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Discussione: NUCLEARE. Si parte.

  1. #1631
    Mai l'altra guancia
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    Per il momento, riutilizzo questo calderone.


    Toh, neanche a volerlo fare apposta:

    Il picco dell'Uranio francese

    posted by Marco Pagani

    La storia dell'estrazione dell'Uranio francese è di considerevole interesse per tutti i "picchisti". Il grafico qui sopra mostra la produzione annua nazionale dal 1956 al 2006 (dati ONU dal 1990 al 2006, The Oil Drum per il periodo precedente). Dopo un primo picco negli anni '60 la produzione ha avuto il suo picco principale nel 1988, con una produzione annua di 3300 t. Oggi, dopo aver estratto oltre 75000 t, la produzione è inferiore alle 10 tonnellate annue. Il fit logistico con due curve descrive abbastanza bene l'andamento della produzione, cosa degna di nota se si tiene conto che si tratta di un mercato piccolo (la produzione cumulativa francese rappresenta circa il 4% di quella mondiale) e sostanzialmente monopolistico.

    In questo secondo grafico è invece rappresentata l'estrazione complessiva di Uranio; i punti blu rappresentano la stima di URR (Ultimately Recoverable Resource) determinata in base i valori delle riserve pubblicate dalle autorità francesi nel corso degli anni (per i dati ho fatto riferimento a quelli indicati da Hydraulics nel suo commento a questo post di Ecoalfabeta; i valori del 1985 e 2002 sono di questa fonte, quello del 1999 di quest'altra). La stima ufficiale dell'URR è variata in modo considerevole negli anni, aumentando da 120 kt a quasi 200, per poi diminuire fino a 80, che è poco più della quantità estratta fino ad oggi. Si tratta quindi di numeri del tutto inaffidabili.
    Se un picchista hubbertiano avesse invece analizzato i dati nel 1988, al momento del massimo fulgore estrattivo, avrebbe potuto prevedere il picco più o meno per quell'anno, stimando una URR di 84 kt, un valore molto, molto più realistico delle 200 kt ufficiali.
    Un ringraziamento a Francesco Aliprandi per i dati sulle riserve.
    Vedi anche La curiosa storia delle riserve di Uranio francese.
    «Nei prossimi giorni sottoporremo alla valutazione del Parlamento un pacchetto di norme che, nel quadro di misure più ampie volte a sbloccare la realizzazione di impianti energetici, renderà nuovamente possibile la produzione di energia nucleare nel nostro paese». E' questa l'intenzione del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che intervenendo all'assemblea di Federchimica ha rilanciato la politica energetico-nucleare. Il ministro ha poi aggiunto che: «... l'impegno assunto per un ritorno al nucleare nei tempi più rapidi possibili consentirà inoltre di ridurre ulteriormente il costo dell'energia e l'impatto sull'ambiente. Basti pensare, e con ciò rispondo agli antinuclearisti militanti impegnati nei giorni scorsi a destare ingiustificati allarmismi su quanto accaduto in Slovenia che, senza l'apporto del nucleare, nel solo 2006 le emissioni di gas serra sarebbero state superiori di oltre l'8% su scala mondiale ed i prezzi del petrolio e del gas avrebbero raggiunto picchi persino più elevati di quelli che oggi lamentiamo».

    Ma il progetto di Scajola sta incontrando resistenze all'interno del mondo accademico. Infatti sono oltre milleduecento i docenti universitari e i ricercatori che hanno sottoscritto un appello sulle scelte energetiche per il futuro dell'Italia, trasformato in una lettera aperta al premier Silvio Berlusconi alla vigilia della discussione del governo sulle centrali nucleari. A capeggiarli un chimico dell'Università di Bologna, Vincenzo Balzani, tra gli scienziati italiani più accreditati presso la comunità scientifica internazionale. «Il sole è la più grande risorsa energetica del nostro pianeta», scrivono, e il nucleare «un pericoloso fardello sulle spalle delle prossime generazioni». E ancora, «sviluppare l'uso dell'energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti».

    L'iniziativa è partita con un sito www.energiaperilfuturo.it , dove chiunque può esprimere il proprio sostegno. Gli studiosi, nella missiva, insistono innanzitutto sulla necessità di «una forte collaborazione tra scienza e politica». «L'appello, sottoscritto da più di milleduecento docenti e ricercatori, sottolinea l'urgenza - spiegano - che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell'energia ed esorta il governo a sviluppare l'uso delle energie rinnovabili ed in particolare dell'energia solare. A nostro parere l'opzione nucleare non può essere considerata la soluzione del problema energetico per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari». Invece «la più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un'immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che l'umanità intera consuma. Sviluppare l'uso dell'energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti». «È un guardare lontano nel tempo, perché - spiegano gli scienziati - getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico, industriale ed occupazionale del nostro Paese, senza porre pericolosi fardelli sulle spalle delle prossime generazioni. È un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell'uranio, l'energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace».
    Fonte, con audio, QUI.

  2. #1632
    Mai l'altra guancia
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    Sempre per cazzeggiare,
    qualcuno ha notizia sulle idee di Obama? Sono le stesse dei Clinton?

    Westinghouse e General Electric quanto hanno trafficato con le spese Militari USA?
    E la Francia? Chi parla di bollette elettriche potrebbe indicarci una fonte dove poter capire quali siano gli investimenti civili e quali quelli militari, riuscendo a distinguerli?

  3. #1633
    Mai l'altra guancia
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    A proposito del costo del kWh...
    E' vero che in Italia era più alto di quello da altre fonti?
    Lo dicono gli archivi ENEL, guarda un po'.

    Ma com'è 'sto fatto?
    Approfittarono di Chernobyl per togliersi dall'imbarazzo?
    Ora arrivano i nipotini di nonna papera a riprovarci.

  4. #1634
    Mai l'altra guancia
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    Approfittiamo del Prof. Bardi, va.

    Cala la produzione di energia elettrica nucleare

    posted by Ugo Bardi
    Arriva "World Nuclear News" la notizia che la produzione di energia elettrica da fonte nucleare nel mondo è calata dell'1.9% nel 2007.

    Il calo è lieve, ma la notizia è interessante per vari motivi; principalmente perché conferma una situazione che è stata fatta notare più volte dagli esperti: il parco delle centrali nucleari esistenti è formato da impianti vecchi e prossimi ad andare in smantellamento. In altre parole, i nuovi impianti non ce la fanno a compensare l'obsolescenza dei vecchi. La vetustà di questi reattori si manifesta sia come dismissioni definitive, sia come una serie di problemi di manutenzione che hanno costretto diversi impianti ad andare fuori rete nel 2007. Il terremoto in Giappone ha costretto a spegnere temporaneamente una centrale ma non è stato il motivo principale del calo produttivo.

    Tutto questo non vuol dire che l'industria nucleare sia moribonda, solo che tuttora non si vede una ripresa dell'industria nucleare che interrompa la stasi sostanziale degli ultimi 20 anni. Cambieranno le cose nel futuro? Difficile dirlo; evidentemente c'è un tentativo di riprendere a costruire centrali nucleari nel mondo, ma i costi e la complessità dell'impresa sono problemi che si fanno sentire e, per il momento, il numero di nuove centrali in costruzione è appena sufficiente (e forse insufficiente) per compensare il declino dei vecchi impianti.

    Questa situazione di difficoltà dell'industria nucleare è un'altra indicazione, semmai ce ne fosse stato bisogno, che sostituire il petrolio con altre fonti non sarà automatico e nemmeno rapido. Non ci sono soluzioni tecnologiche miracolose e, indipendentemente dalle scelte che faremo, dovremo adattarci a un periodo di transizione che durerà perlomeno qualche decennio. Speriamo di fare le scelte giuste, ma l'importante e muoversi subito verso la sostituzione dei combustibili fossili.

  5. #1635
    estremista di centro
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    un sistema x essere efficiente deve 1) massimiz la produzione 2) rendere equa la distrib di ricchezza; nn puo trascurare 1 solo di questi aspetti
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    Citazione Originariamente Scritto da sintierra Visualizza Messaggio
    http://www.sanihelp.it/news/scheda.php?ID=6762


    Perchè oltre il nucleare non ci mettiamo anche qualche inceneritore ....
    quello lo stanno terminando proprio adesso, e risparmieremo un po sulla tassa della rumenta (per ora tra le piu' care d'italia), sai quanto costa portarla altrove !!!

  6. #1636
    estremista di centro
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    un sistema x essere efficiente deve 1) massimiz la produzione 2) rendere equa la distrib di ricchezza; nn puo trascurare 1 solo di questi aspetti
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander.77 Visualizza Messaggio
    Il problema è che alcuni argomenti ultra-tecnici non sono facilmente spiegabili a persone che non hanno competenze scientifiche.

    L'errore principale sul nucleare è stato fatto proprio indicendo un referendum: ossia delegando al popolo una decisione che NON doveva essere presa da persone incompetenti in materia.

    Quello che ogni tanto fa sorridere è la saccenza di alcuni... invece di leggere e cercare di imparare vogliono "insegnare ai gatti come ci si arrampica" (detto locale)
    su questo d'accordissimo, ma nn vale solo per argomenti tecnici, ma anche giuridici, i referendum sono un bello strumento ma vanno usati in determinate circostanze !!! sul nucleare fu un disastro e quando parlo con i miei amici sono convinti di cose strampalate !!!

  7. #1637
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    Citazione Originariamente Scritto da Alexander.77 Visualizza Messaggio
    Il problema è che alcuni argomenti ultra-tecnici non sono facilmente spiegabili a persone che non hanno competenze scientifiche.

    L'errore principale sul nucleare è stato fatto proprio indicendo un referendum: ossia delegando al popolo una decisione che NON doveva essere presa da persone incompetenti in materia.

    Quello che ogni tanto fa sorridere è la saccenza di alcuni... invece di leggere e cercare di imparare vogliono "insegnare ai gatti come ci si arrampica" (detto locale)

    Se non si hanno competenze ata informarsi:
    E il nucleare di quarta generazione e' una tecnologia che peraltro ''potrebbe portare un contributo rilevate all'Italia solo nel 2030-2040''.

    Scetticismo anche nei confronti della tecnologia nucleare di terza generazione: ''e' molto costoso, economicamente non vale, come dimostra il caso finlandese. E quando sara' pronto in Italia, sara' gia' superato''.

    Oltre che l'eolico, per Pistorio anche il fotovoltaico e' una fonte energetica rinnovabile dalle ''forti potenzialita'.

    La nuova tecnologia di fotovoltaico a film sottile permettera', tra il 2015 e il 2020, di produrre un Kilowatt ora al costo di 4,5 centesimi''.
    http://www.asca.it/moddettnews.php?i...%20RINNOVABILI


    http://www.ambientenergia.info/index...4138&sezione=2
    Ibm e Tokyo Ohka Kogyo cercheranno di incrementare l'efficienza delle celle solari fotovoltaiche a film sottile basate sul CIGS (rame-indio-gallio-selenio) migliorando il coefficiente di conversione energia solare/elettricità all'attuale circa 10 per cento al 15 per cento.
    http://www.asca.it/moddettnews.php?i...A%20DEL%202020
    NUCLEARE: MIN. AMBIENTE TEDESCO, CENTRALI ITALIA NON PRIMA DEL 2020

    http://www.forbes.com/technology/200...rss_technology
    Intel and International Business Machines have joined the parade of technology companies making alternative-energy plays, announcing Monday separate efforts to put their manufacturing smarts to work cranking out solar cells.

    Intel (nasdaq: INTC - news - people ) and IBM (nyse: IBM - news - people ) already have plenty of relevant manufacturing and materials know-how, with IBM's PowerPC processors competing with Intel's ubiquitous x86 processors to power high-end servers.

    IBM and Intel, however, are taking very different approaches, with Intel tapping into its long experience working with slabs of silicon and IBM pursuing a technology based on thin, flexible films developed at its research arm.

    Intel said Monday it will spin off a new venture, dubbed SpectraWatt, that will build a factory in Oregon in the second half of this year and begin sending solar modules to customers by the middle of next year.

    Intel will lead a $50 million investment in SpectraWatt, an effort that will be spun out of the company's new business initiatives arm. Other investors include Goldman Sachs (nyse: GS - news - people ) subsidiary Cogentrix Energy, PCG Clean Energy and Technology Fund, and Solon AG.

  8. #1638
    Mai l'altra guancia
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio
    A rileggerlo, però, non ha detto proprio niente.
    "Entro fine legislatura" può significare tra cinque anni.
    "Centrali di nuova generazione" non si capisce cosa siano.
    La III, attuale, o la IV, prossima ventura.

    E poi ci sono tutti gli stessi quesiti senza risposte relativi a
    - cosa
    - come
    - dove
    - con quale denaro
    - con quali prospettive
    Novità?
    Oggi sembra che si sian riuniti per discutere anche di nucleare.

    Dovrebbero poter decidere in libertà il dove.
    Nessuno sa niente?
    Vorrei sapere anche che tipo di reattore verrà scelto.

  9. #1639
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio
    Dovrebbero poter decidere in libertà il dove.
    Nessuno sa niente?
    Vorrei sapere anche che tipo di reattore verrà scelto.
    Ce lo chiediamo tutti
    E' giunta l'ora?
    UT UNUM SINT!

  10. #1640
    AhAhAh
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