



Bon...parliamo dei Comizi, l'argomento ti può interessare?
Ti propongo una questione "dottrinaria" riguardante i Comizi Curiati. Che importanza reale avevano? In epoca repubblicana la loro funzione essenziale era quella di votare la lex curiata de imperio ai magistrati eletti, senza la quale non ne erano legalmente investiti. Il voto era puramente formale. Tuttavia, se non ricordo male nel 536 a.u.c. (217 a.C.) Gaio Flaminio parte per affrontare Annibale prima che la sua lex curiata sia votata. Era un popularis ed in più aveva fretta. Ma l'esercito consolare viene rovinosamente battuto al Trasimeno. La questione interessante è se fosse legalmente Console oppure no. Per i suoi contemporanei evidentemente lo era, perlomeno il successo della campagna sarebbe stata la misura della sua legittimità. Come saprai si sono verificati casi di elezioni consolari annullate semplicemente perchè l'auguraculum in cui il magistrato presidente dei comizi non era orientato correttamente. Ma gli Antichi non avevano una Costituzione scritta, quindi il mos maiorum si adattava alla situazione concreta, più che il contrario.
Tutto questo per dire che...G. Flaminio, mancando la lex curiata, secondo me non era legalmente Console. La tua opinione?
PS: apprezzo che usi il "lei" ma preferirei il "tu" repubblicano, è ugualmente rispettoso![]()


uno degli argomenti che più mi interessano, è il significato di questa parola: ‘romano’.
oggigiorno chi vuole esserlo
Non è proprio così; si è romani
1) per stirpe.
mi interessano le origini dei veri 'romani'; anzi avrei una domanda: a quale razza appartenevano Romolo e Remo?
Già ai tempi del ratto delle sabine infatti la razza si stava estinguendo...
Comunque, con la distinzione in tribù e gens si capisce che non si parla più di razza romana, ma di popolo romano... Per esempio
I Tarquini erano di origine etrusca (fenicia, semita probabilmente); la gens Iulia invece erano figlia di Troia... (nel senso buono, s'intende... )
2) per legge.
Con una legge del tardo impero fu estesa la cittadinanza romana a tutti i cittadini dell'impero (anziché ai soli cittadini romani).
Sicché il giudeo Saulo nativo di Tarso (l’apostolo Paolo) poté vantarsi di essere cittadino romano per far valere i suoi diritti di fronte al tribunale romano.
Ti propongo una questione "dottrinaria" riguardante i Comizi Curiati. Che importanza reale avevano? In epoca repubblicana la loro funzione essenziale era quella di votare la lex curiata de imperio ai magistrati eletti, senza la quale non ne erano legalmente investiti. Il voto era puramente formale. Tuttavia, se non ricordo male nel 536 a.u.c. (217 a.C.) Gaio Flaminio parte per affrontare Annibale prima che la sua lex curiata sia votata. Era un popularis ed in più aveva fretta. Ma l'esercito consolare viene rovinosamente battuto al Trasimeno. La questione interessante è se fosse legalmente Console oppure no. Per i suoi contemporanei evidentemente lo era, perlomeno il successo della campagna sarebbe stata la misura della sua legittimità. Come saprai si sono verificati casi di elezioni consolari annullate semplicemente perchè l'auguraculum in cui il magistrato presidente dei comizi non era orientato correttamente.
premetto che dovrei andare a ripassare alcuni dettagli tecnici; comunque la storia insegna che non vi fu legge, giusta o iniqua, che non sia stata calpestata dalla ubris o perfezionata dall'uso o abrogata dai fatti.
Molti personaggi famosi operarono in modo non del tutto legale.
Il problema sta nel fatto che il popolo accetti o meno la legge o le sue contravvenzioni.
Ma gli Antichi non avevano una Costituzione scritta, quindi il mos maiorum si adattava alla situazione concreta, più che il contrario.
Dai tempi delle famose XII tavole in poi, il diritto romano è andato via via perfezionandosi.
Dapprima il diritto veniva formandosi nelle aule di tribunale (come nell’attuale common law inglese), poi man mano venne codificato.
Il diritto romano era il più evoluto del mondo antico.
Purtroppo però quando nei film o nei romanzi si parla di Roma, si parla soltanto di sangue e arena. Roma invece è innanzitutto civiltà: architettura, infrastrutture, letteratura, legge…


uno degli argomenti che più mi interessano, è il significato di questa parola: ‘romano’.
oggigiorno chi vuole esserlo
Non è proprio così; si è romani
1) per stirpe.
mi interessano le origini dei veri 'romani'; anzi avrei una domanda: a quale razza appartenevano Romolo e Remo?
Già ai tempi del ratto delle sabine infatti la razza si stava estinguendo...
Comunque, con la distinzione in tribù e gens si capisce che non si parla più di razza romana, ma di popolo romano... Per esempio
I Tarquini erano di origine etrusca (fenicia, semita probabilmente); la gens Iulia invece erano figli di Troia... (nel senso buono, s'intende... )
2) per legge.
Con una legge fu estesa la cittadinanza romana a tutti i cittadini dell'impero (anziché ai soli cittadini romani).
Sicché ad esempio il giudeo Saulo nativo di Tarso (l’apostolo Paolo), che non aveva nulla di romano, né di sangue, né di cultura, né di nascita, poté vantarsi di essere cittadino romano per far valere i suoi diritti di fronte al tribunale romano.
premetto che dovrei andare a ripassare alcuni dettagli tecnici; comunque la storia insegna che non vi fu legge, giusta o iniqua, che non sia stata calpestata dalla ubris o perfezionata dall'uso o abrogata dai fatti.
Ti propongo una questione "dottrinaria" riguardante i Comizi Curiati. Che importanza reale avevano? In epoca repubblicana la loro funzione essenziale era quella di votare la lex curiata de imperio ai magistrati eletti, senza la quale non ne erano legalmente investiti. Il voto era puramente formale. Tuttavia, se non ricordo male nel 536 a.u.c. (217 a.C.) Gaio Flaminio parte per affrontare Annibale prima che la sua lex curiata sia votata. Era un popularis ed in più aveva fretta. Ma l'esercito consolare viene rovinosamente battuto al Trasimeno. La questione interessante è se fosse legalmente Console oppure no. Per i suoi contemporanei evidentemente lo era, perlomeno il successo della campagna sarebbe stata la misura della sua legittimità. Come saprai si sono verificati casi di elezioni consolari annullate semplicemente perchè l'auguraculum in cui il magistrato presidente dei comizi non era orientato correttamente.
Molti personaggi famosi operarono in modo non del tutto legale.
Il problema sta nel fatto che il popolo accetti o meno la legge o le sue contravvenzioni.
Dai tempi delle famose XII tavole in poi, il diritto romano è andato via via perfezionandosi.Ma gli Antichi non avevano una Costituzione scritta, quindi il mos maiorum si adattava alla situazione concreta, più che il contrario.
Dapprima il diritto veniva formandosi nelle aule di tribunale (come nell’attuale common law inglese), poi man mano venne codificato.
Il diritto romano era il più evoluto del mondo antico.
Purtroppo però quando nei film o nei romanzi si parla di Roma, si parla soltanto di sangue e arena. Roma invece è innanzitutto civiltà: architettura, infrastrutture, letteratura, legge…


quote=Regina di Coppe;8050669]
uno degli argomenti che più mi interessano, è il significato di questa parola: ‘romano’.
Non è proprio così; si è romani
Non è proprio così: si era romani, giacchè oggi non esistendo un'entità territoriale, essere romani è un'appartenenza spirituale.
1) per stirpe.
mi interessano le origini dei veri 'romani'; anzi avrei una domanda: a quale razza appartenevano Romolo e Remo?
Già ai tempi del ratto delle sabine infatti la razza si stava estinguendo...
Comunque, con la distinzione in tribù e gens si capisce che non si parla più di razza romana, ma di popolo romano... Per esempio
I Tarquini erano di origine etrusca (fenicia, semita probabilmente); la gens Iulia invece erano figli di Troia... (nel senso buono, s'intende... )
Bisogna considerare che i romani "genetici" si sono estinti molto tempo fa, cmq a parte che la parola razza è infelice (l'homo sapiens non si suddivide in razze) - magari è meglio etnia - secondo la tradizione Remo&Romolo erano latini, e ti prego non credere alla storiella che i romani originari non avevano donne! Ti consiglio gli ottimi (e troppo ponderosi) libri di A. Carandini sulla Roma della prima età regia. I nomi delle tribù sono riconosciuti dalla storiografia moderna come di origine etrusca. In ogni caso la mia risposta è che il popolo romano si crea dalla fusione di varie popolazioni italiche, con prevalenza numerica dell'elemento latino. La grande intuizione della classe di governo romana è stata che chiunque può, potenzialmente, divenire cittadino, in questo senso mi pare che il popolo romano non possa essere definito coi criteri etnici che si adottano oggi, in quanto è un esperimento culturale unico nella storia mondiale. I Tarquini, secondo la tradizione erano greci. Il padre di Tarquinio (il futuro Prisco) era Demarato di Corinto, esule dalla Patria in seguito a lotte politiche. Per quanto questa tradizione sia da prendere col dovuto scetticismo, che io sappia non ne abbiamo una migliore. Gli Iuli erano troiani, nella misura in cui gli faceva comodo propagandare questa leggenda. Personalmente non credo minimamente alla storiella dei troiani esuli nel Lazio. I latini erano una popolazione indoeuropea giunta in un tempo imprecisato nella sua sede storica nei territori dell'antico Lazio. Mi sembra che anche il cosidetto "calendario di Romolo" strutturato su dieci mesi, funzionale ad una popolazione che in antico, viveva da qualche parte nelle plaghe settentrionali dell'Asia centrale, sia un indizio significativo al riguardo.
2) per legge.
Con una legge fu estesa la cittadinanza romana a tutti i cittadini dell'impero (anziché ai soli cittadini romani). La Constitutio Antoniniana del 965 a.u.c. (212 d.C.)
Sicché ad esempio il giudeo Saulo nativo di Tarso (l’apostolo Paolo), che non aveva nulla di romano, né di sangue, né di cultura, né di nascita, poté vantarsi di essere cittadino romano per far valere i suoi diritti di fronte al tribunale romano. Ai tempi della dinastia Giulio-Claudia ottenere la cittadinanza, in particolare per un abitante delle Province orientali, era piuttosto difficile, quindi direi che Paolo, che non era né di sangue, né di nascita romano, doveva esserlo culturalmente, nella misura in cui aderiva esplicitamente all'ideologia romana della sua epoca.
Cmq la forza di Roma derivava dal non essere eccessivamente egoista nella concessione della cittadinanza. Forza militare e di attrazione culturale (quello che oggi si chiama soft power), in contrasto ad esempio con l'oligantropia che ha impedito alla Grecia di divenire lei l'egemone del mondo antico. Il principale motivo (non l'unico) della Guerra Sociale è stato il rifiuto dell'estensione della cittadinanza agli alleati italici. Ma in definitiva la concessione della cittadinanza era possibile pechè il sistema politico romano "pesava" i voti, non li "contava", di conseguenza l'immissione di un numero anche consostente di nuovi cittadini non alterava eccessivamente gli equlibri politici e - per molto tempo almeno - l'idem sentire della classe senatoriale. Ai tempi di Caracalla con la concessione quasi universale della cittadinanza ai liberi dell'Impero invece - mi sembra - si constata che tutto il mondo (civile) è una Roma infinitamente estesa. Che poi questo fosse davvero sentito anche dal contadino di un municipio della Cappadocia, è altro discorso.
premetto che dovrei andare a ripassare alcuni dettagli tecnici; comunque la storia insegna che non vi fu legge, giusta o iniqua, che non sia stata calpestata dalla ubris o perfezionata dall'uso o abrogata dai fatti. Vero.
Molti personaggi famosi operarono in modo non del tutto legale. Ecco, questo è un argomento interessante, ti va di svilupparlo proponendo un primo esempio?
Il problema sta nel fatto che il popolo accetti o meno la legge o le sue contravvenzioni. Problema che persiste ancora oggi
Dai tempi delle famose XII tavole in poi, il diritto romano è andato via via perfezionandosi.
Dapprima il diritto veniva formandosi nelle aule di tribunale (come nell’attuale common law inglese), poi man mano venne codificato.
Il diritto romano era il più evoluto del mondo antico.
Hai perfettamente ragione, infatti a me interessano molto anche gli istituti del diritto romano. E non scordiamo che le fondamenta del diritto del mondo occidentale sono in quello romano.
Purtroppo però quando nei film o nei romanzi si parla di Roma, si parla soltanto di sangue e arena. Roma invece è innanzitutto civiltà: architettura, infrastrutture, letteratura, legge…
Purtroppo lo studio, o semplicemente l'interesse, x la Storia (e non solo quella di Roma) è patrimonio di una minoranza di persone. E non conoscere la propria storia, e non assumere decisioni anche sulla base di questa, è causa di un cattivo governo della res publica.
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Non è proprio così: Roma esiste ancora come entità territoriale.
Ma dove e chi sono i veri romani?
essere romani è un'appartenenza spirituale.
allora ripeto la domanda: cosa contraddistinguerebbe un romano 'spirituale' da un non romano? domanda difficile, lo so.
Bisogna considerare che i romani "genetici" si sono estinti molto tempo fa,
che cosa intendi con 'romani genetici'?
I nomi delle tribù sono riconosciuti dalla storiografia moderna come di origine etrusca.
se erano tutti di medesima etnia (etrusca, secondo te) che senso aveva la distinzione in tribù?
In ogni caso la mia risposta è che il popolo romano si crea dalla fusione di varie popolazioni italiche, con prevalenza numerica dell'elemento latino.
ma i sabini erano autoctoni? o se no, da dove venivano?
La grande intuizione della classe di governo romana è stata che chiunque può, potenzialmente, divenire cittadino,
così cominciò il declino della grande Roma... conferire la cittadinanza a tutti, senza discriminare chi meritava di diventarlo e chi no...
questo senso mi pare che il popolo romano non possa essere definito coi criteri etnici che si adottano oggi,
però gli antichi romani distinguevano bene tra cittadini e barbari; quando poi questa distinzione venne meno, venne meno anche l'impero romano...
in quanto è un esperimento culturale unico nella storia mondiale. I Tarquini, secondo la tradizione erano greci.
ma ci sono greci di origini ebraiche. Di questo legame ne parla anche l'antico testamento.
Gli Iuli erano troiani, nella misura in cui gli faceva comodo propagandare questa leggenda. Personalmente non credo minimamente alla storiella dei troiani esuli nel Lazio.
se non erano troiani, da dove venivano?
A me invece sembra verosimile una discendenza anatolica della gens Iulia; certo poi che la presunta origine divina o nobile è un 'fumus' che i poeti prezzolati conferivano ai loro mecenati dietro lauto pagamento.
Mi sembra che anche il cosidetto "calendario di Romolo" strutturato su dieci mesi, funzionale ad una popolazione che in antico, viveva da qualche parte nelle plaghe settentrionali dell'Asia centrale, sia un indizio significativo al riguardo.
ecco un altro argomento imho di grande interesse: l'uso e la riforma dei calendari in epoca arcaica...
Ai tempi della dinastia Giulio-Claudia ottenere la cittadinanza, in particolare per un abitante delle Province orientali, era piuttosto difficile, quindi direi che Paolo, che non era né di sangue, né di nascita romano, doveva esserlo culturalmente, nella misura in cui aderiva esplicitamente all'ideologia romana della sua epoca.
che significa essere romano 'culturalmente'?
Paolo si vantava di essere giudeo quando parlava in sinagoga, e si proclamava romano soltanto quando gli faceva comodo, cioè soltanto per poter usufruire dei privilegi di cittadino!
Altro che cultura, questo è mero opportunismo!
Cmq la forza di Roma derivava dal non essere eccessivamente egoista nella concessione della cittadinanza.
Il primo segno di decadenza, invece. Sarebbe come arruolare nelle forze armate italiane qualunque clandestino sbarchi sulle nostre coste, e considerarlo italiano soltanto perché ha messo piede qui. Capisci che intendo dire?
Ovvio che poi i barbari abbiano usato le armi contro Roma che li aveva sfamati e armati.
Ma in definitiva la concessione della cittadinanza era possibile pechè il sistema politico romano "pesava" i voti, non li "contava", di conseguenza l'immissione di un numero anche consostente di nuovi cittadini non alterava eccessivamente gli equlibri politici
In pratica il voto di tutti coloro che votavano in un collegio valeva per un unico voto.
La stessa cosa accade oggi, ma è un grave attentato alla democrazia.


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città oggi è la capitale della Repubblica Italiana, e non esiste più (o non ancora) Roma come realtà politica, ed una realtà politica necessariamente deve avere anche un territorio.
Mi sembra di aver risposto. La differenza sta in un libero atto di volontà: volere essere romani. Questo oggi, che Roma è solo una realtà ideale. Se fra molte generazioni la Res Publica rinascerà sarà al legge a stabilire chi è romano e chi non lo è.
I romani genetici sono le persone che erano cittadini ab origine.
Non ho scritto che erano etnicamente etruschi. Ho scritto che i nomi sono etruschi. Sul perché i nomi siano etruschi si può congetturare. Dopotutto l’atto di tracciare le mura di una città era tipicamente etrusco, e Veio distava poche miglia da Roma, possiamo immaginare che Romolo si sia rifatto al modello culturale, a cui poteva attingere, più evoluto dell’epoca.
I sabini…per definizione venivano dalla Sabinia, all’incirca l’attuale Provincia di Rieti. Ma per quel che ne so gruppi sabini si erano infiltrati nel Lazio al più tardi in età romulea. Roma in definitiva è una città latina-etrusca-sabina, che ha creato qualcosa di nuovo: il popolo romano.
Io sono del parere che ciò che non si espande muore. Col Principato le conquiste territoriali, mancando la spinta di un’aristocrazia in perenne dialettica al suo interno, ad un certo momento cessano. Roma non crescendo più non può continuare l’opera di colonizzazione fisica e culturale del mondo, e disporre di sempre nuove risorse. Ad un certo punto i suoi avversari assistono al suicidio della sua classe dirigente, e ne approfittano. La concessione della cittadinanza è sempre stato un elemento di forza per la Repubblica…certo va fatta con giudizio. E’ sgradevole forse da dire ma l’Impero sarebbe forse sopravvissuto se fosse rimasto egemonico.
La distinzione con i barbari non venne mai meno, semplicemente non fu più possibile dal punto di vista pratico mantenerla.
Non è detto che tutto quello che c’è scritto sulla Bibbia sia vero. Tuttavia c’erano ebrei di cultura greca, è vero.
A parte che i troiani – perlomeno la famiglia reale – secondo i greci erano di origine greca e non asiatica, tu sostieni al versione dell’Eneide? Che peraltro è palesemente un’opera di fantasia, basta considerare al vicenda di Didone. Secondo al tradizione Cartagine venen fondata nell’814 a.C., e non oltre 350 anni prima (Troia secondo Erodoto cade nel 1184 a.C.), io la trovo superflua per spiegare l’origine dei latini, e di conseguenza della Gens Iulia. Ockham cosa ne penserebbe?
Anche a me interessa parecchio il calendario, ma ne so poco. Ti interessi anche delel festività religiose tradizionali? Ti vedo bene come Flaminica.
Volevo dire che Paolo credo fosse un fedele cittadino di Roma. Il suo caso è un poco particolare, in quanto fu il fondatore della religione cristiana, così come noi la conosciamo, e simpatico o meno che possa apaprire, al sua personalità è di tutta rilevanza. Quindi anche le sue motivazioni ed i suoi comportamenti non possono, secondo me, essere considerati "medi".
La questione della predominanza dell’elemento barbarico nell’esercito romano del IV e del V secolo, e della fedeltà di tale elemento è una questione complessa, potremmo dedicarvi un post a parte. Cmq capisco cosa intendi, e non dico che hai torto.
Una Curia o una Centuria o una Tribù. In realtà il sistema è diverso anche dai sistemi elettorali maggioritari odierni.
Peraltro è mia personale convinzione che il sistema romano sia ancora il migliore di quelli sperimentati (ed a me noti). Ma al riguardo dobbiamo intenderci sul significato della parola "democrazia".
Per alcuni giorni non ci sarò, sei una persona stimolante, ti va di sviluppare un singolo punto della nostra discussione, ed addentrarci in quello?
PS: mi incuriosiva il di gioco-di-ruolo su Roma antica che è stato tentato in POL (mi pare che sia abortito), tu cosa ne pensi?


Sei tornato dalle vacanze?
ma che dici? Roma è ancora la capitale, sia del territorio, che della politica italiana.oggi è la capitale della Repubblica Italiana, e non esiste più (o non ancora) Roma come realtà politica, ed una realtà politica necessariamente deve avere anche un territorio.
Roma è una città metropolitana; inoltre, essendo la Capitale d'Italia, qui ci sono i palazzi del potere dove (almeno in teoria) si prendono le decisioni politiche, economiche, ecc. dell'intera nazione. Certo però che ben pochi politici che affollano il parlamento sono nativi di Roma.
A livello locale poi, c'è il sindaco e i suoi assessori, e inoltre, Roma è divisa in decine di Municipi, ciascuno dei quali con tanto di presidente ed assessori che sovrintendono ai vari quartieri di ogni municipio. Come puoi dunque dire che Roma oggigiorno non è più (o ancora) una realtà politica nè una realtà territoriale?
Roma c'è... Ma i romani dove sono?
a me sembra invece che stai eludendo la vexata quaestio: che significa 'romano'?Mi sembra di aver risposto. La differenza sta in un libero atto di volontà: volere essere romani.
La volontà non c'entra. E' come dire che è italiano chiunque voglia esserlo, a prescindere dalla sua origine, lingua, cultura, e anche senza mai aver messo piede in Italia, e senza aver ottenuto la cittadinanza. Quindi la mera volontà individuale non può costituire un valido criterio scriminante.
Ho qualche dubbio. Persino gli animali 'marcano' il territorio. Chi oltrepassa la 'segnatura' viene considerato un intruso invasore, e quindi attaccato. E' un retaggio atavico, non esclusivo degli etruschi.Dopotutto l’atto di tracciare le mura di una città era tipicamente etrusco
Ciò che si espande troppo o troppo in fretta collassa invevitabilmente. L'espansione inoltre non deve essere fine a sé stessa, ma deve essere della giusta misura.Io sono del parere che ciò che non si espande muore
Certo, non è tutto oro colato quel che narrano i poemi epici e i miti, ma nemmeno sottovalutarli come mera opera di fantasia. D'altra parte, sulle origini non abbiamo altre fonti più attendibili che i miti, le leggende e i racconti tramandati di generazione in generazione...A parte che i troiani – perlomeno la famiglia reale – secondo i greci erano di origine greca e non asiatica, tu sostieni al versione dell’Eneide? Che peraltro è palesemente un’opera di fantasia
Non sono d'accordo. I Latini sono una cosa, la Gens Iulia un'altra. La Gens Iulia era una stirpe che si chiamava così proprio perché discendente da Iulo, figlio di Enea. I latini invece sono un popolo formato da stirpi e gruppi di varia origine e provenienza ( i Sabini sono forse l’unico ceppo autoctono dell’antico Lazio)io la trovo superflua per spiegare l’origine dei latini, e di conseguenza della Gens Iulia
non so che dirne, perché non mi sono mai cimentata in giochi di ruolo, e quella sezione del forum non la seguo. So però che esistono vari giochi strategici ispirati a Roma antica, ad esempio Pax Romana, Caesar, etc.mi incuriosiva il gioco di ruolo su Roma antica che è stato tentato in POL, tu cosa ne pensi?

