



Certamente il più mortifero della storia umana è stato il Concilio Ecumenico Vaticano II...![]()


Però voglio capire come mai - per la tesi di Cassiciacum - Stefano VI, che fu materialmente vero papa (quanto ad elezione canonica valida), possa esserlo anche formalmente (assistenza divina dello Spirito Santo) dal momento che, con quel concilio, per fatti concludenti, cioè oggettivamente, non fece il bene in assoluto, nè il bene della Chiesa (si pensi al discredito che contribuì a diffondere nei fedeli). Questo dovrebbe porre un ostacolo ex tunc alla ricezione dell'autorità dall'Alto.
Dal punto di vista dei cattolici sedeplenisti non c'è problema: il sinodo «non assistito dallo Spirito Santo» (come in occasione di quello del cadavere scrisse il Muratori negli Annales) non investe l'autorità della Chiesa, nè del Papa, nè delle loro infallibilità (in quel concilio non furono pronunciate verità di fede, men che meno ex cathedra).
Ma, visto che la vostra visione è molto più totalizzante, quanto all'operato del Papa, credo vi si possa chiedere un'opinione.
grazie


S.S. Papa Stefano VII non voleva fondare un altra Chiesa o annichilire il cattolicesimo trasformandolo in una farmacopea antropocentrica svenduta al signore di questo mondo, tradendo in questo modo i mandati di Cristo stesso. Voleva invece, spinto da motivi essenzialmente politici e fondandosi su una visione canonistica del Papato ancora incompleta (questa è la questione di maggior peso del Sinodo cadaverico), tenere un sinodo meramente disciplinare per la condanna di Papa Formoso e quindi per l'annullamento del suo pontificato e dei suoi atti.
I particolari macabri del Sinodo del gennaio 897 sono totalmente irrilevanti, dato che quello che conta è capire se il processo aveva fondamento canonistico oppure no. Si può dire che sostanzialmente il processo si fondava su motivazioni di ordine politico e su contrapposizioni di fazione, era frutto di un periodo assai turbolento della Roma Papale e, alla luce dei pronunciamenti e della prassi pontificia successiva (malgrado la conferma di S.S. Papa Sergio III, anche egli antiformosiano) può essere considerato DE FACTO E DE JURE errato. Ovviamente il Papa, trattandosi di un procedimento disciplinare ad personam, non ha usato dell'infallibilità. Se poi abbia peccato contro carità o giustizia e abbia agito per malevolenza, questo appartiene al foro interno del Papa stesso ed il Divino Giudice l'avrà giudicato anche per quello. Un Papa quindi fa "il bene o il male della Chiesa" ESSENZIALMENTE nell'esercizio del Magistero, ovvero nella comunicazione delle Verità e dei precetti divini e nella custodia dei sacramenti come mezzi necessari alla Salvezza, NON ESSENZIALMENTE nella prassi disciplinare, nelle scelte politiche e nella condotta di vita.
Ben altri e assai più fondati sinodi cadaverici ci vorrebbero oggi...
Un saluto cordiale
Luca


Un interessante thread ecclesiologico...![]()


Bel thread; interessante.