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  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Dr.Hans Visualizza Messaggio
    Zitto. Leggi qua invece di ragliare le minchiate che ti hanno raccontato i tuoi capipopolo:
    Peccato che alla fine i delitti siano davvero aumentati.

    E infatti, da quel momento la traiettoria dei reati ha cambiato bruscamente rotta. Molte specie di delitti che stavano finalmente tornando a calare hanno improvvisamente ricominciato a crescere, il numero totale dei delitti ha toccato il suo massimo storico dal 1946, nel giro di appena un anno il numero totale dei detenuti ha di nuovo superato la capienza regolamentare. Quando l’indulto venne varato, né Prodi, né Bertinotti, né Veltroni, né Amato vollero dire una parola sulle sue conseguenze
    (se hai problemi pigliatela con Ricolfi.)


    Sei acciecato come un comunista. Se la realtà non va come secondo la tua ideologia, è colpa della realtà e non dell'ideologia.



    Cmq se insisti a negare l'EVIDENTE, che i delitti sono aumentati, ti chiedo allora perchè insisti nel difendere gente che ha votato l'indulto senza amnistia, senza percorso di reinseriemnto etc etc...

  2. #12
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    P.S se pensi che siano balle querela Grillo che ci fai qualche soldino.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    Peccato che alla fine i delitti siano davvero aumentati.
    (se hai problemi pigliatela con Ricolfi.)
    Sei acciecato come un comunista. Se la realtà non va come secondo la tua ideologia, è colpa della realtà e non dell'ideologia.
    Cmq se insisti a negare l'EVIDENTE, che i delitti sono aumentati, ti chiedo allora perchè insisti nel difendere gente che ha votato l'indulto senza amnistia, senza percorso di reinseriemnto etc etc...


    e il bello è che oltre a ragliare, utilizzi come un automa imbolsito un pezzetto di un articolo da me postato ma proprio manco fare ricerche sapete voialtri piccoli forcaioli eh??

    Di nuovo: zitto. E leggi ancora và, così almeno ti fai 'na curtura:

    Indulto: cifre e leggende

    Andrea Boraschi, Luigi Manconi
    [02/10/07] Le cronache di questi giorni rilanciano la «questione sicurezza». E, con essa, la questione della criminalità. In conclusione, sempre lì si torna a battere: l’indulto. Così che viene da pensare «ah! Quanto sarebbe bello questo paese se l’indulto non ci fosse mai stato. E quanto si vivrebbe meglio...». Certo, il discorso pubblico sulla questione talvolta, grazie al cielo, si fa argomentato e documentato. E non per questo meno approssimativo. Un buon esempio viene dall’articolo di Roberto Perotti pubblicato sul Sole24 Ore di giovedì. «Ma come è possibile - scrive l’autore - trattare una questione così fondamentale per la vita (letteralmente) di tutti gli italiani in modo così superficiale, per non dire incompetente?». Ce lo chiediamo anche noi, già a leggere l’incipit dell’articolo: «Dopo l’indulto le rapine in banca sono raddoppiate». E la causa è, appunto, quel provvedimento di clemenza. Non è certo nostra intenzione sostenere che, sul fronte della criminalità, tutto vada bene. Non siamo ciechi. Ma è, altresì, nostra intenzione informare sulle dimensioni di un fenomeno - quello criminale, appunto - che va duramente combattuto; ma che non presenta, oggi, nei suoi tratti generali e statistici, i caratteri dell’emergenza. Basterebbe, in tal senso, analizzare i dati dell’ultimo rapporto del Viminale sulla sicurezza: nel 2006 gli omicidi commessi nel paese sono stati 621, mentre nel 1991 erano 1901; il tasso di omicidi nel nostro paese, oggi, è sensibilmente più basso di quello registrato in paesi come la Finlandia o l’Olanda; parimenti, in Italia si rubano meno veicoli a motore di quanti se ne rubino in Francia, Danimarca Svezia e Inghilterra; si registrano meno furti in appartamento di quanti se ne registrano in Svizzera, Danimarca, Francia, Belgio. L’elenco potrebbe continuare, assai lungo e altrettanto sorprendente. Solo per dire: possiamo assumere le rapine in banca a esclusivo e, comunque, dominante indicatore della situazione criminale in Italia? Forse no. Perché, altrimenti, giocando spericolatamente con i dati, potremmo affermare che dopo l’indulto - e, dunque, grazie all’indulto? - in Italia il numero di infanticidi è crollato (come confermano le statistiche criminali). Poi Perotti contesta il significato e l’interpretazione dei dati sulla recidiva forniti dal ministero della Giustizia, secondo i quali «a un anno dal provvedimento la percentuale di recidivi nelle carceri è addirittura scesa, dal 44% (dal 48%, per la verità. NdA) al 42%; e solo il 22% degli indultati è tornato in carcere, la metà del tasso di recidività medio tra tutti i reclusi». Secondo Perotti, si tratterebbe di stime che «non hanno nessun significato, statistico o concettuale». Perché? «L’indulto - sostiene l’autore - abbonava fino a tre anni di pena; dunque il dato veramente interessante lo conosceremo tra due anni, quando sapremo quanti reati sarebbero stati evitati se gli indultati fossero rimasti in carcere». Il ragionamento è interessante ma scivoloso: i detenuti di cui parla Perotti sarebbero comunque usciti: non, in blocco, tre anni dopo; bensì, ognuno in virtù e al ritmo del suo residuo di pena da scontare. Che poteva essere di una settimana, di un mese, di un anno. Fino, appunto, a un massimo di tre. Allora, e infine, quei reati sarebbero comunque stati commessi. Solo, un po’ più in là e un po’ alla volta. O forse Perotti suggerisce che qualche mese o qualche anno in più di galera avrebbe dissuaso quegli stessi soggetti dal tornare a delinquere? Così fosse, il suggerimento è più che discutibile: come dimostra una ricerca condotta da Francesco Drago, Roberto Galbiati e Pietro Verteva, pubblicata dal Sole24 Ore nel luglio scorso. Scrive poi Perotti: «Già ora sappiamo che l’indulto ha certamente causato più reati: perché abbia ragione il ministro, ai 6.200 reati accertati commessi finora dagli indultati dovrebbe corrispondere una diminuzione di pari entità di reati commessi da altri soggetti, e questo proprio grazie all’indulto». Ma qualcuno ha mai sostenuto che l’indulto potesse dissuadere la popolazione dal delinquere? O qualcuno ha mai affermato che una parte di quei detenuti liberati non potesse reiterare i reati? Non ci risulta proprio. «Il tasso di recidività tra gli indultati - scrive Perotti - è basso rispetto alla media semplicemente perché si sta confrontando la percentuale degli indultati recidivi entro un anno con la percentuale di reclusi recidivi nell’arco di un’intera vita». Non è così. La media è tarata su un periodo di cinque anni dall’uscita dal carcere; e il primo anno è «fisiologicamente» - così sembrano suggerire le poche statistiche disponibili - quello che fa registrare un tasso di recidiva più alto. Dato confermato anche nel caso in questione: il tasso di recidiva, negli ultimi mesi, si va assestando su valori decrescenti. In tal senso, gli effetti dell’indulto li potremo misurare da qui a cinque anni; al momento possiamo solo ricorrere a proiezioni, in buona misura confortanti. Anche perché quella percentuale (22%) ad oggi include anche il rientro in carcere di chi godeva delle così dette «misure alternative»: ovvero di chi stava scontando la sua pena fuori dal perimetro carcerario. Così ancora Perotti: «Per rendersi conto di quanto sia assurdo pensare che l’indulto abbia contribuito a far scendere il tasso di recidività nelle carceri, è facile mostrare come quest’ultimo potrebbe scendere anche se tutti gli indultati fossero incarcerati nuovamente: basta che il tasso di recidività tra i nuovi incarcerati non indultati sia molto basso». Ma di cosa stiamo parlando? Non esiste penalista, giurista, sociologo o politico che abbia mai detto, in stato di sobrietà, che l’indulto dovesse servire a diminuire i tassi di recidiva. Piuttosto, l’indulto è servito a sanare una situazione di gravissima illegalità e (questa sì) di emergenza: 62.000 detenuti stipati in strutture che ne possono accogliere (al massimo) 42.000. Una situazione di palese violazione delle leggi e dei regolamenti penitenziari, tale da determinare condizioni intollerabili per agenti di polizia penitenziaria e tutto il personale, oltre che per i reclusi. La soluzione che infine Perotti suggerisce (niente condoni, costruiamo più carceri), rispetto all’emergenza di un anno fa, risulta semplicemente impraticabile. Per costruire un carcere e renderlo operativo, dal reperimento dei fondi al progetto, dalla messa in opera alla sua ultimazione, passano, di norma, tra i 10 e i 14 anni. Nel momento in cui l’indulto è stato varato, i tassi di carcerizzazione lasciavano prevedere che nel giro di tre anni, i detenuti, nel nostro paese, avrebbero superato le 80.000 unità. E di lì, poi, sarebbero cresciuti ancora, sino a cifre ancor più abnormi: un disastro. Oggi, invece, siamo ben lontani dai dati pre-indulto e le carceri non sono affatto nuovamente «quelle di prima»: quasi 20.000 unità in meno di un anno fa (si consideri che con l’indulto del ’90 gli effetti di deflazione furono riassorbiti e annullati in capo a un solo anno). [...]
    http://www.abuondiritto.it/dettagli.php?ID=6639

    P.S. io non difendo proprio un cappero di nessuno, bello mio, se ancora non l'hai capito. Io che mi son preso e mi prendo da anni del fascista dai comunisti e del difensore dei corrotti dai forcaioli fascisti alla di pietro e compagni, nonchè del mafioso dai cattocomunisti e/o leghisti, guarda me ne sbatto ben le balle di farmi dare del comunista da un pischello come te

    Anzi se in linea di principio ho difeso e difendo l'iniziativa dell'indulto, non difendo di certo quei coglioni che dopo averlo votato, non hanno fatto un cavolo per non vanificarne gli effetti (e qui è il Governo che paga visto che l'opposizione poteva fare ben poco)! e a dispetto di tutti i giustizialisti esistenti in rete ma soprattutto nella società, invoco un'AMNISTIA che urgentemente snellisca i tavoli di quei fannulloni dei giudici, che sono gli ultimi in Italia a muovere le chiappe. Ma così facendo non si potrebbero più lamentare del superlavoro.

  4. #14
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  5. #15
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    Va bè neghi l'evidenza. Diventa anche complicato discuterne.
    Davvero non so come ragioanre con te. E' come se in matematica negassi l'Hp.


    E infatti, da quel momento la traiettoria dei reati ha cambiato bruscamente rotta. Molte specie di delitti che stavano finalmente tornando a calare hanno improvvisamente ricominciato a crescere, il numero totale dei delitti ha toccato il suo massimo storico dal 1946, nel giro di appena un anno il numero totale dei detenuti ha di nuovo superato la capienza regolamentare. Quando l’indulto venne varato, né Prodi, né Bertinotti, né Veltroni, né Amato vollero dire una parola sulle sue conseguenze

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Iron_Man Visualizza Messaggio
    Anche alcuni senatori di AN avevano votato a favore.
    solo per dover di cronaca: UNO!

  7. #17
    Meno male che Silvio c'è
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    Quelli che hanno ammazzato quella coppia a treviso erano fuori con l'indulto al posto di svernare nelle patrie galere.

    E chissà quanti altri omicidi, aggressioni e furti, (magari a qualche povero vecchio) sono passati sotto silenzio.

    Ripeto avete liberato 24.000 delinquenti di cui 6.000 sono tornati subito a delinquere e cianciate di sicurezza.
    sei totalmente in errore perchè i rumeni artefici degli ultimi episodi di criminalità violenta non erano beneficiari d'indulto ma provenivano direttamente dalle prigioni della Romania! ed erano in Italia grazie a Prodi, Amato e Ferrero. Cominciamo ad espellere i clandestini e a filtrare gli ingressi e poi vedrai che i delitti diminuiranno drasticamente

  8. #18
    Meno male che Silvio c'è
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    poi bisogna anche aumentare i fondi alle forze dell'ordine non diminuirli come ha fatto il governo prodi

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Dottor Zoidberg Visualizza Messaggio
    solo per dover di cronaca: UNO!
    Sì, è stato Matteoli, che ho sempre apprezzato (ma non solo per questo ovviamente). La libertà di coscienza su un tema così delicato è rispettata da tutti i partiti democratici. Io ho stima anche per chi ha votato contro, ci mancherebbe, ma mentre AN ha motivato seriamente e senza demagogia, altri partiti (Di Pietro e Lega in testa) hanno cavalcato questa questione in modo davvero disgustoso. Come Travaglio del resto, da sempre contrario all'indulto.

    Poi, per finire qui questa ridicola discussione (visto che con certi pischelli lo so già che non si va più in là dei soliti slogan, per cui abbiamo fatto divertire u genovese di zena proletaria ma adesso ho altro da fare ), ci tengo a postare una breve dichiarazione di Berlusconi sull'indulto:

    Indulto: Berlusconi, lo rivoterei. Carceri scoppiavano

    13 settembre 2007 alle 20:01 — Fonte: repubblica.it

    Quella sull’indulto “è una scelta che non cambierei” perché “le carceri stavano per scoppiare”. Ci sarebbero potute essere “delle rivolte sanguinose” causate “da una politica che non era stata in grado di costruire nuove strutture carcerarie”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, parlando alla festa di Azione giovani, il movimento giovanile di Alleanza nazionale.

    http://news.kataweb.it/item/353002/i...ri-scoppiavano

    E aggiungo che sono orgoglioso di averlo votato, anche per questo, perché Berlusconi è un leader che non ha timore di fare anche dichiarazioni e assumere atteggiamenti impopolari, che però siano ritenuti giusti per il Paese. Grazie Silvio!!!

    P.S. all'amico di Zena: rileggiti i dati e fai bene i conti và che è meglio. Poi riparlane con brunik

  10. #20
    Pasdar
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    berlsuconi, Forza itaglia e parte di AN sono complici di quello schifo, e da elettore CDL riconsoco che Berlsuconi ed il PDL siano parecchio ipocriti riguardo la Sicurezza.
    La minor parte di AN.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

 

 
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