
Originariamente Scritto da
terraeamore
Fai bene anzitutto a distinguere con accuratezza il lottarmatismo dal terrorismo, cosa che io ho messo in un calderone impreciso per un discorso più generale. Il mio riferimento ovviamente è alla scelta terroristica di stampo BR. Ed è tale perchè riferito proprio alla dichiarazione di Pieperno che usa la parola terroristi ed "hanno ucciso". Dunque due cose piuttosto specifiche.
In ogni caso capisco il tuo discorso e soprattutto il tuo timore, che peraltro è assolutamente fondato, di far cadere il discorso in un vizioso circolo sistemico e moralistico che non coglie nè le dinamiche del tempo, nè le determinanti in ballo.
Insomma, per farti capire: io sono il primo che vuole denunciare il linguaggio mediatico-onirico per cui se viene tagliata la gola a un occupante italiano in Iraq si grida alla barbarie e al terrorismo, mentre se piovono bome assassine su belgrado e bagdad si parla di esporatazione di diritti umani.
questa merda ideologica che ammanta di ipocrisia l'uomo contemporaneo è uno dei nostri principali nemici. E questo ci tengo a dirlo, poichè so che i miei discorsi per essere fondati e non puramente moralistici, devono essere ben qualificati, visto che il mio tentativo attuale è proprio quello di fondare il reale e l'umano su principi stabili ( non per questo rigidi, la differenza sia ben chiara).
Dunque fai bene a riportare il discorso sul binario del contesto e dell'analisi, oltre il piagnisteo mediatico.
Ma sappi, e già lo sai, che la mia ricerca non è affetta da quel tipo di deviazione, poichè ciò che mi interessa è proprio dare ordine e contesto agli eventi.
Sapendo che la retorica della generalizzazione moralistica del giudizio facile ( tutti terroristi, tutti assassini, tutti cattivi) è un pericolo asfissiante cui bisogna sempre guardarsi.
Per chiudere: quello che specularmente temo è solo la relativizzazione totale dei principi guida. E' un rischio che obiettivamente non possiamo trascurare, perchè martirizzare e glorificare è sempre molto facile se si abbandona l'analisi lucida dei contesti, in nome di un generico richiamo alla ribellione.
Ma di questo abbiamo già parlato, e sono sicuro che troveremo, nello studio e nell'analisi, un punto di vista via via convergente.
L'importante è proprio non perdere mai la bussola, nè in un senso nè in un altro, e non aver paura di dire: questo è un errore.