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Discussione: Sotterfugi si o no

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da mosongo Visualizza Messaggio
    ...mah, per quanto ne sappia, è proprio l'esatto opposto: il giacobinismo - almeno per quelli che attinsero a J. J. Rousseau - è proprio "potere al popolo"...
    Caso mai sono i liberali gli eterni servi della borghesia.
    "come l'autonomizzazione del momento politico rispetto alla società civile, l'origine della così detta democrazia totalitaria (Jacob L. Talmon), l'assorbimento dittatoriale della spinta autonoma all'emancipazione delle classi oppresse, oltre che un modello di direzione politica "borghese" elitaria ma soprattutto autoritaria."

    http://it.wikipedia.org/wiki/Giacobinismo

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Rif. Borbonica Visualizza Messaggio
    "come l'autonomizzazione del momento politico rispetto alla società civile, l'origine della così detta democrazia totalitaria (Jacob L. Talmon), l'assorbimento dittatoriale della spinta autonoma all'emancipazione delle classi oppresse, oltre che un modello di direzione politica "borghese" elitaria ma soprattutto autoritaria."

    http://it.wikipedia.org/wiki/Giacobinismo
    Mi mettete paura.

  3. #13
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    Principi del duosicilianismo

    Un movimento per il riscatto della macroregione Due Sicilie deve non essere meridionalista ma duosicilianista; questo significa che deve avere caratteristiche ideologiche ben precise.
    Un partito duocisilianista deve scegliere un simbolo che richiami all’indipendenza delle Due Sicilie, o come stato unitario o in riferimento ai Regni di Napoli e di Sicilia, la scelta dei colori è importante, scartando riferimenti al tricolore italiano.
    Il nome del partito non deve rifarsi al termine meridionale o al termine sud ed i loro derivati. Una scelta in tal senso ribadirebbe un taglio netto con gli stereotipi della propaganda colonizzatrice italiana.

    Deve condannare in modo chiaro e inequivocabile il risorgimento ed i loro artefici: come periodo di oppressione, saccheggio delle Due Sicilie e di crimini contro le sue nazioni.
    Deve mettere l'uomo e non il danaro al centro dell'azione politica con un codice morale che guidi le azioni dei suoi iscritti e dei simpatizzanti; questo codice si può ispirare al vangelo o qualcosa di laico affine.
    Coloro che aderiscono ad un partito duosicilianista devono ragionare con la stessa mentalità che aveva la nostra classe politica prima del 1860, ovvero devono pensare in grande e non aver paura di volare. Devono ispirare la loro azione prendendo ad esempio le positività della nostra plurimillenaria storia.
    Il progetto politico di un partito duosicilianista non deve essere sinonimo di programma. Nel progetto politico devono esserci oltre ai principi ideologici del duosicilianismo, il programma politico, l’obbiettivo finale, gli obbiettivi intermedi e la strategia per raggiungere gli obbiettivi intermedi e quello finale, un modello di sviluppo economico alternativo al liberismo e la formulazione del futuro assetto istituzionale delle Due Sicilie.
    Un partito duosicilianista può essere sia di sinistra sia di destra che trasversale.
    Un partito che condanna il risorgimento non deve fare alleanze o apparentamenti con partiti di destra e di sinistra che si ispirano alla falsa mitologia risorgimentale.
    Riconoscere le due nazioni storiche, la Nazione Napolitana e la Nazione Siciliana, che si sono formate e che hanno avuto per secoli legittimazione di sovranità dalla fine della guerra del Vespro al 1861. In base a questo riconoscimento il progetto politico deve tener conto delle reciproche autonomie della Sicilia, del Napoletano o Napolitania.
    Il sistema italiano a prescindere dalla legge elettorale in vigore esige che un partito che non ha seggi in parlamento o si presenta per la prima volta, deve raccogliere un certo numero di firme per poter partecipare alla competizione elettorale. Questo problema si può superare solo con la determinazione, motivazione, senso di abnegazione e tantissimo lavoro di ogni singolo militante, a prescindere dalla sua posizione all’interno del partito. Il problema di raccogliere firme potrebbe far nascere l’idea di cercare una scorciatoia facendo candidare i propri militanti in un partito di destra o di sinistra che s’ispira alla falsa mitologia risorgimentale. Questo tipo di azione comporterebbe il tradimento dei valori del duosicilianismo, di coloro che appoggiano a vario titolo quel partito e l’impossibilità di avere la necessaria visibilità che un partito duosicilianista ha bisogno per farsi conoscere dalla maggioranza dei popoli duosiciliani.
    Un partito duosicilianista deve essere un movimento che parte dalla base elettorale e non un partito azienda o partito feudo. Questo significa che non deve essere un partito dove i suoi dirigenti hanno questo ruolo in virtù delle loro possibilità finanziarie. In un partito duosicilianista devono contare le idee prima dei soldi o dei suoi finanziatori. Se così non fosse, un duosiciliano motivato ma con scarse possibilità economiche non avrebbe voce per dare il suo contributo ideologico al progetto duosicilianista.
    Un partito duosicilianista deve tutti i giorni ottenere l’appoggio dei suoi elettori, dei militanti e dei sostenitori fino ai dirigenti. Un partito duosicilianista che tradisce uno o più di questi punti, deve immediatamente perdere l’appoggio di tutti coloro che credono nei principi del duosicilianismo.
    Questi principi possono essere validi sia per un’azione politica per le Due Sicilie, sia che la stessa coinvolga solo la Napolitania (Sud Italia continentale) in questo caso si parlerebbe di Napolitanismo. Il Sicilianismo esiste già, ma eventualmente è necessario uno nuovo coerente ai principi del duosicilianismo.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Nessuno Visualizza Messaggio
    Io avrei un'altra domanda da porre, è accettabile il rischio di sprecare tempo e risorse senza riuscire ad accocchiare nulla con un margine di sicurezza che ciò avvenga superiore al 99,0% ?
    Non sono d'accordo, se ci impegnamo tutto è possibile.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Rif. Borbonica Visualizza Messaggio
    "come l'autonomizzazione del momento politico rispetto alla società civile, l'origine della così detta democrazia totalitaria (Jacob L. Talmon), l'assorbimento dittatoriale della spinta autonoma all'emancipazione delle classi oppresse, oltre che un modello di direzione politica "borghese" elitaria ma soprattutto autoritaria."

    http://it.wikipedia.org/wiki/Giacobinismo
    Beh, è solo una frase che tiri fuori dal mazzo, perché non leggi anche cosa ne pensava Lenin?...poi,wikipedia va presa come inizio di ricerca e non come fine.


    Il contratto sociale - Jean-Jacques Rousseau


    In
    breve

    I principi del diritto politico: sovranità indivisibile del popolo, "volontà generale" e idea del governo come potere esecutivo subordinato alla sovranità del legislativo. Una riflessione sulla democrazia costituzionale che conserva tutta la sua attualità.

    Il libro
    "Assunto dai giacobini quale massimo riferimento teorico (proprio per la concezione della ‘volontà generale’ come sovranità assoluta) e accusato (da liberali e critici della rivoluzione francese) di essere l’ispiratore della ‘democrazia totalitaria’, Rousseau si rivela in realtà ossessionato dai dilemmi della sovranità (convinto della necessaria potenza del politico nella società moderna, ma consapevole dei rischi a essa connessi) e quindi interessato a porre limiti all’arbitrio delle maggioranze non meno che agli effetti distruttivi degli egoismi particolari. Annoverato tra i monumenti del pensiero antimoderno (sempre, nella sua pagina, l’apologia della semplicità e della moderazione va di pari passo con la condanna del nascente capitalismo, mentre la ‘volontà generale’ appare emblema della liberté des anciens), il Contrat si rivela pervaso dalla preoccupazione di salvare la modernità dalle sue stesse insidie. Risolvere il ‘grande problema della politica’, realizzare il governo delle leggi significa per Rousseau definire un sistema di libertà collettiva la cui sanzione formale, sul piano giuridico, non si risolva per nessuno in un’esclusione di fatto, sul terreno dei diritti materiali. In questo senso la chiave di volta di una delle più severe requisitorie contro le perversioni della modernità consiste, inaspettatamente, in un’intransigente apologia dell’individualismo

  6. #16
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    Un giorno 11 "sognatori" fondarono un partito in una grande città di una grande nazione. La loro nazione stava vivendo un periodo diffilicilimo, il vecchio potere era ormai tramontato e con esso la vecchià società. La nazione esprimeva solo un partito di tipo militaristico, che ra poco presenzte nelle periferie. Mentre le potenze stranieri già pensavano di spartirsi il bottino, anzi lo stavano già facendo.
    Un bel giorno agenti di una potenza straniera, amica per motivi ideologica, ma pcoo amica storicamente, imposero al partito degli 11 di allearsi col partito militaristico.
    Ai primi promisero la diffusione nel vastissimo territorio nazionale, ai secondi i soldi.
    Effettivamente il partito si diffuse nel paese, anche perchè si poteva avere la doppia tessera. Morto il fondatore del partito militaristico, un generale prese il suo posto. Il generale immediatamente dichiarò guerra agli infliltrati, che furono decimati.
    Attraservo mille peripezie, però il grosso del partito si salvò, rifugiandosi nella vastissiima periferia del paese.
    I militari poterono governare in "santa pace" la nazione, anche se gli antichi "alleati" controllavano delle zone marginali del paese.
    Ma la potenza straniera più giovane invase la nazione, schiacchiando l'esercito.
    A quel punto la solita potenza "amica" spinse per una nuova alleanza.
    L'alleanza ci fu anche se nessuno si fidava di nessuno.
    Non appena, l'invasore fu sconfitto, (in un altro campo di battaglia) i due partititi si fronteggiarono per il controllo del paese.
    Grazie all'aiuto militare della solitapotenza "amica", all'aiuto dei contadini che avevano giovato delle loro riforme e paradossalmente del nemico sconfitto che aveva decimato l'esercito rivale, in breve tempo il parito degli 11 fondatori conquistò... il paese.
    Un paese che Dio solo sa quante volte è più grande della penisola nella quale viviamo.

    Gli 11 "desaparcidos" fondarono il Partito Comunista Cinese (che in base al leninismo nell'arretrata Cina non avrebbe dovuto avere successo, perchè non c0erano gli operai.). Il Komintern (organo guidato dall'URSS) spinse per l'alleanza, perchè secondo la loro ideologia in un paese come la Vina andava appoggiato il Guomindang, ma in questo moto si lavarono la coscienza aiutando anche gli sporvveduti compagni cinesi.
    I comunisti cinesi non avrebbero voluto allearsi con il GND, ma con questa mossa passarono dalla diffusione a Shanghai e in altri pochi centri già operai al tutto il paese, specie nell'esercito e nelle sterminate campagne. Nemmeno i nazionalsti volevano l'alleanza, e infatti Chiang Kai-Shek passò alle vie di fatto.
    Ma con la Lunga Marcia il PCC si salvò.
    La seconda guerra mondiale favorì il PCC, che alla fine della stessa, raccolse i frutti conquistando il potere assoluto in Cina. Chiang fu costretto a rifugiarsi a Taiwan protetto dagli Usa.

    Ricapitolando, un'alleanza spregiudicata e non voluta con il nemico interno. Una serie di eventi esterni favorevoli e soprattutto le grandissime capacità politiche e militari dei famosi 11 e dei loro compagni, hanno portato il PCC a divenire il padrone assoluto della Cina.
    Credo che senza il Primo Fronte Unito mai e poi mai il PCC sarebbe uscito dal limbo.

    Il contesto è completamente diverso e non credo che tra noi si nascondano personaggi dello spessore di Lin Piao e Mao Zedong, ma nemmeno Lombardo è il generale Chiang.
    Cmq secondo me uomini di provata fede possono anche allearsi con il diavolo. Pensate che Mao chiamava "il grande generale" Chiang Kai-shek, i cui uominii gli avrebberp ucciso la moglie. Ma attenzione se poi questi signori si mettono a spartirsi le tangenti con i loro amici, diventano la munezza della munezza, avanzi di forca.

    Cmq per me va bene tutto, tranne lo status quo.

  7. #17
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    Siamo seri, partiti che hanno speso milioni e milioni di euro in propaganda non sono riusciti ad accedere al parlamento .Anche se unissimo tutti i meridionalisti non riusciremmo a fare una propaganda capace di raggiungere il 4 percento della popolazione, come si può credere addirittura di convicerli a votarci?

    Pric. Citeriona ha perfettamente ragione, le persone di provata fede posso allearsi anche col diavolo per la causa. E mi fa specie che questo molti di voi non lo capiscano.

  8. #18
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    Siamo seri, partiti che hanno speso milioni e milioni di euro in propaganda non sono riusciti ad accedere al parlamento .Anche se unissimo tutti i meridionalisti non riusciremmo a fare una propaganda capace di raggiungere il 4 percento della popolazione, come si può credere addirittura di convicerli a votarci?

    Pric. Citeriona ha perfettamente ragione, le persone di provata fede posso allearsi anche col diavolo per la causa. E mi fa specie che questo molti di voi non lo capiscano.
    Il 4% sul totale dell'Italia o solo nel Mezzogiorno?

  9. #19
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    Siamo seri, partiti che hanno speso milioni e milioni di euro in propaganda non sono riusciti ad accedere al parlamento .Anche se unissimo tutti i meridionalisti non riusciremmo a fare una propaganda capace di raggiungere il 4 percento della popolazione, come si può credere addirittura di convicerli a votarci?

    Pric. Citeriona ha perfettamente ragione, le persone di provata fede posso allearsi anche col diavolo per la causa. E mi fa specie che questo molti di voi non lo capiscano.

    Non sono d'accordo minimamente, ma so che questo poco vi importa. Le soluzioni ci sono e tante, ma nessuno è interessato ad ascoltarle. Si vuole fare credere alle persone che l'unica strada è l'apparentamento con Mpa, per regalare una scorciatoia a pochi, che stanchi di essere semplici assessori, anelano ad entrare nella casta della politica nazionale. Vi ricordo che l'Mpa è Sicilano e non Meridionale, vi ricordo che vogliono la loro autonomia dall'italia tutta (meridione compreso), ma vogliono pure il ponte. Vi ricordo che dietro l'mpa ci sono delle cose non chiare e vi ricordo che a me del simbolo della trinacria sul gilio NON MI VA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Io proprio non capisco perchè tutto deve partire dalla Sicilia, perchè, che cavolo centra!!!!

  10. #20
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    La Sicilia è stata decisiva ai tempi degli Altavilla ed è stata decisiva ai tempi di Francesco II. Anche oggi è più avanti di noi, dato he nel 1943-45 lì hanno lottato per l'indipendenza, i nostri nonni no.
    Evidentemente qui non si "quaglia" nulla senza la Sicilia!

 

 
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