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Discussione: Redditi dei leader...

  1. #1
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    2008-03-18 136 Redditi leader, Berlusconi 'paperone'



    Silvio Berlusconi si conferma anche quest'anno il più ricco tra i leader politici alla Camera. Per il 2006 il leader del Pdl ha dichiarato 139.245.570 euro: quasi cinque volte in più rispetto al reddito del 2005 che era stato di 28.033.122.

    Il leader più povero alla Camera, invece, è il segretario del Prc, Franco Giordano: per il 2006 ha dichiarato 124.802 Euro. Nella classifica dei leader, Silvio Berlusconi è seguito, ma a lunghissima distanza, da Daniela Santanché de La Destra (237.665), e dal presidente della Camera Fausto Bertinotti (233.195). C'é poi Francesco Nucara (Pri) (223.412), il presidente del Consiglio Romano Prodi (217.221), Pier Ferdinando Casini (176.009), Antonio Di Pietro (175.137) e il Verde, Alfonso Pecoraro (173.999). Tra gli altri leader a seguire in classifica figurano Francesco Rutelli (159.527), Roberto Maroni della Lega (150.158), Gianfranco Fini (147.814), Lorenzo Cesa (132.540), Oliviero Diliberto (Pdci) (128.464) ed il socialista Enrico Boselli (126.254). Fanalino di coda è Franco Giordano con, appunto, 124.802 euro: solo poche centinaia di euro in più di Piero Fassino che ne ha dichiarati 194.292.

    Ecco, di seguito, la classifica dei redditi per il 2006 dei leader di partito eletti alla Camera dei Deputati, secondo quanto si evince dalle dichiarazioni dei redditi per il 2006, (valori in Euro) :

    Berlusconi 139.245.570
    Santanché 237.665
    Bertinotti 233.195
    Nucara 223.412
    Prodi 217.221
    Casini 176.009
    Di Pietro 175.137
    Pecoraro 173.999
    D'Alema 166.989
    Rutelli 159.527
    Maroni 150.158
    Fini 147.814
    Cesa 132.540
    Diliberto 128.464
    Boselli 126.254
    Giordano 124.802
    Fassino 124.292


    PADOA SCHIOPPA MINISTRO PIU'RICCO, TURCO PIU' POVERA

    ROMA - E' Tommaso Padoa Schioppa il ministro più ricco del Governo Prodi; la più povera, invece risulta Livia Turco. Il ministro dell'Economia ha dichiarato per il 2006 552.211 Euro; il ministro della Sanità invece chiude la top list dei redditi tra i ministri con soli 119.150 euro di imponibile. Padoa Schioppa 'ruba' il primo posto in classifica fra i ministri a Giuliano Amato, che lo deteneva per i redditi del 2005. Nel 2006 il ministro dell'Interno ha dichiarato 414.220 euro. Romano Prodi è solo nono con 217.221 euro. Il presidente del Consiglio, comunque, ha fatto meglio dell'anno precedente: nel 2005 aveva dichiarato solo 89.514 euro.

    Ecco, di seguito, la classifica degli imponibili dichiarati nel 2006 dai membri del governo Prodi. I dati sono espressi in euro e comprendono anche la posizione di Luigi Scotti, che ha preso il posto di Clemente Mastella al ministero della Giustizia, dopo le dimissioni del leader dell'Udeur. 1) Padoa Schioppa 552.211 2) Amato 414.220 3) Mastella 312.378 4) Lanzillotta 306.408 5) Scotti 274.257 6) De Castro 255.191 7) Parisi 229.876 8) Nicolais 228.333 9) Prodi 217.221 10) Fioroni 190.347 11) Mussi 184.963 12) Gentiloni 178.496 13) Bonino 176.434 14) Di Pietro 175.137 15) Bianchi 174.564 16) Pecoraro Scanio 173.999 17) D'Alema 166.989 18) Bersani 160.854 19) Santagata 160.165 20) Melandri 160.084 21) Pollastrini 159.835 22) Rutelli 159.527 23) Bindi 157.285 24) Chiti 156.557 25) Damiano 147.134 26) Ferrero 127.001 27) Turco 119.150.


    BERTINOTTI BATTE MARINI NELLA DICHIARAZIONE 2006

    ROMA - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti batte di poco il presidente del Senato Franco Marini nella dichiarazione dei redditi nel 2006. Bertinotti ha un imponibile di 233.195 e Marini di 229.659 Euro. Il presidente del Senato dichiara, inoltre di aver venduto la sua Volvo di 120cv e di aver comprato casa a Roma per il 50 per cento.

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._41098216.html

  2. #2
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    azzo il berty...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    2008-03-18 136 Redditi leader, Berlusconi 'paperone'



    Silvio Berlusconi si conferma anche quest'anno il più ricco tra i leader politici alla Camera. Per il 2006 il leader del Pdl ha dichiarato 139.245.570 euro: quasi cinque volte in più rispetto al reddito del 2005 che era stato di 28.033.122.

    Il leader più povero alla Camera, invece, è il segretario del Prc, Franco Giordano: per il 2006 ha dichiarato 124.802 Euro. Nella classifica dei leader, Silvio Berlusconi è seguito, ma a lunghissima distanza, da Daniela Santanché de La Destra (237.665), e dal presidente della Camera Fausto Bertinotti (233.195). C'é poi Francesco Nucara (Pri) (223.412), il presidente del Consiglio Romano Prodi (217.221), Pier Ferdinando Casini (176.009), Antonio Di Pietro (175.137) e il Verde, Alfonso Pecoraro (173.999). Tra gli altri leader a seguire in classifica figurano Francesco Rutelli (159.527), Roberto Maroni della Lega (150.158), Gianfranco Fini (147.814), Lorenzo Cesa (132.540), Oliviero Diliberto (Pdci) (128.464) ed il socialista Enrico Boselli (126.254). Fanalino di coda è Franco Giordano con, appunto, 124.802 euro: solo poche centinaia di euro in più di Piero Fassino che ne ha dichiarati 194.292.

    Ecco, di seguito, la classifica dei redditi per il 2006 dei leader di partito eletti alla Camera dei Deputati, secondo quanto si evince dalle dichiarazioni dei redditi per il 2006, (valori in Euro) :

    Berlusconi 139.245.570
    Santanché 237.665
    Bertinotti 233.195
    Nucara 223.412
    Prodi 217.221
    Casini 176.009
    Di Pietro 175.137
    Pecoraro 173.999
    D'Alema 166.989
    Rutelli 159.527
    Maroni 150.158
    Fini 147.814
    Cesa 132.540
    Diliberto 128.464
    Boselli 126.254
    Giordano 124.802
    Fassino 124.292


    PADOA SCHIOPPA MINISTRO PIU'RICCO, TURCO PIU' POVERA

    ROMA - E' Tommaso Padoa Schioppa il ministro più ricco del Governo Prodi; la più povera, invece risulta Livia Turco. Il ministro dell'Economia ha dichiarato per il 2006 552.211 Euro; il ministro della Sanità invece chiude la top list dei redditi tra i ministri con soli 119.150 euro di imponibile. Padoa Schioppa 'ruba' il primo posto in classifica fra i ministri a Giuliano Amato, che lo deteneva per i redditi del 2005. Nel 2006 il ministro dell'Interno ha dichiarato 414.220 euro. Romano Prodi è solo nono con 217.221 euro. Il presidente del Consiglio, comunque, ha fatto meglio dell'anno precedente: nel 2005 aveva dichiarato solo 89.514 euro.

    Ecco, di seguito, la classifica degli imponibili dichiarati nel 2006 dai membri del governo Prodi. I dati sono espressi in euro e comprendono anche la posizione di Luigi Scotti, che ha preso il posto di Clemente Mastella al ministero della Giustizia, dopo le dimissioni del leader dell'Udeur. 1) Padoa Schioppa 552.211 2) Amato 414.220 3) Mastella 312.378 4) Lanzillotta 306.408 5) Scotti 274.257 6) De Castro 255.191 7) Parisi 229.876 8) Nicolais 228.333 9) Prodi 217.221 10) Fioroni 190.347 11) Mussi 184.963 12) Gentiloni 178.496 13) Bonino 176.434 14) Di Pietro 175.137 15) Bianchi 174.564 16) Pecoraro Scanio 173.999 17) D'Alema 166.989 18) Bersani 160.854 19) Santagata 160.165 20) Melandri 160.084 21) Pollastrini 159.835 22) Rutelli 159.527 23) Bindi 157.285 24) Chiti 156.557 25) Damiano 147.134 26) Ferrero 127.001 27) Turco 119.150.


    BERTINOTTI BATTE MARINI NELLA DICHIARAZIONE 2006

    ROMA - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti batte di poco il presidente del Senato Franco Marini nella dichiarazione dei redditi nel 2006. Bertinotti ha un imponibile di 233.195 e Marini di 229.659 Euro. Il presidente del Senato dichiara, inoltre di aver venduto la sua Volvo di 120cv e di aver comprato casa a Roma per il 50 per cento.

    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._41098216.html



    premetto che è uno scandalo che un uomo politico, il cui fine ultimo dovrebbe essere lo spirito di sacrifico per il popolo che rappresenta, viva con redditi esorbitanti e con stipendi pubblici paurosi.
    Tuttavia questo tipo di critica oggi è pericolosamente interna al capitale, poichè viene mossa secondo i canoni di un moralismo( falso e ingannevole) pubblicitario di stampo liberale, per cui se un politico guadagna tantissimo è un grande scandalo, ma se un banchiere detiene ricchezze stratosferiche, fa parte del merito, del mercato, dell'astuzia e via dicendo.
    La critica della moralità politica è stata ampiamente incamerata dalla retorica ultracapitalistica della casta ben pagata e protetta. Retorica il cui unico fine è accelerare il passaggio definitivo del politico nelle braccia dell'economico.
    La retorica contro i corrotti mafiosi al potere, lautamente stipendiati, diviene cavallo di battaglia per inneggiare all'economia del mercato e del merito, cioè al capitalismo assoluto che si tinge di propaganda liberal-populista.
    Questo ormai è benchiaro ai politici ultracapitalistici che iniziano a fare i conti con la propaganda moralistica e abbozzano progetti di abbassamento degli stipendi ai parlamentari.
    Gli allocchi aboccano e continuano a criticare un Bertinotti per i suoi soldi e le sue giacche di buona fattura, anzichè per le bombe agli afghani, l'embrago a Gaza e la precarizzazione defintiva del contratto di lavoro.
    E' proprio su questo che sta vincendo il liberalismo.
    L'analisi delle cause profonde e delle scelte decisive viene costantemente sostituita dalla lamentosità contro la mafiosità istituzionale.
    E tutto ciò è pienamente innestato nel trapasso epocale da un capitalismo assistenzialista-keynesiano strutturato su partiti di massa, a un capitalismo flessibile e snello dominato esclusivamente da potentati economici finanziari che mettono le loro marionette sulle sedie dei parlamenti, dipingendoli come persone nuove, rette, e morali, mentre la sovanità degli stati scompare e il compromesso politico viene fagocitato dal dogma economico-efficientistico ultra-tecnico.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    premetto che è uno scandalo che un uomo politico, il cui fine ultimo dovrebbe essere lo spirito di sacrifico per il popolo che rappresenta, viva con redditi esorbitanti e con stipendi pubblici paurosi.
    Tuttavia questo tipo di critica oggi è pericolosamente interna al capitale, poichè viene mossa secondo i canoni di un moralismo( falso e ingannevole) pubblicitario di stampo liberale, per cui se un politico guadagna tantissimo è un grande scandalo, ma se un banchiere detiene ricchezze stratosferiche, fa parte del merito, del mercato, dell'astuzia e via dicendo.
    La critica della moralità politica è stata ampiamente incamerata dalla retorica ultracapitalistica della casta ben pagata e protetta. Retorica il cui unico fine è accelerare il passaggio definitivo del politico nelle braccia dell'economico.
    La retorica contro i corrotti mafiosi al potere, lautamente stipendiati, diviene cavallo di battaglia per inneggiare all'economia del mercato e del merito, cioè al capitalismo assoluto che si tinge di propaganda liberal-populista.
    Questo ormai è benchiaro ai politici ultracapitalistici che iniziano a fare i conti con la propaganda moralistica e abbozzano progetti di abbassamento degli stipendi ai parlamentari.
    Gli allocchi aboccano e continuano a criticare un Bertinotti per i suoi soldi e le sue giacche di buona fattura, anzichè per le bombe agli afghani, l'embrago a Gaza e la precarizzazione defintiva del contratto di lavoro.
    E' proprio su questo che sta vincendo il liberalismo.
    L'analisi delle cause profonde e delle scelte decisive viene costantemente sostituita dalla lamentosità contro la mafiosità istituzionale.
    E tutto ciò è pienamente innestato nel trapasso epocale da un capitalismo assistenzialista-keynesiano strutturato su partiti di massa, a un capitalismo flessibile e snello dominato esclusivamente da potentati economici finanziari che mettono le loro marionette sulle sedie dei parlamenti, dipingendoli come persone nuove, rette, e morali, mentre la sovanità degli stati scompare e il compromesso politico viene fagocitato dal dogma economico-efficientistico ultra-tecnico.
    Preciso, esaudiente e puntuale, come sempre.

  5. #5
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