Migliaia in fila per la Sindone
Torino, il primo giorno dell’Ostensione
di VIVIANA PONCHIA
— TORINO —
RIFARE tutti gli esami, eliminare le contaminazioni, ripensare un metodo di analisi.
Reperto medievale, stabilì il carbonio 14. Ma era il 1988 e quella che sembrava l’ultima parola sulla Sindone forse non lo è.
Con molte cautele lo lascia capire il cardinale Severino Poletto mentre una primavera botticelliana illumina il primo giorno dell’Ostensione 2010.
Ma non tocca a lui decidere. Riaprire i giochi sull’autenticità del sacro lenzuolo spetta al suo proprietario, il Papa, al quale i Savoia l’hanno donata (e a cui due senatori toscani vorrebbero toglierla).
Gli scienziati non si tirano indietro: «Vale senz’altro la pena approfondire — ammette il sindonologo Bruno Barberis —. Confido che la Chiesa accoglierà le molte richieste che le sono giunte».
SECONDO il matematico Piergiorgio Odifreddi invece non ci sono santi: quel lenzuolo è un artefatto del 1300 e il Piemonte spende 4milioni di euro per un falso storico.
Sul mistero mai chiarito, sull’ipotesi di indagare ancora, vanno i passi dei primi pellegrini che alla fine del cammino trovano una provocazione geniale: la riproduzione dell’‘Incredulità di San Tommaso del Guercino, 1621, attualissimo indice puntato sull’enigma dell’uomo crocifisso.
IL GIORNO dell’inaugurazione fa subito i conti con i grandi numeri che mandano a regime l’evento: 12 mila persone ieri fra le 18 e le 22.30, 45 mila attese oggi. Passi lenti sul camminamento di legno, 3 mila all’ora sorvegliati dai volontari in giacca viola, controllati dai cecchini sui tetti, spinti verso il buio della cattedrale dai canti gregoriani.
Qualcuno è pronto a giurare che dopo il Papa arriverà Mel Gibson, di sicuro Claudia Koll.
Batte tutti sul tempo il presidente della Fiat Luca Montezemolo, quasi in incognito con moglie e figli per mano.
L’incipit di questo ‘racconto lungo 45 giorni’ viene attraversato poco dopo in pullover scuro e calzoni di velluto da Sergio Marchionne: cinque minuti davanti alla teca, poche parole all’uscita: «Un’esperienza personale e significativa».
Le autorità provano a evitare le secche dell’ovvio aggrappandosi alle rispettive competenze.
Il sindaco Sergio Chiamparino: «C’è una sofferenza dell’uomo di fronte alle sfide del nuovo millennio che ci obbliga a riflettere e trovare soluzioni».
IL NEO governatore del Piemonte Roberto Cota: «Io sono cattolico e vivo questo momento interiormente».
La politica ha tempo per prepararsi fino al 23 aprile, giorno dedicato alla visita dei rappresentanti di camere e governo.
Tra i 2 mila giornalisti arrivati da tutto il mondo i reporter di Al Jazeera si applicano con dedizione al tema dell’intervista impossibile. Non sempre basta la parola, raccontano di più le immagini.
La poderosa processione di tutti i vescovi del Piemonte che entrano in Duomo per la messa delle quattro. Gli zuccotti di porpora nel buio. Il video poco prolisso che snocciola i dettagli della Sindone perché non si arrivi dentro incapaci di vederli.
Dove erano le toppe cucite a mano dalle clarisse di Chambery dopo l’incendio del 1534, rimosse con i restauri del 2002? Quanto dista la cappella del Guarini, ultima casa della Sindone conservata ancora arrotolata, che andò a fuoco nell’aprile del ’97? E che significato ha questo ritorno costante del fuoco attorno a un uomo che nemmeno la chiesa chiama Gesù?
«Non è materia di fede — ripete Poletto nella sua omelia —. A noi basta affermare che la scienza non è riuscita ancora a spiegare come si sia formata quell’immagine. Certamente non è un manufatto. Per cui permangono fondate le ragioni in favore della sua autenticità».
SI RESPIRA l’aria delle possibilità. E sfogliando La Voce del Popolo, il giornale della Curia torinese, ecco la prova.
Nei giorni caldi delle polemiche sulla pillola Ru486 un decreto parla di aborto, ricorda la scomunica automatica per chi ne faccia ricorso e annuncia: chi vorrà confessare potrà farlo a Torino per 40 giorni e sarà assolto da un sacerdote ordinario. Una deroga eccezionale a una normativa rigidissima, che Monsignor Guido Fiandino, vescovo ausiliare, spiega con il «particolare stato di grazia» determinato in città dall’Ostensione.
da: Il Resto del Carlino - ed. Nazionale - pag. 11 - 11 aprile 2010




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