



Sigle e simboli sono registati, quindi non se ne fa nulla.


Insomma so' proprio delle merde!
Allora ha ragione il nano quando gli da' dei comunisti a sti piddini malefici.


attenzione compagni: i contenuti prima di tutto.
Non facciamo lo sbaglio tipicamente italiano: cercare una scatola e poi cercare di adattarci qualcosa.
Rischieremmo di ritrovarci un prodotto scadente o mediocre in una bella confezione.
I simboli sono l'espressione grafica di un qualcosa di più vasto e completo, e deve visivamente e immediatamente a quel qualcosa rimandare (pensate agli stemmi degli stati, agli stemmi delle religioni, agli stemmi nobiliari, alle bandiere in generale: voi vedete quel simbolo -magari semplicissimo- ma automaticamente vedete davanti a voi tutto quello che esso contiene).
Lo stemma del PCI oramai appartiene alla storia italiana. Un po come certe dimore avite che portano il nome dei loro antichi proprietari, ne ricordano la gloria e le miserie, e che tutti associano comunque ai discendenti ma ben sapendo che questi non ne sono più i proprietari.






La nostalgia però è da vecchi, da gente che sa di non avere un futuro o che non vuole avere un futuro.


ok, lo ammetto...sono per la seconda, ammetto che il mio futuro è alquanto nero.


Possibile che si usino gli stessi argomenti di Leone XII? La Proprietà è una cosa complessa non spontanea, ed il suo superamento è argomento più complesso ed inserito in una prospettiva più a lungo termine, ovviamente nell'oggi si parla dei mezzi di produzione, anche se un liberlasocialista (non ne ricordo il nome) proponeva ad esempio: le case dei privati il suolo dello stato, per fare pianificazione urbana.
La presenza del libero mercato sempre e dovunque genera morte e disperazione.
Le vecchie partecipazioni statali avevano una caratteristica, anche se le aziende erano in perdita producevano ricchezza e distribuzione sociale della medesima, una azienda privata in perdita genera miseria (e magari qualche truffa).