
Originariamente Scritto da
Peucezio
E fa male ad amare l'Europa, perché l'Europa glie lo metterà nel sedere!
Non dovete credere che l'Europa sia diversa dall'America: l'Europa è asservita completamente agli Stati Uniti ed è ancora più disprezzabile di questi, così come è più disprezzabile, rispetto al malvagio padrone, il servo ossequioso e vile, complice di tale malvagità.
Con questo, è un bene che la Russia stringa rapporti economici sempre più importanti con la Germania, la Francia, con la stessa Italia (la cui identità non è riducibile a quella europea: in fondo l'Italia non è Europa), però, almeno per ora, fino a quando in Europa non ci sarà una rivoluzione culturale totale, se mai ci sarà, la Russia diffidi dell'Europa. Perché, non dimentichiamolo mai, i nordamericani, i WASP intendo, non sono arrivati da Marte, ma sono discendenti di europei: europei di sangue + ebrei acclimatatisi da secoli in Europa.
L'America è un'escrescenza dell'Europa, una metastasi di un cancro nato altrove, non nel contimente americano (i cui unici abitanti legittimi sono le razze precolombiane).
Il fatto è che l'Europa stessa è un'astrazione, perché l'Occidente moderno, storicamente, è un prodotto dell'Europa germanica calvinista (e del suo speciale rapporto con gli ebrei) e ciò che oggi dà l'impronta all'Europa, di fatto anche a quella cattolica, ahimé, è il protestantesimo (si veda la Spagna, che ha assimilato e addirittura estremizzato le tipiche forme di moralismo ipocrita e di libertarismo forsennato del Nordeuropa; non parliamo della Francia, giansenista e giacobina già da secoli).
L'Europa ortodossa, che si era preservata fino a ieri, oggi è messa addirittura peggio, perché, per reazione al comunismo, è diventata filoamericana fanatica (tranne la Serbia, che è un'isola accerchiata).
L'Italia per fortuna sfugge sempre agli schemi, per cui esteriormente fa suoi i modelli europei, ma nella sostanza rimane per molti versi una realtà a sé stante, che ha troppa storia alle spalle per assimilare uno schema semplice, anche perché siamo stati noi a civilizzare l'Europa continentale, non certo viceversa.
Ciò detto io sono il primo ad auspicare un'integrazione economica e anche politica e culturale russo-europea, perché questo ci consentirebbe di sfuggire alla sudditanza dell'impero americano, che ne verrebbe molto indebolito, e contribuirebbe a saldare un asse euro-asiatico che in questo momento nessuno ha più titoli della Russia per dirigere, perché la Russia ha una vocazione imperiale, di eredità bizantina, e una cultura meno corrotta e fiaccata dal pacifismo politicamente corretto, dal verbo dei diritti umani e da tutto il resto del pattume delle frociocrazie nostrane.
Ma la Russia non ha granché da guadagnarci, semmai saremmo noi a guadagnarci. Quindi stia bene attento Medvedev a non cadere in un abbraccio mortale, ad essere lui a contagiare positivamente l'Europa, senza far contagiare la Russia dal cancro della decadenza occidentale (cosa che sta in parte già avvenendo, ahimé, ma per altri motivi, fisiologici quando c'è sviluppo economico). Egli deve saper essere pragmatico (e credo ne sia pienamente capace!), saper trattare coi tedeschi e gli altri (non con l'Unione Europea, che è l'involucro putrido di una genia di zelanti servi del mondialismo antinazionale), con astuzia e senza farvisi condizionare (il che in questo momento sarebbe esiziale per la Russia).