
Originariamente Scritto da
MrBojangles
I più scocciati sono quelli che portano a casa 300 e dichiarano 40.
Sono loro l'oggetto della curiosità e dell'indignazione: le migliaia di professionisti che dichiarano poco più della segretaria, non qualche dozzina di calciatori.
È la stramba via italiana alla normalità, che passa attraverso le eccezioni.
Per ripulire il calcio e la Banca d'Italia ci sono volute le intercettazioni: per arrivare alla decenza fiscale, dobbiamo passare attraverso la pubblicazione dei dati in Rete?
Altra via non si vede.
Non sono i controlli e le punizioni che spingono uno scandinavo, uno scozzese o un californiano a pagare le tasse: è la pressione sociale.
La vergogna d'essere considerato (dai parenti, dai consoci al Lions Club, dagli amici del figlio) un evasore: uno che costringe un altro a pagare di più; uno che fornisce al fisco la giustificazione per alzare le aliquote, complicare le norme, aumentare i controlli; uno che ti sorride, ma ti frega.
Chi s'arrabbia per la pubblicazione dei redditi va anche capito; ma prima di regalargli la vostra solidarietà, chiedetegli quanto dichiara, quante case ha in giro e che auto tiene in garage.
La privacy è importante, ma è altrettanto importante rompere un'imbarazzante tradizione: l'Italia è l'unica, tra le grandi democrazie, dove l'evasione è epidemica.