
Originariamente Scritto da
Satyricon
Scrive Alexander Berzin (probabilmente l’occidentale che ha la maggiore conoscenza di tantra buddisti) : “Secondo altri sistemi tantrici, ad esempio quello di Guyasamaja, il sempre mutevole flusso di continuità della mente, scorre da una vita all’altra, indipendentemente dalla condizione di rinascita, e arriva fino alla buddità […] poichè il flusso di continuità di ciascuno è individuale, a ciascuno ci si può riferire convenzionalmente con un nome, come 'io'.
Anche questa identità convenzionale che segna l'individualità di ogni flusso, fa parte del 'pacchetto' che si trasmette da una vita all'altra per poi confluire nell'illuminazione." (A.Berzin, "L'iniziazione di Kalachakra).
Ora, lo stesso Berzin parla di "identità convenzionale" così come lo stesso Buddha usa il termine 'io' in modo convenzionale non assoluto, poichè, in qualche modo, sul mondo relativo ci si deve basare per parlare d'assoluto.
Ma questo non significa affatto affermare l'idea di una coscienza continuativa avente una sua sostanza reale; lo stesso flusso "individuale" è soggetto al divenire e al cambiamento, quindi si dovrebbe, più correttamente, parlare di molteplici individualità (e non di una singola) che fanno parte del suo continuum mentale, ma l'io empirico e transitorio non si può in nessun modo identificare con questo continuum ma, al massimo, al singolo continuum.