Citazione Originariamente Scritto da catholikos Visualizza Messaggio
Bene, però noterei una nuova contraddizione col Concilio di Nicea che vietava, pena la deposizione, ai chierici di celebrare la Pasqua nello stesso giorno degli ebrei ove cadesse in tale giorno.
Quindi questo mi fa pensare che la Pasqua venisse computata autonomamente dagli ebrei, mi sbaglio? Altrimenti la regola sarebbe stata di posticiparla di una settimana rispetto a quella ebraica.
Questo lo dico non sapendo però se tale parte del Concilio di Nicea sia accettata dagli ortodossi oppure si ritenga essere invenzione cattolica del '600, nel qual caso la contraddizione è nuovamente risolta.
La Pasqua Ortodossa deve seguire quella ebraica: è la domenica successiva. Quindi è salva la decisione di Nicea.
In antico, la primitiva comunità cristiana palestinese e le comunità giudeocristiane della diaspora celebravano la Pasqua alla fine del 15 di Nisan (o della sua equivalenza giuliana: 25 Marzo o il 14 di Artemisio [6 Aprile], secondo la zona), ovvero alla fine della festa della pasqua ebraica. Il "seguire " la Pasqua ebraica era cioè riferito all'ora della festa,più che alla sua data effettiva. Questa Pasqua giudeocristiana ( o anche quartodecimana) fu per molto tempo l'unica ad essere celebrata. La Pasqua domenicale comincia ad essere celebrata soltanto dopo l'anno 132. La cosa è molto interessante anche perché mostra che il calendario delle feste a data fissa precede quello delle feste a data mobile.

Per approfondire rimando all'ottimo studio citato da p. Mattia:
Thomas Talley, Le origini dell'anno liturgico, Queriniana. Il libro è molto denso, decisamente per "addetti ai lavori". Tra l'altro dimostra anche l'infondatezza di quella storiella che vorrebbe far derivare il Natale da una festa pagana legata al solstizio d'inverno.

p. Daniele