Pagina 10 di 15 PrimaPrima ... 91011 ... UltimaUltima
Risultati da 91 a 100 di 142
  1. #91
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E' in corso da questa mattina al centro congressi Frentani la riunione della direzione del Pdci, con all'ordine del giorno l'analisi del voto del 13-14 ottobre. A quanto riferiscono alcuni partecipanti la segreteria avrebbe messo sul tavolo l'ipotesi di un congresso straordinario del partito prima dell'estate e ora sta proseguendo il dibattito. In mattinata, alle telecamere di SkyTg 24, prima di entrare alla riunione, Diliberto aveva ribadito il suo favore per l''appello dei 100' su una costituente dei comunisti. ''Vorrei rifare - aveva detto - una rifondazione comunista com'era quando era tutta intera. Un partito medio-grande''...

  2. #92
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Dalla newsletter di Essere Comunisti n. 94 | 18 aprile 2008 | Speciale elezioni


    Rilanciamo RIFONDAZIONE COMUNISTA!
    I risultati definitivi delle elezioni politiche ci consegnano un quadro drammatico. La coalizione di Berlusconi supera di oltre nove punti l'alleanza di Pd e Italia dei Valori e conquista un vantaggio consistente anche al Senato. La Lega Nord raggiunge percentuali estremamente significative (tornando ai risultati del 1992) mentre in alcune regioni le liste neo-fasciste raddoppiano in due anni i propri voti. Contemporaneamente il Pd non realizza la rimonta annunciata in campagna elettorale e ottiene un risultato ben inferiore alle aspettative.
    La conseguenza è che il prossimo Parlamento vedrà una salda maggioranza di deputati e senatori del Pdl e della Lega Nord, in grado di avviare - con il possibile benestare di Veltroni - una stagione di riforme istituzionali e costituzionali che potrebbero fare dell'Italia una repubblica presidenziale in un sistema tendenzialmente bipartitico e con una nuova legge elettorale maggioritaria.
    Ad opporsi a questa deriva nel prossimo Parlamento non ci saranno rappresentanti della Sinistra, il cui risultato elettorale è catastrofico. Basti dire che il 3% raccolto dalla Sinistra l´Arcobaleno è meno della metà dei voti ottenuti alle ultime elezioni politiche dalla sola Rifondazione Comunista.
    Ma è soprattutto un risultato fallimentare sul piano politico. Paghiamo venti mesi di governo Prodi insensibile alle ragioni dei lavoratori e dei soggetti sociali deboli. E paghiamo il fatto che il nostro atteggiamento, all'interno di quel governo, è stato per larghi tratti a-conflittuale e subalterno.
    La seconda causa di un risultato così disastroso riguarda il progetto politico a cui ha alluso la lista unitaria. Un progetto politico senza anima, che non ha appassionato nessuno, privo di una qualsiasi identità politica.
    Chi ha parlato in queste settimane della lista unica come del primo passo verso la costruzione di un partito unico della sinistra e ha agito nella direzione di accelerare questo processo, non ascoltando la contrarietà diffusa nel corpo del partito, ha commesso un ingiustificabile errore politico. Come si è visto dal risultato elettorale, aver cancellato la falce e il martello dal simbolo elettorale non ha fatto acquisire alla Sinistra alcun voto. Al contrario, ne ha fatti perdere molti, in un elettorato consolidato e abituato a riconoscersi in quei simboli.

    Sono arrivati al pettine i nodi contenuti nella proposta politica avanzata con il congresso di Venezia, quando si sancì l´internità al governo "senza se e senza ma" e si lanciarono le basi per superare il Prc e dare vita ad nuovo soggetto unico della sinistra.
    Il gruppo dirigente del Prc ha fallito, portando il partito ad una sconfitta che non ha precedenti. Ne deve prendere atto con onestà e rassegnare immediatamente le dimissioni perché chi ha compiuto questo disastro non può essere colui che indica le soluzioni. Occorre convocare gli organismi del partito, avviare il congresso nazionale e dare la parola alle iscritte e agli iscritti.
    E' necessario fare autocritica e tornare ad investire sul nostro partito, riprendendo e rilanciando il progetto della Rifondazione Comunista. Non è il momento della rassegnazione, ma è il momento della lotta. Ci sono migliaia di compagne e compagni che non vogliono che scompaia Rifondazione. Noi siamo con loro.
    Claudio Grassi, su Liberazione del 16/04/´08

    Rifondazione... COMUNISTA!

    Il mea culpa dei Padri storici (su La Gazzetta del Mezzogiorno del 17/04/08
    Parlano Valentino Parlato e Citto Maselli. Il giorno dopo lo tsunami che ha cancellato dal Parlamento le forze riunite sotto il cartello della Sinistra l´Arcobaleno, anche alcuni intellettuali e padri storici di questa area politica fanno mea culpa ma condividono una necessità: ripartire dalla identità comunista. ...

    «Comitato di garanzia in vista del congresso» (Angela Mauro su Liberazione del 18/04/08)
    Intervista a Giovanni Russo Spena. Dopo la sconfitta elettorale, dopo le interlocuzioni aspre, i giochi restano aperti dentro Rifondazione. Ma ci sono segnali da cui si evince che il confronto interno da «caricaturale» sta assumendo toni più «seri». Lo dice Giovanni Russo Spena, schierato con Ferrero, critica del percorso unitario fin qui intrapreso dalla gestione Giordano. ...

    "Ripartire dalla gente per ritrovarci a sinistra" (Silvia Zingaropoli su Polis del 17/04/08)
    Intervista a Paolo Ferrero. Una Caporetto. O meglio una Wa(l)terloo, tanto per rimanere al passo con i tempi: leggasi come "disfatta, sconfitta, annientamento". La sinistra cosiddetta radicale resta fuori dai giochi. Silenzio. Come è potuto accadere? Quali errori e soprattutto, di chi è la colpa? Di Veltroni? O di Bertinotti? ...

  3. #93
    Omia Patria si bella e perduta
    Data Registrazione
    14 Apr 2006
    Località
    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
    Messaggi
    4,649
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da terraeamore Visualizza Messaggio
    salve compgni, amici e fratelli...

    quattro giorni da scrutatore mi hanno debilitato. Stavo per diventare un'automa della catena di montaggio delle schede e dei timbri e delle firme, in un'atmosfera onirica futurista da fine del mondo. Il tutto, in questa sorta di atmosfera irreale della vacuità della democrazia rappresentativa in una fase in cui già si conosce ampiamente il risultato, non si gioca nulla di decisivo e gli elettori si scontrano in maniera a dir poco ossessiva sulla propria vacuità ideologica mascherata di contrapposizione psicologistiche, sociologistiche d'accatto( tipo: l'elettore di destra è più ignorante dell'elettore di sinistra, o "arrivano i fascisti al governo).
    In questa marmaglia di opnione confusa, le facce reali di uomini e donne al lavoro di scrutinio ben oltre la loto mera predisposizione ideologica di facciata mi hanno salvato dal tracollo e mi hanno consentito di stare 15 ore al giorno ad aprire schede e annotare x.
    Dunque, rieccomi qui, rinato dopo un sonno ristoratore...

    Più tardi vi offrirò un mio personale commento a queste elezioni, ed un abbozzo ultrasintetico di proposta sulla direzione che a mio avviso deve essere seguita per cercare di divenire nel tempo una forza culturale e politica degna di aprire un dibattito sulla riumanizzazione di una società politicamente morta: non tanto nei singoli ( che restano il vero motore, pur parziale se preso a sè stante, ma sostanziale, della resistenza alla mercificazione) che restano vivi, belli e potenzialmente in grado di leggere la realtà, quanto nelle proprie manifestazioni collettive.
    La prima idea che voglio trasmettere è la mia pienissima convinzione che la dicotomia parlamentarismo-extraparlamentarismo sia del tutto fuori luogo. Dunque non è nè un bene nè un male la fuoriuscita della SA dal potere..nè il risultato da prefisso di PCL e Sinistra Critica ( peraltro io il PCL l'ho anche votato, e non per specifica adesione a quel progetto, ma per un senso viscerale di volontà di manifestare il mio sdegno verso la mono-ideologia vigente).
    Il punto, comunque, è che lo star fuori dalle istituzioni, in sè, non è garanzia di nulla. Anzi, come diceva correttamente Rodolfo, spesso l'opposizione extra-parlamentare, dove egemonizzata dal narcisismo, dall'estremismo, dall'infanilismo ( che sono il primo passo per il successivo oportunismo o suicidio politico secondo le due varianti possibili) può essere socialmente ancor più incomprensibile per le masse, di quanto lo sia l'opposizione dei prefissi telefonici.

    Più tardi chiarirò alcuni punti che ritengo dirimenti...
    A te è capitato qualcuno che ha rifiutato la scheda? Io ne ho avuti due.

  4. #94
    Omia Patria si bella e perduta
    Data Registrazione
    14 Apr 2006
    Località
    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
    Messaggi
    4,649
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Devo dire che anche io mi stavo facendo trasportare troppo, mosso dal mio solito entusiasmo...ieri sera m'avete aiutato a chiarire bene alcune questioni dirimenti, ma avete anche aperto l'acqua per una bella doccia fredda, che m'ha fatto ragionare sui punti che hai esposto benissimo qui.

    Era scontato che una parte del ceto politico della sinistra multicolore avrebbe reagito alla sconfitta riproponendo la falce e martello, sebbene nessuno si fosse precedentemente opposto a quella scelta di togliere il simbolo, ponendolo come conditio sine qua non. Per loro e per troppi compagni è sostanzialmente una questione di marketing e non c'è dubbio che l'abbandono del disegno sulla scheda sia stato uno dei motivi per cui alcuni elettori "storici" non gli hanno dato credito - ma penso che sia una percentuale bassissima -. Ora tolgono di mezzo l'esperimento multicolore, cercando di rispolverare la parola "comunismo".

    I promotori dell'appello (che appaiono come firmatari) avevano sicuramente preparato adeguatamente la contromossa post-elettorale, perché non ci posso credere che sia stata un'azione simultanea così veloce ed improvvisa... Marco Rizzo e gli ernestini esclusi dalle candidature sicuramente avevano preparato qualcosa, ma probabilmente tutto il gruppo dirigente del PdCI s'era mosso per tempo... Stanno cercando di prendere in contropiede il PRC, dilaniato dalle lotte fratricide all'interno della stessa maggioranza bertinottiana e scollato alle sue fondamenta. Domani, a Firenze (mi pare) queste lotte dovrebbero portare ad una decisiva resa dei conti nel PRC.

    I neotogliattiani sono stati i più rapidi nel correre ai ripari, dopo la sconfitta elettorale e la partita per la sopravvivenza si sta giocando anche sui tempi di reazione: non hanno esitato a spendere qualche decina di migliaia di euro per gli spazi a pagamento su Corriere, Repubblica, Manifesto, etc. Del resto - grazie al perverso meccanismo del finanziamento dei partiti - il finanziamento (alias "rimborso elettorale") acquisito nel 2006 andrà avanti fino al 2011 anche se la legislatura si è chiusa tre anni prima (così mi hanno spiegato dei compagni).


    Per quanto riguarda l'appello postato anche qui, sembra di essere tornati ai tempi degli inizi di Rifondazione Comunista, dove molte cose possono essere condivisibili, ma il problema sta in quello che non viene affrontato nel testo.
    C'è un buco immenso: la questione del governo. Nel testo, infatti, si parla solo della delusione estesa verso la politica del governo Prodi, così, genericamente, senza dire nulla sulle politiche del governo Prodi. La cultura governista ed istituzionalista che da Berlinguer ci ha portato a Bertinotti nessuno la mette in campo...le svolte degli anni Novanta, il PdCI al governo col bombardamento della Jugoslavia, con Diliberto firmatario del decreto legge sulla repressione nelle carceri...insomma, nessuna autocritica seria.Nel 1999 mentre i bombardieri si levavano da Aviano per distruggere la Jugoslavia questi signori erano al governo. Non più tardi di un anno fa il sig. Diliberto dichiarò che non si può far cadere il governo solo per la misera questione di una base militare (Vicenza). Al sen. Rossi (e siamo nel 2007 non nel secolo scorso), permessosi di votare contro la politica di guerra del governo, è toccata l'espulsione, una volgare scenata senatoriale della (ex) senatrice Palermi oltre al pugno di uno sgherro dilibertiano.
    Alla fine di gennaio (cioè poco più di due mesi fa) questi signori sono rimasti fino all'ultimo a fare la guardia del bidone (ormai vuoto) del governo Prodi in parlamento.


    Ecco perché, e non solo per ragioni teoriche, la questione del governo è decisiva. Ed ecco perché è stata invece clamorosamente omessa, come se stesse a latere di un possibile percorso rifondatore.

    Probabilmente è un'illusione tremenda quella dell'apertura di un processo costitutivo serio. Questa è un'operazione preconfezionata che tenterà di salvare una quota del ceto politico naufragato il 13-14 aprile. Il comunismo non deve essere un brand (una ricerca di mercato), ma una ricerca politica verso cui tendere. La loro operazione non ha niente a che vedere con un processo di ricostruzione teorica e pratica di una soggettività comunista.


    Costoro stavano (alcuni stanno) in un partito che già nel nome richiama la necessaria rifondazione, ma cosa hanno fatto in quasi vent'anni (20 anni, non un giorno) affinché al nome corrispondesse anche qualcos'altro? Niente hanno fatto, questa è la risposta.

    Dobbiamo continuare a tenere gli occhi aperti su quel che si muove, sforzandoci di essere aperti e soprattutto propositivi, ma evitiamo però di essere frettolosi e precipitosi.

    Ultima nota di colore:
    c'è stata una scelta dei primi firmatari, dividendoli in tre gruppi: lavoratori, esponenti di movimenti, intellettuali. Perché i dirigenti politici non compaiono? Che cazzata è questa?
    Il loro è un calcolo elettorale nella lotta per la sopravvivenza che si è aperta con la maggioranza del Prc. Non guardano molto lontano, il loro sguardo è rivolto a due tappe: le elezioni europee del 2009 e quelle regionali del 2010. Quei risultati stabiliranno se qualcuno tornerà a galla dopo la loro catastrofe elettorale. Le europee, dove si vota con un sistema integralmente proporzionale, sono un ottimo banco di prova a rischio zero. Poi vedranno il da farsi...


    Dal punto di vista dell'antimperialismo, un partito neotogliattiano sarebbe ovviamente assai meglio della Rifondazione bertinottiana, ma come soggettività politica, dobbiamo avere le idee chiare sul da farsi: chi propone di ricostruire sui simboli identitari anziché sulla necessità politica dell'opposizione sistemica puzza e non poco. Non perché i simboli non siano importanti, ma perché, se non vi è affiancata la scelta strategica, essi servono solo a coprire le malefatte del ceto politico, come un secolo e mezzo di storia del movimento operaio insegna fin troppo bene.

    Direi di non aderire.
    Non solo non aderire, ma sabotare attivamente.

  5. #95
    Omia Patria si bella e perduta
    Data Registrazione
    14 Apr 2006
    Località
    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
    Messaggi
    4,649
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    '
    I Comunisti Italiani dicono sì all'appello ''Comunisti di tutta Italia unitevi'' apparso questa mattina su diversi giornali. La segreteria del Pdci, si legge in una nota, riunita per l'analisi del risultato elettorale e della situazione politica, in una nota risponde positivamente all'appello 'Comunisti e Comuniste: cominciamo da noi. Ricostruire la sinistra' firmato da comitati, movimenti, operai e intellettuali. ''Siamo disponibili - dice la nota della segreteria del PdCI - a partecipare convintamente al percorso proposto dai firmatari di 'Ricostruire la sinistra' a partire dal Pdci, dal Prc e da tutti i comunisti ovunque collocati in Italia''. Nell'appello apparso anche su Liberazione si sottolinea che l'esigenza ''dopo il fallimento della Sinistra arcobaleno'' di ''costruire una casa comune dei comunisti''. ''Non condividiamo - si legge ancora - l'idea di un soggetto unico della sinistra di cui alcuni chiedono ostinatamente un'accelerazione, nonostante il fallimento politico-elettorale. Proponiamo invece una prospettiva di unità e autonomia delle forze comuniste in Italia, un processo di aggregazione che, a partire dalle forze maggiori (Prc e Pdci) vada oltre coinvolgendo altre soggettivita' politiche e sociali, senza settarismi o logiche auto-referenziali''.
    Questi del PDCI credono veramente di essere dei volponi.....

  6. #96
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Riceviamo e pubblichiamo

    ELEZIONI 2008. LA SINISTRA SUICIDATA, IL NUOVO FASCISMO E LE FUTURE LOTTE CONTRO IL“VELTRUSCONISMO”
    ovvero
    Come predicare male, razzolare peggio ed essere bocciati dagli elettori

    Il terremoto politico-elettorale avvenuto nei giorni scorsi, ha provocato effetti a dir poco devastanti, delineando un quadro parlamentare davvero singolare e senza precedenti (se si eccettua l’unico precedente che risale al Ventennio fascista).
    Uno scenario imprevisto ed imprevedibile, almeno nella vastità e nelle proporzioni drammatiche in cui si è determinato. Un disastro politico simile alla situazione di illegalità e di messa al bando procurata dall’avvento al potere del partito fascista di Benito Mussolini, con l’instaurazione della dittatura e l’espulsione violenta delle forze di opposizione presenti nel Parlamento dell’epoca, in modo particolare del partito comunista e di quello socialista. Con la differenza, non secondaria, che nel caso odierno non c’è stato bisogno di ricorrere a provvedimenti apertamente reazionari e antidemocratici. In un colpo solo si è consumata la dissoluzione delle "sinistre", espulse in toto dal Parlamento italiano. Questo è, nei fatti, il risultato più evidente ed eclatante del nuovo “fascismo” mascherato da “antifascismo”, del nuovo “golpismo istituzionale” camuffato da Partito Democratico + Popolo delle Libertà, che in sintesi si chiama “Veltrusconismo”. Il "golpe veltrusconiano" ha cancellato con una soluzione “morbida” e “pacifica” tutti i partiti di sinistra. I quali non hanno fatto nulla per impedire il proprio “suicidio” politico. Anzi, direi che le forze di “sinistra” hanno permesso tutte le forme di autolesionismo possibile ed immaginabile, tutto ciò che si poteva concedere all’avversario veltrusconiano per farsi male in modo serio e (forse) irreparabile. Con gli esiti a dir poco catastrofici che sono evidenti a tutti.

    Ma vediamo in quale modo si è tradotto l’autolesionismo della sedicente “sinistra” (ex)parlamentare italiana. Una “sinistra” ormai estinta, umiliata e declassata al rango di un movimento politico extraparlamentare, senza possedere più alcun rapporto organico con i soggetti della realtà sociale, senza avere più l’abitudine e tanto meno la vocazione alla prassi e all’attività extraparlamentare.
    La liquidazione della sinistra parlamentare borghese è stata una morte annunciata da tempo, ma il principale responsabile del disastro si chiama (in)Fausto Bertinotti. Il quale ha raccolto esattamente quanto ha seminato negli ultimi anni. Ma nemmeno la più pessimistica delle previsioni poteva prefigurare e vaticinare lo tsunami che ha annientato totalmente la presenza della sinistra parlamentare in Italia.
    Senza dubbio l’astensionismo di sinistra ha inciso in modo consistente sull’esito del voto che ha penalizzato duramente i dirigenti e i rappresentanti della cosiddetta “sinistra radicale”. In questi ultimi due anni la sinistra filo-governativa ha predicato male e razzolato peggio. Per questo gli elettori hanno deciso di punirla amaramente.
    Nel contempo, il nuovo “fascismo veltrusconiano" ha contribuito all’estromissione dalla scena parlamentare della sinistra borghese, senza porre in essere procedimenti autoritari o violenti, ma facendo semplicemente ricorso ad una vasta e capillare campagna propagandistica a favore del “voto utile”, che ha convinto non pochi elettori della “sinistra radicale” ad appoggiare il partito di Veltroni.
    La situazione politica odierna è, di fatto, quella di un regime senza colpo di stato, un fascismo privo della dittatura militare. Il nuovo Duce si chiama Veltrusconi. Pasolini docet: “il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo”.
    Infatti, il quadro politico-parlamentare determinato dalle ultime elezioni, risulta assai più inquietante e pericoloso del fascismo propriamente inteso, per la semplice ragione che l’affossamento della sinistra parlamentare borghese è avvenuto in una cornice di apparente democrazia, ovvero senza l’avvento di un colpo di stato militare che abbia messo fuorilegge i partiti di sinistra. I quali si sono in pratica “suicidati” (quasi) da soli. Gli avversari si sono limitati ad assecondare gli eventi.
    Tale risultato si è rivelato addirittura traumatico, inducendo alcuni osservatori e personaggi politici che sono in qualche misura riconducibili al fronte dell’ultra-conservatorismo (quali, ad esempio, Giulio Tremonti) a temere l’attuale scenario, nella misura in cui le contraddizioni sociali e materiali, i conflitti di classe presenti nel mondo del lavoro, le vertenze e i contrasti insiti nella realtà del paese, potrebbero assumere un carattere di insanabilità, in quanto non sarebbero più governabili e suscettibili di mediazioni politico-istituzionali. In pratica si teme e si paventa che l’assenza di rappresentanza parlamentare della sinistra possa generare antagonismi sociali esplosivi, fenomeni di recrudescenza politica difficilmente gestibili. Inoltre, con il quadro parlamentare appena uscito dalle elezioni, mi pare assai facile prefigurare un tentativo di stravolgere il testo della Costituzione attraverso una sorta di “grande inciucio”, ossia un’ampia intesa di stampo “veltrusconiano” sul terreno delle cosiddette “riforme costituzionali”, tanto attese ed invocate non solo dalla coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi, Bossi e Fini.
    Pertanto, le elezioni si sono riconfermate un rito vuoto ed inutile, ma soprattutto un meccanismo assai pericoloso ed ingannevole, specie se tale pratica è scissa e distante dal corpo reale della società e della Politica (con la P maiuscola), divenendo un’appendice assolutamente funzionale agli interessi di parte delle forze dominanti. L’elettoralismo è dunque una malattia, che infatti si manifesta attraverso i sintomi di un forte stato febbrile. L’elettoralismo è un potente sedativo in mano alla borghesia e ai poteri dominanti, una “droga” spirituale usata per addormentare la coscienza delle masse. Le elezioni servono soprattutto a rincretinire le classi lavoratrici e a distrarle dal loro compito rivoluzionario. Deviare e allontanare le masse operaie dal terreno della lotta di classe, per incanalarle e impantanarle nella palude melmosa dell’elettoralismo e del parlamentarismo borghese, è sempre stato un obiettivo necessario per la salvaguardia e la conservazione del potere detenuto dalla borghesia capitalista. Ma la democrazia borghese non è solo una truffa, un’illusione: essa è un’emanazione generata dallo stesso modo di produzione capitalistico-borghese che di fronte al mercato rende tutti uguali, ovvero omologati, tutti venditori e compratori allo stesso tempo. Un infame ingranaggio che costringe le persone a produrre e consumare per un'intera esistenza e infine crepare, condannandole a un destino miserabile e degradante. Un sistema brutale ed alienante, fondato sull’economia di mercato, sull’aziendalismo esasperato, sulla proprietà privata, sul principio (pericoloso e mistificante) dell’individualismo e della competizione sfrenata tra gli individui, messi l’uno contro l’altro (”homo homini lupus”). La democrazia rappresentativa borghese concepisce la società come una somma di individui atomizzati, ognuno con i suoi criteri di scelta e di giudizio, con una propria coscienza, con un proprio destino, senza alcun legame di solidarietà, di interdipendenza e di condivisione con la coscienza e il destino altrui.
    Il cretinismo parlamentare, una delle principali caratteristiche degenerative della politica democratico-rappresentativa borghese, consiste proprio nel considerare il singolo individuo come il motore della storia, come l’agente determinante dei possibili miglioramenti o peggioramenti della vita sociale. Ma in cuor loro, le classi dominanti, benché stordite dai loro stessi inganni, sanno che la realtà sociale segnata dalle contraddizioni e dagli antagonismi di classe, si rivolterà inevitabilmente contro di esse.
    Berlusconi e Veltroni, e le loro differenti alleanze politico-elettorali, rappresentano sostanzialmente i due principali poli economico-finanziari contrapposti. Col pretesto di combattere e scongiurare il rischio che il governo cada nelle mani della “destra”, tutti i “sinceri democratici” tendono ad abbracciarsi e sostenersi a vicenda, recandosi alle urne per votare la (falsa) “sinistra”.
    Si pensi ad un partito sedicente "comunista" come Ri(af)fondazione, diviso da sempre tra un'anima elettoralista e una vocazione governista, da un lato, e spinte movimentiste ed operaiste dall'altro. Un partito la cui direzione (non solo i quadri dirigenti, bensì pure la base militante) mirava alla formazione di un blocco elettorale di sinistra, il più aperto ed ampio possibile, per battere la destra berlusconiana. Mai che qualcuno nel PRC avesse solamente ipotizzato che l’epicentro della lotta per il potere reale fosse collocato all'esterno del gioco elettorale e parlamentare, ed implicasse la formazione di uno schieramento e di un blocco di classe, non di votanti e relative schede elettorali. Non si tratta di due stradepraticabili contestualmente, ma di due percorsi opposti e divergenti. Infatti, le forze democratico-riformiste che hanno nella democrazia parlamentare il loro ossigeno non riescono a fuoriuscire da quello stato "ambientale" per misurarsi decisamente sul terreno di classe. Non si conoscono ancora esempi di partiti comunisti a carattere "anfibio".
    Per ridestarsi da decenni di rincoglionimento e cretinismo elettorale e parlamentare (pseudo)democratico, il proletariato dovrà con ogni probabilità essere scosso da terremoti economici e sociali di grandi dimensioni e di grande intensità e profondità. Solo allora i proletari massacrati in tutto il mondo ritroveranno l’unica risposta di classe che la storia riserva loro. E manderanno al diavolo i parlamenti liberal-borghesi e le (inutili) schede elettorali.
    La vera sinistra potrà risorgere solo se saprà fare una seria autocritica e ripartire dai bisogni concreti e dalle vertenze reali della sua gente, ovvero i lavoratori. Il terreno più fertile e congeniale per la sinistra di classe è da sempre il mondo delle lotte e dei diritti del lavoro salariato, la base del movimento operaio e sindacale. La vocazione storica, la natura e l’attitudine della sinistra realmente antagonista, coincidono con le lotte e le vertenze dei lavoratori, con le tendenze e i bisogni effettivi delle masse operaie, non con le competizioni elettorali e tanto meno con le opzioni riformiste e governiste, che invece non pagano e non ottengono mai nulla.

    Concludo citando Ernesto Che Guevara, il quale sosteneva che le sconfitte, specie quelle più amare e brucianti, possono rivelarsi nel tempo anche più utili ed istruttive di una vittoria troppo facile ed esaltante. Non a caso, la “vittoria” del 2006 ha arrecato molti danni preparando il terreno all’attuale disfatta, in quanto ha alimentato e favorito un progressivo distacco della sinistra parlamentare dalla realtà drammatica e dolorosa dei bisogni e delle lotte delle masse popolari. Non sono pochi i quadri dirigenti che si sono montati la testa, assumendo atteggiamenti di arroganza, superbia e cecità nei confronti del legittimo dissenso espresso in diverse circostanze dalla base militante (soprattutto la base operaia, che di conseguenza ha voltato le spalle), per cui molti attivisti e simpatizzanti della cosiddetta “sinistra radicale” si sono disaffezionati e allontanati in modo crescente, decidendo infine di astenersi dal voto per punire duramente chi aveva deluso e tradito le attese e le speranze suscitate nel popolo della sinistra proprio dalla “vittoria” ottenuta nel 2006. Sono trascorsi appena due anni solari, eppure quella data sembra distante anni luce dall’attuale momento storico.

    Lucio Garofalo

  7. #97
    email non funzionante
    Data Registrazione
    10 Feb 2007
    Messaggi
    23
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Mi pare chiaro che le classi, cambiate e rimodellate quanto vogliamo, vadano sempre più studiate ed approfondite, ma all'interno delle stessa va sempre e comunque identificato un soggetto cui riferirsi, quantomeno per vicinanza di ''sentimenti'', tanto per capirci.

    Il fatto che le nostre siano Comunità Proletarie Resistenti è sintomatico della nostra base di partenza (la provenienza), del modo di rapportarsi ai problemi quotidiani (la semplicità) e del soggetto sociale di cui facciamo parte (collocazione).

    Chiaro che bisogna andare oltre la contrapposizione dicotomica, ma non possiamo prescindere dall'attuale proletarizzazione dei ceti medi e dalle questioni economico-sociali nelle quali siamo immersi.

    Capisco. La mia piccola critica, apparentemente nominalistica, andava nella direzione di rompere linguisticamente con una tradizione. Proletario rimanda a qualcosa di antico, o così sembra. In realtà, però, sono io che non so dire se oggi ci sia proletarizzazione dei ceti medi. Poiché comunque per esserci classe deve esserci un certo grado di coscienza, e proletariato non è solo una determinazione sociologica. Anche la questione del "soggetto" appare problematica.
    Quello che mi proporrei io, soprattutto in un momento come questo, è entrare ormai nelle teorie più innovative.
    Così obietterei anche a Terraeamore che scrive: "proporre una sviluppo economico che coniughi la proprietà statale dei mezzi di produzione, con lo sviluppo piccolo-cooperativo, la cura del territorio, l'attenzione alle realtà economiche locali, l'integrazione della proprietà personale piccola con la proprietà cooperativa e statale a livelli superiori." che la proprietà statale dei mezzi di produzione, come sappiamo dai lavori di La Grassa, non è garanzia di nulla.
    Per il resto sono piuttosto d'accordo con il progetto CPR.

  8. #98
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Messaggi
    11,188
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Garrulus Visualizza Messaggio
    Capisco. La mia piccola critica, apparentemente nominalistica, andava nella direzione di rompere linguisticamente con una tradizione. Proletario rimanda a qualcosa di antico, o così sembra. In realtà, però, sono io che non so dire se oggi ci sia proletarizzazione dei ceti medi. Poiché comunque per esserci classe deve esserci un certo grado di coscienza, e proletariato non è solo una determinazione sociologica. Anche la questione del "soggetto" appare problematica.
    Quello che mi proporrei io, soprattutto in un momento come questo, è entrare ormai nelle teorie più innovative.
    Così obietterei anche a Terraeamore che scrive: "proporre una sviluppo economico che coniughi la proprietà statale dei mezzi di produzione, con lo sviluppo piccolo-cooperativo, la cura del territorio, l'attenzione alle realtà economiche locali, l'integrazione della proprietà personale piccola con la proprietà cooperativa e statale a livelli superiori." che la proprietà statale dei mezzi di produzione, come sappiamo dai lavori di La Grassa, non è garanzia di nulla.
    Per il resto sono piuttosto d'accordo con il progetto CPR.
    Il linguaggio è basato sul significato che si da ai simboli. Le parole sono dei simboli inseriti in una struttura determinata. Il problema non è tanto nel simbolo (parola) che viene utilizzato quanto nel significato che gli viene attribuito e nell'uso che ne viene fatto. In tal senso quello che va fatto non è cambiare la parola ma cambiargli il significato di riferimento e non per una questione di moda quanto per il risultato di un lavoro di nuova teorizzazione e di ricerca. Le CPR cercano di fare questo.

  9. #99
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Jun 2009
    Messaggi
    943
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    «Nei movimenti postcomunisti, ancora influenti nella sinistra italiana, domina ormai la formazione ideologico-culturale dei suddetti ceti intellettuali, e in specie semi-intellettuali, che nella loro quasi totalità non hanno nulla a che vedere - e, spesso, non hanno mai avuto nulla a che vedere ­­- con il comunismo marxista, comunque teso alla trasformazione sociale; essi sono portatori e diffusori di ideologie di vaga e superficialissima apertura a problematiche di modernizzazione in fatto di costume, ma sono insopportabili per il loro ingiustificato complesso di superiorità culturale e morale, assolutamente inesistente. Si tratta di individui nefasti che diventeranno sempre più invisi alla gente comune.»

    da Gianfranco La Grassa, Il gioco degli specchi, editrice Ermes, 2006, pp. 42-43

  10. #100
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 Jul 2004
    Località
    Roma
    Messaggi
    21,394
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    8 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Il linguaggio è basato sul significato che si da ai simboli. Le parole sono dei simboli inseriti in una struttura determinata. Il problema non è tanto nel simbolo (parola) che viene utilizzato quanto nel significato che gli viene attribuito e nell'uso che ne viene fatto. In tal senso quello che va fatto non è cambiare la parola ma cambiargli il significato di riferimento e non per una questione di moda quanto per il risultato di un lavoro di nuova teorizzazione e di ricerca. Le CPR cercano di fare questo.
    Benissimo! In effetti dovremmo parlare dei significati polisemici di uno stesso segno grafico. Qui sta la rivalutazione di parole quali "comunismo", "comunità", "proletario", etc. Toglierle dall'alveo della storia, attualizzarle, ri-teorizzarle e, soprattutto, farle proprie.

 

 
Pagina 10 di 15 PrimaPrima ... 91011 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Elezioni amministrative - risultati e commenti
    Di Giò nel forum Destra Radicale
    Risposte: 68
    Ultimo Messaggio: 31-05-13, 20:36
  2. Elezioni in Sicilia Risultati e Commenti.
    Di Aldino nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1739
    Ultimo Messaggio: 01-11-12, 00:50
  3. Elezioni in Sicilia Risultati e Commenti.
    Di Aldino nel forum Sicilia
    Risposte: 1638
    Ultimo Messaggio: 30-10-12, 14:44
  4. [EUR] Elezioni Europee, risultati e commenti
    Di Bèrghem nel forum Padania!
    Risposte: 61
    Ultimo Messaggio: 14-04-10, 15:18
  5. Commenti alle elezioni e ai risultati
    Di merello nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 418
    Ultimo Messaggio: 14-05-09, 23:51

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito