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Discussione: Avere trent'anni

  1. #51
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    perché fa parte del processo di maturazione/ individuazione? perché quando si è adulti è normale? perché a casa da mamma non ci puoi portare la fidanzata perché se no sei da psicanalista? perché... ma che domande fai?
    Ma quante certezze.

    1) Io ho 34 anni e vivo ancora con mammà (ancora per un mesetto), ma non mi sento affatto immaturo. Anzi, penso di essere molto più maturo e capace di affrontare i problemi rispetto a una grossa fetta di quelle persone che se ne sono andate via da casa a vent'anni con il fuoco al culo.

    2) La normalità non è per forza di cose andarsene da casa prima dei tren'anni. La normalità è fare le cose giuste. Le tue regole non sono valide per tutti gli individui. Per me la normalità è stare in casa con i miei, dove sto alla grande, fino a quando non si presenteranno le condizioni perché decida che sia giusto sloggiare.

    3) Io a casa di mammà ci ho sempre portato le mie fidanzate e amiche, e non ho mai avuto problemi più grossi rispetto a quelli che avrei avuto se fossi vissuto per conto mio.
    Ultima modifica di Cuordy; 19-04-10 alle 14:10

  2. #52
    webmonster
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Questo è vero, se si vuole si può essere felici anche con poco (con niente mi sembra però più improbabile).
    Anche io ho fatto tantissimi lavori, la mia compagna ha finito adesso gli studi, anche lei non mangia quasi nulla per non spendere e la tesi l'ha stampata risparmiando il più possibile.
    Quello che volevo dire è che se fino a qualche decina di anni fa, con uno stipendo (ma facendo anche sacrifici) l'appartamentino in affitto te lo potevi permettere (con bollette incluse), adesso è un miraggio.
    con 600 euro di affitto (per un monolocale) più spese di luce, acqua, gas, cibo e forse telefono...come è possibile?
    forse e dico forse, perché ti ribadisco, pur avendoti quotato che non si tratta di nulla di personale, ho scritto appunto al di la della situazione personale di ognuno, accettando qualche rinuncia e un po' di sacrifici. La mia osservazione è rivolta a molti giovani che mi si perdoni, si lamentano di non riuscire a crearsi una famiglia quando però non possono vivere senza cellulare, pc, automoblie, vacanze, almeno due volte l'anno. Quando decidi di farti una famiglia, che tu stia o bene o meno a casa tua (tanto per dire che non è necessario avere il fuoco al culo) non puoi pensare di mantenere lo stesso tenore di vita che avrai a casa tua ora, perché si presuppone che siano i tuoi genitori a fare fronte a tutte le spese di casa o almeno in massima parte. Quindi il giovane che ora lavora e sta coi suoi e supponiamo guadagni 1000 euro ha a disposizione per sé quasi sempre 1000 euro (almeno se non contribuisce alle spese di casa, e qui si apre un altro capitolo) da investire unicamente per sé stesso, siano libri, connessione internet, abbigliamento o viaggi. Ovvio che una vita fuori da casa non viaggi su queste regole. Quando io incasso il mio stipendio la prima forbice è il mutuo, la seconda le bollette, le spese condominiali, le scuole per i figli, e tutta una serie di necessità che posso garantirti mi fanno avere al netto molto ma molto meno di 1000 euro al mese per me.



    Certamente sono solidale con chi non trova in questo momento una occupazioe stabile, e ci mancherebbe pure, ma dico che botte piena e moglie ubriaca quasi sempre non si ottengono.


    E se pensi che sia un fatto solo generazionale tu ti invito a guardare questo, del 1980, che esprimeva in parte lo stesso disagio che hai tu. In bocca al lupo-



  3. #53
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    Ma quante certezze.

    1) Io ho 34 anni e vivo ancora con mammà (ancora per un mesetto), ma non mi sento affatto immaturo. Anzi, penso di essere molto più maturo e capace di affrontare i problemi rispetto a una grossa fetta di quelle persone che se ne sono andate via da casa a vent'anni con il fuoco al culo.

    2) La normalità non è per forza di cose andarsene da casa prima dei tren'anni. La normalità è fare le cose giuste. Le tue regole non sono valide per tutti gli individui. Per me la normalità è stare in casa con i miei, dove sto alla grande, fino a quando non si presenteranno le condizioni perché decida che sia giusto sloggiare.

    3) Io a casa di mammà ci ho sempre portato le mie fidanzate e amiche, e non ho mai avuto problemi più grossi rispetto a quelli che avrei avuto se fossi vissuto per conto mio.
    1)come fai a sapere se sei capace ad affrontare i problemi se non li hai mai affrontati. la solitudine, la mancanza di quattrini, ricordarsi di fare la spesa, di tirare fuori i panni dalla lavatrice se no poi puzzano, chiamare l'idraulico ma poi non c'è nessuno che gli apre perché tu devi lavorare?
    2) la normalità è avere la spinta ad andare a fare esperienze e conquistare il mondo, non accontentarsi dei racconti degli altri.
    3) si vabbè, svegliarsi insieme, fare colazione, decidere insieme come organizzare la giornata, l'intimità...ma che te lo dico a fare... ma quando le vuoi fare queste cose? a quarant'anni?...

    "I don't make any rules, Nick, I go with the flow."

  4. #54
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    1)come fai a sapere se sei capace ad affrontare i problemi se non li hai mai affrontati. la solitudine, la mancanza di quattrini, ricordarsi di fare la spesa, di tirare fuori i panni dalla lavatrice se no poi puzzano, chiamare l'idraulico ma poi non c'è nessuno che gli apre perché tu devi lavorare?
    2) la normalità è avere la spinta ad andare a fare esperienze e conquistare il mondo, non accontentarsi dei racconti degli altri.
    3) si vabbè, svegliarsi insieme, fare colazione, decidere insieme come organizzare la giornata, l'intimità...ma che te lo dico a fare... ma quando le vuoi fare queste cose? a quarant'anni?...
    Ma che glielo dici a fare? Se a 34 anni (no, dico, 34) lui è felice e contento di stare con mamma, è tutto fiato sprecato.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  5. #55
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da GraceKelly Visualizza Messaggio
    Certamente sono solidale con chi non trova in questo momento una occupazioe stabile, e ci mancherebbe pure, ma dico che botte piena e moglie ubriaca quasi sempre non si ottengono.
    e prima cominci, meglio è, anch'io sono andata via di casa prestissimo, stavamo in due in 40 mq (scarsi) col cane, si mangiava mezzo chilo di pasta in due (come cacchio facevamo non lo so) e basta, e ci facevamo un sacco di risate. ogni bolletta era un attentato. ma a diciott'anni le rinunce non mi pesavano affatto.:giagia:
    quelli che stanno fino dopo ai trent'anni a casa è ovvio che non riescano più a fare rinunce, è troppo difficile e diventa più difficle con ogni anno che passa. le cose vanno fatte quando ci sono le energie e l'incoscienza di farle.:giagia:
    Ultima modifica di sugarbabe; 19-04-10 alle 15:36

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  6. #56
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    1)come fai a sapere se sei capace ad affrontare i problemi se non li hai mai affrontati. la solitudine, la mancanza di quattrini, ricordarsi di fare la spesa, di tirare fuori i panni dalla lavatrice se no poi puzzano, chiamare l'idraulico ma poi non c'è nessuno che gli apre perché tu devi lavorare?
    E tu come fai a sapere se per imparare ad affrontare i problemi dovevi per forza andartene da casa? Io ho imparato e sto ancora imparando tantissimo stando con i miei genitori. Proprio in questi giorni stavo riflettendo su quanto il loro esempio, sempre sott'occhio, mi stia dando una formazione preziosissima. Credo che, nella vita, non si smetta mai di imparare, che le cose da imparare sono parecchie e che il modo per impararle non sia uno soltanto. E' chiaro che se i miei genitori fossero dei buoni a nulla me ne sarei andato già da un pezzo, ma di questo ho già accennato, quando ho parlato del momento in cui si fossero presentate le condizioni per farlo. La solitudine la posso trovare in una chiesetta di firenze durante la settimana, in auto, nell'orto, in bosco a fare asparagi, in camera mia, davanti al camino quando la casa è vuota... Non vedo l'obbligo di vivere da solo per poter godere della solitudine. Ma anche se fosse, alla solitudine vuoi mettere una mamma che ha sempre (ma proprio sempre!!!) un sorriso da regalare ed un babbo che all'ora di cena ti appare con quello che l'orto gli ha dato dopo grandi fatiche dovute anche alle condizioni atmosferiche poco magnanime?
    So cosa vuol dire essere a corto di quattrini, perché provengo da una famiglia molto povera (e molto numerosa) ed io in passato ho sempre avuto un lavoro mal retribuito. Non ho mai avuto voglia di studiare ed infatti ho preso la terza media a calci nel sedere. Ho fatto lavori talmente faticosi e sporchi da reputarli disumani. La stragrande maggioranza di chi parla come te prima di andarli a fare, senza neppure un briciolo di prospettiva migliore, si sarebbe tolta la vita (nel vero senso della parola). Per questo in passato sono sempre pesato sulle spalle dei miei, che mi hanno sempre saputo dare aiuto (e ancora oggi mi chiedo come abbiano saputo farlo!), ma anche la virtù della riconoscenza, della generosità, della bontà e del coraggio. Per questo, oggi, che nel mio piccolo sono riuscito a farmi spazio nel mondo del lavoro, adesso sento il dovere di aiutare io loro. Il pensiero di poterlo fare mi rende la persona più felice del mondo.
    La mia fidanzata ha fatto più o meno lo stesso percorso che ha fatto Fulvia: se ne è andata di casa prestissimo, è diventata un medico, ed è diventata donna molto presto. Però non gli parlare di pagarsi le bollette, di ricordarsi di fare la spesa, di tenere in ordine le ricevute, organizzare l'aquisto di una casa etc... perché gli faresti venire un colpo. Per queste cose ci sono io, il bamboccione. hefico:
    La famiglia non ha leggi, ha piuttosto delle regole. Le tue leggi va bene se le si applicano alla medicina, alla progettazione di un grattacielo ed alle scienze in generale. La prima regola della famiglia è l'amore, ed è l'unica cosa che conta veramente.
    In famiglia, con i genitori, si possono imparare un sacco di cose che a venticinque anni non si riuscivano a capire, e si può essere molto molto felici. Non metto in dubbio che si possa essere felici anche a vivere da soli, e tu non dovresti avere dubbi che io non lo pensi, visto quanto ho scritto nel post precedente. Però, concedimelo, non vedo tutta questa felicità nelle persone che vivono la loro vita in manira più "progredita" rispetto a come la vivo io.
    Qui stiamo preparando una grande festa, e mia mamma ogni giorno cucina qualcosa da poter mettere nel surgelatore per tirarlo fuori il giorno in cui si avranno inizio i festeggiamenti. Io sistemo fuori: ieri ad esempio ho terminato di murare con i mattoni recuperati da un vecchio fienile le colonne per un cancello. Prevediamo che il numero degli invitati supererà il centinaio. Ci sarà la musica, ci saranno cose genuine da mangiare e da bere, e ci sarà quella voglia di stare insieme che in campagna esiste ancora. Si tratta della festa per il mio matrimonio: ma non si festeggia il fatto che me ne vado, ma il fatto che finalmente un'altra famiglia si è formata. Un'altra storia. Tanto affetto da dare e da ricevere. Regole da seguire, nessuna legge imposta da una società che ha perduto il senso della Vita.


    2) la normalità è avere la spinta ad andare a fare esperienze e conquistare il mondo, non accontentarsi dei racconti degli altri.
    Io il mondo lo vado a conquistare mentre mia mamma mi rifà il letto, e quando ho compiuto il lavoro mi metto a tavola a gustare le prelibatezze che ogni giorno cuicina. Non hai idea di cosa sia tornarsene a casa stanchi morti e sentire certi odori... tutti i giorni. E sapere che là dentro non c'è nulla ch eproviene dalla Cina.

    3) si vabbè, svegliarsi insieme, fare colazione, decidere insieme come organizzare la giornata, l'intimità...ma che te lo dico a fare... ma quando le vuoi fare queste cose? a quarant'anni?...
    Le farò meglio tra un mese. Per adesso mi sono gustato di poter fare anche altre cose. Tra l'altro le cose che tu mi hai elencato le ho sempre fatte. :gratgrat:
    Non capisco tutta questa smania di dover fare le cose il prima possibile. Ripeto, secondo me le cose vanno fatte quando si ha piacere a farle, quando ci pare giusto farle, e non perché vanno fatte.
    Ultima modifica di Cuordy; 19-04-10 alle 15:51

  7. #57
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da Melusine Visualizza Messaggio
    e prima cominci, meglio è, anch'io sono andata via di casa prestissimo, stavamo in due in 40 mq (scarsi) col cane, si mangiava mezzo chilo di pasta in due (come cacchio facevamo non lo so) e basta, e ci facevamo un sacco di risate. ogni bolletta era un attentato. ma a diciott'anni le rinunce non mi pesavano affatto.:giagia:
    quelli che stanno fino dopo ai trent'anni a casa è ovvio che non riescano più a fare rinunce, è troppo difficile e diventa più difficle con ogni anno che passa. le cose vanno fatte quando ci sono le energie e l'incoscienza di farle.:giagia:
    io sono stato in giro per l'Italia per 4 anni filati senza casa....dormendo in pensioni, foresterie, alloggi di sevizio, magazzini tende....mangiando come capitava
    la libertà non ha prezzo
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  8. #58
    mai, eh...
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    E tu come fai a sapere se per imparare ad affrontare i problemi dovevi per forza andartene da casa? Io ho imparato e sto ancora imparando tantissimo stando proprio con i miei genitori. Proprio in questi giorni stavo riflettendo su quanto il loro esempio, sempre sott'occhio, mi stia dando una formazione preziosissima. Credo che nella vita non si smetta mai di imparare, che le cose da imparare sono parecchie e che il modo per impararle non sia uno soltanto. E' chiaro che se i miei genitori fossero dei buoni a nulla me ne sarei andato già da un pezzo, ma di questo ho già accennato, quando ho parlato del momento in cui si fossero presentate le condizioni per farlo. La solitudine la posso trovare in una chiesetta di firenze durante la settimana, in auto, nell'orto, in bosco a fare asparagi, in camera mia, davanti al camino quando la casa è vuota... Non vedo l'obbligo di vivere da solo per poter godere della solitudine. Ma anche se fosse, alla solitudine vuoi mettere una mamma che ha sempre (ma proprio sempre!!!) un sorriso da regalare ed un babbo che all'ora di cena ti appare con quello che l'orto gli ha dato dopo grandi fatiche e dovute anche alle condizioni atmosferiche poco magnanime?
    So cosa vuol dire essere a corto di quattrini, perché provengo da una famiglia molto povera (e molto numerosa) ed io non ho quasi sempre avuto un lavoro mal retribuito. Non ho mai avuto voglia di studiare ed infatti ho preso la terza media a calci nel sedere. Ho fatto lavori talmente faticosi e sporchi da reputarli disumani. La stragrande maggioranza di chi parla come te prima di andarli a fare, senza neppure un briciolo di prospettiva migliore, si sarebbe tolta la vita (nel vero senso della parola). Per questo in passato sono sempre pesato sulle spalle dei miei, che mi hanno sempre saputo dare aiuto (e ancora oggi mi chiedo come abbiano saputo farlo!), ma anche la virtù della riconoscenza, della generosità, della bontà e del coraggio. Per questo, oggi, che nel mio piccolo sono riuscito a farmi spazio nel mondo del lavoro, adesso sento il dovere di aiutare io loro. E' il ciclo della vita.
    La mia fidanzata ha fatto più o meno lo stesso percorso che ha fatto Fulvia: se ne è andata di casa prestissimo, è diventata un medico, ed è diventata donna molto presto. Però non gli parlare di pagarsi le bollette, di ricordarsi di fare la spesa, di tenere in ordine le ricevute, organizzare l'aquisto di una casa etc... perché gli faresti venire un colpo. Per queste cose ci sono io, il bamboccione. hefico: Eppure
    La famiglia non ha leggi, ha piuttosto delle regole. Le tue leggi va bene se le si applicano alla medicina, alla progettazione di un grattacielo ed alle scienze in generale. La prima regola della famiglia è l'amore, ed è l'unica cosa che conta veramente.
    In famiglia, con i genitori, si possono imparare un sacco di cose che a venticinque anni non si riuscivano a capire, e si può essere molto molto felici. Non metto in dubbio che si possa essere felici anche a vivere da soli, e tu non dovresti avere dubbi che io non lo pensi, visto quanto ho scritto nel post precedente. Però, concedimelo, non vedo tutta questa felicità nelle persone che vivono al loro vita in manira più "progredita" rispetto a come la vivo io.
    Qui stiamo preparando una grande festa, e mia mamma ogni giorno cucina qualcosa da poter mettere nel surgelatore e tirarlo fuori quel giorno. Io sistemo fuori. Prevediamo che il numero degli invitati supererà il centinaio. Ci sarà la musica, ci sarà quella voglia di stare insieme che in campagna esiste ancora. Si tratta della festa per il mio matrimonio: ma non si festeggia il fatto che me ne vado, ma il fatto che finalmente un'altra famiglia si è formata. Un'altra storia. Tanto affetto da dare e da ricevere. Regole da seguire, nessuna legge imposta da una società che ha perduto il senso della Vita.




    Io il mondo lo vado a conquistare mentre mia mamma mi rifà il letto, e quando ho compiuto il lavoro mi metto a tavola a gustare le prelibatezze che ogni giorno cuicina. Non hai idea di cosa sia tornarsene a casa stanch morti e sentire certi odori... tutti i giorni. E sapere che là dentro non c'è nulla ch eprovenga dalla cina.



    Le farò tra un mese. Per adesso mi sono gustato di poter fare altre cose. Tra l'altro le cose che tu mi hai elencato le ho sempre fatte. :gratgrat:
    Non capisco tutta questa smania di dover fare le cose il prima possibile. Ripeto, certe secondo me le cose vanno fatte quando si ha piacere a farle, quando ci pare giusto farle, e non perché vanno fatte.
    che vuoi che ti dica se non che ti faccio tutti gli auguri migliori del mondo?

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  9. #59
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da euvitt Visualizza Messaggio
    io sono stato in giro per l'Italia per 4 anni filati senza casa....dormendo in pensioni, foresterie, alloggi di sevizio, magazzini tende....mangiando come capitava
    la libertà non ha prezzo
    Euvitt, come non concordare?
    Il problema, secondo me, è che quello per noi era/è superfluo per i trentenni odierni è essenziale e le priorità non sono più le stesse.
    Io sono andata via di casa definitivamente a 20 anni e già a 16 me ne ero fatta uno negli Stati Uniti (con una borsa di studio, ovviamente).
    Adesso vedi placidi 40enni ancora con mamma e papà. Da panico.
    Rinunciare è un verbo ormai impronunciabile.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  10. #60
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    Predefinito Rif: Avere trent'anni

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio

    Io il mondo lo vado a conquistare mentre mia mamma mi rifà il letto, e quando ho compiuto il lavoro mi metto a tavola a gustare le prelibatezze che ogni giorno cuicina. Non hai idea di cosa sia tornarsene a casa stanch morti e sentire certi odori... tutti i giorni. E sapere che là dentro non c'è nulla ch eprovenga dalla cina.
    I miei complimenti. Sono sicura che non rinuncerai alle prelibatezze di mammà neanche quando sarai accasato. :giagia:

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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