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Introduzione
Al giorno d'oggi sentiamo sempre più parlare di software libero, ovvero quei programmi che hanno una licenza non proprietaria e che permettono un utilizzo più libero dei contenuti.
Ma è davvero importante parlare di questo tema con tutti i problemi sociali che affliggono il nostro amato paese e in più in generale il mondo? La risposta non può essere che sì.
Viviamo nell'era dell'informazione, di internet, dei social network e dei video su youtube per cui cercare di analizzare gli eventi che accadono attorno alla libertà di informazione sulla rete delle reti è una cosa fondamentale.
Bisogna evitare che i mezzi informatici si riducano allo stesso livello della comunicazione televisiva.
Noi tutti paghiamo il canone alla Rai come diritto alla cultura. Questo diritto alla cultura non ci viene minimamente garantito, perchè in tv, si sa, passa solo immondizia per cui lo stato ci impone in modo “mafioso” un pizzo pena multe salate e\o pignoramenti.
Tutto questo, in una società che vive di Grande Fratello, Maria De Filippi e Mtv è la prassi e passa inosservato ma qualunque individuo che cerca di diventare libero deve opporsi con fermezza a questi diktat sull'informazione.
A livello informatico, col software proprietario le licenze della maggior parte dei programmi hanno lo scopo di togliere all'utente la libertà di condividere e modificare il programma stesso.
Anche il software libero è soggetto a certe licenze però ovviamente porta una ventata di libertà non indifferente che se supportata può cambiare radicalmente la concezione della libera informazione.
Il termine “free”
Il termine “free” che, nella lingua inglese, ha il doppio significato di libertà e gratuità, è inteso nella accezione di libertà e non di prezzo. Il free software può anche essere venduto ma permette comunque di capire la modalità di lavoro del programma e di adattarlo alle proprie esigenze: offre la possibilità di redistribuire le copie; aiuta a migliorare il programma stesso, estende le possibilità di distribuire agli altri il contributo del proprio miglioramento, consente il lavoro in collaborazione senza vincoli.
Le quattro libertà
La Free Software Foundation ovvero la fondazione che ha avviato la “battaglia” contro le restrizioni sulle copie dei singoli programmi ha stilato una lista di quattro liberà fondamentali affinchè un software libero si possa considerare tale.
Le quattro libertà fondamentali sono:
Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo (chiamata "libertà 0")
Libertà di studiare il programma e modificarlo ("libertà 1")
Libertà di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo ("libertà 2")
Libertà di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio ("libertà 3")
Lo stato con la legge 4/2004 garantisce che “La Repubblica riconosce e tutela il diritto diE lo stato dov'è?
ogni persona ad accedere a tutte le fonti di informazione e ai relativi servizi, ivi compresi quelli che si articolano attraverso gli strumenti informatici e telematici.”
Pro e Contro
Fin qui abbiamo capito che ognuno di noi quando usa il pc ha delle alternative. Windows non è il solo sistema operativo disponibile, Internet Explorer non è il browser per definizione e soprattutto non dobbiamo più pagare per acquistare Office di Microsoft poiché vi sono alternative libere da certe costrizioni.
Tuttavia per essere corretti possiamo stilare una lista di pro e contro sul software libero.
Il primo pro che salta subito all'occhio sa molto di sociale poiché collaborare con sviluppatori, volontari e una comunità di appassionati che crede nell'idea non per soldi ma per passione permette la creazione di un mondo virtuale, dinamico, vivace e soprattutto più diretto rispetto all'assistenza tecnica di serie B di molti software prioritari...e il riferimento alla Microsoft non è casuale!!!Pro
Inoltre, non esistendo standard proprietari, le cui specifiche sono normalmente segrete, è molto più facile costruire software per cui ognuno di noi con un po' di esperienza e tanta pazienza può modificare i sorgenti dei file garantendo così la realizzazione di programmi senza difetti o quantomeno correggibili in poco tempo.
C'è anche da ricorda che essendo il sorgente liberamente consultabile, è molto difficile inserire intenzionalmente nel software backdoor, cavalli di Troia o spyware(delle sottospecie di virus) senza che questi vengano prontamente scoperti ed eliminati, come invece è accaduto per alcune applicazioni commerciali.
Altra caratteristica positiva del software libero è che attira i giovani poiché son attratti da un mondo, che rispetto a quello reale, li rende liberi e permette loro di creare, modificare o cancellare tutto quello che vogliono generando un certo senso di responsabilità(poichè si toccano dati sensibili) e di sviluppare capacità spendibili sicuramente sul mondo del lavoro.
Infine il software libero da anche delle ottime possibile, ancora non del tutto esplorate, alle aziende...ma per questo c'è una sezione apposta.
La prima critica al software libero viene da Bill Gates il guru nonché fondatore della Microsoft.Contro
Bill Gates, in una lettera aperta ai programmatori dilettanti, afferma che un software può esistere solo con il lavoro da parte di un team “ultra pagato” e non da un team di volontari. Probabilmente l'uomo più ricco del mondo mette al primo posto il capitale rispetto alla passione.
Altro problema del software libero è una sua certa complessità che può scoraggiare l'utente inesperto o che per varie ragioni non può dedicarci molto tempo o, ancora, non ha il materiale didattico adatto.
Proprio la mancanza del materia didattico è un altro punto a sfavore del software libero. Molte volte è difficile trovare documentazioni complete e realizzate in più lingue per cui gli utenti devono ricorrere ad un buon traduttore inglese o alla community sempre pronta ad aiutare i neofiti.
Parlando delle community c'è da ricordare, però, che alcune tipologie di software, soprattutto di nicchia, non sarebbero disponibili come software libero; infatti il software di nicchia non avrebbe abbastanza utenti per la creazione di una comunità che supporti lo sviluppo del software.
Infine un'altra critica che si fa al software libero è riferita alla sua struttura che definita “anarchica” porterebbe a risultati incoerenti e con una certa mancanza di uniformità.
Le ideologie sono belle, i fascisti sono su Marte e i ragazzini sono tutti dei maledetti hacker. Ma io che porto a casa la pagnotta che cosa ci guadagno ad usare un software libero?Non si vive di solo amore
Il software libero fa risparmiare innanzitutto qualche manciata di euro. Prendiamo l'esempio della suite office per l'ufficio. A marzo 2008 la nuovissima suite della Microsoft denominata Office 2007 costa nella versione Small Buisness ben 237€. A marzo 2008 la nuovissima suite OpenOffice 2.3 costa la bellezza di 0€, stessi servizi e funzionalità della controparte Microsoft, unica differenza il prezzo!
Inoltre la pubblica amministrazione italiana ha colto la palla al balzo e ha fornito una serie di programmi in versione “open” ai propri dipendenti così da fornire software che si possano modificare e magari adattare alle proprie esigenze fornendo strumenti sempre al passo col tempo e soprattutto indipendenti, decentrando e alleggerendo i nodi amministrativi centrali. Questo è stato fatto soprattutto per rimuovere e prevenire gli ostacoli che di fatto impediscono la piena parità di accesso alle informazioni e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, tenendo conto in particolare delle situazioni di disabilità, disagio economico e sociale e diversità culturale.
Questo esempio è applicabili anche i tutti gli altri settori sia essi pubblici che privati. Espongo, infine, l'ennesimo esempio proveniente da Linux Journal che dimostra l'impiego del software libero nel mondo del lavoro:
"[..]Per esempio, ho scritto, insieme con altri, un programma per un laboratorio di Fisiologia della mia zona che elabora i dati relativi ad un tipo di esperimento molto comune. Nei due anni di utilizzo, i medici hanno trovato talmente tanti modi per estendere il programma che ora questo software è considerato migliore delle soluzioni proprietarie. Se consideriamo il totale di quanto hanno pagato in questi anni, il programma risulta alla fine più costoso di alcune alternative proprietarie. Questo non è determinante per i miei clienti, poiché hanno ottenuto esattamente ciò che volevano e sanno di poter contare su ulteriori modifiche in grado di soddisfare eventuali loro nuove esigenze. Ovviamente il programma è software libero ed altri centri hanno dimostrato interesse ad averne una copia."
Questo breve articolo di facile lettura ha il compito di informare più gente possibile sul mondo del software libero e sulle sue innumerevoli possibilità. Inoltre serve a ricordare, a chi fa politica, che la libertà e la penetrazione della propria Idea nelle scuole o nei posti di lavoro passa anche attraverso il software libero, la libera informazione e l'informatica.Conclusioni
Fonti, citazioni, riferimenti
· Libero come un software di Nicola Furini
· LICENZA PUBBLICA GENERICA (GPL) DEL PROGETTO GNU
· Linuxdidattica: software libero nelle scuole
· Software libero e sostenibilità commerciale di Alessandro Rubini
· Software libero: mito o opportunità di Flavia Marzano
· Software libero pensiero libero (Vol 1. e 2.)
· Ufficioopen




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