
Originariamente Scritto da
JohnPollock
Esatto.
E' una gran balla. Sen ha vinto un premio nobel per le sue vomitevoli balle. Cerca di smontare le teorie di Pareto confutandone le ipotesi iniziali. Anche i bambini lo saprebbero fare.
Paretto non ha mai detto che la condizione neccessaria per la dimostrazione delle sue tesi fosse l'esistenza dello Stato, tra l'altro Democratico. Sen è proprio un farabutto ignorante, come chi gli ha consegnato il Nobel. La cosa figa è che cerca di dimostrare le sue balle scomodando la matematica, grazie al cazzo. Certo non ci vuole la matematica per annullare le teorie di Pareto premetendo l'esistenza dello Stato. Il fatto è che Pareto non ha mai nominato lo Stato quando parlava dei suoi modelli di società.
E' che non ho voglia di ripetermi ancora una volta sulle balle di quel cialtrone di Sen.
Dai arrivateci da soli.
Limiti (dell'Ottimo Paretiano)
Il primo problema di un mercato così impostato è che non ci dice nulla su come il reddito tra gli individui viene ripartito. Potrebbe risultare efficiente che un soggetto abbia "100" e l'altro nulla.
Il limite dell'efficienza paretiana è proprio in questo punto. D'altra parte una situazione non equa può non essere accettabile dalla società e ciò giustifica l'intervento da parte dello Stato per ridistribuire le risorse tra gli individui. L'An, Quid e Quomodo dell'intervento dipendono dal governo e dalla Funzione del Benessere Sociale della società.
Va sottolineato che la ricerca dell'equità si va a scontrare con l'efficienza del mercato, realizza cioè un Trade-off (si è costretti a rinunciare ad una parte di efficienza per guadagnare più equità).
Questa è dovuta al fatto che lo Stato per perseguire tali obiettivi impone imposte distorsive (
cioè che inducono a cambiare i comportamenti degli individui per non pagarle).
Il secondo problema è nel fatto che un mercato perfettamente concorrenziale può non essere raggiunto per diverse cause, il mercato cioè fallisce.( A causa del'intervento delo Stato).
La presenza di Monopoli generati dallo Stato, l'asimmetria informativa, i Beni pubblici Puri e le Esternalità (Positive e Negative) sono le più note.
Per cui le teorie che hanno teorizzato un potere endogeno (cioè autonomo) del mercato di raggiungere il livello di massima efficienza incontrano dei limiti etico-sociali e di situazioni di fallimento del mercato.
Il paradosso di Sen
Prendendo spunto dal teorema di Arrow, il premio Nobel per l'economiaAmartya Sen ha dimostrato che, in uno stato che voglia far rispettare contemporaneamente efficienza paretiana e libertà (quest'ultima intesa come la presenza di uno spazio in cui le sole preferenze dell'individuo determinano la scelta), possono crearsi delle situazioni in cui al più un individuo ha garanzia dei suoi diritti. Egli dimostra dunque matematicamente l'inesistenza dell'ottimo paretiano nel liberismo paretiano. Il paradosso è analogo a quello di Arrow sulla democrazia. Come per quest'ultimo, sono possibili alternative sociali che non ne sono soggette, ma richiedono l'abbandono dell'una o dell'altra assunzione. Sen ha ricevuto il Nobel proprio per aver sviluppato una teoria sociale scevra dal suo paradosso.
La cosa che mi fa più rabbia è che Pareto non sia quà a prenderlo a calci nel sedere e a stroncarlo. Fosse vivo i premi Nobel li avrebbe presi lui, non quella zucchina Socialista di Sen. Facile prendersela contro chi non si può difendere, rigirando le carte a piacimento personale. Bastardo.
Ditemi dove Pareto parla di Stato nella sua teoria.
L'ottimo paretiano o efficienza paretiana è un concetto introdotto dall'economistaitalianoVilfredo Pareto, largamente applicato anche in teoria dei giochi, ingegneria e scienze sociali. Si realizza quando l'allocazione delle risorse è tale che non è possibile migliorare la condizione di un soggetto senza peggiorare la condizione di un altro.
Nel Cours d'Economie Politique (Losanna, 1896), Pareto sostenne che si può dimostrare che, in una situazione in cui le risorse iniziali sono date, un sistema di mercati perfettamente concorrenziali assicura allocazioni ottimali. Un'allocazione ottimale è caratterizzata dal fatto che, date le usuali ipotesi sulle preferenze o sulla tecnologia, è impossibile ottenere migliori livelli di benessere di qualcun altro, o la produzione di qualche altro bene.
Si ha ottimo paretiano (detto anche efficienza allocativa) quando non è possibile alcuna riorganizzazione della produzione che migliori le condizioni di tutti. In tale situazione, l'utilità di una persona può essere aumentata soltanto da una diminuzione dell'utilità di qualcun altro; vale a dire che nessuna persona può migliorare la propria condizione senza che qualcun altro peggiori la sua.
La condizione di partenza per un mercato efficiente in senso paretiano è la concorrenza pura. Un mercato concorrenziale rifletterà nei prezzi dei beni la loro scarsità in natura secondo il principio della domanda e dell'offerta. Se il bene è scarso, e quindi la domanda è superiore all'offerta, il prezzo sarà elevato e viceversa. Tale sistema permetterà un'efficienza completa perché metterà i beni in mano a coloro che sono disposti a pagare di più e quindi a saperli sfruttare meglio. Un mercato orientato in modo pareto-efficiente e quindi concorrenziale possiede due caratteristiche salienti: l'efficienza della Produzione e quella nello Scambio.
Vi pare che l'efficenza della Produzione e dello Scambio sia ragiungibile con la forma Stato???? No. Quindi perchè Sen si inventa che le teorie di Pareto sono inesatte? Sono inesatte se si premette che l'esistenza dello Stato sia un fatto irrinunciabile. Pareto però, non sta parlando di Stato, tantomeno sta parlando di Stato Democratico, ma di società Libera, quindi che cazzo vuole Sen??? Vada ad analizzarsi matematicamente le tasse emanatte dai governi che ama tanto invece di cercare di smantellare le teorie altrui cambiandone le ipotesi iniziali. Buffone. E' talmente pieno di Stato nel cervello che manco arriva a considerare un mercato veramente libero, quindi privo di Stato. E' proprio un inguaribile buffone Socialista sto Sen. Bastardo. Manco sa cosa sia la Libertà. Bastardo ladro e briccone.