



le Waffen SS erano corpi scelti fatti prevalentemente di eroi, non c'entrano molto con le SS intese in senso politico. Le SS erano politiche, le Waffen SS si chiamavano come le SS ma non c'entravano niente. Le SS erano un corpo del partito, le WAFFEN SS equivalevano alla Folgore etc. comunque... Che poi abbian fatto massacri anche loro non dipendeva dal loro essere waffen ss ma dal fatto di essere agli ordini di ufficiali spietati. Le Waffen SS erano un corpo di volontari scelti, insomma.
al prossimo post la risposta al resto
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Non diciamo stronzate. Non esiste il diritto di ammazzare scientemente un innocente perchè ti è stata fatta un ingiustizia da un colpevole. Achille era considerato matto perchè per l'ira massacrava pecore, se tu pensi che sia lecito perfino massacrare uomini per sfogarsi ti compatisco per il povero matto che ti dimostri!!!
Quanto alla solita cretinata che Israele farebbe lo stesso ho due considerazioni
1) Israele non colpisce per primo. E' dal 1948 che Israele non attacca, ma subisce ininterrotti attacchi ai quali si deve difendere.
2) Le "rappresaglie" di Israele NON SONO TALI. Anche se i deficienti di giornalisti che abbiamo le spaccian per tali. Israele colpisce OBBIETTIVI MILITARI ossia terroristi, e se dei civili ci rimangon di mezzo NON E' PER SCELTA CONSAPEVOLE ma per impossibilità di EVITARLO, posto che non è considerabile "possibile" l'evitare di difendersi dai terroristi solo perchè gli stessi si fan scudo di gente innocente.
Tra chi mette un autobomba in un mercato per vendicare l'eliminazione di Yassin e chi fa esplodere un missile sulla macchina di yassin ammazzando 4 civili c'è tutta la differenza del mondo. Il primo è un terrorista, il secondo no.
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Falso. Non provare a falsificare i concetti che uso dicendo di condividerli.
Chi SCIENTEMENTE E DELIBERATAMENTE AL FINE DI AMMAZZARE CIVILI AMMAZZA I CIVILI è un terrorista. Se nel prendere una città del nemico piena di civili in cui lo stesso si è nascosto ci van di mezzo i civili stessi non è terrorismo, ma normalissima guerra. E la guerra può essere offensiva o difensiva, nel caso di Israele è CHIARAMENTE DIFENSIVA E DAL 1948, da quando nacque Israele e fu attaccato da tutti gli arabi nessuno escluso che lo circondavano. La guerra non è mai finita, dura da 60 anni, perchè gli arabi non hanno mai smesso di provare a eliminare israele.
Falso.Però il concetto si applica anche agli israeliani che sparano ai civili palestinesi, che li affamano volutamente, che impediscono loro di recarsi all'ospedale, che distruggono le basi esistenziali dei palestienesi, che distruggono loro le case e le infrastrutture, ecc. ecc.
1) i palestinesi, al lordo delle pistolettate che si dan fra loro stessi, forse avrebbero un tasso demografico negativo se israele e l'occidente non mettessero a disposizione A) medici B) ospedali C) aiuti umanitari in forma massiva D) contributi alla ANP
2) Israele ha tutto il diritto di chiudere i confini, anzi dovrebbe farlo più spesso e in modo più radicale. Se i Palestinesi voglion crepare di fame e fare autobombe lo facessero.
I palestinesi dovrebbero ringraziare la moderazione di Israele, democrazia rimasta tale pur se soffocata dall'odore del sangue dei suoi uomini e dalla durezza di un conflitto in cui inevitabilmente quasi ogni famiglia ha qualcuno che sa di avere ucciso un arabo (spesso civile) in questi sessant'anni di guerra e ne prova le conseguenze psicologiche drammatiche.
Se la realtà per te è indifferente certo sarà come dici tu. Del resto ti riconosco fantasia infinita quando dici queste stronzate tutto convinto di quel che dici!E se facciamo il conto gli israeliani sono almeno 50 volte più terroristi dei palestinesi.E' l'oppostoPerlomeno i palestinesi hanno l'attenuante di essere sotto occupazione da 60 anni, di non avere altri mezzi per difendersi e/o per colpire la potenza occupante. Gli israeliani non hanno scuse: lo fanno con premeditazione pianificata, con mezzi e armi preponderanti, ecc.
1) la superiorità economica e tecnica di israele non si è ancora tradotta in uno sterminio pianificato dei palestinesi, che sarebbe ingiustificabile ma comprensibile dopo sessanta anni di guerra, essenzialmente perchè Israele ha vissuto sulla sua pelle uno sterminio ed è vaccinato dalla tentazione di cedere al lato bestiale dell'uomo. I palestinesi esistono ancora grazie alla caratura etica degli Israeliani, sarà duro da dire ma credo sia realistico.
2) L'attenuante degli aggressori palestinesi non esiste. Dal 1948 provano a eliminare Israele e destabilizzarlo. Gli Israeliani, nondimeno, ancora li accolgono nei loro ospedali i loro figli mutilati dall'abitudine dei loro capi di circondarsi di scudi umani o dalla loro vergognosa tendenza all'ammazzare indiscriminatamente i loro simili come nella guerra civile, in cui Fatah è stata mantenuta in piedi da munizioni e cibo ISRAELIANI contro hamas.
L'accusa di sterminio pianificato, di fronte a MILIONI DI GIORNALISTI che puntano sempre su Israele e che non hanno di che sostenere simile tesi lascia poi il tempo che trova, salvo una netta considerazione sociale di persona poco seria per te che dici queste cose. Almeno fra quelli che si stupiscono ancora di leggerle, ritenendo che la gente mediamente abbia la testa sulle spalle.
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale
A questo punto le cose sono abbastanza chiare. Il post di Ronnie riflette la tipica mendace arroganza israeliana : noi abbiamo il diritto di vita o di morte sui palestinesi (terroristi), abbiamo il diritto su tutto quanto loro possiedono, chi non è d'accordo è uno stronzo, gli argomenti degli altri sono stronzate, ecc.
Oltre a questo si ripropone la versione dei servizi propagandistici israeliani, come se i sionisti non fossero entrati in Palestina e non avessero mai tentato di togliere la Palestina ai palestinesi :`"è la guerra...".
Perlomeno ammetti che Fatah ora è sostenuto da Israele. Quando Fatah però era troppo forte Israele ha sostenuto Hamas, tanto per far sì che si ammazzassero meglio tra di loro. E quando questo non era sufficiente Israele ha provveduto in proprio a sobillare e eliminare i quadri palestinesi.
Per quanto concerne la pianificazione cito solo i piani di pulizia etnica Dalet e Allon che hanno avuto conseguenze tragiche per i palestinesi. Pure il Muro di annessione/imprigionamento e l'assedio di Gaza sono fatti accaduti così per caso, vero?
Ricordo che secondo il diritto internazionale pure sottoscritto da Israele, la potenza occupante dovrebbe provvedere ai bisogni della popolazione delle zone occupate militarmente. Ma Israele, al contrario, ruba (per es. l'acqua), uccide, confisca terre, distrugge case infrastrutture colture, imprigiona, tortura, affama, espelle, assedia, ecc. Per fortuna provvede la comunità internazionale mentre Israele mette i bastoni tra le ruote dove può (blocco confisca distruzione aiuti, ecc.).
Vergognati.
Così si muore di assedio nella striscia di Gaza
DI Luisa Morgantini
Oltre mille palestinesi dell'enclave sono malati e devono curarsi altrove
Ma Israele non dà il permesso. Tra chi spera ancora, chi li aiuta, chi è già morto
A Gaza la popolazione è allo stremo: sono 133 i malati di Gaza morti dall'inizio dell'assedio perché non hanno ottenuto dalle Autorità israeliane il permesso di uscire dalla Striscia e farsi curare negli ospedali dei Territori Occupati, di Israele, Egitto e Giordania. Attualmente 1562 palestinesi gravemente malati necessitano di cure mediche urgenti che non possono trovare negli ospedali della Striscia.
«Morire d'assedio: per la sicurezza di chi?» si chiedono i Physicians for human rights- Israel, che hanno raccolto le storie degli ammalati a cui le Autorità Israeliane hanno ripetutamente rifiutato il permesso di uscire da Gaza per "motivi di sicurezza", impedendo loro di potersi curare.
Alla Campagna per il diritto di accesso alle cure sanitarie per i palestinesi malati di cancro bloccati nella Striscia di Gaza lanciata da Phr-Israel si è unita anche Amnesty International.
«La sicurezza personale - dicono i Phr - è un diritto universale e non può essere usato come uno slogan per giustificare violazioni dei diritti umani». Eppure aumentano i casi di "diniego di uscita per ragioni di sicurezza", e per i malati di Gaza questi rifiuti significano morire: le loro storie sono dimenticate, le loro voci inascoltate e alle sofferenze per la malattia si somma la crudeltà della burocrazia ostile di un'occupazione arrogante e illegale che acuisce il dolore nei loro ultimi giorni di vita.
Khadija Al-Aqed, 65 anni, soffre di disfunzioni cardiache: sin dal 1990 ha un pacemaker grazie ad un intervento effettuato all'ospedale Beilinson, in Israele. Nel dicembre 2007 il pacemaker smette di funzionare e lei è invitata urgentemente a raggiungere l'ospedale Al Urdun, ad Amman in Giordania, per una nuova operazione. Nonostante l'urgenza del caso, la risposta alla richiesta di uscita da Gaza attraverso il valico di Erez controllato dalle Autorità israeliane arriva solo il 30 gennaio: la signora Al Aqed non ottiene il permesso per "motivi di sicurezza". Il 10 febbraio Khadija muore per arresto cardiaco.
Bayyan Abu Hilu, è una bambina di un anno nata nel campo profughi di Al Bureji a Gaza. I suoi genitori hanno già perso due figli a causa di una patologia genetica al fegato. Due mesi dopo la sua nascita, a Bayyan viene diagnosticata una patologia simile. Nel novembre 2007 lei e i suoi genitori si recano al dipartimento di Ematologia dell'ospedale di Hadassah Ein Karem di Gerusalemme Ovest dove la bimba comincia una terapia salvavita. Dopo il primo stadio della cura, i dottori le chiedono di tornare il prima possibile per proseguire la terapia. Il nuovo permesso è negato dalle Autorità Israeliane per "motivi di sicurezza": Bayyan muore il 2 marzo 2008.
A M.H. 33 anni, è stato diagnosticato un tumore maligno al cervello che gli procura dei gravi disturbi alla vista. Nelle passate settimane le sue condizioni di salute sono molto peggiorate, soffrendo di convulsioni incontrollabili. Il paziente è stato indirizzato al dipartimento neurochirurgico dell'ospedale Ichilov di Tel Aviv, che è già pronto a ricoverarlo.
Ma quando M.H. ha chiesto il permesso di uscita dalla Striscia di Gaza, la sua domanda è stata respinta per motivi di sicurezza. Il Dottor Abd elSalam Aghbaria, specialista oncologico nell'ospedale Rambam di Haifa, ha dichiarato che il ritardo nella terapia potrebbe causare «un rapido peggioramento della malattia e la morte entro giorni o poche settimane».
Il 7 aprile 2008 i Phr si sono appellati contro il rifiuto delle forze di sicurezza israeliane e rivolti alle Autorità militari israeliane al valico di Erez, senza ricevere nessuna risposta.
N.A.A, 29 anni, dal giugno del 2007 soffre per un cancro-linfoma di Hodgkin. La ragazza si è sottoposta alla chemioterapia a Gaza. A gennaio è stata indirizzata con urgenza a Ichilov, in Israele per nuove analisi al fine di accertare la situazione del suo tumore. Da allora, la paziente sta ancora cercando di ottenere il permesso di entrare in Israele ma il Gss, servizio di sicurezza israeliano le ha rifiutato l'accesso sempre per motivi di sicurezza. Secondo il dottor Dina Ben Yehuda, capo del dipartimento di Ematologia all'ospedale Hadassah Ein Karem, a Gerusalemme, il test è urgente e con un'idonea terapia, le prospettive di guarigione sarebbero alte. Una richiesta in nome della paziente è stata presentata alle Autorità al valico di Erez ma senza ricevere nessuna risposta.
A N.M. 27 anni, nel settembre del 2007 hanno diagnosticato un cancro ai polmoni. La ragazza palestinese si è sottoposta a chemioterapia a Gaza ma le sue condizioni restano gravi. Il Dottor Ruth Laufer, oncologo ai Servizi Sanitari di Maccabi, ha dichiarato che la paziente, a causa dei disturbi causati dalle metastasi, richiede cure specifiche a base di combinazioni di medicinali ma "l'impossibilità di accertare lo stato delle sue condizioni potrebbe costituire un pericolo immediato per la sua vita". Il Ministero Palestinese per la Sanità l'ha indirizzata urgentemente al Centro Tumori Re Hussein in Giordania, ma fino al 14 aprile la paziente non è riuscita ad ottenere il suo permesso di uscita a causa delle obiezioni sollevate dal Gss per motivi di sicurezza. I medici di Phr hanno fatto richiesta a nome della paziente il 15 aprile. «La sicurezza universale per tutte e tutti in Israele e nei Territori Occupati Palestinesi può essere raggiunta solo attraverso strumenti politici, con la fine dell'occupazione e di tutte le forme di oppressione nella regione».
(ha collaborato Francesca Cutarelli)
*Phr- Physicians for Human Rights-Israel è un'organizzazione fondata nel 1988 con lo scopo di difendere il diritti umani e in particolare il diritto alla salute sia in Israele che nei Territori Occupati Palestinesi. Oggi i Physicians For Human Rights-Israel riuniscono più di 1150 membri e più della metà sono fornitori ed esperti sanitari.
03/05/2008


sì, sono sicuramente uno dei servizi israeliani, certo...
bah
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Ei stronzo ma che cazzo vuoi ? Tu mi pesti i piedi e io non posso reagire come meglio credo ? Cazzi tuoi se non ti piace la mia reazione, la prossima volta prima di venire a cagarmi il cazzo ci pensi un po' di volte.
P.S. mi sono volutamente abbassato al tuo livello di dialogo![]()


I palestinesi hanno perso tre guerre, gli israeliani hanno fatto prosperare quei territori (pur senza avere risorse naturali come il petrolio) tanto che Israele è di gran lunga più progredita dei paesi arabi da cui è circondata, e per di più le rivendicazioni storiche degli arabi sulla palestina sono inconsistenti.
I palestinesi si rassegnino ad abbandonare quel territorio.

