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  1. #1
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    Predefinito Buon 50esimo compleanno Pace

    Un grafico usò l'alfabeto marinaro per regalare un marchio
    agli attivisti inglesi che si battevano contro il nucleare


    Il "No alla guerra" compie 50 anni
    così nacque il simbolo della pace


    dal nostro inviato VITTORIO ZUCCONI



    WASHINGTON - L'omino disperato che abbassa le braccia, ma che non si arrende di fronte all'idiozia della guerra, il simbolo inerme che terrorizza gli armati, falchi, guerrieri, prepotenti, commissari e generali compie cinquant'anni e se disperato sempre rimane, ancora non si è stancato di non combattere.

    Era nato, molto opportunamente, un venerdì santo come questo, nel giorno che commemora il massimo sacrificio di un portatore inascoltato di pace, ma non era nato negli Stati Uniti che lo avrebbero poi imposto al mondo scarabocchiato, cucito o appuntato alle divise della protesta per l'ennesima inutile strage, quella volta in Indocina. Era nato a Londra, a Trafalgar Square, nella marcia delle cinquanta miglia organizzata nel 1958 dai pacifisti inglesi per protestare invano contro il riarmo nucleare britannico.

    Come figlio di una potenza dei mari, fu quasi naturale che quel simbolo avesse ricavato la ispirazione grafica proprio dalle segnalazioni marine che le navi si scambiavano sventolando bandierine, prima che fossero introdotti i semafori per i messaggi in morse luminoso, le radio e i collegamenti satellitari. La "V" rovesciata che sta alla base dell'emblema è in realtà la lettera "N", nella segnaletica marina, la iniziale di "Nuclear" e la linea eretta verticale sta per la "D", di disarmo. Dunque la figura completa vuol dire semplicemente "Nuclear Disarmament".

    Fu creato da un grafico, racconta la Bbc che ha ricostruito la storia di questo "marchio" divenuto talmente universale da apparire orfano, come se fosse stata la creatura spontanea di un tempo e di una ribellione. Si chiamava Gerard Holton, ed era stato obbiettore di coscienza durante la Seconda Guerra Mondiale, finita appena 13 anni prima. Convinse lui gli organizzatori della marcia delle 50 miglia che la loro manifestazione esigeva un logo, un marchio, qualcosa che si appiccicasse agli occhi e alla memoria. Pensò a una variazione sul tema della croce cristiana, ma gli parve già molto sfruttata e non necessariamente associata alla pace, nei secoli bui. E alla fine ripiegò sulla combinazione dei due segnali navali, per dire "No alla Bomba" e sì al disarmo nucleare.


    Neppure lui avrebbe potuto sperare che quel simbolo, subito accusato da alcune femministe di essere pericolosamente fallico, si sarebbe attaccato alla fantasia del mondo diventando immediatamente leggibile e riconoscibile dal Tibet all'Arabia Saudita, dove ancora compariva sugli elmetti dei soldati americani pronti a invadere Iraq e Kuwait nel 1991.

    L'omino disperato invase l'America, dalle strade della San Francisco hippy della "estate dell'amore" ai motoscafi dei soldati lungo il Mekong in Vietam. Occupò le marcie di Woodstock, si fuse con il Sessantotto, divenendone uno dei luoghi principali. Terrorizzò il governo del Sudafrica negli anni dell'Apartheid razziale, che tentò di dichiararlo ufficialmente fuorilegge con prevedibile insuccesso, perché nella sua assoluta semplicità grafica basta un pennarello, una bombola, una matita grossa per essere riprodotto all'infinito. Fu accusato, dai soliti fanatici del cristianismo bellicista americano di essere un simbolo satanico, un richiamo all'Anticristo, con quel sospetto di croce a testa in giù, venerato dai seguaci di Belzebù.

    Lo ripresero gli attivisti neri dei diritti civili, per indicare subito, con Martin Luther King, la loro filosofia di rivolta non violenta e di rifiuto di armi e sangue, rifiuto che non fu accolto da chi sparò loro addosso. Costrinse generali e ufficiali superiori a inseguire i soldati che lo esibivano, vedendovi un segno di scarsa bellicosità, di dissenso, di ammutinamento pacifico: in Vietnam era passibile di punizioni fino alla corte marziale, quando ancora era esibito da pochi renitenti, prima che divenisse troppo diffuso per essere represso senza mandare davanti alla corte intere divisioni di Marines e fanti. Si arrese infine, dopo la guerra, il governo americano stesso che lo immortalò in un'emissione di francobolli negli anni '60, secondo il saggio principio del "se non puoi sconfiggerli, unisciti a loro".

    Finì su un pacchetto di sigarette molto fumate dai soldati americani, le Lucky Strike e nessuno osa calcolare quante volte e dove sia stato riprodotto in questi 50 anni, tra T-shirt e bandiere. E' stato un po' insidiato dai colori dell'iride, quell'Arcobaleno pacifista che, soprattutto dopo l'invasione dell'Iraq, ha cominciato a sventolare anche nelle strade di Londra dove l'omino depresso era nato, ma l'Arcobaleno si presta a equivoci, rappresenta coalizioni variopinte, inter razziali negli Stati Uniti, dove fu creato per la "Rainbow Coalition" del reverendo Jackson, e interpartitiche nei listoni elettorali italiani.

    Su quella figura che segnala disarmo, invece, non ci possono essere dubbi. Si può dissentire, addirittura fare causa a chi la espone in giardino, come è accaduto a una coppia di Denver, giudicarla ormai leziosa, demodé, inutile, ora che l'incubo del reciproco annientamento nucleare, così intenso nel 1958, ha lasciato - temporaneamente - la poltrona ad altri incubi elettoralmente più profittevoli. Ma come l'indice e il medio aperti a "v" di Churchill, anche questa curiosa ipsilon rovesciata che né il creatore inglese, né il suo corrispondente americano Ken Kolsburn vollero mai depositare e brevettare, rinunciando così a miliardi di royalties, vivrà ogni volta che l'umanità con un pretesto politico, religioso, economico, razziale, troverà un altro modo per massacrarsi. Cioè per sempre, il che spiega l'aria un po' moscia e depressa del l'omino cinquantenne, ma ancora in piedi.

    (21 marzo 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/03/sez...bolo-pace.html

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  2. #2
    per il centro-sinistra
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    Il movimento per la pace, dopo il secondo conflitto mondiale e la sconfitta del nazifascismo si legò in modo indissolubile al nome di Giuseppe Stalin e all'Urss. La creazione - con il decisivo contributo delle organizzazioni del movimento operaio comunista e socialista - dei PArtigiani della Pace costituì un passo importantissimo per la diffusione mondiale delal lotta contro la guerra ed il fascismo (che da quel momento divennero una sola cosa).
    Il movimento della pace che si riconosce nei valori dell'antifascismo (e direi perfino della Costituzione) non può non riconoscersi nel simbolo di Pablo Picasso, disegnato per i APrtigiani della Pace alla fine degli anni 40. Grazie a Stalin e all'Urss milioni di uomini e donne poterono battarsi nel mondo contro la guerra, con il sostegno e l'ausilio del movimento comunista internazionale, facendo della propria battaglia una lotta concreta e non un mero esercizio idealistico. Preferisco dunque il simbolo della colomba di picasso al cerchio (adottato ormai da cani e porci, comrpesi i Radicali di Pannella, che lo utilizzano in chiave anticomunista)

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Leninista Visualizza Messaggio
    Il movimento per la pace, dopo il secondo conflitto mondiale e la sconfitta del nazifascismo si legò in modo indissolubile al nome di Giuseppe Stalin e all'Urss. La creazione - con il decisivo contributo delle organizzazioni del movimento operaio comunista e socialista - dei PArtigiani della Pace costituì un passo importantissimo per la diffusione mondiale delal lotta contro la guerra ed il fascismo (che da quel momento divennero una sola cosa).
    Il movimento della pace che si riconosce nei valori dell'antifascismo (e direi perfino della Costituzione) non può non riconoscersi nel simbolo di Pablo Picasso, disegnato per i APrtigiani della Pace alla fine degli anni 40. Grazie a Stalin e all'Urss milioni di uomini e donne poterono battarsi nel mondo contro la guerra, con il sostegno e l'ausilio del movimento comunista internazionale, facendo della propria battaglia una lotta concreta e non un mero esercizio idealistico. Preferisco dunque il simbolo della colomba di picasso al cerchio (adottato ormai da cani e porci, comrpesi i Radicali di Pannella, che lo utilizzano in chiave anticomunista)

  4. #4
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    Il simbolo della pace non è stato inventato proprio da nessun grafico odierno.

    Questo è quanto troviamo su un edificio nei pressi del castello di Wewelsgurg. Il simbolo della pace riprende chiaramente l'Algiz (runa della protezione) rovesciata che indicava, a seconda dell'orientamento del simbolo, la vita e la morte di una persona.

    Proprio in quest'ordine:

  5. #5
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    Mmm...

    La simbologia non si inventa da un giorno all'altro, è vero e pacifico, però qualche analisi più approfondita mi toglierebbe qualche dubbio.

  6. #6
    per il centro-sinistra
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    mi riconosco solo nella colomba di Picasso

    non nell'altro simbolo

  7. #7
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    Fenris, se passa da queste parti, dovrebbe conoscere bene quella runa.

    Gli ho mandato un pvt, sperando intervenga a dir la sua.

  8. #8
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    Ringrazio Areazione per la segnalazione. Diciamo innanzitutto che la runa originale, cioè Algiz, è quella "dritta". Quellarovesciata è utilizzata, è vero, per indicare la morte di una persona, ma non fa parte del Futhark (l'alfabeto runico della tradizione nordica).

    Algiz è runa di protezione e rinascita, simboleggia un uomo con le braccia verso il cielo, e nel suo significato più semplice è un esortazione ad essere uomini. Dubito che il simbolo della pace ne abbia a che fare, secondo me chi lo ha creato non conosceva neanche le rune. NOn vedo perchè utilizzare un simbolo di morte per simboleggiare la pace, sarebbe stato più logico utilizzare l'Algiz dritta, il cui significato di protezione e rinascita potrebbe essere esteso a quello di pace (anche se la pace nella tradizione nordica era tutt'altro che un valore positivo).

    Just my 5 cents.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Fenris Visualizza Messaggio
    Ringrazio Areazione per la segnalazione. Diciamo innanzitutto che la runa originale, cioè Algiz, è quella "dritta". Quellarovesciata è utilizzata, è vero, per indicare la morte di una persona, ma non fa parte del Futhark (l'alfabeto runico della tradizione nordica).

    Algiz è runa di protezione e rinascita, simboleggia un uomo con le braccia verso il cielo, e nel suo significato più semplice è un esortazione ad essere uomini. Dubito che il simbolo della pace ne abbia a che fare, secondo me chi lo ha creato non conosceva neanche le rune. NOn vedo perchè utilizzare un simbolo di morte per simboleggiare la pace, sarebbe stato più logico utilizzare l'Algiz dritta, il cui significato di protezione e rinascita potrebbe essere esteso a quello di pace (anche se la pace nella tradizione nordica era tutt'altro che un valore positivo).

    Just my 5 cents.
    Basta vedere come i guerrieti conquistassero il Valhalla. Di certo non perchè stringevano patti di non belligeranza con le altre popolazioni.

    E quindi, vediamo un po' se ci ho capito qualcosa, l'Algiz rivoltato dovrebbe individuare un uomo che direziona le sue braccia alla terra (il contrario del cielo)?

  10. #10
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