Sembra di noIl PPL non smette mai di stupirci
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Sembra di noIl PPL non smette mai di stupirci
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Capigruppo Pd Camera-Senato, braccio di ferro in attesa di Rutelli
ROMA - Un punto fermo: una presidenza agli ex Ds e una agli ex Dl. E almeno due ipotesi in pole: il ticket Fioroni-Morando (o Chiti) o quello Bersani-Marini.
A decidere le presidenze dei gruppi del Pd di Camera e Senato sara', entro pochi giorni, Walter Veltroni, che ha alle spalle una settimana di consultazioni per mettere a posto gli incastri di quella sorta di cubo di Rubik che sono, ancora ad oggi, le scelte dei capigruppo, dei loro vice, delle vicepresidenze di Montecitorio e di Palazzo Madama e dei ministri-ombra dell'annunciato 'shadow cabinet'.
Entro i primi di maggio, pero', almeno il nodo della presidenza dei gruppi dovrebbe sciogliersi. L'ipotesi al momento piu' accreditata, tenendo conto che Rutelli vinca il ballottaggio a Roma, e' che alla Camera resti un popolare e al Senato un diessino. Lo schema potrebbe allora essere Fioroni a Montecitorio e Chiti, Latorre o Morando a Palazzo Madama. Anche se quest'ultimo pare in netto vantaggio rispetto agli altri due.
Sarebbe soprattutto Franco Marini a spingere in questa direzione perche' l'attuale seconda carica dello Stato non intende ricoprire lui stesso il ruolo di capogruppo e tra i senatori ex-Dl non ci sono le personalita' piu' "rappresentative e forti" di quell'area. E se c'e' chi spinge per una "linea di continuita'", ossia riconfermare gli attuali responsabili Soro e Finocchiaro, a sentire i 'veltroniani' il segretario preferirebbe invece "dare un segnale di rinnovamento".
21 aprile 2008


Tra la prima ipotesi e la seconda (Bersani-Marini) c'è veramente un abisso qualitativo.











