SPAZIO: PRIME CARTOLINE DA MARTE, PHOENIX CERCA TRACCE DI VITA
- Pasadena (California), 26 mag. - Dopo un viaggio di 296 giorni e 680 milioni di chilometri, nella notte la sonda Phoenix e' atterrata su Marte e ha iniziato a inviare le prime straordinarie cartoline dal 'pianeta rosso'. La telecamera di cui e' dotato il robot ha trasmesso sui monitor del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, a Pasadena, immagini di un terreno marrone solcato da un reticolo di poligoni. Phoenix e' dotato di un braccio in grado di scavare terreno e permafrost per raccogliere campioni di terreno e ghiaccio, e verificare se esista materiale organico: gli scienziati sperano di trovare finalmente la prova di qualche forma di vita sul pianeta.
Phoenix e' stata lanciata con un razzo dal Centro Spaziale di Cape Canaveral il 4 agosto 2007 e ha viaggiato per 10 mesi.
In vista della superficie del piante, si e' aperto un paracadute che insieme a un propulsore ha frenato la caduta della sonda dotata di tre piedi.
Il segnale che Phoenix aveva toccato il suolo e' arrivato quando in Italia era l'13. Gli ultimi sette minuti del lungo viaggio erano considerati i piu' rischiosi e l'atterraggio e' stato accolto con un lungo applauso e grida di giubilo dai tecnici della Nasa. Un entusiasmo giustificato se si tiene conto che finora meno della meta' delle missioni su Marte hanno avuto successo e che ancora brucia il ricordo della sonda Mars Polar Lander, gemella di Phoenix, andata perduta nel 1999 dopo l'atterraggio. Dal 1960, quando l'allora Unione Sovietica lancio' la prima missione su Marte, solo 5 tentativi di Stati Uniti e altri Paesi sono andati in porto: Viking 1 e 2, che toccarono la superficie polverosa di Marte nel 1976, Pathfinder nel 1997 e Spirit e Opportunity, entrambi arrivati sul pianeta nel gennaio del 2004 e ancora impegnati a esplorare una zona vicina all'equatore.
Phoenix restera' in servizio per tre mesi. Le prime foto, una quarantina, mostrano le pianure polari settentrionali del pianeta e si vede chiaramente il terreno pietroso, con dettagli delle caratteristiche fratture a forma poligonale. Una foto immortala uno dei tre moduli portanti della sonda, ben piantato sul terreno; un'altra i pannelli solari, che si sono aperti come previsto e hanno iniziato la ricarica delle batterie della sonda.
Cio' che Phoenix ha visto "e' sorprendentemente vicino a cio' che ci aspettavamo, e questa e' la sorpresa piu' grande", ha spiegato Peter Smith, uno dei responsabili della missione.
"Non riusciremo a rispondere alla domanda cruciale se ci sia vita su Marte", ha ammesso, ma "scopriremo se vi sia materiale organico nel ghiaccio delle regioni polari. Il ghiaccio conserva e se mai c'e' stato materiale organico su Marte ed e' finito in quel ghiaccio, deve esservi ancora oggi". (AGI)
http://www.agi.it/research-e-svilupp...11193-art.html
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3. Gli ultimi sette minuti del lungo viaggio erano considerati i piu' rischiosi e l'atterraggio e' stato accolto con un lungo applauso e grida di giubilo dai tecnici della Nasa. Un entusiasmo giustificato se si tiene conto che finora meno della meta' delle missioni su Marte hanno avuto successo e che ancora brucia il ricordo della sonda Mars Polar Lander, gemella di Phoenix, andata perduta nel 1999 dopo l'atterraggio. Dal 1960, quando l'allora Unione Sovietica lancio' la prima missione su Marte, solo 5 tentativi di Stati Uniti e altri Paesi sono andati in porto: Viking 1 e 2, che toccarono la superficie polverosa di Marte nel 1976, Pathfinder nel 1997 e Spirit e Opportunity, entrambi arrivati sul pianeta nel gennaio del 2004 e ancora impegnati a esplorare una zona vicina all'equatore.
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