Stamattina all’ alba, nella sua casa di Palermo è morto Pino.
Chi era Pino ? Era soprattutto un siciliano che ha amato la sua Sicilia e la sua famiglia sopra ogni cosa. Pino, d a quando era andato in pensione, visto che non necessitava più, si rifiutava di parlare in italiano; il suo tempo lo trascorreva ‘ parlando ‘ con Rosa, la sua bellissima moglie deceduta prematuramente e dedicandosi ai figli ed ai nipoti. Andava anche in cerca di antiche ricette siciliane, di poesie in lingua siciliana e di canzoni siciliane. Conosceva a memoria l’ opera dei Pupi Siciliani; a casa aveva realizzato un teatrino e costruito con le sue mani i Pupi, intrattenendo così, prima i figli, e poi i nipoti ed i bambini del vicinato.
Pino amava ‘ raccontare le storie ‘, innanzi tutto quelle relative alla sua infanzia e alla sua gioventù.
Durante l’ ultima guerra, essendo tra l’ altro orfano di padre, e con 2 sorelle ed un fratello ancor più giovani di lui che era appena un adolescente, raccontava della fame patita : un giorno, camminando in una campagna vide un cavallo che mangiava con la testa dentro il sacco delle fave secche, non ci pensò molto…rubò le fave al cavallo e le portò a sua madre, la quale sosteneva che le dovette fare cuocere per 12 ore affinché fossero commestibili.
Pino, della politica si interessò soltanto una volta, seguendo sua madre, sostenne entusiasticamente per breve tempo Silvio Milazzo, abbandonandolo quasi subito, dicendo che anche lui era come gli altri. Per alcuni anni si interessò del sindacato, lo lasciò perché sosteneva che affinché non c’era ‘ un sindacato siciliano ‘ era tutto tempo sprecato.
Pino aveva anche una bella voce tenorile, amava moltissimo l’ opera lirica, la cantava e la suonava senza conoscere una nota musicale, amava recitare e declamare poesie…Pino amava la VITA.
Qualche anno fa, casualmente conobbe una mamma nubile di 26 anni, cosa scattò in lui esattamente non so dirvi, ma decise che voleva sposarla, ai figli ed ai nipoti stupefatti disse :
Pi una vota vogghju futturi u statu, sugnu vecchiu tra anticchia moru, aju na bedda pensioni e a volussi lassari a da picciotta e a suu picciriddu
Chiedendo scusa per non sapere scrivere correttamente il siciliano, traduco quanto sopra :
-Per una volta voglio fottere lo stato, sono vecchio, tra un po’ morirò, ho una buona pensione, e vorrei lasciarla a quella ragazza ed al suo bambino.
Di queste nozze non se ne fece nulla, i figli si opposero tenacemente.
Caro Zio Pino, mi mancherai tantissimo, sono tre anni che non ti vedevo, speravo di rivederti a Luglio…ma sei andato via .
Grazie per tutto quello che mi hai insegnato, per le poesie e le storie che mi raccontavi quando ero piccola, per le canzoni che cantavi tenendomi in braccio.
Ti voglio tanto bene
tua nipote.




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