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Discussione: Ci eravamo sbagliati?

  1. #1
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    Predefinito Ci eravamo sbagliati?

    Nel considerare il Presidente Medvedev più vicino all'Europa e forse anche agli Stati Uniti? Sta di fatto che il primo viaggio all'estero del Presidente russo è in Cina, un segno? Va detto che il primo viaggio di Putin fu in Gran Bretagna ed in rapporti con Europa e soprattutto Stati Uniti sono stati in calata verticale. Ecco le parole di Medvedev:

    During his speech in Beijing University, Medvedev stressed the importance of co-operation between the two countries.

    “The relations between our countries have reached a totally new level in terms of intensity and quality. It’s important that they are based on mutual understanding and trust”.

    Medvedev also pointed out that the UN’s role should be to resolve international problems.

    “Russia and China have similar views, we believe that international law cannot be violated and that the role of the UN is crucial. Of course we agree that the organisation may be modernised due to changes of time, but this should only improve its efficiency and strengthen its opportunities to respond to modern challenges and threats”.

    Earlier, Medvedev and his Chinese counterpart Hu Jintao have signed a number of agreements, including a one-billion-dollar deal to build a nuclear energy plant.

    Both leaders criticised U.S. plans to set up a missile defence system in Europe, saying it undermines world stability.


    Lorenzo
    Miles Insulae

  2. #2
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    Se non puoi battere il tuo nemico, fattelo amico. Non vorrei che strategicamente la Russia stia scegliendo di farsi amica la Cina cosi da non avere un rivale pericoloso ma un buon alleato. Alleandosi prima può da un lato aiutarla a crescere, ma dall'altro tenerla anche sotto controllo o influenzarla nelle sue scelte.
    Onestamente di questi tempi forse è la scelta migliore, tanto a bussare in Europa si fa sempre in tempo, e qualcuno che ti apre lo trovi sempre.
    Ovviamente questa è una opininione prettamente personale.

  3. #3
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    Non credo che sia una contrapposizione alla politica di Putin.
    Semmai Medvedev ha la necessità di guardare anche dall'altro lato del mondo, dopo che Putin ha chiuso il suo mandato rivolto all'Europa ed agli Stati Uniti.

  4. #4
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    Sto leggendo "Progetto Russia" di Limes, ve lo consiglio, è molto interessante.
    Cmq secondo me l'Europa continua ad essere succube della politica USA (inevitabilmente, finchè non creerà uno Stato) e la Russia può trovare dei buoni partner commerciali, ma non un interlocutore politico. La Cina, anche se è l'antagonista naturale della Russia, ha una sua politica, ed è decisamente pragmatica. Il pragmatismo al di fuori dell'Europa è molto stimato. I politici europei invece vivono pontificano, ma solo grazie alla (sempre più esigua) rendita dei nostri antenati, e sono fuori dal mondo.

  5. #5
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    La Russia e la Cina hanno limato molte esperrità nel precdente mandato(Putin) ed oggi la Cina è quarto partner commerciale della Russia. Certo rimangono molti problemi da risolvere e visioni differenti, ma il silenzio della Russia su alcune questioni strategiche della Cina hanno aperto migliorato la situazione. Rimane la politica espansionistica cinese in centro asia ed(in misura minore in Africa) contro gli interessi russi e lo spinoso problema dei milioni di immigrati cinesi in Russia.

    Diversa è la situazione dei rapporti con gli Stati Uniti, da idilliaci sotto Eltsin i rapporti si sono fatti buoni, poi freddi, poi addirittura tesi, sotto Putin. Tuttavia ciò è da imputarsi, a mio avviso quasi esclusivamente alla politica degli Stati Uniti, perché Putin ne suoi primi anni di presidenza aveva dato dei netti segni di apertura agli Stati Uniti, compresi gli accordi sul disarmo e delle nuove partnership commerciali.

    La situazione dell'Europa è poi disastrosa, non si è saputa sfruttare la mano tesa di Putin alle collaborazioni, per una politica di sudditanza verso gli Stati Uniti. Ecco che sono nate le poisizioni assurde sugli affari interni della Russia, soprattutto in materia di libertà politiche, fomentate dagli USA(che fra l'altro ha sempre cercato di smarcarsi su questi temi, Clinton esclusa). I rapporti commerciali con la Russia sono peggiorati, trasformandosi in un sudditanza energetica e di materie prime.

    Ora come sarà politca estera del Presidente Medvedev, che tiene in mano un paese ben diverso dalla Russia del 1999 di Putin, sia da un punto di vista economico che politico, che sociale. Quali scelte saranno fatte? Le aperture in campgna elettorale agli Stati Uniti? La visita in Yugoslavia per solidarietà sul Kossovo, ancor prima di diventare presidente? E questa prima visita ufficiale da Presidente in Cina?

    Lorenzo
    Miles Insulae

  6. #6
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    Per la prima volta sulla stampa ufficiale russa si evidenziano segnali allarmanti in special modo nei riguardi del boom energetico.La priorita' attualmente è frenare un inflazione asfissiante, che parte dai generi di prima necessità fino ai trasporti pubblici.I cinesi stanno investendo tantissimo ed in sordina già da diverso tempo, investimenti che non si limitano solo alla Siberia.Il problema non è solo il rifiuto europeo, ma spesso la mano tesa dei russi significa dover accettare condizioni assurde, quasi dei ricatti.Mancano di pragmatismo a diferenza dei cinesi, ma solo a ingozzarsi fino a quando il piatto è pieno.Ma credere che i loro timori possan risolverli i cinesi, penso sia una scelta alquanto azzardata.E comunque Medvedev non poteva non onorare il gran vicino per primo, promettendo anche la presenza di una nutrita delegazione a Pechino per le olimpiadi.

  7. #7
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    Verosimile supporre che questo primo mandato di Medvedev sarà conservativo e, almeno nelle prime fasi, poco pronunciato. E' palese che la Russia debba consolidare e distribuire i risultati ottenuti di recente, sia sul fronte economico sia su quello militare, guardando al proprio interno prima che all'esterno dei propri confini.

    Sarebbe un azzardo ed un errore grossolano se Mosca iniziasse ora ad alzare la voce, ora che l'economia non si è ancora stabilizzata nella crescita (a causa dell'eccessiva dipendenza dagli altalenanti idrocarburi, senza contare gli squilibri delle varie regioni) e che le Forze Armate hanno sì iniziato ad avere nuovi armamenti, ma non sufficienti a mettere in pratica una realistica minaccia geopolitica.

    Medvedev è insomma, vuoi per la situazione del paese vuoi perché nuovo e dunque insicuro del proprio ruolo, costretto ipso facto ad essere un pragmatico moderato che parla in modo quanto più possibile equidistante all'Occidente e alla Cina, cercando di non scontentare nessuno e mantenendo l'attuale status quo russo.

    Sarà nell'eventuale suo secondo mandato, o comunque di chi succederà tra quattro anni (un ritorno di Putin? improbabile a parer mio), che potrà e per certi versi dovrà alzare la voce e ritornare sui toni che i russi avevano l'anno scorso, tentando anche colpi di mano che, tra qualche anno, la Russia potrà permettersi.

    All'alleanza stretta tra Mosca e Pechino ci credo poco, è palesemente temporanea. I russi sanno bene che, presto o tardi, i cinesi tenteranno di prendere il controllo della situazione e ovviamente non intendono perdere il trono di perno centro-asiatico. Non mi stupirei se, un domani, la Russia cercasse alleati in Occidente per contenere e limitare la Cina.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Per la prima volta sulla stampa ufficiale russa si evidenziano segnali allarmanti in special modo nei riguardi del boom energetico.La priorita' attualmente è frenare un inflazione asfissiante, che parte dai generi di prima necessità fino ai trasporti pubblici.I cinesi stanno investendo tantissimo ed in sordina già da diverso tempo, investimenti che non si limitano solo alla Siberia.Il problema non è solo il rifiuto europeo, ma spesso la mano tesa dei russi significa dover accettare condizioni assurde, quasi dei ricatti.Mancano di pragmatismo a diferenza dei cinesi, ma solo a ingozzarsi fino a quando il piatto è pieno.Ma credere che i loro timori possan risolverli i cinesi, penso sia una scelta alquanto azzardata.E comunque Medvedev non poteva non onorare il gran vicino per primo, promettendo anche la presenza di una nutrita delegazione a Pechino per le olimpiadi.
    Tanto non è vero questo, che nonostante tutto, in paesi europei esportano e tanto in Russia, mentre le merci sono ancora bloccate da dazi elevatissimi. senza aggiungere che gli Stati Uniti stanno impedendo alla Russia di entrare nel WTO in tutti i modi cerando di impedirne la crescita(ed in parte ci stanno anche riuscendo).

    I rapporti con la Cina stanno comunque cambiando e la firma per la costruzione di un impianto nucleare, mi pare un evento di portata davvero storica, visto che è dagli anni '50 che le relazioni in questo settore si sono interrotte.

    Lorenzo
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Visualizza Messaggio
    Tanto non è vero questo, che nonostante tutto, in paesi europei esportano e tanto in Russia, mentre le merci sono ancora bloccate da dazi elevatissimi. senza aggiungere che gli Stati Uniti stanno impedendo alla Russia di entrare nel WTO in tutti i modi cerando di impedirne la crescita(ed in parte ci stanno anche riuscendo).

    I rapporti con la Cina stanno comunque cambiando e la firma per la costruzione di un impianto nucleare, mi pare un evento di portata davvero storica, visto che è dagli anni '50 che le relazioni in questo settore si sono interrotte.

    Lorenzo
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    1)Vero anche.

    2)Questa è la scelta azzardata...Una centrale nucleare russo-cinese non è cosa da poco.Capisco che la pecunia cinese fa comodo e gli investimenti sono mirati a differenza di quelli nostrani (in maggioranza imprenditori che badano solo al proprio tornaconto personale senza portare sviluppo, ma sfruttando a tutta forza con la pretesa anche di eludere il fisco).Ma a tutto dovrebbe esserci un limite ed i russi stanno scherzando con il fuoco a mio parere.

  10. #10
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    E riguardo l'Asia: mentre i cinesi creano un minimo di infrastrutture e gli americani grazie alla fondazione Soros pagano gli studi a Londra a quei ragazzi che saranno la futura classe dirigente dei paesi di origine, i russi puntan solo a soddisfare i conti in banca dei presidenti di turno, creando il nulla.Al massimo facilitano gli ingressi per la manodopera allogena.....

 

 
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