Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Aug 2006
    Località
    torino
    Messaggi
    77
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Federalismo fiscale a velocità variabile

    ciao a tutti

    vi volevo proporre una riflessione su una possibile soluzione di federalismo fiscale, sul modello spagnolo, da introdurre in Italia

    Quale sistema utilizzare? Il migliore è quello basato sulla sperimentazione che fornisce funzioni e autonomie crescenti solo alle Regioni che lavorano meglio.
    di Massimo Bordignon
    La Lega riporta alla luce il dibattito politico sul cosidetto federalismo fiscale.
    Non che i programmi dei diversi partiti non se ne occupassero. Anzi, quello del partito principale della coalizione che ha vinto le elezioni, il Pdl, è sorprendentemente esplicito su questo punto. Non si limita alle solite enunciazioni generiche, ma prende l'impegno solenne a portare in Parlamento un progetto compiuto di federalismo fiscale, il disegno di legge di attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, approvato a larga maggioranza dal consiglio regionale lombardo nel 2007.
    Ma i programmi vanno sempre valutati con qualche scetticismo, in questo caso in particolare, perché la proposta lombarda presenta contenuti assai forti, mai affrontati esplicitamente in campagna elettorale. È possibile che l'estensore del programma del Pdl non li abbia valutati a pieno o non si sia sentito comunque vincolato ad applicarli in caso di vittoria. Se è così, l'impressione è che il riequilibrio delle forze del centrodestra al Nord, che ha visto un milione di voti passare dal Pdl alla Lega nella recente consultazione elettorale, abbia cambiato le carte in tavola. Forte del suo successo, la Lega pare intenzionata a portare la cambiale all'incasso, spingendo il partner di maggioranza a rispettare gli impegni presi.
    Un serio problema per il Pdl, che pur perdendo consensi al Nord, si è invece rafforzato al Sud, con quasi mezzo milione di voti guadagnati. D'altra parte, pare difficile immaginare che la Lega possa accettare di barattare un tema identitario come il federalismo fiscale con qualche ministero in più o con la presidenza di una Regione, o che si possa accontentare, come nel 2001-2005, di un lungo e incerto percorso di revisione costituzionale, con il rischio che tutto il processo finisca di nuovo nel nulla. Si tratta dunque di una partita di rilievo, il cui esito finale sarà interessante osservare.
    Il decentramento possibile
    Ma quali sono gli sviluppi possibili? Escluso che promesse elettorali a parte, il progetto lombardo diventi davvero legge dello Stato. La proposta lombarda presuppone un forte decentramento delle risorse tributariel 15 per cento dell'Irpef, l'80 per cento dell'Iva, tutte le accise sui combustibili. E introduce un limite superiore alla perequazione territoriale: il 50 per cento della capacità fiscale. Anche se a fronte di questo ingente trasferimento di risorse si provvedesse a trasferire alle Regioni tutte le competenze di spesa previste dall'attuale articolo 117 della Costituzione (in particolare l'istruzione, cioè gli stipendi degli insegnanti e del personale amministrativo delle scuole), ne rimarrebbe un forte surplus di risorse al Nord e un deficit al Sud, che la perequazione territoriale, vincolata per legge, non potrebbe colmare.
    Il paradosso del federalismo italiano infatti è che presuppone di finanziare con risorse che stanno prevalentemente al Nord, funzioni di spesa che stanno prevalentemente al Sud. Sulla base delle stime ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) del 2004, il decentramento implicito nell'articolo 117, più o meno pari su base nazionale a circa il 5 per cento del Pil, comporterebbe infatti circa 1.000 euro di spesa pro capite devoluta in più al Nord e circa 1.500 euro al Sud. Date le differenze nelle basi imponibili tra i vari territori, ciò richiederebbe per finanziarla una devoluzione di risorse tributarie pari a circa il 3-4 per cento del Pil nel Nord e circa il 9-10 per cento del Pil nel Sud.
    Anzi, poiché le Regioni dovrebbero comunque finanziare la spesa già in essere, in particolare la sanità, per alcune di quelle del Sud nemmeno l'integrale devoluzione di tutti i tributi erariali incassati sul territorio sarebbe sufficiente a finanziare la spesa complessiva risultante, quella attuale più quella devoluta.
    C'è poi da aggiungere che la recente vicenda relativa al finanziamento dei deficit sanitari e l'evoluzione della legislazione statale sui patti di stabilità interna ha condotto a un sostanziale "commissariamento" della gestione della principale funzione svolta ora dalle Regioni, la sanità, in un certo numero di Regioni centro-meridionali. Sembra difficile che si voglia procedere a un ulteriore attribuzione di competenze in una situazione in cui quelle attuali vengono di fatto in parte revocate dallo Stato centrale.
    Federalismo a velocità variabile
    La conclusione è dunque che la prospettiva più probabile è quella di qualche forma di "federalismo a velocità variabile", sul modello spagnolo, che preveda, almeno in un primo momento, la devoluzione di risorse e competenze solo ad alcune Regioni del Centro Nord e non alle altre, e che investa anche le funzioni iscritte nell'attuale articolo 117 e non solo quelle, assai più limitate, previste nell'articolo 116, che esplicitamente introduce la possibilità del federalismo differenziato. E su cui la Lombardia ha già avanzato precise richieste al Parlamento nazionale.
    Di per sé, l'idea del federalismo differenziato non ha nulla di male. Se fatto bene, potrebbe consentire, anzi, di introdurre nel contesto italiano l'importante principio della "sperimentazione": si potrebbero attribuire alcune funzioni alle Regioni che abbiano dimostrato capacità gestionali proprie, per esempio, rispettando il patto di stabilità interna per un numero sufficiente di anni. E verificare nel concreto se effettivamente sono in grado di offrire i relativi servizi in modo più efficiente dello Stato, per riportarli nell'alveo nazionale in caso contrario.
    Ma il rischio è che invece di un processo ordinato che commisuri funzioni e risorse delegate, si proceda in ordine sparso, attribuendo prima le risorse e poi caso mai, le funzioni, così come è avvenuto in passato con le Regioni a statuto speciale.
    Fonte: www.businessonline.it 23 aprile 2008

    http://www.alagoas.it

  2. #2
    Osservatore del teatrino
    Data Registrazione
    28 May 2009
    Messaggi
    14,088
     Likes dati
    13
     Like avuti
    16
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ma quale federalismo... è una barzelletta per prendere i voti del nord e fare i porci comodi del psico nano... come non hanno fatto il federalismo nel governo berlusconi tre, pur avendo 5 anni di tempo e una maggioranza schiacciante, non lo faranno nemmeno ora..
    X

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Aug 2006
    Località
    torino
    Messaggi
    77
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    volevo avere un parere su questo tipo di federalismo non sul fatto che ci sia reale interesse dei partiti politici a realizzarlo. Mi sembra una soluzione apprezzabile. Secondo me è necessario "responsabilizzare" i Presidenti di Regione e giunte regionali sui capitoli di spesa. Se no è facile amministrare sapendo che se si crea deficit regionale, come nella Sanità, poi ci pensa lo Stato a ripianare le casse !!

  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Messaggi
    2,962
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Alexeievic Visualizza Messaggio
    ma quale federalismo... è una barzelletta per prendere i voti del nord e fare i porci comodi del psico nano... come non hanno fatto il federalismo nel governo berlusconi tre, pur avendo 5 anni di tempo e una maggioranza schiacciante, non lo faranno nemmeno ora..
    a dir la verità nel 2001 si "prometteva" la devolution (effettivamente fatta, ma abrogata dal referendum), e non certo il federalismo fiscale.
    Anzi una delle primissime cose che disse tremonti nel 2001 era che di federalismo fiscale non se ne parlava proprio.

    Oggi la situazione è piuttosto diversa: c'è un ddl già proposto da Regione Lombardia con numeri, quote e cifre (80% dell'IVA e 15% dell'Irpef al posto di altri trasferimenti). E l'approvazione di questo ddl rientra nel programma dichiarato del PdL. E si tratta di una legge ordinaria, che semplicemente attua la costituzione così com'è ora.

    Inoltre c'è la Lega oltre l'8%...

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Messaggi
    2,962
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da metodico Visualizza Messaggio
    ciao a tutti

    vi volevo proporre una riflessione su una possibile soluzione di federalismo fiscale, sul modello spagnolo, da introdurre in Italia

    Quale sistema utilizzare? Il migliore è quello basato sulla sperimentazione che fornisce funzioni e autonomie crescenti solo alle Regioni che lavorano meglio.
    di Massimo Bordignon
    La Lega riporta alla luce il dibattito politico sul cosidetto federalismo fiscale.
    Non che i programmi dei diversi partiti non se ne occupassero. Anzi, quello del partito principale della coalizione che ha vinto le elezioni, il Pdl, è sorprendentemente esplicito su questo punto. Non si limita alle solite enunciazioni generiche, ma prende l'impegno solenne a portare in Parlamento un progetto compiuto di federalismo fiscale, il disegno di legge di attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, approvato a larga maggioranza dal consiglio regionale lombardo nel 2007.
    Ma i programmi vanno sempre valutati con qualche scetticismo, in questo caso in particolare, perché la proposta lombarda presenta contenuti assai forti, mai affrontati esplicitamente in campagna elettorale. È possibile che l'estensore del programma del Pdl non li abbia valutati a pieno o non si sia sentito comunque vincolato ad applicarli in caso di vittoria. Se è così, l'impressione è che il riequilibrio delle forze del centrodestra al Nord, che ha visto un milione di voti passare dal Pdl alla Lega nella recente consultazione elettorale, abbia cambiato le carte in tavola. Forte del suo successo, la Lega pare intenzionata a portare la cambiale all'incasso, spingendo il partner di maggioranza a rispettare gli impegni presi.
    Un serio problema per il Pdl, che pur perdendo consensi al Nord, si è invece rafforzato al Sud, con quasi mezzo milione di voti guadagnati. D'altra parte, pare difficile immaginare che la Lega possa accettare di barattare un tema identitario come il federalismo fiscale con qualche ministero in più o con la presidenza di una Regione, o che si possa accontentare, come nel 2001-2005, di un lungo e incerto percorso di revisione costituzionale, con il rischio che tutto il processo finisca di nuovo nel nulla. Si tratta dunque di una partita di rilievo, il cui esito finale sarà interessante osservare.
    Il decentramento possibile
    Ma quali sono gli sviluppi possibili? Escluso che promesse elettorali a parte, il progetto lombardo diventi davvero legge dello Stato. La proposta lombarda presuppone un forte decentramento delle risorse tributariel 15 per cento dell'Irpef, l'80 per cento dell'Iva, tutte le accise sui combustibili. E introduce un limite superiore alla perequazione territoriale: il 50 per cento della capacità fiscale. Anche se a fronte di questo ingente trasferimento di risorse si provvedesse a trasferire alle Regioni tutte le competenze di spesa previste dall'attuale articolo 117 della Costituzione (in particolare l'istruzione, cioè gli stipendi degli insegnanti e del personale amministrativo delle scuole), ne rimarrebbe un forte surplus di risorse al Nord e un deficit al Sud, che la perequazione territoriale, vincolata per legge, non potrebbe colmare.
    Il paradosso del federalismo italiano infatti è che presuppone di finanziare con risorse che stanno prevalentemente al Nord, funzioni di spesa che stanno prevalentemente al Sud. Sulla base delle stime ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) del 2004, il decentramento implicito nell'articolo 117, più o meno pari su base nazionale a circa il 5 per cento del Pil, comporterebbe infatti circa 1.000 euro di spesa pro capite devoluta in più al Nord e circa 1.500 euro al Sud. Date le differenze nelle basi imponibili tra i vari territori, ciò richiederebbe per finanziarla una devoluzione di risorse tributarie pari a circa il 3-4 per cento del Pil nel Nord e circa il 9-10 per cento del Pil nel Sud.
    Anzi, poiché le Regioni dovrebbero comunque finanziare la spesa già in essere, in particolare la sanità, per alcune di quelle del Sud nemmeno l'integrale devoluzione di tutti i tributi erariali incassati sul territorio sarebbe sufficiente a finanziare la spesa complessiva risultante, quella attuale più quella devoluta.
    C'è poi da aggiungere che la recente vicenda relativa al finanziamento dei deficit sanitari e l'evoluzione della legislazione statale sui patti di stabilità interna ha condotto a un sostanziale "commissariamento" della gestione della principale funzione svolta ora dalle Regioni, la sanità, in un certo numero di Regioni centro-meridionali. Sembra difficile che si voglia procedere a un ulteriore attribuzione di competenze in una situazione in cui quelle attuali vengono di fatto in parte revocate dallo Stato centrale.
    Federalismo a velocità variabile
    La conclusione è dunque che la prospettiva più probabile è quella di qualche forma di "federalismo a velocità variabile", sul modello spagnolo, che preveda, almeno in un primo momento, la devoluzione di risorse e competenze solo ad alcune Regioni del Centro Nord e non alle altre, e che investa anche le funzioni iscritte nell'attuale articolo 117 e non solo quelle, assai più limitate, previste nell'articolo 116, che esplicitamente introduce la possibilità del federalismo differenziato. E su cui la Lombardia ha già avanzato precise richieste al Parlamento nazionale.
    Di per sé, l'idea del federalismo differenziato non ha nulla di male. Se fatto bene, potrebbe consentire, anzi, di introdurre nel contesto italiano l'importante principio della "sperimentazione": si potrebbero attribuire alcune funzioni alle Regioni che abbiano dimostrato capacità gestionali proprie, per esempio, rispettando il patto di stabilità interna per un numero sufficiente di anni. E verificare nel concreto se effettivamente sono in grado di offrire i relativi servizi in modo più efficiente dello Stato, per riportarli nell'alveo nazionale in caso contrario.
    Ma il rischio è che invece di un processo ordinato che commisuri funzioni e risorse delegate, si proceda in ordine sparso, attribuendo prima le risorse e poi caso mai, le funzioni, così come è avvenuto in passato con le Regioni a statuto speciale.
    Fonte: www.businessonline.it 23 aprile 2008

    http://www.alagoas.it
    Mi pare un bel modo per lasciare tutto così com'è.
    Se solo le regioni che "se lo possono permettere" hanno il federalismo, queste finiranno per pagare allo stato più tasse di ora: alcune per i propri servizi (non più finanziati anche dallo stato), altre per mantenere lo status quo nelle regioni del sud.

  6. #6
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Aug 2006
    Località
    torino
    Messaggi
    77
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    no, credo che invece quelle regioni che sono economicamente sviluppate come alcune regioni del Nord Italia, la Toscana, l'Emilia Romagna, potrebbero incomiminciare a sperimentare il federalismo. Certo a queste regioni si pretende di ottenere anche una vera gestione del bilancio regionale. Non come ora che se si ha un deficiti in un settore, ad esempio quello più critico della Sanità, poi interviene "Pantalone" Stato a ripianarlo. Se trattengono una parte consistente delle entrate fiscali devono saperle gestire. Invece se si estende a livello nazionale, difficile pensare di poter sviluppare le regioni del Sud senza comunque un "fondo speciale" di supporto. Poi certo bisogna capire chi gestisce e come gestisce questo fondo. Non certo con i criteri soliti degli aiuti a pioggia del passato Cassa del Mezzogiorno, o dandoli in mano ai politici locali. Bisogna che ci sia un organismo indipendente che gestisca e utilizzi le risorse finanziarie in prima persona e risponda al governo del suo operato e delle strategie di investimento adottate.

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Milano
    Messaggi
    29,823
     Likes dati
    36,106
     Like avuti
    8,539
    Mentioned
    2143 Post(s)
    Tagged
    69 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da metodico Visualizza Messaggio
    no, credo che invece quelle regioni che sono economicamente sviluppate come alcune regioni del Nord Italia, la Toscana, l'Emilia Romagna, potrebbero incomiminciare a sperimentare il federalismo. Certo a queste regioni si pretende di ottenere anche una vera gestione del bilancio regionale. Non come ora che se si ha un deficiti in un settore, ad esempio quello più critico della Sanità, poi interviene "Pantalone" Stato a ripianarlo. Se trattengono una parte consistente delle entrate fiscali devono saperle gestire. Invece se si estende a livello nazionale, difficile pensare di poter sviluppare le regioni del Sud senza comunque un "fondo speciale" di supporto. Poi certo bisogna capire chi gestisce e come gestisce questo fondo. Non certo con i criteri soliti degli aiuti a pioggia del passato Cassa del Mezzogiorno, o dandoli in mano ai politici locali. Bisogna che ci sia un organismo indipendente che gestisca e utilizzi le risorse finanziarie in prima persona e risponda al governo del suo operato e delle strategie di investimento adottate.
    La proposta di federalismo fiscale elaborata dalla regione Lombardia infatti prevede proprio questo fondo di supporto per le "povere" regioni del sud (così povere che finora hanno ricevuto, per es. , 50 miliardi di euro dalla UE col solo risultato di veder regredire la loro performance economica, e che tra il 2007-2013 riceveranno 100 miliardi di euro di fondi solo per loro, come 10 finanziarie messe insieme...cosa che rende evidente che il problema del sud non è affatto un problema di risorse finanziarie, al massimo il suo grande problema è che ha avuto finora troppe risorse finanziarie da malgestire): un fondo perequativo sostenuto dalle regioni più forti, a cui le regioni del sud potranno attingere per finanziare le loro funzioni di spesa; solo che nella proposta in esame, le loro spese saranno valutate secondo criteri oggettivi e non come pare agli amministratori del sud (ed è la ragione per cui una TAC in Lombardia costa 100 e in Calabria 4000) , inoltre il buon utilizzo delle risorse di quel fondo sarà valutato dagli amministratori delle regioni virtuose, che quel fondo finanziano. Lasciare il compito di controllo ad un organismo governativo equivarrebbe a non controllare, e comunque un tetto massimo per quel fondo deve essere stabilito, perchè altrimenti sappiamo come il fondo si tramuterebbe in un altro buco nero che inghiotte enormi risorse senza migliorare di una virgola le condizioni del sud.

    Quindi non vedo nessuna emergenza per il "povero" sud nel progetto di federalismo fiscale varato dalla regione Lombardia.

    Detto questo, perchè si possa parlare di federalismo fiscale occorre che sia stabilito esattamente a priori quante risorse finanziarie prodotte in un territorio devono restare sul territorio, occorrono percentuali esatte, altrimenti non si parli di federalismo ma di lasciare tutto com'è adesso.

    Per es. nel sistema spagnolo, la Catalogna trattiene il 50% di IRPEF e il 50% dell'IVA, oltre a una serie di tasse minori; nel sistema tedesco, i Lander trattengono il 42,5% dell'IRPEF (i Comuni il 15% dell'IRPEF) e il 49% dell'IVA, oltre a una serie di tasse minori. E così in Belgio, in Austria, nelle stesse regioni a statuto speciale in italia eccc....
    Se si vuole introdurre il federalismo fiscale in italia bisogna parlare di percentuali relative alle tasse maggiori, non si scappa, e considerato come sono distribuite le risorse tra stato centrale e regioni all'estero, ma anche in italia per quanto riguarda le regioni a statuto speciale, le richieste della regione Lombardia mi sembrano ancora basse.
    Per es. si potrebbe pensare di lasciare alle regioni almeno il 50% dell'IRPEF, e di diminuire la quota dell'IVA al 50%, come avviene negli altri paesi europei.

  8. #8
    Forumista senior
    Data Registrazione
    07 Mar 2002
    Messaggi
    2,962
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La Lombardia ha fatto benissimo a puntare soprattutto sull'IVA (80% da trattenere in regione, mentre per l'irpef chiede solo il 15%). Se avesse puntato soprattutto sull'irpef o sull'ires l'obiezione degli avvocatucoli del meridione sarebbe stata "eh ma i redditi del nord vengono creati anche con attività nel sud".
    Con l'IVA invece non si scappa, dove avviene la transazione del bene o servizio è lì che deve rimanere l'IVA.
    Forse doveva chiedere di più, in politica si chiede 100 per avere 50 (o meno).

    Ma deve partire tutto contemporaneamente in tutta Italia, se si fa la "velocità variabile", come viene suggerito nell'articolo, in una maniera o nell'altra il nord finirebbe per pagare più tasse di ora.
    Sarebbe 'na sola, come dicono i romani.

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    05 Aug 2006
    Località
    torino
    Messaggi
    77
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    la proposta della Regione Lombardia mi sembra ottimale, in pratica crea un fondo per le regioni del Sud, ma "controllato". Sulle percentuali credo che la proposta della regione lombardia sia anch'essa giusta. Ma io rimango favorevole a una prima sperimentazione nelle regioni più ricche e virtuose, che hanno dimostrato di amministrare in modo oculato. Proprio perchè le differenze economiche attuali tra Nord e Sud sono troppo accentuate, il rischio è di vedere aumentare queste "differenze".

  10. #10
    Simply...cat!
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Brescia,Lombardia,Padania
    Messaggi
    17,080
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il federalismo serve principalmente per responsabilizzare gli amministratori delle varie realtà tra di loro (regioni) e nei confronti dei cittadini contribuenti (visto che essendo di spesa + vicini al contribuente sono + controllabili).
    Serve inoltre a creare un benefico circolo virtuoso di concorrenza tra chi fa meglio di modo che guardando il vicino si sia stimolati a migliorarsi sempre di +.

    La logica di base è quella del sindaco del paesello: in un paese piccolo tutti sanno tutto di tutti e se il sindaco è un ladro o spende male i soldi dei contribuenti si viene subito a sapere perchè i centri di spesa sono estremamente vicini a dove si raccolgono le tasse,mentre invece,ora come ora,i soldi finoscono lontani,nessuno sa niente,e il controllo man mano che il centro di spesa si allontana,viene meno e vige il famoso scaricabarile.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Federalismo fiscale
    Di dDuck nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 18-01-11, 17:06
  2. Federalismo fiscale
    Di Imperium nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 23-01-09, 15:28
  3. Il federalismo fiscale per il sud
    Di Rif. Borbonica nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 20-12-08, 21:40
  4. Federalismo fiscale
    Di Muntzer (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 01-09-08, 04:20
  5. Federalismo fiscale?
    Di El_Manta nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 28-03-08, 13:53

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito