



Hai spiegato perfettamente la tua opinione e non sono daccordo con te.
La città deve progredire, muoversi e crescere nel rispetto delle sue preesistenze e della sua storia ma non vedo perchè debba rimanere schiava di questa. Le idee che accompagnano queste dinamiche sono figlie della cultura e della sensibilità dei cittadini.
Non pensare che nell''800 non si sia sprecata una parola sullo sventramento di via Dante (tanto per proseguire con l'esempio precedente). Venne completamente raso al suolo un intero quartiere popolare tra piazza del duomo e il castello. Lo stile prediletto all'epoca era l'eclettismo neoclassico per cui si diede al progetto questa connotazione... e non mancarono feroci critiche. C'era chi vedeva questo intervento troppo moderno e poco rispettoso delle preesistenze! Oggi credo che una passeggiata dal Cordusio non faccia rimpiangere le scelte.
La critica dei conservatori in ambito urbanistico, hanno sempre caratterizzato i grandi processi di cambiamento nella citta... Duomo, annessione dei corpi santi, i piani regolatori, la chiusura dei navigli... per ogni combiamento il coro dei contrari!
Nei grandi progetti Milanesi del terzo millennio non mi è sembra però che venga cementificata la città... anzi, vengono riconsegnate ai cittadini immense zone industriali in disuso regno per anni di degrado, baraccopoli e ratti oppure l'oscena fiera di milano, mucchio di capannoni e coperture in ethernit per ridare a quella zona un decoro e un immenso parco che connetterà il parco sempione al parco della montagnetta!


Su Piazza San Babila sono d'accordo, anche per me è da sempre quasi una sofferenza passarci. Lo scempio presente in molte parti di Milano si giustifica solo col fatto che, essendo stata quasi rasa al suolo dalla guerra, si è pensato solo a ricostruire in fretta, non al come farlo. (vedi per es. corso di p.ta Romana, accanto ad antichi e graziosi palazzi del 1800 si trovano all'improvviso delle torri moderne, che snaturano la via).
Costruire un grattacielo, anche bellissimo, nelle vie piccole e strette del centro di Milano, accanto ai palazzi del 1200 o del 1700, sarebbe un crimine contro l'umanità, secondo me; ma lo stesso non si può dire per es. della zona Repubblica, che ha diversi grattacieli (uno molto bello) che sono stati costruiti sul nulla (suppongo)...qui c'è uno stile omogeneo, ma moderno, e non è male, anche perchè i grattacieli con la loro linea slanciata e le loro facciate azzurrine sembrano quasi confondersi col cielo; i grattacieli in cantiere, come dice Max, saranno costruiti nella zona dell'ex fiera, cioè al posto di piloni di cemento e capannoni...che fanno schifo, altrochè. E a Milano ne abbiamo a iosa di zone che sono terra di nessuno da un punto di vista stilistico.
I veri scempi urbanistici a Milano non saranno mai dei bei grattacieli progettati da architetti di fama mondiale, dopo tanto di gara, inseriti armoniosamente in un contesto urbano omogeneo e con molto verde intorno...no, di quelli non ne abbiamo, e ne sentiamo la mancanza; gli scempi urbanistici veri sono le orribili torri, parallelepipedi di cemento grigi e tristi, senza un solo elemento architettonico ad abbellirle, progettate da architetti ignoti itagliani e costruite a ritmi forsennati negli anni 60...non vorrei che i cittadini milanesi, scottati dall'esperienza edilizia degli anni 60, rifiutassero in modo pregiudiziale un'architettura moderna ma di tutt'altra qualità, che è quella che si sta attirando ora.
Facciamo un esempio pratico, via Cenisio accanto al Monumentale: di fronte al Monumentale abbiamo una serie di costruzioni piuttosto vecchie: secondo me sono oscene e inguardabili, di una tristezza rara, se fosse possibile le raderei al suolo tutte; poco più in là c'è il palazzo moderno della bticino, bianco e a specchio, inserito in un giardino curato: secondo me è la più bella costruzione della via, e di gran lunga.


Sono daccordo!
Per il monumentale salverei assolutamente la sede dell'Enel, un bellissimo esempio di architettura razionale fascista! Da li, tutto l'asse monumentale, piazza baiamonti via volta dovrebbe essere rivisto nell'ambito della viabilità... nessuno si accorge infatti dei bei palazzi e della povera porta volta che giace tra due benzinai e ruderi della guerra!


no no fides che l'è tera de conquista anca la brianza oramai , hinn adrèe a fa sù cà depertutt e la magiuranza de la gent che la vegn denta de cà hinn i ''milanes'' de segunda o terza generaziùn che scapen de Milan per lasà ul post ai negher e ai cines ...
tuta chesta diferenza la vedi mea, in certi casi l'è mej ol terùn , ma spess e vulentera preferisi ul negher![]()






ho tra le mani la tavoletta topografica al 25.000 "milano" degli anni 30: che bella milano!!!!!
la stazione centrale è in campagna. città studi appena accennata....si vedono le cascine che adesso sono in centro.
comunque secondo me i veri orrori sono i quartieri anni '60. fatevi un giretto a san giuliano milanese... (tra l'altro c'è una fauna...)


X Novis e Max.
Sono un inguaribile nostalgico ( e ignorante come una capra in architettura).
Diciamo che la mia contrarietà è dovuta al fatto di ciò che è stato compiuto nel centro di Reggio Emilia dagli anni '60 in avanti. Oddio, chiariamoci, da non paragonare minimamente a Milano in quanto non è altro che un paesone di campagna (una volta forse...), però sono stati compiuti veri e propri scempi che gridano tutt' ora vendetta.
Forse il mio odio per il moderno nei centri storici e nelle nostre campagne è dovuto anche a questo![]()


Diciamo che tra tutta la cintura dei comuni milanesi non si slava praticamente nulla. Uno scempio architettonico, demografico, naturale (inteso nel senso letterale di natura) e che ha irrimediabilmente rovinato l'intero hinterland grazie a massicce dosi di immigrati.
Tanto per fare un esempio, leggo cercando qua e là che Rozzano in dieci anni passò da 6.000 a 33.000 abitanti. Roba da far accapponare la pelle...