



Questo dipende dalla precisione del calendario in uso. In un calendario perfettamente sincronizzato al moto terrestre (con le correzioni giuste, poichè una perfetta sincronia prevederebbe l'esistenza un pezzettino di giorno, il che è impossibile) l'equinozio è fisso.
UT UNUM SINT!




Ehm, no. Un tale calendario presupporrebbe aggiustamenti continui e non ogni quattro anni. Senza tener conto che in ogni caso anche con l'aggiustamento bisestile il calendario gregoriano non è preciso, tant'è che ogni X anni gli anni col doppio zero non sono bisestili.
Tra l'altro in astronomia si preferisce il computo giuliano a quello gregoriano.
Certo, infatti stabilire che l'equinozio di primavera cade sempre al 21 marzo è una convenzione. Astronomicamente ogni 125 (mi pare) anni si sposta indietro di circa un giorno.


Torno a dire che la "regola dell'equinozio" è una semplificazione, se non addirittura un falso.
Tanto per cominciare noi NON ABBIAMO gli atti del Concilio di Nicea. A furia di ricostruzioni si può arrivare a supporre che a Nicea (vedi canonistica antica) si vietasse di fare la Pasqua prima dell'equinozio, ma la regola (domenica successiva al plenilunio ecc.) è in realtà una ricostruzione di fine '500 inizio '600 fatta dai cattolici. In fin dei conti la Pasqua Ortodossa dipende semplicemente dalla Pasqua ebraica.
p. Daniele
p. Daniele Marletta
www.orthodoxia.it


http://www.cristianiortodossi.it/mon...calendario.htm
Articolo sul Calendario giuliano, con ampia discussione sulla Pasqua. L'articolo contiene alcune imprecisioni sulla questione quartodecimana, ma è sostanzialmente esatto nel ricordare come per il computo della Pasqua ebraica non abbia alcun peso l'equinozio di Primavera.
p. Daniele
p. Daniele Marletta
www.orthodoxia.it


Ovviamente con correzioni periodiche.
Cosa intendi per "computo giuliano"? Per la verità se intendi il computo della data di Pasqua in astronomia non ci si pone il problema ma ove ce lo si ponesse si userebbe il computo gragoriano come ovvio. Ma cosa c'entra con l'astronomia?
No, astronomicamente non succede un bel nulla, l'equinozio è sempre ad una distanza temporale fissa misurabile in secondi e loro multipli. Se si usasse un calendario suddiviso in modo da accordarsi col moto terrestre (tramite correzioni periodiche fisse) l'equinozio, pur oscillando di ore tra una correzione e l'altra non cambierebbe mai di data. Altra soluzione sarebbe la correzione una tantum come adottata a Nicea o da Giulio Cesare oppure da Papa Gregorio.
UT UNUM SINT!




Quindi si può sintetizzare che la pietra della discordia è la pasqua legata all'equinozio di primavera, non il calendario, come è ovvio.
Bisogna però avvertire tutti gli ecclesiastici ortodossi che calendario giuliano o grecoriano non c'entrano con la Pasqua ma casomai col natale. Non credi?
UT UNUM SINT!


Bene, però noterei una nuova contraddizione col Concilio di Nicea che vietava, pena la deposizione, ai chierici di celebrare la Pasqua nello stesso giorno degli ebrei ove cadesse in tale giorno.
Quindi questo mi fa pensare che la Pasqua venisse computata autonomamente dagli ebrei, mi sbaglio? Altrimenti la regola sarebbe stata di posticiparla di una settimana rispetto a quella ebraica.
Questo lo dico non sapendo però se tale parte del Concilio di Nicea sia accettata dagli ortodossi oppure si ritenga essere invenzione cattolica del '600, nel qual caso la contraddizione è nuovamente risolta.
UT UNUM SINT!