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  1. #71
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    Non vorrei sembrare polemico ma, continuare a dire che dobbiamo concentrare le energie non è una chiacchiera?
    Per chi ancora dice di essere Fascista e poi si fa abbindolare dai soliti furbi certamente si.

    Per chi non è avvezzo a cambiare bandiera No!

  2. #72
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    w la democrazia allora



    Il problema non è "viva la democrazia" (ovvero che tutti possano far valere la propria opinione).
    Il punto è capire se quel confuso agitarsi che oggi va sotto il nome di "militanza" sia un criterio per stabilire una qualsivoglia 'gerarchia'.

  3. #73
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    Finiti gli ultimi “ludi caratacei”, mi viene spontaneo di dare un consiglio ai Camerati in buona fede: smetterla di continuare a dialogare con il “muro”.

    Come sostengo da anni, infatti, il Fascismo non ha niente a che vedere ed a che spartire con il “neo-fascismo”, tanto meno con le “missinerie” o “destrerie” varie (ante e/o post Fiuggi), ancora meno con le divisioni pregiudiziali e preconcette (in sillabe…) che continuano ad essere volute e favorite dal cosiddetto mondo degli “immortali principi del 1789”, ai cui – nolenti o volenti, direttamente o indirettamente – fanno parte coloro che si definiscono ideologicamente o politicamente o strategicamente o tatticamente o elettoralmente di “destra”, di “sinistra” e/o di “centro”, senza dimenticare le estreme.

    I Fasciti Mussolinisti (lo metto per inciso, per non rischiare di incorrere in nessun tipo di qui pro quo) non debbono più accettare nessun tipo di dialogo con la suddetta gente o, se si preferisce, il “muro” di cui sopra.

    Se vogliamo che il Fascismo abbia una chance di risorgere (non come fatto anacronistico o nostalgico di chi pensa ad un’impossibile e macchiettistica restaurazione reazionaria, conservatrice e folcloristica di un periodo storico in un altro…), è indispensabile tirare un’indelebile ed invalicabile ‘linea di demarcazione’, tra coloro a cui (anche minimamente) sta bene il Sistema così come lo conosciamo e lo subiamo da circa 63 anni e coloro, invece, che lo aborriscono e lo vogliono sicuramente cambiare.

    In altre parole, per determinare chi sono i nostri amici e quali sono i nostri nemici (e porre fine, di conseguenza ed una volta per tutte, a più di sessant’anni ad inutili e controproducenti dialoghi o malsani equivoci), è sufficiente porre, ai nostri interlocutori, questa semplice alternativa:

    - Chi accetta anche minimamente il Sistema in vigore (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza; oppure, in quanto è direttamente o indirettamente portato a perseguire delle particolari ed egoistiche finalità strategiche, politiche o elettorali; ecc.) è, e resta, un nostro nemico (polemon/hostis). E questo, anche se il “chi” in questione, dovesse presentarsi, al nostro cospetto, in classica e regolamentare uniforme della MVSN, con tanto di camicia nera, stivaloni rigidi, berretto con relativa aquila, orbace, sahariana nera, saluto romano, ecc., e cantando gli inni e le canzoni del Fascismo immortale.

    - Chi rifiuta, invece, a priori e radicalmente, il suddetto Sistema e lo vuole indubbiamente abbattere, per potere riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 63 anni (e, quindi, tentare di edificare una nuova società ed un nuovo Stato), è sicuramente un nostro amico (philos/amicus) o un nostro camerata (etairos/sodalis). E questo, anche se colui che dovesse accettare di integrare i ranghi della futura Rivoluzione, decidesse di farlo, vestito da partigiano, con la stella rossa sul berretto ed il quadro di Lenin, di Stalin o di Mao sotto il braccio!

    Il giorno che avremo il coraggio politico, civile e morale di porre la suddetta alternativa ai nostri quotidiani interlocutori, avremo risolto il problema degli imbrogli politici che ci portiamo dietro, come una palla al piede, da almeno 63 anni. E soprattutto, avremo posto la prima pietra della futura rinascita del nuovo Fascismo.

    Naturalmente, non del Fascismo che fu. Ma del Fascismo che sarà e che saremo capaci, tutti insieme, di realizzare!

    Alberto B. Mariantoni

    CsFC-Enclave ITALIANA
    sbandati neri

  4. #74
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    Finiti gli ultimi “ludi caratacei”, mi viene spontaneo di dare un consiglio ai Camerati in buona fede: smetterla di continuare a dialogare con il “muro”.

    Come sostengo da anni, infatti, il Fascismo non ha niente a che vedere ed a che spartire con il “neo-fascismo”, tanto meno con le “missinerie” o “destrerie” varie (ante e/o post Fiuggi), ancora meno con le divisioni pregiudiziali e preconcette (in sillabe…) che continuano ad essere volute e favorite dal cosiddetto mondo degli “immortali principi del 1789”, ai cui – nolenti o volenti, direttamente o indirettamente – fanno parte coloro che si definiscono ideologicamente o politicamente o strategicamente o tatticamente o elettoralmente di “destra”, di “sinistra” e/o di “centro”, senza dimenticare le estreme.

    I Fasciti Mussolinisti (lo metto per inciso, per non rischiare di incorrere in nessun tipo di qui pro quo) non debbono più accettare nessun tipo di dialogo con la suddetta gente o, se si preferisce, il “muro” di cui sopra.

    Se vogliamo che il Fascismo abbia una chance di risorgere (non come fatto anacronistico o nostalgico di chi pensa ad un’impossibile e macchiettistica restaurazione reazionaria, conservatrice e folcloristica di un periodo storico in un altro…), è indispensabile tirare un’indelebile ed invalicabile ‘linea di demarcazione’, tra coloro a cui (anche minimamente) sta bene il Sistema così come lo conosciamo e lo subiamo da circa 63 anni e coloro, invece, che lo aborriscono e lo vogliono sicuramente cambiare.

    In altre parole, per determinare chi sono i nostri amici e quali sono i nostri nemici (e porre fine, di conseguenza ed una volta per tutte, a più di sessant’anni ad inutili e controproducenti dialoghi o malsani equivoci), è sufficiente porre, ai nostri interlocutori, questa semplice alternativa:

    - Chi accetta anche minimamente il Sistema in vigore (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza; oppure, in quanto è direttamente o indirettamente portato a perseguire delle particolari ed egoistiche finalità strategiche, politiche o elettorali; ecc.) è, e resta, un nostro nemico (polemon/hostis). E questo, anche se il “chi” in questione, dovesse presentarsi, al nostro cospetto, in classica e regolamentare uniforme della MVSN, con tanto di camicia nera, stivaloni rigidi, berretto con relativa aquila, orbace, sahariana nera, saluto romano, ecc., e cantando gli inni e le canzoni del Fascismo immortale.

    - Chi rifiuta, invece, a priori e radicalmente, il suddetto Sistema e lo vuole indubbiamente abbattere, per potere riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 63 anni (e, quindi, tentare di edificare una nuova società ed un nuovo Stato), è sicuramente un nostro amico (philos/amicus) o un nostro camerata (etairos/sodalis). E questo, anche se colui che dovesse accettare di integrare i ranghi della futura Rivoluzione, decidesse di farlo, vestito da partigiano, con la stella rossa sul berretto ed il quadro di Lenin, di Stalin o di Mao sotto il braccio!

    Il giorno che avremo il coraggio politico, civile e morale di porre la suddetta alternativa ai nostri quotidiani interlocutori, avremo risolto il problema degli imbrogli politici che ci portiamo dietro, come una palla al piede, da almeno 63 anni. E soprattutto, avremo posto la prima pietra della futura rinascita del nuovo Fascismo.

    Naturalmente, non del Fascismo che fu. Ma del Fascismo che sarà e che saremo capaci, tutti insieme, di realizzare!

    Alberto B. Mariantoni

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    Ottimo!

  5. #75
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    Citazione Originariamente Scritto da Gen. Bava Visualizza Messaggio
    Il problema non è "viva la democrazia" (ovvero che tutti possano far valere la propria opinione).
    Il punto è capire se quel confuso agitarsi che oggi va sotto il nome di "militanza" sia un criterio per stabilire una qualsivoglia 'gerarchia'.

    Caro Generale lei è uomo d'altri tempi. Per fortuna sua.

  6. #76
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    Citazione Originariamente Scritto da Gen. Bava Visualizza Messaggio
    capire se quel confuso agitarsi che oggi va sotto il nome di "militanza" sia un criterio per stabilire una qualsivoglia 'gerarchia'.


    Mi sembra un punto veramente interessante.
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  7. #77
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    Per chi ancora dice di essere Fascista e poi si fa abbindolare dai soliti furbi certamente si.

    Per chi non è avvezzo a cambiare bandiera No!


    Tanto per discostarti dalla solita massa che invoca un'unica progettualità vantandosi di essere sempre dalla parte di quelli che hanno ragione, potresti ad esempio proporre come intendi promuovere concretamente ciò che dici
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  8. #78
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    Citazione Originariamente Scritto da Tyler@Durden Visualizza Messaggio
    Tanto per discostarti dalla solita massa che invoca un'unica progettualità vantandosi di essere sempre dalla parte di quelli che hanno ragione, potresti ad esempio proporre come intendi promuovere concretamente ciò che dici
    Anche Voi siete uno di quelli che non legge?

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    Finiti gli ultimi “ludi caratacei”, mi viene spontaneo di dare un consiglio ai Camerati in buona fede: smetterla di continuare a dialogare con il “muro”.

    Come sostengo da anni, infatti, il Fascismo non ha niente a che vedere ed a che spartire con il “neo-fascismo”, tanto meno con le “missinerie” o “destrerie” varie (ante e/o post Fiuggi), ancora meno con le divisioni pregiudiziali e preconcette (in sillabe…) che continuano ad essere volute e favorite dal cosiddetto mondo degli “immortali principi del 1789”, ai cui – nolenti o volenti, direttamente o indirettamente – fanno parte coloro che si definiscono ideologicamente o politicamente o strategicamente o tatticamente o elettoralmente di “destra”, di “sinistra” e/o di “centro”, senza dimenticare le estreme.

    I Fasciti Mussolinisti (lo metto per inciso, per non rischiare di incorrere in nessun tipo di qui pro quo) non debbono più accettare nessun tipo di dialogo con la suddetta gente o, se si preferisce, il “muro” di cui sopra.

    Se vogliamo che il Fascismo abbia una chance di risorgere (non come fatto anacronistico o nostalgico di chi pensa ad un’impossibile e macchiettistica restaurazione reazionaria, conservatrice e folcloristica di un periodo storico in un altro…), è indispensabile tirare un’indelebile ed invalicabile ‘linea di demarcazione’, tra coloro a cui (anche minimamente) sta bene il Sistema così come lo conosciamo e lo subiamo da circa 63 anni e coloro, invece, che lo aborriscono e lo vogliono sicuramente cambiare.

    In altre parole, per determinare chi sono i nostri amici e quali sono i nostri nemici (e porre fine, di conseguenza ed una volta per tutte, a più di sessant’anni ad inutili e controproducenti dialoghi o malsani equivoci), è sufficiente porre, ai nostri interlocutori, questa semplice alternativa:

    - Chi accetta anche minimamente il Sistema in vigore (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza; oppure, in quanto è direttamente o indirettamente portato a perseguire delle particolari ed egoistiche finalità strategiche, politiche o elettorali; ecc.) è, e resta, un nostro nemico (polemon/hostis). E questo, anche se il “chi” in questione, dovesse presentarsi, al nostro cospetto, in classica e regolamentare uniforme della MVSN, con tanto di camicia nera, stivaloni rigidi, berretto con relativa aquila, orbace, sahariana nera, saluto romano, ecc., e cantando gli inni e le canzoni del Fascismo immortale.

    - Chi rifiuta, invece, a priori e radicalmente, il suddetto Sistema e lo vuole indubbiamente abbattere, per potere riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 63 anni (e, quindi, tentare di edificare una nuova società ed un nuovo Stato), è sicuramente un nostro amico (philos/amicus) o un nostro camerata (etairos/sodalis). E questo, anche se colui che dovesse accettare di integrare i ranghi della futura Rivoluzione, decidesse di farlo, vestito da partigiano, con la stella rossa sul berretto ed il quadro di Lenin, di Stalin o di Mao sotto il braccio!

    Il giorno che avremo il coraggio politico, civile e morale di porre la suddetta alternativa ai nostri quotidiani interlocutori, avremo risolto il problema degli imbrogli politici che ci portiamo dietro, come una palla al piede, da almeno 63 anni. E soprattutto, avremo posto la prima pietra della futura rinascita del nuovo Fascismo.

    Naturalmente, non del Fascismo che fu. Ma del Fascismo che sarà e che saremo capaci, tutti insieme, di realizzare!

    Alberto B. Mariantoni

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  9. #79
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    Anche Voi siete uno di quelli che non legge?

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    Finiti gli ultimi “ludi caratacei”, mi viene spontaneo di dare un consiglio ai Camerati in buona fede: smetterla di continuare a dialogare con il “muro”.

    Come sostengo da anni, infatti, il Fascismo non ha niente a che vedere ed a che spartire con il “neo-fascismo”, tanto meno con le “missinerie” o “destrerie” varie (ante e/o post Fiuggi), ancora meno con le divisioni pregiudiziali e preconcette (in sillabe…) che continuano ad essere volute e favorite dal cosiddetto mondo degli “immortali principi del 1789”, ai cui – nolenti o volenti, direttamente o indirettamente – fanno parte coloro che si definiscono ideologicamente o politicamente o strategicamente o tatticamente o elettoralmente di “destra”, di “sinistra” e/o di “centro”, senza dimenticare le estreme.

    I Fasciti Mussolinisti (lo metto per inciso, per non rischiare di incorrere in nessun tipo di qui pro quo) non debbono più accettare nessun tipo di dialogo con la suddetta gente o, se si preferisce, il “muro” di cui sopra.

    Se vogliamo che il Fascismo abbia una chance di risorgere (non come fatto anacronistico o nostalgico di chi pensa ad un’impossibile e macchiettistica restaurazione reazionaria, conservatrice e folcloristica di un periodo storico in un altro…), è indispensabile tirare un’indelebile ed invalicabile ‘linea di demarcazione’, tra coloro a cui (anche minimamente) sta bene il Sistema così come lo conosciamo e lo subiamo da circa 63 anni e coloro, invece, che lo aborriscono e lo vogliono sicuramente cambiare.

    In altre parole, per determinare chi sono i nostri amici e quali sono i nostri nemici (e porre fine, di conseguenza ed una volta per tutte, a più di sessant’anni ad inutili e controproducenti dialoghi o malsani equivoci), è sufficiente porre, ai nostri interlocutori, questa semplice alternativa:

    - Chi accetta anche minimamente il Sistema in vigore (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza; oppure, in quanto è direttamente o indirettamente portato a perseguire delle particolari ed egoistiche finalità strategiche, politiche o elettorali; ecc.) è, e resta, un nostro nemico (polemon/hostis). E questo, anche se il “chi” in questione, dovesse presentarsi, al nostro cospetto, in classica e regolamentare uniforme della MVSN, con tanto di camicia nera, stivaloni rigidi, berretto con relativa aquila, orbace, sahariana nera, saluto romano, ecc., e cantando gli inni e le canzoni del Fascismo immortale.

    - Chi rifiuta, invece, a priori e radicalmente, il suddetto Sistema e lo vuole indubbiamente abbattere, per potere riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 63 anni (e, quindi, tentare di edificare una nuova società ed un nuovo Stato), è sicuramente un nostro amico (philos/amicus) o un nostro camerata (etairos/sodalis). E questo, anche se colui che dovesse accettare di integrare i ranghi della futura Rivoluzione, decidesse di farlo, vestito da partigiano, con la stella rossa sul berretto ed il quadro di Lenin, di Stalin o di Mao sotto il braccio!

    Il giorno che avremo il coraggio politico, civile e morale di porre la suddetta alternativa ai nostri quotidiani interlocutori, avremo risolto il problema degli imbrogli politici che ci portiamo dietro, come una palla al piede, da almeno 63 anni. E soprattutto, avremo posto la prima pietra della futura rinascita del nuovo Fascismo.

    Naturalmente, non del Fascismo che fu. Ma del Fascismo che sarà e che saremo capaci, tutti insieme, di realizzare!

    Alberto B. Mariantoni

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  10. #80
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    Finiti gli ultimi “ludi caratacei”, mi viene spontaneo di dare un consiglio ai Camerati in buona fede: smetterla di continuare a dialogare con il “muro”.

    Come sostengo da anni, infatti, il Fascismo non ha niente a che vedere ed a che spartire con il “neo-fascismo”, tanto meno con le “missinerie” o “destrerie” varie (ante e/o post Fiuggi), ancora meno con le divisioni pregiudiziali e preconcette (in sillabe…) che continuano ad essere volute e favorite dal cosiddetto mondo degli “immortali principi del 1789”, ai cui – nolenti o volenti, direttamente o indirettamente – fanno parte coloro che si definiscono ideologicamente o politicamente o strategicamente o tatticamente o elettoralmente di “destra”, di “sinistra” e/o di “centro”, senza dimenticare le estreme.

    I Fasciti Mussolinisti (lo metto per inciso, per non rischiare di incorrere in nessun tipo di qui pro quo) non debbono più accettare nessun tipo di dialogo con la suddetta gente o, se si preferisce, il “muro” di cui sopra.

    Se vogliamo che il Fascismo abbia una chance di risorgere (non come fatto anacronistico o nostalgico di chi pensa ad un’impossibile e macchiettistica restaurazione reazionaria, conservatrice e folcloristica di un periodo storico in un altro…), è indispensabile tirare un’indelebile ed invalicabile ‘linea di demarcazione’, tra coloro a cui (anche minimamente) sta bene il Sistema così come lo conosciamo e lo subiamo da circa 63 anni e coloro, invece, che lo aborriscono e lo vogliono sicuramente cambiare.

    In altre parole, per determinare chi sono i nostri amici e quali sono i nostri nemici (e porre fine, di conseguenza ed una volta per tutte, a più di sessant’anni ad inutili e controproducenti dialoghi o malsani equivoci), è sufficiente porre, ai nostri interlocutori, questa semplice alternativa:

    - Chi accetta anche minimamente il Sistema in vigore (fosse pure, per banale ignoranza o noncuranza; oppure, in quanto è direttamente o indirettamente portato a perseguire delle particolari ed egoistiche finalità strategiche, politiche o elettorali; ecc.) è, e resta, un nostro nemico (polemon/hostis). E questo, anche se il “chi” in questione, dovesse presentarsi, al nostro cospetto, in classica e regolamentare uniforme della MVSN, con tanto di camicia nera, stivaloni rigidi, berretto con relativa aquila, orbace, sahariana nera, saluto romano, ecc., e cantando gli inni e le canzoni del Fascismo immortale.

    - Chi rifiuta, invece, a priori e radicalmente, il suddetto Sistema e lo vuole indubbiamente abbattere, per potere riuscire a liberare la nostra Patria Italia/Europa dalla colonizzazione politica, economica, culturale e militare che ci è stata subdolamente imposta negli ultimi 63 anni (e, quindi, tentare di edificare una nuova società ed un nuovo Stato), è sicuramente un nostro amico (philos/amicus) o un nostro camerata (etairos/sodalis). E questo, anche se colui che dovesse accettare di integrare i ranghi della futura Rivoluzione, decidesse di farlo, vestito da partigiano, con la stella rossa sul berretto ed il quadro di Lenin, di Stalin o di Mao sotto il braccio!

    Il giorno che avremo il coraggio politico, civile e morale di porre la suddetta alternativa ai nostri quotidiani interlocutori, avremo risolto il problema degli imbrogli politici che ci portiamo dietro, come una palla al piede, da almeno 63 anni. E soprattutto, avremo posto la prima pietra della futura rinascita del nuovo Fascismo.

    Naturalmente, non del Fascismo che fu. Ma del Fascismo che sarà e che saremo capaci, tutti insieme, di realizzare!

    Alberto B. Mariantoni

    CsFC-Enclave ITALIANA
    sbandati neri
    Con tutto il rispetto... 63 anni solo per identificare chi sono i nemici e gli amici?
    In concreto quali mezzi per una progettualità comune e una sintesi dell'azione?
    Da qui leggo semplicemente i soliti distinguo.
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

 

 
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