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Discussione: padania calcio

  1. #11
    uno, nessuno, centomila
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  2. #12
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    D'accordo: come si fa a sostenere la nazionale padana di calcio?
    Si può diventare soci?
    C'è uno store ufficiale?
    Mi pare ancora no.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Lombard Mod Visualizza Messaggio
    .....e nel calcio sembra appunto che i negracci la facciano da padroni; ciò detto, una squadra di calcio 'padana' svincolata dal dato rigorosamente etnico-genetico che prospettive (e soprattutto che senso) può avere?

    infatti ... meglio lo sci


  4. #14
    Lumbard
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    possibile che la LN deve copiare l'itaglia in tutto e per tutto:
    mandiamo a cagare ul balun e il mondo di merda itaglione che gira attorno ... incentiviamo gli sport praticati dai veri popoli PadanoAlpini (sci, hokey, montagna, ciclismo, ecc...)

  5. #15
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    si sa chi giochera' nella Padania contro il Tibet oltre a Piovani e Allegretti?

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    possibile che la LN deve copiare l'itaglia in tutto e per tutto:
    mandiamo a cagare ul balun e il mondo di merda itaglione che gira attorno ... incentiviamo gli sport praticati dai veri popoli PadanoAlpini (sci, hokey, montagna, ciclismo, ecc...)
    Infatti l'hockey su ghiaccio mi va benissimo (Aquile FVG vuincitrici della coppa Italia).

  7. #17
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    Ma se avevano ferme regole che non permettevano il matrimonio tra diverse popolazioni?
    Comunque, è un conto essere "aperti geneticamente" verso popolazioni a te simili (Franchi, Tedeschi, anche Slavi...insomma le popolazioni di allora) ed è un conto esserlo con popolazioni che provengono da 10mila chilometri.[/quote]

    "...I Longobardi rimasero per decenni una ristretta aristocrazia militare, che coscientemente perseguì una politica di segregazione rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione italiana: i Romanici cattolici e per molti versi culturalmente "superiori". Con il passare del tempo i tratti segregazionisti andarono stemperandosi, soprattutto con il processo di conversione al cattolicesimo avviato dalla dinastia Bavarese. Il VII secolo fu segnato da questo progressivo avvicinamento, parallelo a un più ampio rimescolamento delle gerarchie sociali. Tra i Longobardi vi fu chi discese fino ai gradini più bassi della scala economico-sociale, mentre al tempo stesso cresceva il numero dei Romanici capaci di conquistare posizioni di prestigio nell'ambiente dei dominatori, soprattutto tra gli esponenti del clero. Anche il trattato di "pace eterna", siglato nel 680 tra re Pertarito e l'Impero bizantino, contribuì al processo di integrazione, togliendo ai Romanici ogni speranza di una restaurazione bizantina. A conferma della rapidità del processo c'è anche l'uso esclusivo, attestato fin dagli inizi della dominazione longobarda in Italia, della lingua latina in ogni loro atto scritto, incluso quell'Editto di Rotari che pure era rivolto esclusivamente ai Longobardi.

    Sebbene le leggi rotariane proibissero, in linea di principio, i matrimoni misti, era tuttavia possibile per un longobardo sposare un schiava, anche romanica, a patto che fosse emancipata prima delle nozze (Con il tempo si sarebbe arrivati perfino alle nozze di un re longobardo, Rachis, con una nobildonna romanica, Tassia.). Questa possibilità, dettata probabilmente dalle esigenze imposte dall'esiguità numerica dei Longobardi, funzionò da cavallo di Troia per la romanizzazione dei Longobardi; già nell'ultimo scorcio del VII secolo, sotto i re cattolici della dinastia Bavarese, si contavano alcuni elementi di origine latina all'interno dell'esercito (ascritti quindi alla categoria degli arimanni e soggetti al diritto longobardo).

    Gli ultimi re longobardi, come Liutprando o Rachis, intensificarono gli sforzi d'integrazione, presentandosi sempre più come re d'Italia anziché re dei Longobardi, sebbene molto spesso rimasero profondi attriti con la nobiltà di origine romana. Il processo di spartizione delle terre e delle cariche, in linea di massima, tuttavia rimase, come dimostra la politica seguita per le diocesi, affidate sempre a prelati germanici in netta contrapposizione con il papa di Roma, spesso considerato troppo vicino ai bizantini.

    Parallelamente all'integrazione, si verificò un progressivo impoverimento di molti Longobardi: la frammentazione ereditaria delle proprietà, le donazioni a istituzioni ecclesiastiche e la cattiva gestione portò, nell'VIII secolo, molti liberi a non essere più padroni della propria casa né della terra che lavoravano. Prendendo atto della nuova situazione, nel 726 Liutprando esentò i Longobardi più poveri dal servizio militare, sottoponendoli però, in caso di guerra, a corvée obbligatorie. Al tempo stesso, come emerge sempre dalle novità legislative introdotte da Liutprando, acquisirono un ruolo sempre più rilevante nuove categorie, come quelle dei mercanti e degli artigiani; aumentarono gli ecclesiastici di origine longobarda mentre fecero la loro ricomparsa, inoltre, professioni legate all'ambito artistico e intellettuale. L'insieme di questi fattori portò a un netto predominio della città sulla campagna; i centri urbani vennero abbelliti con edifici lussuosi e opere d'arte, e i loro abitanti sperimentarono una sempre più vivace mobilità verticale.

    I Longobardi si adattarono agli usi e ai costumi della maggioranza della popolazione del loro regno. Dismisero il loro abito tradizionale a balze variopinte per adottare quello romanico; abbandonarono l'antica rasatura della nuca (atto dal forte valore simbolico, ancora nel 702 re Ariperto II umiliò il suo rivale Rotarit imponendogli una rasatura secondo l'uso romano.) e passarono all'uso di calzoni e gambali di panno. La lingua longobarda venne abbandonata anche nell'uso quotidiano, anche se a favore di un latino volgare che accolse dal loro idioma germanico numerosi elementi; proprio a questo innesto, anzi, è possibile far risalire la nascita del volgare italiano (la sua prima attestazione, l' Indovinello veronese, risale alla fine dell'VIII secolo). Allo stesso modo, anche i nomi propri persero connatazioni etniche e tanto quelli di origine germanica quanto quelli di origine latina venivano imposti, indifferentemente, ai nuovi nati di una società ormai in gran parte omogenea. Soltanto ai vertici della nobiltà longobarda si conservò una certa identità di gens (benché perfino l'ultimo re longobardo, Desiderio, avesse un nome latino), che si sarebbe preservata ancora per decenni dopo la caduta del regno (774) e l'immissione della Langobardia Major nell'Impero carolingio.


    Biblio:

    Franco Cardini e Marina Montesano, "Storia medievale", Firenze, Le Monnier, 2006. ISBN 8800204740
    Stefano Gasparri, "La cultura tradizionale dei longobardi. Struttura tribale e resistenze pagane", Spoleto, Edizioni Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, 1983. ISBN 8879883550
    Jörg Jarnut, "Storia dei Longobardi", Torino, Einaudi, 2002. ISBN 8846440854
    Paolo Possenti, "Le radici degli italiani. Vol. II: Romania e Longobardia", Milano, Effedieffe, 2001. ISBN 8885223273
    Sergio Rovagnati, "I Longobardi", Milano, Xenia, 2003. ISBN 8872734843
    Amelio Tagliaferri, "I longobardi nella civiltà e nell'economia italiana del primo medioevo", Milano, 1969.

    NOTA: non è farina del mio sacco ma di "amico di web" secchione.

  8. #18
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    ganz e ferrari ex modena davanti..qualche giocatore di serie c,piovani e l'ex valtolina
    VALSESIA libera.. Paolo Tiramani

  9. #19
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    in ogni caso il calcio e' arrivato prima in Padania(i primi scudetti sono stati vinti da Genoa,Milan,Juve,addirittura Pro Vercelli)e solo dopo si e' diffuso in itaglia

  10. #20
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    La Lupa romana è una cagna bastarda che muore allattando 2 figli di puttana
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    Citazione Originariamente Scritto da CamiciaVerde Visualizza Messaggio
    in ogni caso il calcio e' arrivato prima in Padania(i primi scudetti sono stati vinti da Genoa,Milan,Juve,addirittura Pro Vercelli)e solo dopo si e' diffuso in itaglia
    Ed è stato esportato dall'inghilterra, mica dalla nigeria . Tra l'altro il genoa footballa and cricket club è stata la prima squadra nata in Padania, successivamente se non sbaglio Juve, Milan ect. Essendo uno sport povero che per giocare non serve granchè a parte una palla e 4 "pali" per le porte si è diffuso maggiormente che altri sport più complicati.
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

 

 
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