Sono due cose che non si escludono.
Risolverebbero il problema energetico, quindi bisogna farle.
Conviene investire in fonti rinnovabili.


Sono due cose che non si escludono.




Ma qui ti voglio. Una centrale da 1000MW genera non piu' di 3 metri cubi l'anno di scorie di alto livello (ossia quelle ad emivita superiore ai 30 anni).
Significa che con 10 EPR ne produrremmo circa 54 metri cubi...un'inezia!
Ovviamente, non voglio in nessun modo minimizzare un problema reale e piuttosto complicato, dato che anche tra gli elementi a emivita minore ce ne sono alcuni che di per se, anche quando non radioattivi, sono tossici o altamente pericolosi.
Ma anche i miliardi (dico, miliardi) di metri cubi di gas inquinanti emessi con centrali tradizionali sono molto dannosi, e proprio perche' non vedo reali contributi da parte delle rinnovabili che sostengo ANCHE il nucleare.
Ma dai non diciamo queste cose. Un normale condensatore, ad esempio, per legge deve reimmettere l'acqua di scarico a non piu di 35 gradi, altrimenti si deve ridurre la potenza dell'impianto.
Ma tu pensi che l'acqua da raffreddare stia a quanti gradi, 10000? No, siamo solo attorno ai 300 o poco piu', e non e' strettamente necessario quel tipo di condensatori (quelli con le torri), si puo' usare anche il modello "termoelettrico".
Non sono, assolutamente, 10 centrali a poter modificare il clima in nessun modo. mi meraviglio che solo lo si pensi.
L'impatto ambientale non e' trascurabile (Vajont ad esempio), e comunque non puoi creare bacini artificiali cosi' come ti pare, ci sono tante cose da considerare tra cui, non da ultimo, l'agricoltura.
Guarda, uno studio dice che siamo saturi: si e' preso un quinto di tutta l'acqua nazionale (laghi, fiumi, ghiacciai, precipitazioni ecc ecc) e si e' visto quanta energia si poteva estrarre da esso. Ebbene...l'energia ora prodotta vale il 96% di quel valore! E ovviamente un quinto di tutta l'acqua e' una cifra non da poco, mica puoi bloccare i fiumi o far sciogliere i ghiacciai...
L'unica cosa che ancora puo' incrementare l'idroelettrico e' quella cosiddetta della microgenerazione. Ma su questo non sono molto informato. Eppure qualcuno parla addirittura di 10mila MW. Pero'...pero' ci deve essere una mezza gabola dietro...e' ho la vaga impressione che a qualcuno non piaccia l'idea che un privato si autoproduca l'energia...
Perche' entro 15 anni tutti dovranno RIMPIAZZARLE con altro nucleeare! Non ci sono alternative. E noi partendo da zero potremo dotarci di tutte le soluzioni piu' moderne, prima che i costi esplodano e vada tutto a remengo.
No, l'ultimo Piano Unico Nazionale e' del 1988, era a lungo termine e prevedeva, guarda caso, 10 centrali nucleari e una serie di altre cose. Poi sono arrivati gli anni di magra, tangentopoli, e tutto il resto, con annessi inetti e irresponsabili, e non si sono piu' prese decisioni.
Ma il "breve futuro" e' un errore, non una prassi.
Appunto. La nostra proposta e' a lungo e lunghissimo termine, la si puo' discutere, ci si puo' confrontare, ma siamo d'accordo che non e' oggi o domani che dobbiamo guardare...ma tra 15-20 anni.
L'Italia e' un disastro, ci vorranno almeno 10-15 anni per rimetterla in peidi. La nostra generazione paga gli errori del passato e dovra' sobbarcarsi l'onere di rimediare. E il settore energetico potrebbe diventare il cavallo trainante della ripresa.




Ci sarebbe anche questo:
Dissociazione molecolare.
Un dissociatore molecolre è un impianto di smaltimento dei rifiuti solidi, urbani e non, funzionante tramite la dissociazione molecolare. l'impianto non incenerisce i rifiuti stessi in quanto opera con troppo poco ossigeno e a temperature non superiori a 400 gradi, contro i circa 1300 gradi degli inceneritori, e sarebbe in grado di produrre più energia di quest'ultimi, infatti trasforma in energia ben il 97% della sostanza organica, contro il 70% scarso degli inceneritori, e il gas prodotto dall'impianto può essere utilizzato direttamente per produrre energia, ma anche essere dissociato ulteriormente per produrre idrogeno. Inoltre i suoi costi di realizzazione sono più bassi e soprattutto non risulta avere conseguenze negative sull'ambiente: non rilascia in atmosfera sostanze inquinanti e consuma di meno, perché le temperature con cui vengono trattati i rifiuti sono di oltre due terzi inferiori a quelle degli inceneritori. A questo si aggiunga un produzione del 30% di energia in più a parità di prodotto smaltito. Inoltre, siccome l'impianto lavora a basse temperature, non c'è produzione di diossine [1]e non si trasportano le polveri insieme ai fumi. Tutti gli altri inquinanti, come i composti dello zolfo, gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, diminuiscono fino alla meta' o a un terzo, mentre quelli pesanti si riducono del 50% Questa tecnologia esclude la trasformazione dei metalli, che quindi vengono recuperati dopo il trattamento esattamente come sono stati immessi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Dissociazione_molecolare