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Discussione: Bravo Piperno

  1. #11
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    Rispondo brevemente a terraeamore.
    Piperno parla delle BR dei primi anni perchè il contesto è esplicitamente quello visto che viene citato Curcio e non Moretti e mi spiace ma se vogliamo parlare per forza di BR allora bisogna parlarne con precisione e cognizione. Curcio e Franceschini sono una cosa e Moretti un altra.
    CI sono inoltre delle differenze fondamentali fra lotta armata e terrorismo, non si può utilizzare le due espressioni riferendosi alla stessa cosa e questo tra l'altro rientra nella differenza che c'è fra parlare di Curcio e parlare di Moretti.

    Qui non si tratta di rivalutare nulla o di svalutare qualche cosa. Non si tratta nemmeno di dare una valutazione politica e nemmeno di codificare una scelta politica di allora con valutazioni qualitative morali di oggi. Si tratta solo di analizzare un fenomeno lottarmatista (tra l'altro prettamente marxista-leninista e in questo è la grande differenza con le scelte dell'autonomia) rimanendo interni al periodo ed alle analisi politiche di allora. QUesta analisi DEVE essere scevra da codificazioni qualificative morali altrimenti si cade nella retorica sistemica volenti o nolenti.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Rispondo brevemente a terraeamore.
    Piperno parla delle BR dei primi anni perchè il contesto è esplicitamente quello visto che viene citato Curcio e non Moretti e mi spiace ma se vogliamo parlare per forza di BR allora bisogna parlarne con precisione e cognizione. Curcio e Franceschini sono una cosa e Moretti un altra.
    CI sono inoltre delle differenze fondamentali fra lotta armata e terrorismo, non si può utilizzare le due espressioni riferendosi alla stessa cosa e questo tra l'altro rientra nella differenza che c'è fra parlare di Curcio e parlare di Moretti.

    Qui non si tratta di rivalutare nulla o di svalutare qualche cosa. Non si tratta nemmeno di dare una valutazione politica e nemmeno di codificare una scelta politica di allora con valutazioni qualitative morali di oggi. Si tratta solo di analizzare un fenomeno lottarmatista (tra l'altro prettamente marxista-leninista e in questo è la grande differenza con le scelte dell'autonomia) rimanendo interni al periodo ed alle analisi politiche di allora. QUesta analisi DEVE essere scevra da codificazioni qualificative morali altrimenti si cade nella retorica sistemica volenti o nolenti.
    Fai bene anzitutto a distinguere con accuratezza il lottarmatismo dal terrorismo, cosa che io ho messo in un calderone impreciso per un discorso più generale. Il mio riferimento ovviamente è alla scelta terroristica di stampo BR. Ed è tale perchè riferito proprio alla dichiarazione di Pieperno che usa la parola terroristi ed "hanno ucciso". Dunque due cose piuttosto specifiche.
    In ogni caso capisco il tuo discorso e soprattutto il tuo timore, che peraltro è assolutamente fondato, di far cadere il discorso in un vizioso circolo sistemico e moralistico che non coglie nè le dinamiche del tempo, nè le determinanti in ballo.
    Insomma, per farti capire: io sono il primo che vuole denunciare il linguaggio mediatico-onirico per cui se viene tagliata la gola a un occupante italiano in Iraq si grida alla barbarie e al terrorismo, mentre se piovono bome assassine su belgrado e bagdad si parla di esporatazione di diritti umani.
    questa merda ideologica che ammanta di ipocrisia l'uomo contemporaneo è uno dei nostri principali nemici. E questo ci tengo a dirlo, poichè so che i miei discorsi per essere fondati e non puramente moralistici, devono essere ben qualificati, visto che il mio tentativo attuale è proprio quello di fondare il reale e l'umano su principi stabili ( non per questo rigidi, la differenza sia ben chiara).
    Dunque fai bene a riportare il discorso sul binario del contesto e dell'analisi, oltre il piagnisteo mediatico.
    Ma sappi, e già lo sai, che la mia ricerca non è affetta da quel tipo di deviazione, poichè ciò che mi interessa è proprio dare ordine e contesto agli eventi.
    Sapendo che la retorica della generalizzazione moralistica del giudizio facile ( tutti terroristi, tutti assassini, tutti cattivi) è un pericolo asfissiante cui bisogna sempre guardarsi.

    Per chiudere: quello che specularmente temo è solo la relativizzazione totale dei principi guida. E' un rischio che obiettivamente non possiamo trascurare, perchè martirizzare e glorificare è sempre molto facile se si abbandona l'analisi lucida dei contesti, in nome di un generico richiamo alla ribellione.
    Ma di questo abbiamo già parlato, e sono sicuro che troveremo, nello studio e nell'analisi, un punto di vista via via convergente.
    L'importante è proprio non perdere mai la bussola, nè in un senso nè in un altro, e non aver paura di dire: questo è un errore.

  3. #13
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    l'eroico GUERRIERO Piperno:
    Il rogo di Primavalle

    Nel 1973 un gruppo di Potere Operaio attuò un attentato noto come Rogo di Primavalle. Recentemente nel 2005 il nome di Piperno, in qualità di ex dirigente di Potere Operaio, è stato coinvolto (insieme a quelli di Lanfranco Pace e Valerio Morucci) nel cosiddetto Rogo di Primavalle. Su questo argomento ha dato una intervista (Repubblica online), in cui dichiara di essere stato informato dei fatti solo un mese dopo dell'accaduto.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    l'eroico GUERRIERO Piperno:
    Il rogo di Primavalle

    Nel 1973 un gruppo di Potere Operaio attuò un attentato noto come Rogo di Primavalle. Recentemente nel 2005 il nome di Piperno, in qualità di ex dirigente di Potere Operaio, è stato coinvolto (insieme a quelli di Lanfranco Pace e Valerio Morucci) nel cosiddetto Rogo di Primavalle. Su questo argomento ha dato una intervista (Repubblica online), in cui dichiara di essere stato informato dei fatti solo un mese dopo dell'accaduto.

    Te ad essere fuori luogo proprio nun ce rinunci mai vero? Prima cosa credo che qui dentro cosa sia il rogo di primavalle lo sappiano tutti quindi l'informazione è pretestuosa, seconda cosa Piperno fa riferimento al fenomeno brigatista in cui non è personalmente mai stato coinvolto quindi non centra nemmeno Potere Operaio, terzo Piperno riprende le parole di Massimo Fini. E Massimo Fini se non erro na vorta te lo portavi appresso.
    Quindi? Che ce dovevi dì che non ho capito?

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    Fai bene anzitutto a distinguere con accuratezza il lottarmatismo dal terrorismo, cosa che io ho messo in un calderone impreciso per un discorso più generale. Il mio riferimento ovviamente è alla scelta terroristica di stampo BR. Ed è tale perchè riferito proprio alla dichiarazione di Pieperno che usa la parola terroristi ed "hanno ucciso". Dunque due cose piuttosto specifiche.
    In ogni caso capisco il tuo discorso e soprattutto il tuo timore, che peraltro è assolutamente fondato, di far cadere il discorso in un vizioso circolo sistemico e moralistico che non coglie nè le dinamiche del tempo, nè le determinanti in ballo.
    Insomma, per farti capire: io sono il primo che vuole denunciare il linguaggio mediatico-onirico per cui se viene tagliata la gola a un occupante italiano in Iraq si grida alla barbarie e al terrorismo, mentre se piovono bome assassine su belgrado e bagdad si parla di esporatazione di diritti umani.
    questa merda ideologica che ammanta di ipocrisia l'uomo contemporaneo è uno dei nostri principali nemici. E questo ci tengo a dirlo, poichè so che i miei discorsi per essere fondati e non puramente moralistici, devono essere ben qualificati, visto che il mio tentativo attuale è proprio quello di fondare il reale e l'umano su principi stabili ( non per questo rigidi, la differenza sia ben chiara).
    Dunque fai bene a riportare il discorso sul binario del contesto e dell'analisi, oltre il piagnisteo mediatico.
    Ma sappi, e già lo sai, che la mia ricerca non è affetta da quel tipo di deviazione, poichè ciò che mi interessa è proprio dare ordine e contesto agli eventi.
    Sapendo che la retorica della generalizzazione moralistica del giudizio facile ( tutti terroristi, tutti assassini, tutti cattivi) è un pericolo asfissiante cui bisogna sempre guardarsi.

    Per chiudere: quello che specularmente temo è solo la relativizzazione totale dei principi guida. E' un rischio che obiettivamente non possiamo trascurare, perchè martirizzare e glorificare è sempre molto facile se si abbandona l'analisi lucida dei contesti, in nome di un generico richiamo alla ribellione.
    Ma di questo abbiamo già parlato, e sono sicuro che troveremo, nello studio e nell'analisi, un punto di vista via via convergente.
    L'importante è proprio non perdere mai la bussola, nè in un senso nè in un altro, e non aver paura di dire: questo è un errore.

    Guarda si ritornerebbe un pò al discorso che era iniziato in un certoq ual modo sulla questione Farc quindi non ti allungo la broda con cose che ci siamo già detti.
    Ribadisco che sono assolutamente convinto anche io che l'analisi da fare debba essere scevra da glorificazioni o mistificazioni in negativo come in generale da qualsiasi considerazione di carattere qualificativo sul piano morale. Non che non abbia una mia opinione in tal senso ma preferisco non scriverla in questa discussione proprio per evitare i rischi che hai enunciato.
    Sono proprio per questo convinto che le parole di Piperno oggetto di discussione comunque siano un ottimo tentativo ed un ottimo incipit per portare avanti un tale tipo di analisi e per questo mi sento di condividerle all'interno del discorso fatto fino ad ora in questa discussione.

  6. #16
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    Infatti..oltretutto è pretestuoso tanto piu' per il fatto che ll rogo di Primavalle insieme ad altre cause fu uno dei fatti che porto' allo scioglimento di Pot.Op..ma ritorniamo al tema...fa bene Sandinista a dire di dover contsetualizzare storicamente l'affermazione di Piperno che si riferisce ad un'epoca complessa e dilaniata da forti riferimenti ideologi lontana anni-luce dal contesto attuale ma va anche detto chiaramente, secondo me, che la scelta lottarmatista fu in tutti i sensi una scelta sciagurata e distruttiva.Su questo punto bisogna essere chiari ed è vero quanto dice TA che la scelta delle armi in quel periodo corrispose alla progressiva incapacita' di allargare la lotta al resto della societa' italiana..insomma piu' si chiudevano gli spazi e i movimenti si indebolivano e piu' alcuni pensavano sulla base di interpretazione del reale totalmente infondate di prendere certe "scorciatoie"...che fecero comodo solo al Potere , in un'epoca non dimentichaiamolo di Guerra Fredda con tutte le implicazioni del caso , per spostare il terreno di scontro dal problema politico a quello "militare"dove era per forza di cose vincente lo Stato.Infatti com'è andata a finire lo sappiamo tutti, ma gia' molti lo capivano all'epoca .

    Quindi ne' "bravo" ne' "cattivo" Piperno..semplicemente era meglio se avesse articolato un po' meglio il suo pensiero, senza cadere nel gusto della battuta.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Guarda si ritornerebbe un pò al discorso che era iniziato in un certoq ual modo sulla questione Farc quindi non ti allungo la broda con cose che ci siamo già detti.
    Ribadisco che sono assolutamente convinto anche io che l'analisi da fare debba essere scevra da glorificazioni o mistificazioni in negativo come in generale da qualsiasi considerazione di carattere qualificativo sul piano morale. Non che non abbia una mia opinione in tal senso ma preferisco non scriverla in questa discussione proprio per evitare i rischi che hai enunciato.
    Sono proprio per questo convinto che le parole di Piperno oggetto di discussione comunque siano un ottimo tentativo ed un ottimo incipit per portare avanti un tale tipo di analisi e per questo mi sento di condividerle all'interno del discorso fatto fino ad ora in questa discussione.

    sono d'accordo. Resta poi il fatto che possiamo dare un diverso giudizio relativo a determinate scelte. Ma di questo, ripeto, ci sarà tempo e modo di parlarne anche a voce..

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Infatti..oltretutto è pretestuoso tanto piu' per il fatto che ll rogo di Primavalle insieme ad altre cause fu uno dei fatti che porto' allo scioglimento di Pot.Op..ma ritorniamo al tema...fa bene Sandinista a dire di dover contsetualizzare storicamente l'affermazione di Piperno che si riferisce ad un'epoca complessa e dilaniata da forti riferimenti ideologi lontana anni-luce dal contesto attuale ma va anche detto chiaramente, secondo me, che la scelta lottarmatista fu in tutti i sensi una scelta sciagurata e distruttiva.Su questo punto bisogna essere chiari ed è vero quanto dice TA che la scelta delle armi in quel periodo corrispose alla progressiva incapacita' di allargare la lotta al resto della societa' italiana..insomma piu' si chiudevano gli spazi e i movimenti si indebolivano e piu' alcuni pensavano sulla base di interpretazione del reale totalmente infondate di prendere certe "scorciatoie"...che fecero comodo solo al Potere , in un'epoca non dimentichaiamolo di Guerra Fredda con tutte le implicazioni del caso , per spostare il terreno di scontro dal problema politico a quello "militare"dove era per forza di cose vincente lo Stato.Infatti com'è andata a finire lo sappiamo tutti, ma gia' molti lo capivano all'epoca .

    Quindi ne' "bravo" ne' "cattivo" Piperno..semplicemente era meglio se avesse articolato un po' meglio il suo pensiero, senza cadere nel gusto della battuta.
    Condivido in toto l'impostazione.
    A mio avviso una seria interpretazione di quel periodo dovrebbe muovere proprio da qui. E peraltro la tendenza di cui parli, scollamento dalla massa.ricorso alle armi è qualcosa che ha segnato profondamento la storia dell'opposizione al capitalismo in determinati contesti. E questo dovrebbe far riflettere molto.

  9. #19
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    OMNIA SUNT COMMUNIa

    Non credo si possa discutere e analizzare le vicende avvenute dagli anni "60 agli "80 su un forum, mancherebbe il confronto "materiale", chi ha vissuto quegli anni darà, per forza, un taglio diverso da chi basa le sue analisi dalle letture,dai convegni o trasmissioni e per aver vissuto in un periodo storico "anestetizzante", pronto a sparare accuse a chi si è fatto carico di, provare, ad "assaltare il cielo", con modi e mezzi che ha ritenuto opportuni, naturalmente anche sbagliando, ma ogni periodo storico ti dà anche gli strumenti da utilizzare per agire in quel contesto, oggi è troppo facile vivisezionare le lotte condotte, le sue vittorie e i suoi fallimenti, non dico che non si debba discutere di quei periodi, è il modo accusatorio che non mi piace, nostalgia? forse, o preferite il deserto che ci circonda?

    ARDITI NON GENDARMI

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer Visualizza Messaggio
    OMNIA SUNT COMMUNIa

    Non credo si possa discutere e analizzare le vicende avvenute dagli anni "60 agli "80 su un forum, mancherebbe il confronto "materiale", chi ha vissuto quegli anni darà, per forza, un taglio diverso da chi basa le sue analisi dalle letture,dai convegni o trasmissioni e per aver vissuto in un periodo storico "anestetizzante", pronto a sparare accuse a chi si è fatto carico di, provare, ad "assaltare il cielo", con modi e mezzi che ha ritenuto opportuni, naturalmente anche sbagliando, ma ogni periodo storico ti dà anche gli strumenti da utilizzare per agire in quel contesto, oggi è troppo facile vivisezionare le lotte condotte, le sue vittorie e i suoi fallimenti, non dico che non si debba discutere di quei periodi, è il modo accusatorio che non mi piace, nostalgia? forse, o preferite il deserto che ci circonda?

    ARDITI NON GENDARMI

    guarda che hai perfettamente ragione a rivendicare un periodo dove nel bene e nel male si è fatto un serio e radicale tentativo di cambiare le cose. capisco il tuo intervento e non voglio in alcun modo dare l'impressione di vivisezionare il passato facendo processi sommari ad eventi lontani, le cui dinamiche naturalmente sono complesse e difficili.
    Detto questo, però, mi sento di affermare l'importanza di un'analisi storica lucida ( che non vuol dire fredda ) sul passato, soprattutto perchè riguarda l'Italia, e non può che riverberarsi sulle stesse aspettative per il futuro, sapendo vedere errori, punti deboli, cosi' come i punti forti di esperienze di altri tempi che aiutino oggi a reimpostare una lotta efficace, reale e fondata.
    Dunque nessun processo a ciò che non esiste, nessun rancore posticcio o moralismo di buon senso.
    Soltanto la rivendicazione di un'autonomia di giudizio che non si invortichi nè nel moralismo sistemico ben noto nè nel mero accarazzamento romantico di qualcosa che è stato.
    Il tutto senza giudicare cinicamente con gli occhi del presente, ma con il preciso intento di capire per crescere e fare tesoro di un patrimonio in tutte le sue contraddizioni anche drammatiche

 

 
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