Beh, allo stato attuale non è che «essere inseriti in un discorso di “compagni”» rappresenti una garanzia… Tant’è che spesso ci troviamo in situazioni “sociali” dove la cultura dello sballo è ben radicata. Penso che il rigore morale non nasca da prediche e discorsi astratti, ma dal partecipare a situazioni dove l’individuo è coinvolto in pratiche dal forte valore sociale e solidaristico.
Per combattere la cultura della droga penso sia importante rafforzare o far nascere -dipende dai casi- il senso di “appartenenza” a situazioni dove è fondamentale il proprio contributo per raggiungere obiettivi ritenuti socialmente validi, in una prospettiva fortemente impregnata del senso della responsabilità sia individuale che collettiva.
È vero Bixio che oggi tutto sembra remare contro, ma intanto nel nostro “piccolo” rifiutiamoci di avallare una certa mentalità. In questo modo preserviamo l’integrità del nostro essere, ed è importante, ma diventiamo pure “testimoni” della coerenza del nostro agire e pensare. Ti sembra poco?




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