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  1. #21
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    Predefinito Da piazza Verdi un’altra e-mail notturna al sindaco

    SCRIVE, per consolarsi un po’. Loris Folegatti di ‘Stop al degrado’ ormai è diventato un corrispondente fisso del Comune dal fronte di via Petroni.
    Ha spedito l’ultima mail sabato notte, tenuto sveglio dal suono dei tamburi in piazza Verdi.
    Si è rivolto ancora una volta all’«egr. sign. Sergio Cofferati, mi scusi se non la chiamo sindaco ma visto l’interesse che mette nei confronti dei suoi amministrati, non mi riesce più di riconoscerla come tale».
    I suonatori di bongo hanno continuato «almeno fino alle tre di notte — ha preso i tempi —. Ho chiamato i vigili alle due e mezzo, non mi hanno nemmeno lasciato finire la frase. Sappiamo già tutto, hanno detto. Devono aver telefonato in tanti, dopo una mezz’ora non si è sentito più niente».
    Folegatti ha già scritto altre volte al sindaco.
    Sempre sullo stesso tema: degrado, bivacchi e prepotenze.
    Ora gli chiede: «Cosa aspetta a intervenire per far cessare tutto ciò? Aspetta forse che qualche cittadino impazzisca e commetta gesti inconsulti?».
    Nei prossimi giorni l’attivista di ‘Stop al degrado’ ospiterà a cena l’assessore Libero Mancuso, che ha ricevuto dal sindaco anche la delega alla sicurezza, e il presidente del Quartiere San Vitale, Carmelo Adagio.
    Oggi, infine, Folegatti chiederà un incontro al questore Luigi Merolla, conosciuto casualmente in piazza Verdi il primo maggio.
    Nella stessa delegazione anche l’associazione Scipio Slataper e la Contrada.


    di: ri.ba.

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 05/05/2008



  2. #22
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    Predefinito

    stanotte ho parlato a lungo con un amico di Verona.
    mi ha detto una cosa che mi ha fatto molto riflettere riguardo i temi "concretezza", "normalità" e "ideologia".

    Mi parlava di Tosi, il loro sindaco, dicendo che quando lui va in strada a parlare con la gente per sentire quali sono i problemi, le vecchiette lo abbracciano e lo invitano in casa a bere il grapìn.
    Mi diceva che c'era uno stabile abbandonato occupato da panche bestie e lazzaroni simili, che facevano casino tutta la notte. Quando gli abitanti della zona sono andati a dirgli che volevano dormire, alla mattina si sono trovati le auto rigate e con le gomme tagliate.
    Alla sera lo stabile era già stato raso al suolo dalle ruspe mandate da Tosi.

    Il concetto su cui riflettere, e se vogliamo la differenza fra l'Emilia e il resto del Nord, è che dalle altre parti viene visto come OVVIO che un Sindaco DEVE stare dalla parte della gente NORMALE, quella che lavora e paga le tasse, quella CIVILE e NON quella dei fancazzisti che rovinano la nostra società.

    Qui da noi invece non fanno altro che elucubrare su improbabili cambiamenti degli assetti urbanistici, in vena di megalomania, mentre i problemi della città sono ben noti e nessuno ha il coraggio di affrontarli seriamente una volta per tutte.
    E che non si dica che "è colpa di rifondazione" perchè a Bologna la giunta ha la maggioranza solo con PDS e margherite.
    La pedonalizzazione dell'area universitaria fa parte di questo concetto: non vogliamo affrontare il problema, non vogliamo CACCIARE DA BOLOGNA queste centinaia di PARASSITI e allora cerchiamo di inventarci un palliativo, sperando di dividere la gente sulla questione.
    DIVIDE ET IMPERA!

  3. #23
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    Predefinito

    Caro FLNE,

    ho tanta paura che, se non si mette un freno consistente subito, poi sarà veramente troppo tardi, e non si potrà più tornare indietro.

    Senti questa:


    -----


    VIA ALBANI LA DENUNCIA DI UN RESIDENTE ALLA POLIZIA

    «Ho i pusher sotto casa Devo uscire dalla finestra»

    QUANDO
    i cittadini di una zona degradata protestano perché non possono «più uscire di casa», oppure perché si sentono «assediati dagli spacciatori», di solito non intendono essere presi alla lettera.
    Diverso è il caso di una famiglia che abita in un condominio Acer di via Albani, alla Bolognina, nel complesso di edilizia popolare che fiancheggia il mercatino e che va dal civico 12 al 18.
    Un ragazzo di 21 anni ha infatti denunciato alla polizia, lo scorso 24 aprile, di essere minacciato da un turbolento gruppo di giovani che la sera staziona sulle panchine davanti al palazzo, oppure nel cortile condominiale, a bere e fumare.
    «E’ da tempo — si legge nella denuncia — che sono costretto a uscire dalla finestra della mia camera per evitare di incontrarli sotto il portone di casa».

    LA FINESTRA si affaccia sul retro del condominio e questo permette di girare al largo.
    «Ci sono 10-15 ragazzi italiani e nordafricani — racconta il residente —. Stanno per ore sulle panchine, bevono e tra loro girano droghe. Ogni mattina resta a terra un tappeto di bottiglie, cicche, cartoni di pizza e altra immondizia».
    Negli uffici della Questura il ragazzo ha raccontato che la situazione rimonta a circa un anno fa, quando lui si sarebbe rifiutato di accompagnare in motorino un giovane marocchino a comprare del fumo: «Lui mi rispose che me l’avrebbe fatta pagare e in effetti, da quel giorno, sono stato preso di mira da lui e dai suoi amici».
    Prima gli insulti, «poi anche minacce gravi: ‘Ti ammazziamo, ti bruciamo vivo, ti diamo fuoco ai mezzi e all’appartamento con la tua famiglia dentro».
    Nel complesso Acer, anche chi non ha avuto ‘incontri ravvicinati del terzo tipo’ col gruppo incriminato, non è certo confortato dalla rumorosa presenza.

    «A ME HANNO tirato sassi dentro casa», racconta una signora.
    «La sera stanno sempre qui — insiste —, guardate l’immondizia che lasciano a terra».
    «Il problema è che fanno baccano fino a notte fonda e non si riesce a dormire», spiega un altro cittadino.
    I residenti sospettano che i ragazzi siano anche responsabili di danneggiamenti ad auto e scooter: «Gomme bucate, vetri spaccati — aggiunge il ventunenne —. Io ogni sera devo portare il motorino dentro la cantina e mi hanno già danneggiato il parabrezza a sassate».
    La situazione è testimoniata da una Twingo, semidistrutta, ferma nel cortile.
    Un altarino di bottiglie e cartacce indica l’angolo dove il gruppo ha trascorso la serata precedente.

    IL PERIMETRO racchiuso fra le palazzine è frequentato anche da altri personaggi: attorno alle 14.30 due uomini sui trent’anni sbucano dalla recinzione attraverso cui si accede alla centrale termica.
    Il cancello è chiuso a chiave ma i due scavalcano dall’interno e si allontanano a passi veloci.
    Dietro di loro, nella ‘tana’ protetta da due rampe di scale, resta un tappeto di giornali, alluminio e una siringa.
    Lo spaccio è un’autentica piaga per la Bolognina.
    In un cantiere al civico 26 della stessa via l’altra mattina la polizia ha compiuto un blitz: nel sottotetto dell’edificio dormivano quattro nordafricani, tutti irregolari, uno dei quali è stato arrestato.


    di: Enrico Barbetti

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 06/05/2008


    -----


    Vargognaaaaaa!!!

  4. #24
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    cosa farebbe in questo caso un SINDACO ALLA TOSI? e cosa fa invece cofferati?

  5. #25
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    Angry An: «Tenuti lontani da piazza Verdi»

    Le ‘passeggiate’ in tutti i quartieri.
    «Ci hanno impedito di andare nella zona calda»



    di RITA BARTOLOMEI

    ALLE undici di ieri sera, dopo un’ora di ronda, Enzo Raisi e Galeazzo Bignami di An ‘sgomberano’ due spacciatori che stanno tirando eroina o chissà che sulle scale del Pincio.
    Un drogatoio e un bagno pubblico, dopo anni di promesse.
    Quelli capiscono che non tira aria, si alzano e cambiano zona.
    Sotto, attorno alla fontana, c’è un odore da svenire.
    Per terra siringhe e molto altro.

    PASSEGGIATA con seguito di telecamere, fotografi e cronisti tra lo sporco della Montagnola e gli sbandati che dormono sulle panchine in piazza della stazione.
    E passeggiata anche sotto i portici di via Indipendenza.
    Raisi, ex assessore della giunta Guazzaloca, si fa prendere dalla nostalgia.
    Sospira: «Noi avevamo risanato tutto, qui».
    Marco Sarti della Piazzola, fisico del ruolo, richiama l’attenzione: «Guardate il portico, praticamente deserto. La gente ha paura a uscire di casa».
    Alle 23.30 Raisi annota: «Che strano, non si è vista neanche una divisa».
    E in piazza XX Settembre proprio in quel momento si materializza un’auto dei carabinieri.

    HANNO RISPOSTO all’appello di An in 52, ne aspettavano 12.
    Si contano alle nove di sera, ritrovandosi prima di presentarsi ai giornalisti.
    Padri di famiglia in cravatta, universitari e consiglieri di quartiere come Davide Nanni del Navile.
    Donne e ragazze.
    Iscritti al partito, quasi tutti.
    C’è chi arriva da Bazzano, «noi le ronde le facciamo già da tempo».
    Si dividono e perlustrano in auto la città, da Borgo Panigale al Reno, dal Saragozza a Santo Stefano al Pilastro.
    Attenzione speciale alla Bolognina e al Savena.
    Hanno macchine fotografiche e fischietti, nessun segno di riconoscimento.
    Il materiale sarà poi raccolto in un dossier e presentato al sindaco Sergio Cofferati. «E’ lui che deve fare e non fa», attaccano i finiani.

    RONDE in tutta la città, anzi no.
    «Non andremo in zona universitaria, lo dico con rammarico — spiega ai suoi Bignami, prima di cominciare la serata —. Là c’è qualcuno che rompe le scatole».
    Poi, rivolto agli universitari: «Mi spiace chiedervi di stare ai box, ma non voglio vedervi tornare a casa con un occhio nero».
    Più tardi, davanti ai giornalisti, sferra l’attacco politico: «Piuttosto che preoccuparsi di noi, bisognerebbe che il prefetto si preoccupasse di chi organizza manifestazioni non autorizzate. E’ il mondo che si rivolta, qui».
    Angelo Tranfaglia si era raccomandato sulle ‘passeggiate’: «Occorre grande prudenza, attenzione e senso di responsabilità per evitare che possano apparire iniziative di parte».
    Manes Bernardini, segretario della Lega nord, appoggiandosi ai City Angels aveva bacchettato gli alleati: «Le cosiddette ronde devono portare sicurezza e non essere l’anticamera di situazioni di tensioni cittadine».
    Enrico Postacchini, neo presidente dell’Ascom, era rimasto alla finestra: «Vediamo come va. Tutto serve, ma dev’essere inserito in un progetto complessivo». No agli interventi spot, insomma.

    MATTIA Kolletzek, leader di Azione giovani, non s’arrende.
    «Ci rattrista molto non poter andare all’università — rimugina —. La zona universitaria è casa nostra. La proposta delle passeggiate è arrivata da noi. Se una persona non fa nulla di male, cos’ha da temere? Noi vogliamo proteggere anche la libertà degli studenti. Se parteciperemo al bando di Mancuso? Lo valuteremo».
    Ma le ronde o passeggiate che siano continueranno?
    «Vedremo — è possibilista Bignami —. Stasera ci aspettavamo 12 persone e ne sono arrivate più di 50. E’ un buon inizio. Potremmo costituire un’associazione o decidere di appoggiarci ai City Angels».
    Raisi non demorde: «Si critica la nostra iniziativa? Ma un partito è anche questo, fa cultura e politica. La gente s’è chiusa in casa, per paura. Noi vogliamo dimostrare ai cittadini che non sono soli».
    Un tesserato, professionista di 62 anni, appare molto convinto: «Metto a disposizione anche due sere a settimana. Pensate al ritorno elettorale... La sicurezza è un tema che sentono tutti».
    Raisi, che ha l’aria di volersi candidare a sindaco, svia: «Per lo meno regaleremo una serata molto tranquilla ai bolognesi, con tutta questa gente che gira».
    A mezzanotte e mezzo si rincasa.
    Bignami può tirare un sospiro di sollievo.
    Aveva resistito per tutto il giorno alle pressioni di chi voleva convincerlo a mollare.
    Fa l’ultima telefonata alle pattuglie e conclude: «Tutto a posto».
    A parte i problemi di sempre, chiaro.


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 07/05/2008

  6. #26
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    Predefinito

    ieri sera ero in piazza verdi.

    SCANDALOSO

    c'erano le telecamere delle tv che intervistavano i panche bestie, mentre di fianco impaurite vecchiette provavano a uscire dal teatro comunale, scansando cani, bottiglie e puzzoni che bivaccavano infastidendole.
    siamo in un mondo che gira alla rovescio!!!! intervistavano i panche bestie!!!!

    Degli ANali nessuna traccia. Mi pare più verosimile che siano stati loro stessi a voler driblare piazza verdi, di fronte ad un muro umano di varia specie ed olezzo, sapientemente organizzato dai comitati di sinistra, che evidentemente nel degrado ci sguazzano.

    Quella di an è stata una maniera di farsi un po' di pubblicità e basta, andando a pescare i volontari fra qualche fascistello terrone universitario, che ha pensato bene di passeggiare nelle aree più tranquille e a mezzanotte tutti a casa...

    Sono curioso di sapere quante altre ronde faranno. una? due? non credo di più.

    Mi pare molto più sensato, invece, DEPOLITICIZZARE le ronde, appoggiando le strutture già esistenti sul territorio come gli Angels. Bisogna scindere se si vuole bene a Bologna o solo alla scheda elettorale.

    E la sinistra, ancora una volta, deve vergognarsi.

  7. #27
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    Predefinito Volontari: Furlan: «Presto il nuovo Corso Di Formazione»

    City Angels, boom di adesioni in pochi giorni

    UN ‘BOOM’ di richieste di adesione ai City Angels sotto le Due Torri.
    A pochi giorni dal ‘debutto’ su strada (previsto per domani sera) delle pattuglie dei «volontari di strada d’emergenza» l’associazione sostiene di aver ricevuto in soli due giorni la bellezza di 21 telefonate da cittadini che chiedono di far parte dell’associazione di volontari anticrimine.
    Al punto, hanno spiegato, che è necessario iniziare nel giro di qualche giorno il nuovo corso di formazione.
    «Ma prima di iniziare il corso ogni aspirante volontario deve superare un colloquio psico-attitudinale — ha messo in guardia il fondatore Mario Furlan — non vogliamo nè Rambo nè pusillanimi, bensì gente equilibrata e coraggiosa, capace di reggere allo stress e di mantenere il sangue freddo sotto pressione. Per questo scartiamo subito circa un terzo degli aspiranti Angeli».
    Furlan è tornato ad auspicare una presenza numerosa di immigrati, come avviene nelle altre sedi dell’associazione. I primi dieci City Angels bolognesi — sei uomini e quattro donne — faranno la loro prima uscita su strada appunto venerdì. Il percorso prevede la partenza alle 21 dalla loro sede in via dei Bibiena 2/2, accanto a piazza Verdi, nella zona universitaria.
    Si tratta della stessa zona evitata l’altra sera dalle ‘ronde’ di An.
    I volontari hanno infatti evitato di attraversare piazza Verdi, dove il passaggio era previsto per le 22, per non cedere «a provocazioni» visto che già dal tardo pomeriggio nella piazza universitaria si erano radunate le cosiddette ‘anti-ronde’ organizzate dal collettivo studentesco Cua.
    I City Angels d’altra parte, ci tendono a distinguersi dalle «ronde improvvisate, che spesso più che ultili rischiano di essere dannose».
    L’associazione, una onlus che si sostiene con l’aiuto di imprese e privati, esiste già in varie città italiane, da Milano a Roma, da Torino a Salerno.
    Il coordinatore bolognese è l’impreditore Giancarlo Zecchini, mentre nel gruppo è presente anche Hendrik Atti, il tassista che salvò una ragazza da uno stupro facendo arrestare l’aggressore.

    LE PATTUGLIE dal basco blu saranno in strada due volte la settimana il martedì e il venerdì dalle 21 a mezzanotte: primi obiettivi, tenere sotto controllo piazza Verdi, stazione e Montagnola.
    «Daremo una mano ai cittadini — spiega Furlan — e cercheremo di aiutare senzatetto e punkabbestia con cibo e coperte. Anche medicazioni, se serve. La sicurezza — è l’ammonimento — passa innanzitutto attraverso la solidarietà».


    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 08/05/2008

  8. #28
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    l'ultima frase mostra come questi volontari, che vengono da fuori, hanno un'idea distorta di Bologna. Infatti i panche bestie eccetera non vanno incoraggiati, bensì EIETTATI.

    A parte il dettaglio (sono giovani, impareranno) ritengo he la via giusta sia quella di DEPOLITICIZZARE le ronde, se si vuole la collaborazione di TUTTI i cittadini per bene, quindi credo che la via migliore sia proprio la collaborazione con queste forme già esistenti i aiutanti civici e NON il giretto col SUV per via indipendenza fino a mezzanotte, facendosi riprendere dalle telecamere, vero raisi?

  9. #29
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    ieri notte ho visto per la prima volta "dal vivo" i city angels. 5 persone tutte bardate col basco e il giaccone all'americana, seguiti da 6 giornalisti con telecamera!!!!

    se è servito a dare una buona immagine tramite media, ok. se è solo per fare spettacolo, allora non sono d'accordo.

    Stiamo a vedere. in linea di massima io apprezzo molto questo tipo di ronda "civile" che sta bene a tutti i cittadini, perchè fino a quando i partiti vogliono prendersi dei meriti che non hanno, avranno sempre contro i 2/3 dei bolognesi.

  10. #30
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    Predefinito «Attenti a piazza Verdi Si rischia anche di giorno»

    Montezemolo impietoso.
    Il sindaco: «Macché decadenza»

    LO SCHIAFFO
    arriva alla fine, dopo quasi tre ore di assemblea: «Quando qualcuno in pieno giorno corre il rischio di attraversare piazza Verdi è un eroe».
    Luca Cordero di Montezemolo, ieri in Fiera alla riunione di Unindustria, non ha esitato a mettere in luce le spine di Bologna, come la scarsa sicurezza appunto.
    Ma alla sua ultima uscita pubblica da presidente di Confindustria — è in scadenza di mandato — ne ha anche rilanciato il ruolo di capitale regionale, pur riconoscendo «che non è più quella di tanti anni fa».
    E avvertendo: «Dobbiamo stare attenti in questa regione al ruolo di questa città e alle sue eccellenze. Dobbiamo ritrovare slancio».

    MONTEZEMOLO dal palco, davanti al suo successore designato Emma Marcegaglia, agli imprenditori e alla classe dirigente bolognese col sindaco Sergio Cofferati in prima linea, ha messo l’accento sulle parole pronunciate da Gaetano Maccaferri.
    Il presidente di Unindustria aveva chiesto una collaborazione trasversale per risollevare il futuro della città.
    Una Bologna, dice Montezemolo, «che ha bisogno di uno sforzo comune. E gli imprenditori ci devono stare e ci stanno».
    Il numero uno degli industriali ricorda Bologna come luogo di progettazione, cita ateneo, «un centro di eccellenza», e Fiera, «esempio di rapporto tra pubblico e privato ma che ora deve essere un’azienda condotta come le altre».
    Una città che «ha avuto una meravigliosa crescita, ma pure problemi: mi dispiace vedere che tante imprese non ci sono più».
    Bisogna ripartire.
    E «questo non è un discorso partitico o politico. Dobbiamo trovare il modo di sostenere questa capitale con grandi investimenti», in beni materiali e immateriali.
    Critica: «Quando in una città ci vogliono 15 anni per fare un casello autostradale bisogna rendersi conto che ci sono tempi non più compatibili».
    Insomma «serve uno sforzo comune».
    La chiusura è un appello agli imprenditori: «Girate il mondo, criticate Bologna, ma quando tornate date un contributo perché è una città straordinaria», dove è nato e dove, ha detto, gli piacerebbe vivere.

    DOPO l’assemblea, il sindaco Sergio Cofferati ha negato la decadenza della città, messa in luce dagli industriali: «C’è un problema di scarto tra le condizioni oggettive e la percezione della realtà».
    Concorda sull’appello alla collaborazione. «Sono d’accordo. La collaborazione nasce dalla capacità dei soggetti di lavorare insieme anche quando sui singoli temi ci sono sensibilità e opinioni differenti. Confronto e ricerca di obiettivi comuni sono temi importanti e utili sempre».


    di: Matteo Naccari

    da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 10/05/2008


    -----


    Ma basta!! Ma in che mondo vive il Signor Cofferati??

 

 
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