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Discussione: NUCLEARE. Si parte.

  1. #241
    Gianicolo, 1849
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    Citazione Originariamente Scritto da sintierra Visualizza Messaggio
    Se potessero lavorare con l radiazioni, smantellare una centrale non costerebbe tanto quanto costruirla.
    Comunque a qualcuno forse farebbe bene andare a mettere a norma le centrali vecchie. C'è qualcuno che ci fà colazione la mattina con le radiazioni..
    Io sono uno di quelli che "lavorava con le radiazioni" (tecnicamente sarebbe "Professionalmente Esposto"), allo INFN, fra il 1977 e il 1981;
    A quell'epoca per legge noi potevamo essere esposti a una dose pari a 50 volte (cinquanta!) superiore a quella ammessa per la popolazione civile (adesso la dose è scesa a venti volte)

    Puoi immaginare che eravamo sottoposti ai controlli di legge, e poichè il periodo di indennizabilità è di 30 anni (come quello per esposizione a tante altre sostanze che non hanno nulla a che vedere con le radiazioni) se mi ammalo entro il 2011 mi pagate voi

    Di anni ne sono passati 27 e sono sano come un pesce, ho fatto i figli, ho una nipotina...
    Prima di me c'è stato mio padre nello stesso ente e nelle stesse condizioni, lui per 22 anni.

    Io (e i miei colleghi) ci siamo semplicemente messi nelle mani del nostro responsabile di radioprotezione (era il Prof. Pelliccioni) che ci spiegava le cose e sapeva quello che faceva.
    Se ti vai a guardare le tabelle INAIL delle malattie e i decessi per esposizioni a sostanze pericolose vedrai che la maggior parte delle patologie (e dei decessi) sono per esposizione al silicio (la polvere), poi alla polvere di legno e di cuoio, poi agli idrocarburi policiclici aromatici... etc. etc.
    Non c'è mai stato nessuno ammalato o deceduto per esposizione alle radiazioni ionizzanti.
    Nemmeno noi che ne prendevamo dosi massiccie, diciamo pari a uno che vive in montagna ma sempre meno di uno che fa il pilota di linea o la hostess.

    La vogliamo piantare di spargere paure immotivate fra la popolazione?
    Le "radiazioni" si misurano e si controllano, al punto che vengono usate in medicina e il 95% dei famosi rifiuti radioattivi vengono proprio dall'attività medica.
    Però ti guardi bene dall'invocare la chiusura degli ospedali. Te le fai le lastre, mica vai dallo stregone quando ti ammali.
    Lo sai che il famoso uranio impoverito forse ce l'hai come contropeso di qualche bilancia con cui ti pesi la mattina?
    E perchè ti abbotti di fagioli conditi col tonno e la cipolla, che sono otto volte più radioattivi dell'uranio impoverito e dimezzano la loro radioattività ogni 1.200 milioni di anni, mentre il plutonio solo in 27.000?

  2. #242
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    ....
    La vogliamo piantare di spargere paure immotivate fra la popolazione?
    Le "radiazioni" si misurano e si controllano, al punto che vengono usate in medicina e il 95% dei famosi rifiuti radioattivi vengono proprio dall'attività medica.
    Però ti guardi bene dall'invocare la chiusura degli ospedali. Te le fai le lastre, mica vai dallo stregone quando ti ammali.
    Lo sai che il famoso uranio impoverito forse ce l'hai come contropeso di qualche bilancia con cui ti pesi la mattina?
    E perchè ti abbotti di fagioli conditi col tonno e la cipolla, che sono otto volte più radioattivi dell'uranio impoverito e dimezzano la loro radioattività ogni 1.200 milioni di anni, mentre il plutonio solo in 27.000?
    Le saldature dei metanodotti vanno tutte radiografate, e di gente malata per le radiazioni ne conosco parecchie, io posso anche accettare il rischio per lavoro o per necessità, ma è da stupidi accettarli senza motivo, visto che l'eolico, per esempio, è più economico. E sorattutto non è giusto costringere tante generazioni ad accettare il rischio. Secondo la mia logica solo se tutti accettano il rischi si potrebbero fare, e poi nemmeno, perchè si dovrebbe chiedere il permesso anche a centinaia di generazioni future.

  3. #243
    estremista di centro
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    un sistema x essere efficiente deve 1) massimiz la produzione 2) rendere equa la distrib di ricchezza; nn puo trascurare 1 solo di questi aspetti
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    Predefinito 27.000 anni

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    27.000 ?
    scusa grifo ma (ora nn ricordo) eri tu ke avevi proposto di riaprire le ns 4 centrali ?
    conviene farne nuove o riaprire prima le vecchie ?

    27.000 anni
    anni servono x convincere gli aborigeni ke il fuoco e' utile, e se lo maneggi con cura nn ti bruci, altro ke plutonio

  4. #244
    estremista di centro
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    Citazione Originariamente Scritto da sintierra Visualizza Messaggio
    Ora lavoro quasi sempre fuori casa, ma ho già comprato quasi tutti i pezzi, e la prima cosa che farò sarà modificare un compressore. Non ho nemmeno la residenza dove sto, e l'elettricità mi costa molto più di 20 centesimi il kWh. Mi basterebbero 12 volt.
    io ho tempo libero (sono disoccupato), diciamo abbastanza, poi ho la giornata quasi piena .
    vuoi dire ke se mi metto a fabricarmi un impianto sarebbe economico ?
    so ke (ho letto) l'eolico e' competitivo solo in presenza di forti venti costanti, tutto l'anno, e questo in italia e' solo in poki posti.
    ben venga lo faccino li, ma ce ne vuole
    poi nn so una familia normale puo' usarlo, gli elettrodomestici vanno a 220 V

  5. #245
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    Citazione Originariamente Scritto da sintierra Visualizza Messaggio
    Le saldature dei metanodotti vanno tutte radiografate, e di gente malata per le radiazioni ne conosco parecchie, io posso anche accettare il rischio per lavoro o per necessità, ma è da stupidi accettarli senza motivo, visto che l'eolico, per esempio, è più economico. E sorattutto non è giusto costringere tante generazioni ad accettare il rischio. Secondo la mia logica solo se tutti accettano il rischi si potrebbero fare, e poi nemmeno, perchè si dovrebbe chiedere il permesso anche a centinaia di generazioni future.
    Sai che giramento di pale...

  6. #246
    Gianicolo, 1849
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    Citazione Originariamente Scritto da dDuck Visualizza Messaggio
    scusa grifo ma (ora nn ricordo) eri tu ke avevi proposto di riaprire le ns 4 centrali ?
    conviene farne nuove o riaprire prima le vecchie ?


    27.000 anni
    anni servono x convincere gli aborigeni ke il fuoco e' utile, e se lo maneggi con cura nn ti bruci, altro ke plutonio
    Il motto è "Com'era, dov'era"

    Noi non possiamo trastullarci altri decenni facendo finta di fare. Qui alcuni pensano che il problema sia accendere le lampadine di casa o mandare avanti il ferro da stiro.
    Noi siano una economia di trasformazione senza materie prime, non abbiamo gas o petrolio come inglesi e norvegesi, non abbiamo il carbone dei tedeschi, non abbiamo un cavolo.
    Il problema è tenere in piedi il sistema industriale che ci da da mangiare e senza energia elettrica abbondante e a basso costo il sistema deperisce e muore.

    A noi ci serve l'energia e l'attività economica, di quì la proposta di fare di questa necessità una opportuntà, un New Deal basato sull'energia per rilanciare il paese.
    www.progettoenergia.org

    Non lo so se tutti i vecchi siti sono adatti, questo lo devono decidere i tecnici del settore, certamente alcuni lo sono, e dove lo sono si possono usare parte delle vecchie infrastrutture.
    Per esempio a Latina ci sono duecento ettari, ci sono le opere a mare, le linee elettriche, cosa impedirebbe di fare una nuova centrale vicino a quella vecchia?

    Ho letto che sei ingegnere, si capisce che sei giovane e ora leggo che sei disoccupato.
    Ecco, questa è la vergogna nazionale, che uno come te che potrebbe fare tanto per se stesso e gli altri sia parcheggiato nel limbo per chissà quanto, in omaggio a un sistema cialtrone fatto di fregnacce ideologiche e che ingrassa solo tagliatori di cedole e speculatori.
    Ma le cose stanno cambiando.

  7. #247
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    Predefinito tutta la demagogia del governo sul nucleare

    http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/ambiente/nucleare1/atomo-parla-silvestrini/atomo-parla-silvestrini.htm


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    Silvestrini, ex consulente di Bersani, spiega perché non crede al piano Scajola
    "Costi e problemi troppo grandi, il nucleare è destinato a diminuire di peso"


    "Impossibile l'atomo in cinque anni
    il nemico è il mercato, non i verdi"


    Il caso Usa: "Il bando indetto da Bush senza incentivi è andato deserto"
    Resta aperta poi la questione scorie: "Nessun paese l'ha ancora risolto in via definitiva"
    di VALERIO GUALERZI




    ROMA - Da ambientalista è estremamente realista e pragmatico sul fatto che la lotta al riscaldamento globale non può essere fatta in punta di fioretto, ma altrettanta coerenza Gianni Silvestrini la pretende dai sostenitori del ritorno all'atomo. "Se la situazione climatica dovesse precipitare nei prossimi decenni l'umanità finirebbe con l'utilizzare tutte le armi disponibili incluso il nucleare, superando ogni preoccupazione", ammette l'ingegnere, ex consulente del ministro Bersani, che da anni coordina attraverso il Kyoto Club gli industriali che hanno sposato la validità e la filosofia del Protocollo internazionale per la riduzione dei gas serra.

    Ingegner Silvestrini, malgrado la premessa, lei però sembra scettico sull'utilità del piano annunciato dal ministro Scajola.
    "I cinque anni a cui fa riferimento Scajola mi sembrano improponibili, le procedure in realtà sono lunghissime: si tratta di individuare il sito, ottenere i permessi necessari, stringere accordi internazionali, far approvare i progetti, senza parlare dell'indispensabile consenso sociale. Ma oltre al metodo c'è un problema di merito. Penso che in realtà si tratti di una risposta controproducente. Malgrado l'enfasi data dai media al possibile rinascimento nucleare, la percentuale di elettricità nucleare è destinata a ridursi, secondo la Iea, dal 15 al 9% entro il 2030 a causa della chiusura delle vecchie centrali".

    Il ministro parla però di impianti di nuova generazione.
    "Se effettivamente i reattori di quarta generazione
    <SCRIPT language='JavaScript1.1' SRC="http://ad.it.doubleclick.net/adj/N4199.mcm.manzoni.network/B2900513;abr=!ie;sz=180x150;ord=1437679169?"> </SCRIPT> <NOSCRIPT> <A HREF="http://ad.it.doubleclick.net/jump/N4199.mcm.manzoni.network/B2900513;abr=!ie4;abr=!ie5;sz=180x150;ord=14376791 69?"> <IMG SRC="http://ad.it.doubleclick.net/ad/N4199.mcm.manzoni.network/B2900513;abr=!ie4;abr=!ie5;sz=180x150;ord=14376791 69?" BORDER=0 WIDTH=180 HEIGHT=150 ALT="Clicca Qui!"></A> </NOSCRIPT>
    daranno i risultati sperati in termine di riduzione dei costi e dei rischi, il nucleare potrebbe dare un contributo più significativo, ma solo nei decenni successivi".

    Scajola, tra gli applausi di Confindustria, ne ha parlato invece come di una soluzione attuale.
    "Resto dell'avviso che in Italia, anche in presenza di un improbabile consenso politico e sociale, la produzione non potrebbe iniziare prima del 2020, come del resto ammette la stessa Edison fissando la data al 2019. In effetti, il principale nemico dell'energia atomica non sono gli ambientalisti ma la liberalizzazione dei mercati elettrici. In una realtà concorrenziale, l'incertezza sui costi, sui tempi di costruzione e sulle dinamiche della domanda penalizzano fortemente questa tecnologia. Secondo un recente studio Usa condiviso dall'industria atomica (il Nuclear Power Joint Fact-Finding) l'elettricità di una nuova centrale nucleare è destinata a costare il doppio (8-11 centesimi di dollaro per kWh) rispetto alla media.

    Non a caso la gara per la costruzione di nuove centrali indetta da un nuclearista convinto come Bush è andata deserta fino a quando l'amministrazione non ha introdotto un incentivo di 1,8 centesimi di dollaro al chilowattora, la stessa cifra prevista per l'eolico. Sostenere che il ritorno al nucleare riduce la bolletta è falso, questo lo ammettono anche sostenitori "seri" dell'atomo come Clò. In Europa l'impianto in costruzione in Finlandia è in ritardo di due anni e presenta extracosti per 1,5 miliardi di euro, tanto che la Siemens, fornitrice della tecnologia, nel 2008 ha perso in Borsa un terzo del suo valore. In sostanza, c'è un conflitto insanabile tra l'imperante mercato liberalizzato dell'energia e la rinascita del nucleare".

    Eppure continuiamo a guardare con una certa invidia alla Francia.
    "La situazione è diversa in presenza di un forte ruolo dello Stato, ma Scajola non ha precisato se pensa ad aiuti del Tesoro. Ci sono infatti Paesi in cui il nucleare può essere considerato un successo come la Francia appunto, anche se un bilancio completo potrà essere effettuato solo tra qualche decina - o meglio migliaia - di anni. E altri, invece, in cui il ricordo è negativo, come gli Usa dove aziende fallite e decine di miliardi di dollari buttati al vento ne fanno il più grande disastro industriale del Paese, senza parlare della Russia, dove l'incidente di Chernobyl ha causato significativi danni sanitari ed economici".

    Scajola ha garantito che si terrà conto della questione sicurezza.
    "Ma nessuno dei problemi connessi con il nucleare - sicurezza, scorie, proliferazione - è stato ancora risolto. A 55 anni dall'inizio dell'avventura nucleare i problemi aperti sono ancora molti. I lavori per il deposito di Yucca Mountain negli Usa continuano a slittare nel tempo e nessun paese ha attivato un cimitero definitivo per le scorie. Lo smantellamento delle centrali esistenti è un'altra incognita. Le previsioni di costo della chiusura del ciclo nucleare nel Regno Unito sono in continua crescita e l'ultima stima è di 100 miliardi di euro".

    Ma se il risultato è la possibilità di avere energia ad emissioni zero a tempo indeterminato si tratta di rischi e costi che si potrebbe decidere di voler correre.
    "In realtà un tema generalmente sottovalutato riguarda proprio la disponibilità di materiale fissile. In effetti negli anni scorsi si era in presenza di una sovrabbondanza di uranio anche per l'utilizzo del materiale proveniente dal programma di disarmo nucleare. Questa situazione è destinata a cambiare e le difficoltà ad aprire nuove miniere stanno già facendo lievitare il prezzo, sestuplicato negli ultimi 5 anni.

    (22 maggio 2008)

  8. #248
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    Non demagogia ma necessità.

    L'abbandono del nucleare è stata una scelta criminale che ha arricchito uno dei più grandi tangentisti italiani e contribuito al raggiungimento di vette scandalose nel debito pubblico, questo con il plauso del gregge ambientalista e dei petrolieri loro amici carissimi.

    Che nel 2008 si dipenda ancora esclusivamente dai combustibili fossili sognando un solare, non sufficiente alle esigenze di un paese industrializzato, è semplicemente RIDICOLO!

  9. #249
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    Ad oggi è imperativo partire e farlo alla svelta, il gap da colmare è immenso, il tempo perduto pure, ora dobbiamo partire mettendo a tacere chi ci vuole per altri decenni sotto il giogo dei petrolieri.

  10. #250
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    non è affatto necessario:Sostenere che il ritorno al nucleare riduce la bolletta è falso, questo lo ammettono anche sostenitori "seri" dell'atomo come Clò. In Europa l'impianto in costruzione in Finlandia è in ritardo di due anni e presenta extracosti per 1,5 miliardi di euro, tanto che la Siemens, fornitrice della tecnologia, nel 2008 ha perso in Borsa un terzo del suo valore. In sostanza, c'è un conflitto insanabile tra l'imperante mercato liberalizzato dell'energia e la rinascita del nucleare".


    è ampiaqmente smentita la leggenda metropolitana che con il nucleare si abbassino i costi dell'energia.non considerando poi tutti i rischi legati ad eventuali incidenti

 

 
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