Napoli - Il Pd è alla disperata ricerca di una collocazione in Europa, dove sono due le grandi famiglie politiche: i socialisti, da un lato, i popolari dall'altro. Visto che il partito di Veltroni non può sedersi, a Strasburgo, accanto ai Popolari, sembrerebbe scontata l'adesione al Partito socialista europeo. Sembrerebbe, appunto, ma la questione è molto più complessa. L'anima cattolica del Pd - quella proveniente dalla Margherita - non ne vuole sapere di andare a braccetto con Zapatero. Dunque la grana è tutt'altro che semplice da risolvere. All'orizzonte c'è anche il rischio di una scissione, un ritorno alle origini, con le due componenti, i Ds e la Margherita, che andrebbero ognuna per la propria strada. Ma Veltroni non vuole neanche sentirne parlare. Ipotizza (o sogna) uno scenario politico che, a livello europeo, riconosca "le caratteristiche, l’identità e l’originalità dell’esperienza del Pd". In altre parole: nessuna divisione tra i gruppi, ma "tutti insieme" al parlamento di Straburgo. In quale gruppo? Si vedrà.
Veltroni fa il pompiere "Io cerco di tenere insieme e di estendere il consenso, che in un anno è già cresciuto enormemente, siamo riusciti a farlo perché abbiamo affermato un’identità in cui convergono culture diverse, l’idea di tornare indietro è plausibile, ma per me è suicida". Durante la conferenza stampa al termine della riunione con il Pse, il leader del Pd risponde così a chi gli chiede un commento all’editoriale di Famiglia Cristiana, che ipotizza una scissione della componente cattolica. "Non so di cosa si parli - aggiunge Veltroni riferendosi a quell’articolo - ma va bene che ci siano osservazioni contrapposte. C’è chi dice che siamo troppo attenti e chi dice il contrario. Quando si è un grande partito questo è inevitabile, ma non ho visto in questi giorni nessuna posizione simile a quella di quell’editoriale, più politico che pastorale".
Culture diverse Tornando al ragionamento sul futuro del proprio partito il leader del Pd aggiunge: "La bellezza della nostra esperienza è la capacità di far convivere" culture diverse, e insiste "io voglio andare aventi con questa fusione, so che non è semplice ma è la strada giusta e che non serviranno anni per riaprire la sfida con la destra".
Ipotesi congresso "Se fosse messa in discussione l’idea di fondo del Pd e si volesse tornare a Ds, Dl e a 14 mila componenti, allora sì si dovrebbe fare un congresso". Non usa mezzi termini Veltroni, che subito rincara la dose: "Se ogni volta che ci sono opinioni diverse - afferma Veltroni - si dovesse fare un congresso, allora sarebbe un congresso quotidiano. Ma il congresso andrebbe fatto se fosse in gioco la questione di fondo. A me - avverte Veltroni - non si può chiedere nient’altro se non di fare il segretario del Pd. Se invece si tornasse indietro, allora si dovrebbe fare il congresso".




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