E adesso nel Pd si parla apertamente di scissione
Giovedí 15.04.2010 09:45
E' stata pronunciata anche la parola 'scissione' alla riunione degli ex Popolari del Pd, in vista della direzione di sabato, a testimonianza di un malessere condiviso verso la conduzione del partito dopo le elezioni regionali perse; a placare gli animi e' stato, alla conclusione della riunione, Antonello Giacomelli, uno degli uomini piu' vicini a Dario Franceschini che, pur presente all'incontro non e' intervenuto, riservandosi di farlo domani alla riunione di Area Democratica.
L'incontro e' stato aperto dalla relazione di Beppe Fioroni, critico con Bersani reo di aver sminuito l'esito negativo delle elezioni regionali. Al termine del suo discorso ha ammesso che 'l'amalgama' tra ex Ds e Dl non e' ancora riuscita: 'guardiamo in prospettiva - ha aggiunto - il futuro dell'impasto, cercando di evitare che vada a male; ma in politica mai dire mai'. Parole queste che hanno dato la stura ai malumori dei presenti verso il segretario Bersani.
Tutti quanti quelli che hanno preso la parola hanno criticato sia l'analisi del voto fatta da Bersani, sia la gestione del partito: 'in Veneto - ha detto Simonetta Rubinato - abbiamo perso in termini assoluti il 43% degli elettori. Oggi come oggi siamo un partito di sinistra e come tale veniamo percepiti in Veneto, perche' abbiamo perso il progetto del Lingotto che dava l'idea di un cambiamento'. Analogo il discorso del lombardo Enrico Farinone, mentre il piemontese Giorgio Merlo ha sottolineato che il Pd, nella sua regione, ottiene meno voti dei Ds e della Margherita quando ancora esistevano. Forti critiche sono arrivate anche da parlamentari del sud, come Sergio D'Antoni, Salvatore Margiotta e Tino Jannuzzi.
Quest'ultimo, applauditissimo, ha bocciato la politica delle alleanze, che porta a coalizioni che assomigliano 'a minestroni indistinti' e che condurra' il partito 'a inseguire persino Grillo', mentre il partito ha perso la capacita' di parlare 'al mondo cattolico, a quello moderato e alle partite iva'.
Alla fine il tabu' e' stato rotto dal veronese Giampaolo Fogliardi, che ha evocato la scissione: 'o portiamo i libri in tribunale e chiudiamo - ha detto - o prendiamo una iniziativa forte, dobbiamo salvare il marchio e il Know how, e questo si fa con la scissione e lo scorporo. Puo' sembrare una proposta forte ma si ricordi che io stasera l'ho detto'. Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della provincia di Taranto, Giovanni Florido: 'non credo che la scissione sia all'ordine del giorno in queste ore, pero' parliamone'.
Un altro timore espresso da molti e' che la Lega stia diventando sempre piu' simile alla vecchia Dc, e sia quindi in grado di aumentare i consensi: 'la Lega e' interclassista, popolare e vagamente di ispirazione cristiana' ha detto Merlo. Per Rubinato 'la Lega diventera' meno radicale e diverra' come la Dc, dopo di che noi diventiamo un prodotto a perdere'. Ed un elogio dei presidenti di provincia del Carroccio e' stato fatto anche da Florido: 'sono bravissimi e stanno diventando democristiani'.
Di fronte a tanto furore il franceschiniano Antonello Giacomelli ha cercato di mantenere il malumore entro certi limiti sottolineando il ruolo di proposta politica che gli ex popolari potranno giocare all'interno del piu' vasto contenitore di Area Democratica: 'il nostro ruolo - ha detto - e' di far ritrovare il senso originario del Pd, evitando una semplice sommatoria di specificita''. Giacomelli ha poi sottolineato che le richieste fatte dai popolari sono condivise da tutta Ad: il no fermo al presidenzialismo, la richiesta di un'iniziativa forte sulle riforme sociali. 'Quella del Pd - ha affermato - e' stata lo strappo piu' grande che abbiamo fatto nella nostra storia politica ma noi ora vogliamo esserne protagonisti'. Infine Giacomelli ha sottolineato che non si vuole mettere in discussione la segreteria di Bersani, 'ma cio' non significa rimanere silenziosi'.
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Io dico,bene andatevene,vediamo quanti voti raccattate con Rutelli e l'UDC come concorrenza.
Sono mesi che dico che bisogna tornare allo schema DS-Margherita,che facciano una cosa intelliggente sti democristiani,rifacciano una Margherita con API e pezzi di UDC e che il PD faccia la Sinistra come si deve.
Quando non si capisce che Bersani è la salvezza per sto partito si è alla frutta,e i Popolari (Franco Marini escluso che continuo a stimare un botto) lo sono da un pezzo.




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