

Io sono andato in giro per il mondo e ho visto tantissime di quelle cose che tu non vedrai mai nella tua patetica vita. Se volete vi posso parlare di un racconto che mi ha fatto un ex mercenario (si allenava nella mia stessa palestra), arruolato nella brigata serba: macelleria pura!![]()




Devo comprare il libro "Il Santo Reich" che parla dei rapporti tra il Reich di Adolf Hitler e la Cristianità, e della difesa della figura di Gesù nelle SS per ordine inappelabile di Himmler...
Ricollegandomi ai miei precedenti interventi, Hitler e il suo alleato Mussolini, volevano prima di tutto salvare il mondo, in particolare l'Europa, dal marxismo, il loro obiettivo era la distruzione del marxismo, e la soppressione del bolscevismo.
Difatti Mussolini e il Fascismo si affermano solo come forza contro-rivoluzionaria che stroncherà il biennio rosso salvando l'Italia dal comunismo.
Adolf Hitler poi non ha mai parlato di politeismo e paganesimo, è nato cattolico, e volente o nolente tale è rimasto (viste anche certe citazioni).
Nel voler distruggere il marxismo, Hitler indendeva salvare la Civiltà dell'Europa, di cui la Cristianità fa integralmente parte, dalla sradicazione e massificazione totali e apocalittiche economicistiche, materialistiche, ateistiche, dei popoli europei e mondiali, sarebbe stata la distruzione del bello, della cultura, e dell'umanità.
Nel deportare gli ebrei, dopo che il loro capo Weizman aveva scritto a Hitler "ovunque ci sarà un ebreo ci sarà un vostro mortale nemico", Hitler ha solo applicato ciò che descreta la prassi tradizionalista cattolica nei confronti degli ebrei se questi nuociono e minacciano la popolazione della nazione cristiana, cioè l'allontanamento dalla vita civile.
Il razzismo, figlio della rivoluzione francese, era diffuso negli ambienti nazionalisti di destra e probabilmente per questo contaminò Hitler che lo riprese e lo adottò con enfasi, ma secondo me forse Hitler era solo un contro-rivoluzionario cattolico, reazionario e antimarxista.
I nazionalsocialisti verso la fine della guerra, volevano far pace con gli Stati Uniti d'America, per concentrare tutte le forze in quella che la stessa pubblicistica nazista chiamava la Crociata Europea contro il bolscevismo assatanato, anticipando la guerra fredda.
La propaganda dei vincitori invece, ha voluto dipingere Hitler e il nazionalsocialismo come un fenomeno anticristico e totalitario simile al bolscevismo...


Non credo sia utile a nessuno la rivalutazione di posizioni che, seppur ci sono state, non rappresentano il pensiero hitleriano e nazionalsocialista.
Essere stato militante di un partito socialdemocratico, bolscevico o quello che volete non lo rende Karl Marx. Ciò che è stato il contributo di Hitler alla storia ed alla politica lo si deve alla sua entrata nella direzione del Partito Tedesco dei Lavoratori.
E' cosa ben diversa dalla esperienza socialista di Mussolini. Negli anni socialisti il futuro duce fu un fervente militante, direttore di giornale e "ideologo" con pari dignità di un Turati o di un Giolitti. Tant'è che si parlò di vera e propria scissione quella del 1914, dove Mussolini, dichiarandosi apertamente interventista, fu costretto a lasciare l'Avanti.
Quindi i due personaggi "rossi" vanno discussi distintamente a seconda dell'importanza e dell'influenza sulla scena politica nazionale ed internazionale.
Per quanto riguarda la cattolicità di Hitler, credo che essere stato battezzato non ne faccia Sant'Agostino. Anche qui: o si dimostra che la sua fede ha, in qualche modo, influenzato il suo pensiero e la propria attività politica (e, a leggere il Mein Kampf, non si direbbe) oppure si valutano meramente personali le sue convinzioni religiose o pratiche confessionali.


possibile che sto forum da un anno a sta parte è invaso da troll?
pazzesco.


viva la destra.

