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Discussione: V2-day

  1. #1
    Ribelle senza gloria
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    Predefinito V2-day

    A prescindere da antipatie o simpatie personali nei confronti di Beppe Grillo. cosa ne pensate dei tre punti proposti nel suo referendum?

    - abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
    - abolizione dell'ordine dei giornalisti
    - abolizione della legge Gasparri

    Abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria

    Il finanziamento pubblico ai giornali costa al cittadino italiano quasi un miliardo di euro all'anno. L'editoria, può quindi, a pieno titolo essere definita editoria di Stato. Ci sono buoni e anche ottimi giornalisti, quelli che scrivono rischiando la pelle, quelli emarginati, quelli sotto pagati. Il 25 aprile non è contro di loro, ma contro l'ingerenza della politica nell'informazione.
    Il lettore non conta nulla per l'editore di un giornale, contano di più i finanziamenti pubblici (partiti), la pubblicità (Confindustria, ABI, Confcommercio) e i gadget (dvd, fumetti, eccetera).

    Abolizione dell'ordine dei giornalisti

    Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L'albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell'epoca.
    Nel 1963 l'albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
    Einaudi scrisse: "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell'albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti"
    Berlinguer aggiunse: "Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni".
    L'informazione è libera e l'ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
    I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.


    Abolizione della legge Gasparri

    La Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive.

    La Corte ha dato ragione a Europa 7, le cui frequenze sono occupate dalla rete di propaganda di Arcore, detta anche Rete 4. La Corte ha evidenziato che il regime di assegnazione delle frequenze nel nostro Paese:
    - non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi
    - non ha criteri di selezione obiettivi – trasparenti – non discriminatoriproporzionati (poi ha finito gli aggettivi)
    La sentenza europea segue quelle a favore di Europa 7 della Corte costituzionale, del Consiglio di Stato e dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia europea del 12 settembre 2007 (che ha bocciato la legge Gasparri).
    Mi aspetto che si faccia applicare la sentenza senza invocare la Nato e l’ONU. Ma sono sicuro che non succederà. Con il solito trucco: cambieranno la legge.
    Le frequenze radiotelevisive sono in concessione, significa che sono di proprietà dello Stato, che può decidere, liberamente, a chi assegnarle. Le frequenze sono quindi dei cittadini, di nostra proprietà.
    Le leggi che hanno regolamentato il sistema radiotelevisivo, dalla Mammì alla Gasparri, hanno creato un mostro: il Testo Unico. Cambiarlo solo in parte è inutile, va eliminato per poter definire, da zero, nuove regole che garantiscano una vera informazione.


    Personalmente sono d'accordo con gli ultimi due punti, ma resto un tantino dubbioso sul primo...voi che ne pensate?

  2. #2
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    concordo con i tre punti..

  3. #3
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    L'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria è puro populismo.
    Se si applicasse, rimarrebbero solo "Il Giornale" e l'osservatore romano

  4. #4
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    Sono contraria al primo punto, comporterebbe la chiusura di tante testate medio-piccole, di tante riviste che occupano un mercato di nicchia. Negare loro i finanziamenti significherebbe uccidere il pluralismo, poiché resisterebbero solo i pezzi grossi.

  5. #5
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    Che forse potrei trovarmi d'accordocon il punto 3.
    Ma solo per ripicca verso Grillo mi terrei anche la Gasparri.

  6. #6
    are(a)zione
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    Sig.Rossi: "La televisione italiana fa schifo. Solo tette e culi."
    Sig.Bianchi: "Hai ragione, è uno scandalo"
    Sig.Rossi: "La BBC è molto più obbiettiva"
    Sig.Bianchi: "Hai ragione, dovremmo prendere tutti esempio"
    Sig.Rossi: "Berlusconi monopolizza le tv, non è questo un stato civile"
    Sig.Bianchi: "Hai ragione, Berlusconi ha un monopolio"
    Sig.Rossi: "Che fai stasera?"
    Sig.Bianchi: "Guardo un bel programma su Canale5. E tu?"
    Sig.Rossi: "No, io no. Io guardo il gioco a premi su Rai1. Quel tizio mi è troppo simpatico"


    Signori e signore, questi mentecatti, neanche se avessimo Dio in persona, che scrive su un quotidiano qualunque, si accorgerebbero della differenza.
    Coloro i quali si lamentano (in parte anche a ragione, ma non è il mercatataro o l'impiegato a farlo, ma Travaglio o Fo) della poca trasparenza dei fondi statali all'editoria, che si lamentano dell'asservimento dei giornalisti al proprio datore di lavoro, in media leggono un paio di libri all'anno (dati Istat mi sembra), ne comprono forse anche di meno, e la maggior parte di questi libri sono dei bestseller, scritti da un paroliere in una giornata di neanche troppo duro lavoro. Uno dei quotidiani più comprati è la Gazzetta dello Sport, non Limes (che non è un quotidiano, ma ci siamo capiti).

    Ora, il mio solito difetto è quello di pretendere che tutti abbiano coscienza critica, e quindi di non rivolgermi alla più imponente percentuale dei miei concittadini. Lo so, sono uno sbruffone ed arrogante, snob ed elitario. Me ne farò una ragione. Nel frattempo, a tutti coloro che vanno il 25 aprile in piazza a vedere e sentire Grillo, vorrei chiedere loro: se non vi fosse un quotidiano, un canale televisivo, pubblico o privato che sia, come fareste ad essere aggiornati su quello che accade nel Mondo?
    Ammettendo che siate in grado di informarvi con altri canali, in base a quali parametri riuscireste a distinguere la differenza tra buon giornalismo e cattivo giornalismo?
    Sareste in grado, se vi facessi leggere un articolo di Montanelli ed un articolo di Feltri, di distinguere la differenza?

    Attendo le eventuali risposte.

  7. #7
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    tendenzialmente favorevole alla seconda e alla terza, la prima basterebbe razionalizzarla: il campanile e il partito monarchico potrebbero esser tolti di mezzo in effetti...

  8. #8
    Nessun vincitore crede al caso
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    Citazione Originariamente Scritto da Hank_29 Visualizza Messaggio
    - abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria
    - abolizione dell'ordine dei giornalisti
    - abolizione della legge Gasparri
    Passino il secondo e il terzo... ma il primo... ma stiamo scherzando?

    Si possono rivedere le cifre dei finanziamenti all'editoria, ma è allucinante chiederne l'abolizione!

  9. #9
    Nessun vincitore crede al caso
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    in media leggono un paio di libri all'anno
    Cazzo, io dall'inizio dell'anno ne avrò letti almeno 4 o 5 (ora sto leggendo il "Breve trattato sulla decrescita serena").

  10. #10
    almereyda1981
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    [FONT='Times New Roman','serif']Che il populismo di Grillo, che lui ne sia consapevole o no, fa sempre un grande favore proprio a quei poteri economici e finanziari che guidano il processo storico in atto e contro cui Grillo finge di sbraitare. [/FONT]
    [FONT='Times New Roman','serif'][/FONT]
    [FONT='Times New Roman','serif']Dopo il V-day 1, e l'attacco ai partiti tradizionali, ora tramutati in show populisti di attori demagoghi alla ricerca di acclamazioni da parte dell'opinione pubblica (a quando il televoto per le primarie?), ecco il V-day 2 e l'attacco alla libertà di stampa travestito da populismo contro i giornalisti "mangioni".[/FONT]
    [FONT='Times New Roman','serif'][/FONT]
    [FONT='Times New Roman','serif']Abrogare la legge sui finanziamenti ai giornali non vuol dire altro che abolire il diritto costituzionale di stampa, andando a colpire esclusivamente la stampa libera, indipendente e alternativa, che non gode di sostegni finanziari da parte di banche, grandi industrie e mafie.[/FONT]
    [FONT='Times New Roman','serif'][/FONT]
    [FONT='Times New Roman','serif']Rimarranno solo La Repubblica e il Corriere della Sera, proprio come in parlamento sono rimasti solo Pd e Pdl. Montezemolo ringrazia.[/FONT]
    [FONT='Times New Roman','serif'][/FONT]
    [FONT='Times New Roman','serif']L'unica cosa che mi chiedo è se Grillo è davvero così stupido e non si rende conto delle conseguenze disastrose delle sue campagne, o se davvero è una marionetta del Britannia (come alcuni sostengono).[/FONT]

 

 
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