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  1. #11
    bronsa querta
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    L'unità precede il Risorgimento
    Galasso: la coscienza italiana ha 8 secoli
    Ritornano gli scritti dello storico napoletano,
    attuali in vista del centocinquantenario

    Giuseppe Galasso

    A chi contesta la validità del con*cetto di Mezzogiorno, affer*mando che l’Italia del Sud è una realtà molto diversificata, Giuseppe Galasso replica che esso ha un radicamento storico di lunga durata, risa*lente al Medioevo. Aggiunge però che la distinzione di antica data tra Nord e Sud non implica affatto una distanza incolma*bile, poiché già otto secoli fa vi era la co*scienza diffusa di una comune identità italiana. La sua posizione può apparire «inattua*le » di fronte alle crescenti spinte localisti*che, ma s’inserisce tempestivamente nel*le discussioni sui 150 anni dell’Unità d’Ita*lia: un dibattito cui lo storico napoletano porta il suo contributo con la ripubblica*zione aggiornata di vari scritti, raccolti in due volumi. Il primo s’intitola Medioevo euro-mediterraneo e Mezzogiorno d’Ita*lia da Giustiniano a Federico II (Laterza).

    Ed esplora le remote radici del problema: «Il dualismo tra il Nord e il Sud — osser*va Galasso — si consolida tra XI e XIII se*colo. C’è un fortissimo sviluppo delle zo*ne centro-settentrionali e l’Italia dei Co*muni diventa una grande potenza econo*mica, conquista un primato europeo de*stinato a durare quattro secoli, mentre il Mezzogiorno assume una posizione su*balterna. Il fatto che vi siano due Italie non significa tuttavia che si tratti di due nazioni estranee fra loro, perché al con*trario esse formano un sistema unitario chiaramente riconoscibile, costruito su funzioni diverse ma complementari. Il Nord conosce una grande fioritura mer*cantile, mentre il Sud sviluppa una voca*zione agricola. Solo quando il nostro Pae*se perde l’egemonia economica in Euro*pa, a partire dalla seconda metà del Cin*quecento, si allenta l’integrazione tra Nord e Sud. La distanza è maggiore per qualche verso tra Seicento e Ottocento che tra XI e XVI secolo». Però il legame, precisa Galasso, non viene mai meno: «Nel 1848, quando anco*ra l’Unità era lontana, Cavour scrisse che sotto il profilo economico l’Italia andava "considerata come un solo Paese". E an*che oggi un Nord senza il Mezzogiorno non sarebbe più forte, ma più debole sot*to ogni profilo. Nei fatti l’Italia esiste dal Medioevo. La nostra identità nazionale non è stata inventata nel Risorgimento. È il contrario: il moto unitario dell’Ottocen*to è stato prodotto dall’esistenza plurise*colare di una nazionalità italiana». La passione risorgimentale di Galasso non lo rende affatto disattento ai caratteri tipici del Sud. Tant’è vero che il suo secon*do volume (uscito originariamente nel 1982) è dedicato proprio alla specificità an*tropologico- culturale del Mezzogiorno.

    Ma s’intitola «L’altra Europa» (Guida) per chiarire subito che l’autore inquadra salda*mente la peculiarità meridionale nel con*testo della storia europea. Galasso non ama la teoria del «pensie*ro meridiano», secondo la quale il Sud sa*rebbe depositario di una civiltà alternati*va alla modernità occidentale: «È una vi*sione contraddetta dai fatti. Non è affatto vero che il Sud sia immobile, fermo a un mitico pensiero meridiano. Chi pensa al Mezzogiorno di oggi come a quello del 1860 commette un errore mastodontico: esso presenta molti aspetti di modernità economica, anche industriale, indiscutibi*le. Del resto, i meridionali, quando emi*grano, non vanno in cerca di ambienti ru*rali, ma si addensano nelle grandi metro*poli, quanto di più opposto vi sia al pen*siero meridiano. Adesso alcuni sostenito*ri di questa teoria, costretti a ripensarla, cercano una conciliazione tra meridiani*tà e modernità. Ma sono solo esercizi ver*bali». Invece studiosi anglosassoni, come Ed*ward Banfield e Robert Putnam, indivi*duano nel «familismo amorale» o nella carenza di senso civico la chiave della que*stione meridionale. Ma non convincono Galasso: «Io ho voluto fare opera di stori*co e i miei volumi di cui si parla sono, in*fatti, tessuti di saggi e ricerche di caratte*re assolutamente e del tutto storico, e lo si vede subito dai loro indici e relativi ar*gomenti. Proprio la storia porta a osserva*re che il particolarismo e la mancanza di una forte religione civile sono in gran par*te un segno distintivo di tutta l’Italia, non solo del Sud. In effetti, questi autori man*cano di senso storico: immobilizzano una realtà che ha conosciuto fasi e vicen*de diverse e presenta tuttora una grande varietà di vita materiale e morale, la cui complessità non è riconducibile a un sin*golo fattore. Non si può estrarre una sola carta, per quanto im*portante, dal mazzo del*la storia e usarla per spiegare tutto». D’altronde tempo fa si riteneva ormai in via di superamento la que*stione meridionale: «Un errore clamoroso — commenta Galasso — frutto di una illusione comprovata col fatto che per alcuni anni il Sud aveva su*perato il Nord in quanto a crescita del Pil e delle esportazioni. Coloro che allora esaltavano le virtù di un Mezzogiorno lan*ciato sulla via dello sviluppo, liberato dal*le pastoie dell’ideologia meridionalista, sono spesso gli stessi che ora levano alte lamentazioni sulle difficoltà del Sud».

    Un nuovo rischio si affaccia all’orizzon*te? «Temo una segregazione politica del*la questione meridionale, per molti versi già in atto. Si stanziano dei fondi per il Sud, magari si propone di creare una nuova agenzia che se ne occupi, ma il tut*to è visto come un problema settoriale e locale, al di fuori dei suoi nessi in Italia e in Europa. Invece bisogna che l’indirizzo politico generale, pensato su scala nazio*nale, contempli anche le esigenze del Mezzogiorno. Il migliore meridionali*smo è sempre stato attento anche al ca*rattere nazionale della questione meri*dionale. E oggi non può non guardare al*la 'questione settentrionale', al pericolo cioè che l’Italia intera rimanga indietro ri*spetto all’Europa, se non cura una sua ul*teriore e ampia modernizzazione e un re*ale superamento dell’arretratezza meri*dionale, trasformandola da un peso in un fattore di potenziamento generale del Paese » . Perciò Galasso giudica deleteria l’idea di un partito del Sud: «Il giorno in cui la causa del Mezzogiorno fosse rimessa al*l’iniziativa di un partito regionale, conte*rebbe ancora meno di oggi. Non credo del resto che si possa costituire alcunché di valido assemblando i frammenti etero*genei di partiti vecchi o scomparsi che og*gi agitano la bandiera del Sud. L’esempio della Lega è fuorviante, perché si tratta di una forza nuova, espressione delle regio*ni più ricche e sviluppate. Una cosa è da*re voce ai distretti industriali della Lom*bardia e del Veneto, un’altra è rappresen*tare le aree depresse del Mezzogiorno».
    Finalmente un articolo che va contro la corrente che tende ad evidenziare (ad esasperare) le differenze storico-sociali tra nord e sud del paese.
    Io vorrei aggiungere una cosa. Riflettendoci, storicamente, nessun paese europeo è stato SEMPRE omogeneo. La Francia ha sempre avuto zone a diverso sviluppo e dominazione. La famosa Vandea, solo per fare un esempio (non parlo di valenza politica, per carità, ma socioeconomica). Idem per la Germania. Da nessuna parte in Europa però la storia è sfruttata per giustificare divisioni.
    Infine sulla questione meridionale. Io vorrei evidenziare un punto di vista personalissimo. Secondo me questione meridionale e questione settentrionale non sono antitetiche. Non è vero che se si valorizza una lo si fa a danno dell'altra. Ciò che esiste è una questione ITALIANA. Se le regioni del Sud sono povere ed oppresse dala mafia TUTTO il paee ne paga le conseguenze.
    Idem per la questione settentrionale. Se a nord le persone sentono come "inaccettabile" l'aiutare il meridione e cominciano a pensare che pur di risparmiare questo "peso" vale la pena secedere o comunque spaccare il paese è TUTTA l'Italia a risentirne.
    La soluzione qual'è?
    E' il ripensare anzitutto ai termini e cominciare pensare ad una questione inerente il sistema ITALIA, non il nord o il sud. In secondo luogo va ripensato anche il sistema. Non assistenzialismo, ma INVESTIMENTI. Se si comincasse a dire alla gente dell'Italia settentrionale che quanto va al sud è un investimento, che le tasse non saranno sempre come sono adesso ma che una volta raggiunto lo scopo le cose miglioreranno REALMENTE e che se il meridione uscisse dalla stagnazione TUTTI ne avrebbero un beneficio le tasse non sarebbero percepite come un problema. Allo stesso tempo è SCONTATO che a sud va attuata una nuova politica. Non soldi a pioggia ma REALI strategie. Però per portare avanti queste strategie NON serve il federalismo. Serve una collaborazione stretta tra centro (l'unico in grado di coordinare) e periferia/territori (gli unici in grado di indicare nel particolare a COSA puntare).

    Spero di non aver detto troppe fesserie.
    Pur da sinistra AMO il mio paese. E mi piange il cuore a sentire gente che si definisce Piemontese o Pugliese e NON italiana. Quindi mi pongo continuamente il problema.
    Ultima modifica di Garat; 20-04-10 alle 00:53
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

  2. #12
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Non entro nel merito della tua analisi , su cui concordo in molti punti, ma mi riservo altro momento per rispondere nel merito.
    Permettimi una piccola chiosa.

    Citazione Originariamente Scritto da Garat Visualizza Messaggio
    Pur da sinistra AMO il mio paese.
    Il sentimento Nazionale è sentimento Nazionale. Al di là del bene e del male, della destra e della sinistra.
    Il giorno che noi tutti capiremo questo, la nostra Nazione farà un grosso balzo in avanti.
    Preferisco di no.

  3. #13
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Il sentimento Nazionale è sentimento Nazionale. Al di là del bene e del male, della destra e della sinistra.
    Il giorno che noi tutti capiremo questo, la nostra Nazione farà un grosso balzo in avanti.

    La nazione in senso classico è morta entro i primi 2/3 del 900 (come disse Reinhard).

    Quanto all'amore per l'italianità.........ben venga. Sono convinto anche io che i sentimenti culturali siano al di sopra di destra e sinistra.

    Una corrente ideologia italianista è pertano qualcosa che travalica tali piccole categorie. Ha pieno diritto di esistere, come quella padanista, borbonica, etc.

  4. #14
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio
    La nazione in senso classico è morta entro i primi 2/3 del 900 (come disse Reinhard).

    Quanto all'amore per l'italianità.........ben venga. Sono convinto anche io che i sentimenti culturali siano al di sopra di destra e sinistra.

    Una corrente ideologia italianista è pertano qualcosa che travalica tali piccole categorie. Ha pieno diritto di esistere, come quella padanista, borbonica, etc.
    In una Nazione in senso classico, deliri padanoidi e barbonici sarebbero (giustamente) esiliati o alle sagre o alle manifestazioni in costume per il carnevale
    Il fatto che questo baillamme fantaetnico e fantaculturale sia venuto fuori quando in Italia si è creato un vuoto di potere (post Tangentopoli), ovvero quando la Nazione, più che mai si è trovata percorsa da fremiti "economici" di ingerenza diretta provenienti un po' dappertutto, dovrebbe far venire bene in mente due semplici massime latine.
    Cui Prodest
    Divide et Impera.

    Puoi trovarti d'accordo o meno.
    Ma questa è la linea del forum che ti ospita.
    Ultima modifica di Miles; 20-04-10 alle 08:58
    Preferisco di no.

  5. #15
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Miles
    Cui Prodest
    Divide et Impera.

    Puoi trovarti d'accordo o meno.
    Ma questa è la linea del forum che ti ospita.
    Sottoscrivo.....
    E aggiungo che ritirando fuori questioni irrisolte nel passato si finisce sempre, guarda caso, per non risolvere quelle future, senza aver detto niente di significativo su quelle riesumate......vedi polemica sui metodi di svolgimento dell'unità d'Italia. Devo ancora leggere una analisi spassionata dei fatti...hefico:
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


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    Possono tenersi il loro paradiso.
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  6. #16
    bronsa querta
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio
    La nazione in senso classico è morta entro i primi 2/3 del 900 (come disse Reinhard).

    Quanto all'amore per l'italianità.........ben venga. Sono convinto anche io che i sentimenti culturali siano al di sopra di destra e sinistra.

    Una corrente ideologia italianista è pertano qualcosa che travalica tali piccole categorie. Ha pieno diritto di esistere, come quella padanista, borbonica, etc.
    Al di là che non vedo come "la nazione in senso classico sia morta entro i primi 2/3 del '900" ti vorrei ricordare che il pensiero italinista è legittimato dll'esistenza di una patria reale, quello borbonico è pura nostalgia del passato e quella padanista è pura e semplice fuffa dettata dal populismo di taluni.
    C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".

  7. #17
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Il fatto che questo baillamme fantaetnico e fantaculturale sia venuto fuori quando in Italia si è creato un vuoto di potere (post Tangentopoli), ovvero quando la Nazione, più che mai si è trovata percorsa da fremiti "economici" di ingerenza diretta provenienti un po' dappertutto, dovrebbe far venire bene in mente due semplici massime latine.
    Cui Prodest
    Divide et Impera.
    ......un'altra interpretazione cattivella sottolineerebbe invece che proprio perchè ai primi fremiti economici e problemini politici si è venuto a creare un grande partito federalista, questo significa che l'unità non era poi così solida.

    Se bastano pochi problemi per far emergere spinte separatiste e secessioniste , questo vuol dire che la struttura identitaria non è tanto compatta.
    Come in un matrimonio che , al primo screzio, sceglie di andare al divorzio (vuol dire che non c'era tanta compatibilità di fondo).


    Ma queste sono considerazioni che non si sposano con questo forum, quindi per rispetto le terrò solo per me d'ora in avanti.


    Puoi trovarti d'accordo o meno.
    Ma questa è la linea del forum che ti ospita.
    Per carità. E' un forum italianista ed io ammiro l'italianismo. Dico davvero. Sono un ammiratore dell'unità linguistico culturale italiana (benchè non fosse quella dei miei avi) e non disdegno di studiarla. E' un soggetto di profondo interesse.

    Certo bisogna stabilire fin DOVE arriva geograficamente questa italianità ( ) . Ma queste sono annose questioni prive di interesse

  8. #18
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da MCqueen
    ......un'altra interpretazione cattivella sottolineerebbe invece che proprio perchè ai primi fremiti economici e problemini politici si è venuto a creare un grande partito federalista, questo significa che l'unità non era poi così solida.

    Se bastano pochi problemi per far emergere spinte separatiste e secessioniste , questo vuol dire che la struttura identitaria non è tanto compatta.
    Come in un matrimonio che , al primo screzio, sceglie di andare al divorzio (vuol dire che non c'era tanta compatibilità di fondo).
    Simili problemi li hanno anche altri paesi in Europa, compresa la monolitica Francia (dove sebbene essa rifiuti di ammetterlo, due cittadini su cinque parlano ancora abitualmente quelle che vengono definiti dialetti ma sono lingue ovvero provenzale bretone e corso)
    E sebbene la Lega cresca, essa non è di fatto un partito secessionista. I secessionisti raggiungono percentuali da prefisso telefonico.....quando loro va bene.
    e con questo chiudo sulla politica odierna.
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  9. #19
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio
    ......un'altra interpretazione cattivella sottolineerebbe invece che proprio perchè ai primi fremiti economici e problemini politici si è venuto a creare un grande partito federalista, questo significa che l'unità non era poi così solida.
    Problemini politici? fremiti economici?

    Mc Queen, stiamo parlando di un colpo di stato "bianco" , decapitazione di tutta una classe dirigente (non entro nel merito sulla loro qualità) , intervento in grande stile di tutta la finanza speculativa (e infatti dopo tangentopoli comincia il piano di nazionalizzazione - leggasi svendita - di tutto il patrimonio nazionale) e te mi parli di problemini?
    Se bastano pochi problemi per far emergere spinte separatiste e secessioniste , questo vuol dire che la struttura identitaria non è tanto compatta.
    Al 98 % dell'elettorato della lega, non frega niente ne della Padania, ne di V.E. II , delle insorgenze, delle controinsorgenze e simili.
    Vogliono più ordine pubblico, e meno fiscalità. Al di là della legittimità di certe istanze, non centra nulla l'unità d'Italia o simili.

    Ma queste sono considerazioni che non si sposano con questo forum, quindi per rispetto le terrò solo per me d'ora in avanti.
    Speriamo
    Ultima modifica di Miles; 20-04-10 alle 09:32
    Preferisco di no.

  10. #20
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    Predefinito Rif: L'Unità precede il Risorgimento

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    Mc Queen, stiamo parlando di un colpo di stato "bianco" , decapitazione di tutta una classe dirigente
    Ma se l'italianità è COMPATTA come tu affermi, allora non dovrebbe correre pericoli anche in tal critico frangente.



    Al 98 % dell'elettorato della lega, non frega niente ne della Padania, ne di V.E. II , delle insorgenze, delle controinsorgenze e simili.
    Ma nemmeno vi si oppongono. Nessuno disse nulla alla dirigenza leghista nel 96 , quando (a pieni voti) faceva di tali dichiarazioni. Nè alcuno si è opposto alla simbologia (soli delle alpi etc.) e nemmeno ci si è opposti alla terminologia che ha introdotto nel vocabolario politico e nella cultura la parola "Padania", "italiota", etc. etc.
    Dalla base non c'è stata alcuna protesta per tutto questo.

    Tutto folklore di partito ? Ok, ognuno può pensarla come vuole.

 

 
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