblica nel resto d'Italia, per creare regioni, province, ricevere fondi, ecc ecc?
Hanno elaborato a tavolino la limba per la Sardegna, per ricevere i soldi pubblici alle scuole... anche la lingua sarda unificata non esiste.. eppure i sardi dicono che c'è...
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


ah beh...a uno che ha come stella cometa la malafede,credo sia inutile star a spiegare che il progetto luneziano nasce nel 1946 (e parlo del progetto recente,senza stare a ricordare tutti gli antefatti...),quando di leghe varie nemmeno l'ombra....e che rispondeva alle esigenze di un territorio con interessi,oltre che storia,omogenei
o che la volontà dell'Onlus è semplicemente quello di far riaprire il fascicolo del 1947 (visto che si era detto che la questione delle regioni si sarebbe ridiscussa in seguito) e che esiste x questo una richiesta inoltrata secondo la legge
è evidente che la nuova Regione dovrà passare attraverso il referendum (anche se credo che la normativa dovrebbe essere rivista...),quindi non mi si venga a dire che la regione verrebbe calata dall'alto,xchè significa affermare il falso.
così come sostenere che una regione che vede il 40% della sua popolazione concentrata in un solo comune possa essere condizionata da una provincia che a fine referendum rimarrebbe x 1/3 in Liguria....significa non conoscere la realtà di cui si pretende di parlare....
Ultima modifica di Eric Draven; 24-05-10 alle 00:32