





Stendhal diceva che siamo innamorati della nostra idea di innamorarci e che l'uomo cerca l'amore al mattino; da vecchio scapolo un po' scettico ho un motivo in più per uscire di casa dopo le due del pomeriggio.
Ma vallo a spiegare achi vuol regolare i ritmi di vita dei cittadini.
Comunque auguri: "amore, mio giovine amblema".


Ti rigiro la domanda, se lo stato non si deve occupare nemmeno della salute dei cittadini, a che diavolo serve lo stato? A fare carriera come lo intendono Berlusconi e soci? A mio parere, se a te non frega niente della tua salute, nel senso che sei perfettamente sano ma con i tuoi comportamenti ti stai distruggendo, lo stato deve cercare di aiutarti a non proseguire per quella strada. Diverso ad esempio è invece il caso dei malati terminali nel quale lo stato, sempre a mio parere, dovrebbe aiutare il malato a limitare la sofferenza ed ad accompagnarlo verso la morte secondo la sua volontà.
Altrimenti sarebbe l'anarchia.
P.S.: Sono comunista ma l'anarchia a volte mi stimola, per la teoria dell'ordine all'interno del caos. Teoria che pratico nella mia stanza, nel caos so' perfettamente dove sono le mie cose. Non appena metto in ordine qualcosa non trovo più un c...o.
Qui si parlava di salute. Non di cattive abitudini in senso generico.


Berlusconi e soci non c'entrano nulla, non tiriamoli sempre in ballo...
Semplicemente: lo stato si faccia i casi suoi. Se a me non frega niente della mia salute, ad aiutarmi penseranno eventualmente i miei cari, i miei amici, persone che ho scelto io. Non ho scelto lo stato, per cui si faccia i fatti suoi.
Tu la chiami anarchia, io la chiamo prevalenza dell'individuo sulla collettività. Si tratta di due visioni diverse del mondo, della società. C'è chi parteggia per uno stato utilitarista, dove la volontà del singolo deve essere subordinata a quella della collettività, laddove ciò porti ad un (presunto) benessere per quest'ultima. C'è, invece, chi desidera che l'intervento dello stato sull'individuo sia minimo, nella consapevolezza che è l'individuo a conoscere meglio, più di un'entità superiore chiamata "stato", quale sia il bene per sé stesso... il concetto stesso di benessere.


Sì ma è una cazzata.. Perchè per il pregiudizio politically correct dello "è cinico non si può dire", nessuno si occupa di ricordare quando fa questi discorsi che lo Stato ti obbliga ad accantonare pensione, e quindi se crepi prima di 65 anni e dopo aver lavorato qualche anno lui se la pappa. I morti fanno bene al bilancio, ed anche alla disoccupazione!![]()
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Lo stato ha il dovere di informare costantemente i cittadini sui rischi che si possono correre adottando certi comportamenti. Poi ognuno fa quello che vuole. E se proprio devono fare la boiata delle multe a chi è "grasso" la facciano secondo un criterio decente, cristo






Io mi ritengo un sedentario magro. Sono decisamente sovrappeso, fumo e non faccio quasi attività fisica, tranne quando vado nei campi (e diventerò presto, spero, un contadino con la pancia).
E nessuno mi può multare per il mio giro vita.
Questo è un luogo della geografia umana dove lo Stato non deve entrare.
Che cazzo! Mettano fuori legge le bibite gassate! Gli hamburger e le patatine. Sfondino i teleutenti di servizi su 'il grasso uccide'. Facciano con le calorie come si fa con la cannabis... Ma se io mi voglio fare una canna di bistecche... me la faccio.
Anyway... Questo è molto Japan. E da noi non è nemmeno prefigurabile.