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  1. #41
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    e anche dagli USA


    http://notizie.alice.it/notizie/este...,15417451.html




    USA/ PETROLIERE PICKENS CONVERTITO A EOLICO: "PER SALVARE PAESE"

    Lanciata campagna di promozione per ridurre dipendenza da greggio

    Roma, 12 lug. (Apcom) - Da sempre capitale del petrolio, oggi il Texas si presenta come pioniere dello sfruttamento del vento, con impianti eolici due volte più alti della Statua della Libertà. A guidare la rivoluzione del Lone Star State, è uno dei più grandi petrolieri americani, T Boone Pickens, 80 anni, noto per aver anche ispirato la figura del protagonista del film Wall Street, il cinico e spregiudicato finanziarie d'assalto Gordon Gekko.
    Pickens avviò la sua azienda petrolifera, la Mesa Petroleum, nel 1956 con un capitale iniziale di 2.500 dollari; oggi la sua fortuna personale è di 2,7 miliardi di dollari. Odiato dai liberali, molti hanno spesso puntato il dito contro di lui per il disimpegno dell'amministrazione Bush sul fronte della tutela ambientale. Nel 2005 disse dell'energia eolica: "Mi sono accostato all'energia eolica per un minuto e l'ho odiata. E quando mi capita di guardare quelle dannate pale mi dico che non voglio essere tra quanti piazzano queste cose all'orizzonte".
    Tre anni dopo, con il prezzo del greggio vicino ai 150 dollari e dato ormai prossimo ai 200, il barone del greggio lancia invece il suo 'Pickens plan', con la sua faccia che va ad occupare il piccolo schermo americano per promuovere la più costoso campagna di promozione della nuova fonte di energia. Lo scopo del piano è semplice e non collima con le aspettative degli ambientalisti, preoccupati soprattutto per i cambiamenti climatici, sottolinea oggi il quotidiano britannico Independent: porre fine alla dipendenda degli Stati Uniti dalle importazioni di greggio, sfruttando le abbondanti risorse di gas naturale e di potenza eolica di cui dispone il Paese. "Paghiamo 700 miliardi di dollari l'anno per il petrolio estero - ha detto Pickens - una spesa che ci sta devastando come nazione e io voglio che si parli di questo nel dibattito per le presidenziali, facendolo diventare la questione numero uno della campagna di quest'anno. Nessun candidato alle presidenziali sta affrontando la questione di come risolvere il problema petrolio. Per questo li costringeremo a farlo".
    Nei pressi della città di Sweetwater, dove vive, Pickens sta costruendo quello che viene definito uno dei più grandi impianti eolici del mondo, in cui ha già investito due miliardi di dollari e ne investirà altri 20 prima che cominci a produrre energia elettrica, nel 2011. Riempire l'orizzonte del Texas di pale eoliche è oggi solo parte del "Piano Pickens": il barone del greggio vuole sì ridurre le importazioni di petrolio, ma anche far aumentare il numero delle autovetture alimentate a gas. Di vecchia fede repubblicana, il petroliere ci tiene a precisare che "non si tratta di repubblicani contro democratici, ma di come salvare il nostro Paese dalla rovina dovuta da una spesa di 700 miliardi di dollari l'anno per le importazioni di greggio".

  2. #42
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    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=84051




    Nuova fuga radioattiva in Francia, contaminati 15 operai

    Allarme fuga radioattiva

    Quindici operai dell'impianto nucleare di Saint Alban, nella regione dell'Isere (sud della Francia), sono stati contaminati dalla fuoriuscita di liquido radioattivo. Lo riferisce Electricite' de France (Edf), l'azienda elettrica francese.
    "Gli operai sono stati leggermente contaminati nel corso di un intervento di manutenzione su un cantiere dell'unità produttiva numero due", ha indicato un responsabile della direzione.
    In seguito all'incidente, avvenuto venerdì ma di cui ha dato notizia solo questa mattina il quotidiano Dauphiné Liberé, sono state ritrovate "tracce di elementi radioattivi" nel corso dei monitoraggi e dei controlli di routine dei dipendenti dell'impianto.
    I lavoratori sono stati sottoposti a un controllo medico ma l'azienda esclude che vi siano conseguenze di alcun tipo per la loro salute. Le cause dell'incidente non sono ancora state chiarite.
    "I livelli di contaminazione sono inferiori al limite regolamentare e dei nuovi controlli medici, effettuati questa mattina (lunedi'), hanno rivelato che non vi è più alcuna traccia di contaminazione", sottolinea la stessa fonte Edf.
    Questo incidente nell'Isere avviene dopo quello del 7 luglio nella centrale nucleare di Tricastin, regione di Vaucluse, e quello del 18 luglio della centrale di Romans-sur-Isere, nella Drome

  3. #43
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    Francia: fuga da centrale nucleare di Tricastin, contaminati 100 operai

    Raggiunti da elementi radioattivi fuorusciti da una tubatura del reattore 4 fermo per manutenzione

    http://www.corriere.it/cronache/08_l...4f02aabc.shtml

    PARIGI (FRANCIA) - Cento operai della centrale nucleare del Tricastin, dove alcuni giorni fa c'era stata una fuga di materiale radioattivo, sono stati contaminati «leggermente» oggi da elementi fuorusciti da una tubatura nella reattore numero 4, fermo per manutenzione. Lo ha reso noto la direzione di EDF la società elettrica che gestisce la centrale nucleare.

    FUGA DI COBALTO 58 - Gli operai irradiati nella centrale di Tricastin, che si trova a oltre 200 chilometri dall'Italia, sono stati contaminati dal cobalto 58. L'incidente, secondo EDF, è avvenuto questa mattina e avrebbe provocato contaminazioni «leggere, 40 volte inferiori al limite regolamentare». I 97 dipendenti sono stati evacuati d'urgenza dalla centrale quando l'allarme della contaminazione si è messo a suonare per una fuga nel reattore numero 4. Fra i 97, sarebbero 91 ad aver presentato segni di contaminazione al cobalto 58, un «metallo bianco» che entra nella composizione di leghe speciali, pneumatici e coloranti ma che, attivato a livello radio, è presente nei reattori e, da solo, possiede il 39% di tutta l'attività irradiante. Gli impiegati contaminati sono stati visitati e rimandati a casa, per loro non esisterebbero pericoli immediati. Si tratta del terzo incidente nucleare nella regione in meno di 16 giorni.

  4. #44
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    http://www.repubblica.it/2008/07/sez...e-francia.html


    Il ministro interviene sui guasti alle centrali d'Oltralpe
    "Si tratta di episodi sotto il livello minimo di pericolo"


    Nucleare, Scajola minimizza
    "Incidenti francesi enfatizzati"



    La centrale francese di Tricastin

    ROMA - "Su questi episodi mi pare ci sia stata un'enfatizzazione eccessiva". Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, minimizza dopo l'ennesimo incidente avvenuto nella centrale nucleare francese di Tricastin.

    Nel paese transalpino il terzo incidente, che ha causato la contaminazione di cento operai, in due settimane ha fatto scoppiare la polemica. Gli altri due episodi erano avvenuti lo scorso 8 luglio, ancora nella centrale di Tricastin, e il 18 luglio quando in un impianto dell'Areva a Romans-sur-Isere c'è stata una fuoriuscita di acque contaminate da elementi radioattive.

    A margine della presentazione del rapporto 2007 del Gestore del servizio elettrico (Gse), Scajola ha sostenuto che "tutti questi episodi sono sotto il livello minimo di pericolo". Il ministro che nel maggio scorso aveva annunciato il ritorno del nucleare in Italia ha quindi ripetuto che il piano energetico del Governo prevede "grande attenzione alla sicurezza e centrali di nuova generazione che sono sempre più efficienti". "Inoltre - ha aggiunto - "la storia delle 340 centrali nucleari nel mondo evidenzia come si tratti del sistema di produzione di energia meno pericoloso di tutti".


    D'accordo con Scajola anche il presidente dell'Enel Piero Gnudi: "Credo siano incidenti assolutamente irrilevanti, piccoli guasti sono sempre successi, solo che siccome noi abbiamo lasciato il nucleare, non hanno avuto evidenza sulla stampa. Comunque - ha concluso - se e quando faremo impianti nucleari in Italia saranno molto moderni e ancora più sicuri. Gli incidenti anche se sono su impianti vecchi non sono significativi".

    (24 luglio 2008)

  5. #45
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    http://www.corriere.it/scienze_e_tec...4f02aabc.shtml


    Euroscience Open Forum a Barcellona

    Il Sahara ci illuminerà

    Progetto per un'immensa distesa di pannelli solari nel deserto per fornire energia a tutta l'Europa



    (Reuters) DAL NOSTRO INVIATO
    LONDRA –
    Il costo è alto (50 miliardi di euro) e il progetto ambizioso ma, con il petrolio alle stelle, sembra l’unica prospettiva di una via d’uscita. Un’immensa distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara produrrà un giorno abbastanza energia da illuminare tutta l’Europa. Ne è convinto Arnulf Jaeger-Walden dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea: «Basterà catturare lo 0,3% dell’energia solare che scalda il deserto del Sahara per sopperire ai nostri bisogni energetici». Il progetto è stato presentato in questi giorni all’Euroscience Open Forum a Barcellona. Una nuova rete di trasmissione a corrente continua permetterà di portare l’elettricità in posti lontani senza correre il rischio di perdite d’energia. La nuova centrale dovrebbe sorgere in un’area poco più piccola del Galles e mettere a tacere quelli che sostengono che l’energia solare non sarà mai affidabile perché il tempo è imprevedibile.
    SÌ DI SARKOZY E BROWN - Il piano ha già ottenuto l’approvazione convinta del presidente francese Nicolas Sarkozy e del premier britannico Gordon Brown. I ricercatori sostengono che i pannelli solari nel Sahara saranno più efficaci perché in quella zona la luce solare è più intensa e, quindi, sarà possibile produrre tre volte più energia che in una centrale simile costruita nel nord Europa. Jaeger-Walden è anche convinto che, oltre al vantaggio ecologico, ci sarà un risparmio per i cittadini. «I consumatori pagheranno meno di quanto facciano ora» ha detto al quotidiano britannico Guardian. L’impegno più oneroso sarà costruire una nuova rete di trasmissione con i Paesi del Mediterraneo perché quella attuale non sarebbe in grado di sostenere la quantità di energia in arrivo dell’Africa del nord. I primi risultati si dovrebbero vedere nel 2050 quando la megacentrale dovrebbe già essere in grado di rendere autonomo un Paese come la Gran Bretagna.
    Monica Ricci Sargentini
    23 luglio 2008

  6. #46
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    http://www.corriere.it/scienze_e_tec...4f02aabc.shtml

    SFRUTTANO I VENTI D'ALTA QUOTA

    Energia dagli aquiloni

    L'Olanda sta sviluppando nuove ricerche per creare vere e proprie «centrali elettriche» volanti



    Una batteria di aquiloni per produrre energia con i venti d'alta quota ( da http:// thefraserdomain.typepad.com) Sembra proprio che gli aquiloni siano la nuova frontiera dell'energia pulita. Un team di scienziati olandesi ha progettato un aquilone di 10 metri quadrati, chiamato Laddermill, in grado di impiegare le correnti eoliche ad alta quota per produrre energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 10 famiglie. Il vento di alta quota è una risorsa energetica praticamente inestinguibile, abbondante e totalmente rinnovabile. Tradotta in termini di potenza l'energia prodotta dal vento sulla terra equivale a 100 volte quella necessaria a tutta la popolazione umana. Eppure ne viene sfruttata solo una minima parte. Infatti le pale delle torri eoliche delle classiche wind farm raggiungono in media gli 80 metri di altezza dal suolo, utilizzando solo i venti vicini alla superficie terrestre. WIND FARM VOLANTI - Il progetto dei ricercatori della University of Technology di Delft, a cui fa capo il professore di ingegneria eco-sostenibile ed ex astronauta Wubbo Ockels, punta a sviluppare una tecnologia alternativa per incanalare l'energia delle correnti eoliche più potenti. Vengono sfruttate le qualità peculiari degli aquiloni tradizionali: un meccanismo a yo-yo permette di lasciare andare l'aquilone fino a oltre 800 metri dal suolo, dove l'aria soffia a sette metri al secondo, e poi richiamarlo verso terra attraverso un cavo, creando energia attraverso la bobina su cui è avvolto il filo di controllo. La versione sperimentale del Laddermill potrebbe essere facilmente trasformata in un vero e proprio parco eolico volante con l'utilizzo di molteplici aquiloni, che potenzialmente sono in grado di produrre fino a 100 megawatt, sufficienti per alimentare circa 100.000 case.
    CHI INVESTE NEGLI AQUILONI? - I Paesi più propensi a investire in questi nuovi sistemi per produrre energia pulita sono la Gran Bretagna, l'Olanda, l'Irlanda e la Danimarca, dove le correnti a getto in alta quota sono particolarmente adatte a questo tipo di utilizzo. Qui gli«"impianti ad aquilone» si possono realizzare praticamente ovunque e soprattutto risulterebbero molto più economici rispetto ai parchi eolici a terra. Ma anche in Italia sono in fase di sviluppo alcune idee: il progetto Kitegen ad esempio è una wind farm di aquiloni dalla superficie complessiva di 500 metri quadrati dalla potenza di un gigawatt. La velocità con cui queste tecnologie invaderanno il mercato internazionale dipende da quanto gli investitori saranno disposti a puntare su di esse. Tra i primi sostenitori c'è già Google.org, il programma filantropico di Mountain View, che lo scorso anno ha finanziato la società britannica Makani per 10 milioni di dollari. Secondo Ockels se ci saranno i soldi per approfondire la ricerca, i parchi eolici ad aquiloni saranno operativi entro i prossimi cinque anni.
    Valentina Tubino
    07 agosto 2008

  7. #47
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  8. #48
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    Ago 0828
    Incidente a centrale nucleare spagnola

    Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 21:10 in Energia




    Qualche tempo fa, un editorialista del Corriere della sera scriveva, in relazione ai ripetuti incidenti delle centrali nucleari francesi di qualche settimana fa, che l'attenzione che i media avevano dedicato a quei fatti era sospetta. Sospetta e inutilmente allarmistica, strumentale alla critica al rilancio del nucleare proposto dalla maggioranza di governo. Ricordo che leggendo quell'editoriale ebbi la sensazione che l'autore in cuor suo pensasse che gli incidenti francesi erano un'invenzione giornalistica, il prodotto di una sorta di complotto anti-nuclearista dei soliti potentissimi ambientalisti del no.
    Ricordo quell'editoriale pieno di dati fantasiosi, in cui si sosteneva che prima di quella serie di incidenti francesi, incidenti non ce n'erano mai stati.
    Ricordo che avevo provato il solito senso di rabbia, frustrazione, incredulità, quello che mi coglie tutte le volte, tutt'altro che rare, che ho la pessima idea di leggere un editoriale delle cosiddette grandi firme del corriere, che danno, con qualche rara eccezione, la sensazione di scrivere di cose che totalmente ignorano con argomentazioni inconsistenti o fondate su fatti falsi e secondo lo stile retorico e noiosissimo dei portavoce di partito.
    L'anomalia della copertura mediatica dei fatti di cronaca è innegabile, cosi' come nello specifico è senz'altro anomalo il modo in cui i media (non) danno notizia degli incidenti delle centrali nucleari. Ma non perché ne parlino troppo, ma piuttosto perché non ne parlano quasi mai.
    Quell'editorialista probabilmente non sapeva neppure che gli incidenti, nelle centrali nucleari, sono fatto praticamente quotidiano. Riteneva pertanto, a torto, che siccome TV e quotidiani italiani non avevano parlato di incidenti a centrali nucleari per anni, allora di incidenti non ce n'erano stati. Una curiosa logica, secondo la quale esiste solo cio' che le principali testate riportano, il resto è relegato alla non esistenza. Una logica che si intreccia con il degrado del giornalismo italiano, e non solo italiano, che ormai si distingue in tre sotto-specie: la cronaca paragiudiziaria di una delle tante tragedie italiane trasformate in farsesche telenovelas, le pagine politiche preparate in ossequio alle clientele della testata ed il resto delle notizie, frutto nulla piu' che della semplice elaborazione delle strisce delle agenzie di stampa. Queste ultime, insieme alle esigenze della politica, determinano oggi cosa è degno di essere eletto a notizia, e cosa invece sarà ignorato e quindi destinato, giornalisticamente, a non esistere.
    Due giorni fa, in Catalogna, presso la centrale nucleare di Valdellos II, si è sviluppato un incendio che ha imposto l'immediato blocco degli impianti. L'incendio è stato domato dopo due ore di intensissimo lavoro, e dopo che fumi non propriamente salubri avevano gettato nel panico una piccola fetta di Catalogna.
    La centrale di Vandellos II dovrebbe cessare di funzionare nel 2010, ed è oggi una delle piu' importanti della Spagna. A gestirla è l'ANAV che si uniforma al piu' classico standard degli operatori del settore: se possibile negare, altrimenti minimizzare. Nel novembre 2007 c'era stato un incidente alla centrale nucleare di Asco', l'ANAV lo aveva insabbiato, finendo in un mare di polemiche lo scorso aprile quando l'incidente era stato rivelato.
    Notizie sulla stampa italiana? Pressocché il nulla. Quell'incidente non c'è mai stato, e naturalmente il nucleare, oltre ad essere economico ed ecologico, è anche sicuro. Fino al prossimo incidente.
    http://sostenibile.blogosfere.it/200...-spagnola.html

  9. #49
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    Nucleare: fuga radioattiva in Belgio, più grave del previsto

    29 Agosto 2008, 10:00


    BRUXELLES - Più grave di quanto si pensasse la fuga radioattiva che si è verificata lo scorso fine settimana da un laboratorio vicino a Charleroi, in Belgio. I test condotti sul terreno nei pressi dell'impianto hanno segnalato livelli di radioattività più alti di quelli registrati subito dopo l'incidente. L'agenzia federale belga per l'energia atomica ha indicato il livello di pericolosità tre su una scala da uno a sette. Le autorità hanno raccomandato agli abitanti della zona di non mangiare gli ortaggi coltivati in loco e di non portare le mucche al pascolo. (Agr)

 

 
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