



“Nessuna epoca ha mai saputo tanto e tante diverse cose dell'uomo come la nostra. Però in verità nessuna ha mai saputo meno della nostra che cos'è l'uomo.”


Sera di luglio
Il crepuscolo ha il passo leggero,
cammina piano sul cielo.
Cade a gocce sulle cupole, sui tetti,
sui palazzi, entra timido nelle case,
e lento si adagia sulle chiome degli alberi.
Il buio, ancora pallido, si sente già nell'aria.
Ruba il resto del giorno. La luce, offesa, se ne va.
Ora è sera. Il suo profumo si stende fino a terra.
Fa caldo. Da lontano si sente il canto del grillo.
Le stelle si radunano nel cielo.
Mary Ann
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


il fulmine -
un istante eretto
dal cuore di fuoco
lacera il cielo
acceca la terra
e separa il tuono
dal silenzio
Mary Ann


*
Guardo a lungo la neve e ho gli occhi stanchi.
L'inverno è qui, le sta accanto.
Facciamo un lungo viaggio insieme,
loro mi raccontano tante storie bianche.
(Il bianco mi sa di leggero, invece sono così pesanti...)
*
Cade lenta la neve. L'inverno le sta sempre accanto:
un passo indietro e un passo avanti.
Ed io, muta, in mezzo…Vorrei dir loro qualcosa, vorrei…
Ma non trovo parole.
Ho solo tanto freddo, dopo aver ascoltato le loro storie bianche.
Mary Ann


*
Per tutta la notte
hanno tremato gli alberi.
Il vento, quando è stanco
di soffiare sul mondo, si rifugia
fra le loro chiome e le accarezza.
Mary Ann
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Lussinpiccolo
L'apoksiomen è privo degli occhi
che comunque erano ciechi, fatti com'erano,
in pasta di vetro colorata da non-so-chi.
Mi piacerebbe sapere dall'apoksiomen
(se io potessi domandare e lui potesse ascoltare)
come vivevano gli artigiani che lo fecero
e i marinai che lo imbarcarono
e i pesci, le tartarughe e i delfini
che lo incontrarono in questi oltre duemila anni
di permanenza nel nostro mare, mediterraneo.
Perché, in epoca ellenista,
chi poteva volesse una statua simile
all'interno della sua domus romana;
questo perché, a me è chiaro
e questo perché, forse,
alla statua stessa
ancora sfugge.
Maria Vittoria Cavina, Porto di Lussinpiccolo, Valle d'Augusto, 5 Agosto 2016
di necessità virtù


Ascoltando il rumore del mare
Le onde nascono sul fondo del mare, negli abissi, poi salgono su, e, ancora piccole, corrono verso gli scogli, radunano l'acqua, sibilano il profumo del mare, giocando con il vento…
Lui è sempre lì, immancabile,
lui, il rumore del mare,
dimora nell'aria e dentro le onde.
E' un leone coricato sull'acqua,
meraviglioso, invisibile, a volte azzurro,
le altre - scuro o verde,
gigante o quasi silente in assenza di vento.
Lui vola sul mare sempre libero,
scuote la sua criniera, la riscuote...
fa una corsa verso gli scogli,
si butta e diventa immenso!
Si frange in gocce di luce,
in lacrime di sale...
Si alza fino all'ultimo cielo, esce di sé,
si sperde nell'aria,
si sofferma, giusto un po’,
di fronte agli occhi...
Poi ritorna a casa, nel mare,
e, placido, su se stesso si posa.
Mary Ann
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Corridoi
Mi sono sempre piaciuti i corridoi.
Quelli larghi, lunghi, enormi
come nei vecchi palazzi
o nei ministeri, o nei conventi.
Sembrano dei viali all'interno
con una grande finestra in fondo.
Il sole lascia impronte dei raggi
sul pavimento.
Ci sono le porte al posto degli alberi;
ogni porta è un mondo a parte.
Dietro le porte ci sono le stanze,
sempre diverse,
si vedono i quadri sulle pareti,
ci sono i tavoli, le sedie, tante finestre,
le piante nei angoli pieni di sole,
la gente che va e viene…
Tutti sono così diversi…
Si mescolano i loro discorsi:
le chiacchiere, le confidenze,
i consigli, i litigi, le offese, le promesse -
tutti dissolti nell'aria.
Ognuno di loro ha la sua vita, la sua storia,
ognuno si sposta senza pensarci
di fretta o lentamente
da una stanza all'altra,
passando per i corridoi affollati o in solitario,
lasciando il rumore dei tacchi sul pavimento,
i profumi nell'aria,
le ombre sui muri in movimento…
Poi ognuno esce fuori.
Ma questo che centra…
E’ un'altra storia.
Non so perché, ma mi sono sempre piaciuti i corridoi.
Mary Ann
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Corridoi e gallerie
Mary Ann ci ha scritto un testo intitolato "Corridoi".
Letto, mi sono ricordata di quanto mi piacevano, in modo simile, le gallerie che attraversavo da bambina, quando con mamma andavamo al mare. Così, in amicizia, trascrivo e amplifico; perché in questo nostro luogo virtuale credo c'entri anche la testimonianza di quando ognuno esce fuori.
Mi sono sempre piaciuti i corridoi, e le gallerie.
Quei larghi, lunghi, enormi spazi
come nei vecchi palazzi
o nei ministeri, o nei conventi.
Sembrano dei viali all'interno
con una grande luce in fondo.
Il sole lascia impronte dei raggi
sul pavimento.
Ci sono le porte al posto degli alberi;
ogni porta è un mondo a parte.
Dietro le porte ci sono le stanze,
sempre diverse;
si vedono i quadri sulle pareti,
ci sono i tavoli, le sedie, tante finestre,
le piante nei angoli pieni di sole,
persone che vanno e vengono.
Ognuno è così unico; eppure, insieme, formiamo l'umanità.
Si mescolano i discorsi:
chiacchiere, confidenze, consigli, litigi, offese, promesse.
Tutti dissolti nell'aria ?
Ognuno di loro ha la sua vita, la sua storia,
ognuno si sposta senza pensarci
in fretta o lentamente
da un luogo a un altro,
passando per i corridoi affollati o in solitario,
lasciando il rumore dei tacchi sul pavimento,
i profumi che si mescolano nell'aria,
le ombre sui muri in movimento…
poi ognuno esce fuori.
Ma questo che centra…
è un'altra storia ?
Non so perché, ma mi sono sempre piaciuti i corridoi e le gallerie,
perché, a volte,
si aprono sul mare.
Maria Vittoria
di necessità virtù