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Discussione: Abbiate pazienza!

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da RandallFlagg Visualizza Messaggio
    Beh, nessuno dice che vince "solo" perchè ha le tv.

    Però non si può negare che queste abbiano un peso determinante.

    E il peso determinante non ce l'hanno tanto in campagna elettorale, ma soprattutto nel momento della formazione del consenso verso l' uno o l'altro ed in questo le tv di berlusconi sono magnifiche.

    La programmazione delle sue te reti 24 ore su 24 sono un inno allo stile divita e al credo berlusconiano.

    Pure le trasmissioni che sembrano più equilibrate, non affondano mai i denti se qualche rara volta tirano fuori qualche sua magagna.

    E poi, se le tv non servissero molto, non si spiega perchè le ha sempre difese con i denti, a dispetto di tutte le leggi e i provvedimenti che nel corso dei decenni sono stati fatti....non credo che lo faccia solo per una questione di soldi.
    Anzi, probabilmente oggi come oggi guadagnerebbe molto di più vendendole, ma non lo fa.

    Non lo so, forse hai ragione tu...ma continuo a credere che le tv, per quanto influiscano, questa volta non siano state determinanti....bastava vederlo, ha fatto una campagna elettorale ridicola e imbarazzante, ma dico come si fa a votare uno che straparla di digipiritalizzazione della pubblica amministrazione e di altri ameni sogni quando è stato 5 anni al governo senza fare nulla di tutto ciò??

    In ogni caso la cosa più triste, anzi disperante, è che dopo 14 anni siamo ancora qui a discutere sullo psiconano e sui suoi media...cazzo che incubo

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da kezia Visualizza Messaggio

    In ogni caso la cosa più triste, anzi disperante, è che dopo 14 anni siamo ancora qui a discutere sullo psiconano e sui suoi media...cazzo che incubo
    Su questo devo darti ragione

    Sai invece qual'è la cosa più buffa?

    Che dopo essere stati governati quasi 60 anni dalla DC, ci sono milioni di persone che reputano il disastro di questo paese ai comunisti

    E tra trent'anni, vedrai che dopo tutti i governi dl cavaliere e dei suoi eredi, ci sentiremo dire le stesse cose e ancora ci saranno milioni di elettori che lo penseranno davvero

    Almeno se le tv rimangono a lui

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da kezia Visualizza Messaggio
    Non lo so, forse hai ragione tu...ma continuo a credere che le tv, per quanto influiscano, questa volta non siano state determinanti....bastava vederlo, ha fatto una campagna elettorale ridicola e imbarazzante, ma dico come si fa a votare uno che straparla di digipiritalizzazione della pubblica amministrazione e di altri ameni sogni quando è stato 5 anni al governo senza fare nulla di tutto ciò??

    In ogni caso la cosa più triste, anzi disperante, è che dopo 14 anni siamo ancora qui a discutere sullo psiconano e sui suoi media...cazzo che incubo
    L'influenza sull'opinione pubblica si è avuta in minima parte durante la campagna elettorale; gran parte del "lavoro" è stato eseguito in questo anno e mezzo di governo Prodi in cui ci hanno martellato con la storia delle tasse, di gente che non arrivava a fine mese e di immigrati che delinquono.

    Purtroppo a furia di parlarne le balle + assurde diventano vere

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da RandallFlagg Visualizza Messaggio
    Beh, nessuno dice che vince "solo" perchè ha le tv.

    Però non si può negare che queste abbiano un peso determinante.

    E il peso determinante non ce l'hanno tanto in campagna elettorale, ma soprattutto nel momento della formazione del consenso verso l' uno o l'altro ed in questo le tv di berlusconi sono magnifiche.

    La programmazione delle sue te reti 24 ore su 24 sono un inno allo stile divita e al credo berlusconiano.

    Ma perchè non vi scandalizzate mai del fatto che la stragrande maggioranza dei quotidiani sono di sinistra (apertamente e dichiaratamente di sinistra) ?

    Siete davvero convinti che Repubblica, Corriere, Stampa e compagnia bella che OGNI SANTO GIORNO sono schierati non influiscano per nulla ?

    Non vi scandalizzate vedendo che quasi tutta la satira è di sinistra ?
    Non vi scandalizzate vedendo in TV personaggi come Santoro e Travaglio ?
    Non vi scandalizzate vedendo Ballarò, la Annunziata & Co. ?
    Non vi scandalizzate vedendo Celentano ?

    Io non mi scandalizzo perchè so pensare con la mia testa ma leggere che l'Informazione è tutta di destra davvero fa pensare che siete in malafede.

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander.77 Visualizza Messaggio
    Ma perchè non vi scandalizzate mai del fatto che la stragrande maggioranza dei quotidiani sono di sinistra (apertamente e dichiaratamente di sinistra) ?

    Siete davvero convinti che Repubblica, Corriere, Stampa e compagnia bella che OGNI SANTO GIORNO sono schierati non influiscano per nulla ?

    Non vi scandalizzate vedendo che quasi tutta la satira è di sinistra ?
    Non vi scandalizzate vedendo in TV personaggi come Santoro e Travaglio ?
    Non vi scandalizzate vedendo Ballarò, la Annunziata & Co. ?
    Non vi scandalizzate vedendo Celentano ?

    Io non mi scandalizzo perchè so pensare con la mia testa ma leggere che l'Informazione è tutta di destra davvero fa pensare che siete in malafede.

    I quotidiani sono letti da quattro gatti.

    I personaggi televisivi che hai nominato hanno, se va bene, un paio di ore a settimana per fare programmi e, ovviamente, non parlano sempre di berlusconi, visto che i SIGNORI giornalisti che hai nominato sono abbastanza fiornalisti da parlare anche male delle cose che fa la parte più vicina a loro, cosa che non si è mai visto al contrario.

    Comunque, tu mi parli di pochi casi isolati che secondo te dovrebbero fare da contraltare ad una subcultura televisiva che ormai si è instillata in tutti gli strati della società da quasi trent'anni??

    berlusconi non vince o perde un'elezione, berlusconi ha già vinto nel 1994, fin dalla prima volta che è sceso in campo, perchè quel campo era già più di un decennio che lo coltivava.

    L'informazione, in tutto questo, gioca solo una minima parte.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da RandallFlagg Visualizza Messaggio
    I quotidiani sono letti da quattro gatti.

    I personaggi televisivi che hai nominato hanno, se va bene, un paio di ore a settimana per fare programmi e, ovviamente, non parlano sempre di berlusconi, visto che i SIGNORI giornalisti che hai nominato sono abbastanza fiornalisti da parlare anche male delle cose che fa la parte più vicina a loro, cosa che non si è mai visto al contrario.

    Comunque, tu mi parli di pochi casi isolati che secondo te dovrebbero fare da contraltare ad una subcultura televisiva che ormai si è instillata in tutti gli strati della società da quasi trent'anni??

    berlusconi non vince o perde un'elezione, berlusconi ha già vinto nel 1994, fin dalla prima volta che è sceso in campo, perchè quel campo era già più di un decennio che lo coltivava.

    L'informazione, in tutto questo, gioca solo una minima parte.

    Si, da quattro MILIONI di gatti ogni giorno (anzi, sono molti di più)

    Quei signori avranno pure poche ore la settimana MA non esistono corrispettivi di destra.
    Non c'e' un Santoro di dx, non c'è un Benigni di dx, non c'è un Floris di dx, non c'è un Moretti di dx.

    La cosa assurda è che si passa per "cornuti e mazziati": non solo mancano quei personaggi di dx ma si deve pure leggere che le TV del Berlusca fanno propaganda a più andare.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander.77 Visualizza Messaggio
    Si, da quattro MILIONI di gatti ogni giorno (anzi, sono molti di più)

    Quei signori avranno pure poche ore la settimana MA non esistono corrispettivi di destra.
    Non c'e' un Santoro di dx, non c'è un Benigni di dx, non c'è un Floris di dx, non c'è un Moretti di dx.

    La cosa assurda è che si passa per "cornuti e mazziati": non solo mancano quei personaggi di dx ma si deve pure leggere che le TV del Berlusca fanno propaganda a più andare.

    Non esiste un corrispettivo di destra di quei personaggi per il semplice fatto che loro sono una sorta di "riserve indiane" dentro un ambiente già ampiamente berlusconizzato da decenni.

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da RandallFlagg Visualizza Messaggio
    I quotidiani sono letti da quattro gatti.
    E' vero, ma è anche vero che in Italia, a quanto sembra, non sono pochi, quelli che si informano attraverso internet. Finendo dunque anche sui siti d'informazione dei quotidiani della carta stampata.


    Gli italiani leggono poco. Ma le edicole ed Internet guidano il rilancio della cultura e dell’informazione

    Perdersi tra le pagine di un romanzo, fantasticare ad occhi chiusi per poi lasciarsi risvegliare brutalmente dalla realtà, non sembra essere uno degli hobby preferiti dagli italiani. Che i nostri concittadini non siano divoratori di libri, questo è un dato storico oltre ad essere costantemente confermato dall’alternarsi delle statistiche annuali, ma come è possibile che un Paese unico dal punto di vista della produzione letteraria sia tanto refrattario alla lettura? È così tanto vero che gli italiani preferiscono la scrittura alla lettura, l’attivismo alla riflessione, la parola al concetto? Le statistiche non lasciano spazio ai dubbi. Ogni famiglia italiana non spende più di 115 euro all’anno per acquistare libri, cifra che equivale a circa 44 euro a persona. Per quanto riguarda la carta stampata, sono 109 i quotidiani venduti ogni mille abitanti, contro i 704 della Norvegia, i 576 del Giappone, i 317 e i 314 di Gran Bretagna e Germania. Una statistica in cui l’Italia supera, tra i paesi dell’Unione Europea, solo Portogallo e Grecia. I quotidiani nazionali non vendono, giornalmente, più di 6 milioni di copie, contro i 72 milioni di copie giapponesi e i 56 statunitensi. Un vuoto che non viene colmato neanche confrontando il mercato italiano con quello di altri Paesi demograficamente comparabili: in Francia sono 9 milioni le copie vendute e 20 in Gran Bretagna. Un dato in controtendenza con il prezzo dei quotidiani rimasto, nel nostro Paese, tra i più contenuti al mondo.
    Inoltre tra i non lettori, ossia il 57,2% della popolazione dai 6 anni in su, il 44% confessa di non leggere per disinteresse, il 28,1% per il poco tempo libero o per problemi di salute e il 16% per la vecchiaia. Ad annoiarsi maggiormente con un libro in mano sono proprio i più giovani che preferiscono svaghi alternativi. Seguono lavoratori in proprio, dirigenti, imprenditori e direttivi, che vedono nella mancanza di tempo il motivo principale della lontananza dai libri.
    Dati che contribuiscono alla staticità di un settore che risente ancora di due influenze deleterie: da un lato l’endemica avversione di molti italiani alla lettura, sia essa riferibile ad un giornale piuttosto che ad un libro, dall’altro l’arretratezza del mondo editoriale, dove l’impronta familiare è rimasta impressa più a lungo che negli altri Paesi. Il fatto che Arnoldo Mondadori abbia continuato ad abitare per decenni in una casa in affitto per investire nell’azienda quanto più poteva senza dover ricorrere a capitali esterni dà il segno di un sistema troppo arretrato per entrare nella mischia del caotico mercato internazionale. A ciò si aggiunge la recente ed inarrestabile diffusione di altre forme di comunicazione, più dirette e adattabili al moderno stile di vita. Ancora nel 1980 la televisione raccoglieva il 26,5% delle risorse a fronte del 57,5% della carta stampata, mentre già nel 1984 sorpassava i giornali conquistando il 46,5% contro il 42,9%, arrivando nel 1991 a superare tutti gli altri media messi assieme, con il 50,9%, e salendo recentemente fino al 55%. Un dato che contraddice la media europea dove la quota destinata alla Tv è rimasta al 29% contro il 55% riservato ai giornali.
    È questa una lacuna culturale e finanziaria affossata dalle abitudini degli italiani che, solo lentamente, stanno riscoprendo la passione per la lettura. Una riscoperta che mostra differenze, più o meno marcate, anche in funzione dell’area geografica: il Nord Ovest riunisce, da solo, poco meno del 30% delle spese familiari complessive per l’acquisto di libri; il Nord, nel suo insieme, raccoglie poco meno della metà delle quote di mercato; al Centro vengono destinate il 20% delle vendite contro il 30% del Sud e delle Isole. Nonostante ciò, con circa 55 mila titoli tra novità e ristampe e 260 milioni di copie stampate ed immesse nei canali di vendita, l’editoria italiana ha guadagnato, nell’ultimo anno, un 1,1% rispetto agli anni precedenti. In questo quadro la libreria rimane il luogo privilegiato di vendita, seguita dai grandi magazzini, dalle cartolerie, dalle piccole librerie di provincia e dalle edicole. Proprio queste ultime hanno partecipato ad una mini rivoluzione nel modo di leggere che ha riguardato almeno 15 milioni di italiani. La vendita di romanzi, enciclopedie, poesie, in allegato a quotidiani, ha fatto segnare un incremento inatteso nella distribuzione dei giornali.
    Le edicole di oggi sono divenute dei megastore della cultura, dove si può trovare di tutto e dove si acquista un libro o un’enciclopedia con la stessa frenetica superficialità con cui si compra un giornale. Nel 2002, su 100 milioni di copie di libri venduti nelle librerie, si stima che siano stati 44 milioni quelli distribuiti dalle edicole, per un giro d’affari di oltre 220 milioni di euro. Numeri entusiasmanti per gli operatori del settore e destinati a crescere. Nel primo semestre del 2003 le vendite relative a libri allegati a quotidiani e periodici hanno toccato i 18 milioni di copie. Negli ultimi mesi dell’anno sono state 15 milioni le enciclopedie distribuite dalle edicole, mentre sono 200 mila i romanzi che vengono acquistati ogni settimana. Una recente indagine della Mondadori stima in circa un milione il numero dei nuovi lettori acquisiti dalle diverse operazioni commerciali avviate da giornali e periodici.
    Una nuova frontiera è stata aperta e la via da percorrere si annuncia virtuosa, come molte altre. Le difficoltà editoriali italiane sono state, infatti, superate proprio grazie all’apporto di determinati settori, a volte marginali ma comunque preziosi. In quest’ambito un ruolo importante è stato quello ricoperto dalla cosiddetta internazionalizzazione. Sono numerose le case editrici che hanno trovato terreni di conquista all’estero. È questo il caso di RCS Mediagroup che realizza oltre il 30% del suo fatturato al di fuori dei confini nazionali ed è presente con i suoi prodotti in quattro dei cinque continenti, vantando posizioni di rilievo in quotidiani come lo spagnolo “El Mundo” o in case editrici come la francese Flammarion. Quella dell’internazionalizzazione rimane una tendenza in cui il caso singolo fa da apripista alla statistica. Negli ultimi tre anni il 15% degli editori italiani hanno acquistato o venduto diritti all’estero, importando circa 5.700 titoli l’anno ed esportandone 2.100. Un trend positivo che ha visto crescere l’export, tra il 2001 e il 2003, del 32,2% e l’import del 7,4%.
    Nuove tendenze e nuovi modi di concepire la cultura che trovano riscontro nelle mutate abitudini dei lettori stessi. Se gli italiani non sembrano totalmente a loro agio con un giornale in mano, lo stesso non si può dire quando si tratta di navigare in rete. Secondo le più recenti statistiche sono 21 milioni quelli che fanno uso di Internet per accedere a siti di informazione e la metà di loro sarebbe disposta a pagare per non essere tagliata fuori dai contenuti editoriali della rete. Un dato che rappresenta il 43% della popolazione e l’83% di chi usa il computer e sottolinea l’importanza riconosciuta all’informazione all’interno dei più innovativi strumenti della modernità.
    In questo modo la cultura ha sventato il rischio di venire schiacciata dalla modernità, sfruttandola al suo scopo e trovando in essa nuovi ed inattesi canali di distribuzione. Se, come diceva Michel de Montagne, l’obiettivo dell’informazione è quello di creare “una testa piuttosto ben fatta che ben piena”, le vecchie edicole come il giovane Internet si sono prestate al compito, dando ai lettori una scusa in più per riflettere. Perduto il gusto del tatto e dell’olfatto esaltati nel lettore accanito che sfoglia avidamente il suo libro, la cultura si comunica con la vista, mentre passa di mano in mano, cambiando involucro ma lasciando inalterati i contenuti.

    http://www.leduecitta.com/articolo.asp?idart=1233

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Hermes Visualizza Messaggio
    Se gli italiani non sembrano totalmente a loro agio con un giornale in mano, lo stesso non si può dire quando si tratta di navigare in rete. Secondo le più recenti statistiche sono 21 milioni quelli che fanno uso di Internet per accedere a siti di informazione e la metà di loro sarebbe disposta a pagare per non essere tagliata fuori dai contenuti editoriali della rete. Un dato che rappresenta il 43% della popolazione e l’83% di chi usa il computer e sottolinea l’importanza riconosciuta all’informazione all’interno dei più innovativi strumenti della modernità.
    Deve essere per quello che quasi tutti i sondaggi fatti in rete questi giorni vedevano in vantaggio il centrosinistra

    Comunque si parla di un 43% di italiani che si informano in rete, ma non sappiamo anche quanta sia la percentuale di elettori, in quel 43%, di contro abbiamo un 99% di elettori che sicuramente si informano in tv.
    Una buona parte SOLO in tv

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da RandallFlagg Visualizza Messaggio
    Non esiste un corrispettivo di destra di quei personaggi per il semplice fatto che loro sono una sorta di "riserve indiane" dentro un ambiente già ampiamente berlusconizzato da decenni.
    Beh confesso di non saper controbattere...

    Se guardare MediaShopping o Il Grande Fratello porta a votare Berlusconi confesso che non so come argomentare.

    Io pensavo che l'outing del Corriere (il più venduto quotidiano nazionale) poco prima delle elezioni avesse avuto un impatto maggiore di "Ciao Darwin"

    Io pensavo che i monologhi di Celentano e Benigni, Santoro e Travaglio in prima serata avessero un impatto maggiore di "Amici di Maria DeFilippi".

    ...ma a quanto pare la gente guarda MediaShopping per decidere chi votare

 

 
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