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Veltroni ha voluto fortemente questa radicalizzazione del panorama politico italiano.
Evidentemente crede che sia ormai irreversibile il sistema globale che prevede una prevalenza dei Mercati e delle loro scelte sulle decisioni dei singoli Paesi.
Questa è la morte della democrazia, perché un popolo che vuole dare un indirizzo al proprio futuro crede di poterlo determinare con il voto; ma qualsiasi forza politica prevalga questa non può imporre un Modello di Sviluppo al proprio Paese perché in realtà esso viene deciso ed imposto al di sopra del loro volere. Quindi muore la politica e con essa i politici. I cittadini potranno eleggere d’ora in poi solamente Amministratori che gestiscano l’ordinario e non incidano però sulle grandi scelte.
Su questa intuizione (che ha già antichi esempi viventi in USA ed in UK) Veltroni ha costruito il PD togliendo alla coalizione di centrosinistra solo la sinistra perché considerata dai suoi committenti ideali inaffidabile in quanto portatrice di credo politico e di conflitti sociali.
Ha poi richiamato il suo ‘alter ego’ Berlusconi per indirizzare il sistema italiano verso quel duopolio di centro moderato che promette di gestire l’ordinaria amministrazione senza disturbare i “padroni del vapore”.
E così è stato: anche i grandi gestori del Mercato nazionale e trans-nazionale hanno spinto verso un’accelerazione di questa svolta e verso le elezioni anticipate. Evidentemente preferivano (conoscendo bene i sondaggi accurati) affidare intanto l’Italia a Berlusconi con il quale si può sempre trattare, piuttosto che correre il rischio di avere ancora la sinistra fra i piedi in qualche settore governativo o con qualche rappresentanza istituzionale.
Però in questa americanizzazione spinta del sistema il nostro Walter non è riuscito a togliersi del tutto le incrostazioni di antiche culture. Ed infatti non è riuscito a non prestare il fianco ai suoi avversari interni ed esterni permettendo che Rutelli fosse candidato a Sindaco di Roma.
Nel suo Paese dei sogni non sarebbe mai avvenuto che si candidasse a Sindaco della Capitale un tale vecchio arnese della politica, e così si è dimostrato che il ‘nuovo’ PD nasce su vecchie basi di un’elìte dirigenziale con la vecchia consuetudine della lottizzazione del potere.
Inoltre Veltroni avrebbe anche dovuto intuire che con questa nuova idea del duopolio è sempre forte nell’elettorato la tentazione dell’alternanza: proprio perché i due partiti che contendono stanno entrambi al centro e non fanno politica ma vivono di bieco consensualismo, è logico che si assomiglino profondamente ed a maggior ragione nelle scelte ordinarie dell’amministrazione cittadina. E’ quindi stato sufficiente volere imporre sempre la stessa faccia perché i cittadini abbiano preferito cambiare. E vedremo adesso se gli avversari interni faranno pagare questa arroganza ai dirigenti nazionali del PD, appena indicati con Primarie.
Per quel che riguarda la Sinistra invece, proprio per le considerazioni di sopra, bisogna riflettere sul fatto che siamo nella prima fase di questo cambiamento di sistema imposto. Ed è proprio adesso –soprattutto in séguito alle prime delusioni del PD- che la Sinistra deve riprendere a farsi sentire con voce nuova.
Anche se si sta tentando di imporre un sistema ‘americano’, i cittadini italiani hanno ancora altra cultura di base e su questo bisogna incidere con determinazione. Dobbiamo riprendere nei territori il contatto con la gente ed i suoi problemi; contatto che i vecchi partiti della Sinistra avevano perso, chiusi come erano nei loro rituali liturgici e nella venerazione della loro vecchia immagine che credevano incorruttibile depositaria di consensi.
Da ora in poi la Sinistra canonica deve imparare a scendere per strada e nelle piazze nella società e fondersi con la Sinistra sociale, già presente, per disegnare una nuova struttura sociale dove tutte le forze e tutte le culture siano rappresentate, e non solo una parte.
Deve dare questo messaggio di una società moderna e socialista fondata sempre sui principi della Sinistra, ma che sa usare un linguaggio nuovo e più autentico.
Questo può farlo solo un’aggregazione politica agile come il movimento ‘Sinistra Democratica’ che non è fossilizzato in organismi asfittici e desueti.
Però deve farlo adesso, senza divisioni o condizionamenti del passato.
Deve farlo adesso prima che sia troppo tardi.




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