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  1. #11
    Briza strazzèr i maròn!
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  2. #12
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    da Corsera

    La Procura di Milano: costretti a combattere solo scippatori e clandestini
    Appalti Expo, le mani della 'ndrangheta
    Il giudice Salvini: le cosche hanno troppo potere. «Ma la Moratti ha bocciato la Commissione antimafia. Mncano mezzi e uomini»







    Misero gli occhi (e poi mani, aziende, camion, affari) nella Salerno-Reggio Calabria, quei 278 chilometri d'autostrada controllati, casello per casello, dalle famiglie della 'ndrangheta. Le grandi opere, alle cosche, piacciono. Non solo a casa loro. E non per altro: Milano, come ha detto la Direzione nazionale antimafia, «è la vera capitale della ndrangheta»; tra le attività dei calabresi ci sono bar, ristoranti e centri commerciali, e soprattutto imprese edili e di movimento terra; è partita la grande corsa alla costruzione in vista dell'Expo. Tre indizi. Che non fanno una prova. Ma che preoccupano: «Attenti alle infiltrazioni negli appalti dell'esposizione universale ».

    Un messaggio per le istituzioni. Per il Comune. Per Letizia Moratti. Moratti la cui maggioranza, ricorda il gip Guido Salvini, «ha bocciato la proposta dell'opposizione di creare una locale commissione per vigilare sulle organizzazioni criminali. La bocciatura non è stato un buon segnale: è stato un favore concesso a chi vuole che le mafie procedano indisturbate». Indisturbate. Così tanto che ci son certi sindaci dell'hinterland, dove le cosche si tramandano malaffari di generazione in generazione — con gli storici capifamiglia in galera, magari all'ergastolo —, si diceva, ci sono certi sindaci che l'hanno sotto la finestra, la 'ndrangheta, e fanno finta di non vederla, nemmeno di sentirla. Indisturbate, le cosche. Anche perché, e citiamo di nuovo Salvini, «tra Milano e provincia, tra poliziotti, carabinieri e finanzieri ci sono soltanto 200 persone specializzate, preparate, addestrate apposta per combattere la 'ndrangheta». Pochi uomini. Pochi mezzi.

    A proposito di numeri: i 200 sono meno della metà dei beni confiscati in Lombardia ai boss, 500. E di questi 500 una ridotta parte è stata riconvertita. In città, la Moratti s'è presa l'impegno di intervenire sugli immobili al palo, prigionieri della burocrazia. «Speriamo che alle promesse seguano i fatti». Se già su qualche annuncio di vendesi casa, prima del quartiere e della via mettono la parolina «Expo», a legittimare un prezzo esagerato per la zona in questione, figurarsi le cosche. Figurarsi quanto si stanno preparando. Figurarsi quanto vorranno mangiare. Nella scia d'un potere cui l'ultima relazione parlamentare antimafia, figlia della tenacia di Francesco Forgione (la relazione è diventata un libro, edito da Baldini Castoldi Dalai e presentato ieri alla Feltrinelli di piazza Duomo con Forgione, Salvini e il giornalista del Corriere Giuseppe Sarcina) ha dedicato pagine e pagine, la 'ndrangheta, a Milano, non spara e non ammazza.

    O almeno: a marzo, in Brianza, hanno ucciso Rocco Cristello, 47 anni, referente per il Nord dei Mancuso, potente clan leader nel traffico di droga. Un caso isolato, si diceva. Forse. Ha detto Nicola Gratteri, magistrato in prima linea: «In Lombardia le cosche sono riuscite perfettamente a clonarsi. Saldando rapporti con esponenti del mondo bancario, finanziario e istituzionale». Un colosso, la 'ndrangheta. Eppure chi lancia allarmi è preso come un visionario, eppure in Procura «c'è la diffusa consapevolezza che la sicurezza sia ormai ridotta a scippi, microcriminalità, clandestini».


    Andrea Galli



    25 giugno 2008

  3. #13
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    Ma la Malano dell'EXPO e' anche questa


    da Corsera


    Pochi taxi e autobus strapieni
    Tutti pazzi per Bruce. Ma poi a casa a piedi
    In 70mila avevano raccolto l'invito a raggiungere San Siro con i mezzi pubblici. Ma dopo il concerto la metropolitana era chiusa







    Il palco a San Siro (foto Ipp)
    MILANO -
    Settantamila felici e contenti, e...a piedi. A mezzanotte e mezza, all'uscita dal concerto di Bruce Springsteen allo stadio di San Siro, i 60mila che fiduciosamente c'erano andati con il metrò, a questo evento tanto atteso, hanno scoperto che la metropolitana milanese aveva già chiuso i battenti. Famiglie intere con ragazzini, persone di mezza età e anziani, dopo l'una vagavano in via Monterosa e dintorni alla caccia disperata di un taxi. Gli autobus, quei pochi, uno ogni mezz'ora, ripartivano stracolmi come i vagoni dei deportati ad Auschwitz. «Abbiamo lasciato le macchine in un grande parcheggio alle porte della città - si lamentava sconsolata una signora con amici e parenti al seguito che arrivava da Voghera -. Ci avevano tanto raccomandato di usare i mezzi pubblici, che a Milano funzionano che è una meraviglia. E adesso?».

    I 60mila hanno finito per sparpagliarsi in tutte le strade attorno allo stadio, pronti a contendersi un taxi, disposti a condividerlo, a pagare una cifra esorbitante, pur di raggiungere i loro mezzi di trasporto privati, parcheggiati chissà dove. «Milano ha vinto la corsa per l'Expo 2015 - commentava amararamente un signore con i capelli bianchi -. Ma se va avanti così, ci arriva con le pezze al sedere! Il comune, che da queste manifestazioni ci porta a casa un bel po' di quattrini, non poteva fare uno sforzo organizzativo e prevedere perlomeno un rafforzamento dei mezzi di superficie? E i vigili, invece di stare a guardare, non potevano una volta tanto mettersi a disposizione e dare una mano per risolvere il problema?».






    26 giugno 2008

  4. #14
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    Ma che gliene frega della Valtellina alla signora con il tailleur e agli amici di CL


    da IlGiorno ed Sondrio


    In Provincia tutti i partiti firmano un odg
    Levata di scudi a catena per l’esclusione della Valle dall’Expo 2015 di Milano

    di PARIDE DIOLI
    — SONDRIO —
    L’ESCLUSIONE della Valle dalla partecipazione all'Expo 2015 di Milano sta provocando una levata di scudi a catena che coinvolge gli Enti pubblici e i ...


    2008-06-26
    di PARIDE DIOLI
    — SONDRIO —
    L’ESCLUSIONE della Valle dalla partecipazione all'Expo 2015 di Milano sta provocando una levata di scudi a catena che coinvolge gli Enti pubblici e i partiti sia a livello locale che regionale. Così ieri pomeriggio il Consiglio provinciale ha votato all'unanimità un ordine del giorno firmato da tutti i gruppi col quale viene invitata la Giunta provinciale «ad attivare tutte le iniziative utili a far riconsiderare quanto indicato nello studio della Camera di Commercio-Promos di Milano e di chiedere al sindaco di Milano, al Comitato organizzatore e al presidente della Regione di inserire tutte le provincie lombarde nel Programma per Expo 2015 come arricchimnento dell'offerta di eccellenze agroalimentari, culturali e di potenzialità di fruizione turistica, valorizzando un territorio di grande pregio che ha saputo ospitare in più occasioni eventi di interesse europeo e mondiale». In mattinata il sindaco di Sondrio Alcide Molteni aveva preannunciato una lettera alla collega milanese Letizia Moratti per «fare presente questa incredibile dimenticanza. Adesso non è il momento di cercare i colpevoli, ma piuttosto di fare fronte comune perché la Provincia si faccia interprete dell'importanza del nostro territorio preso nel suo assieme. Sarà anche importante non presentarsi a Milano con le solite richieste di finanziamenti, ma piuttosto cercare di fare sistema su un progetto che possa inserirsi a pieno titolo nei programmi dell'Expo».

    DURO IL COMMENTO del segretario provinciale del PD Angelo Costanzo: «In campagna elettorale il centrodestra chiedeva agli elettori della provincia di Sondrio un voto per un "filotto" politico-istituzionale per rendere più forte e rappresentativa la nostra provincia a Milano e a Roma. Una visione aberrante e una strategia sbagliata i cui limiti sono evidenti con l'esclusione dagli eventi da Expo 2015. Un'esclusione, per ora, prevista in un documento programmatico della Camera di commercio di Milano, ma che assume anche una forte valenza politico amministrativa». «Com'è possibile che Provera, Bordoni, Crosio e Del Tenno non fossero a conoscenza di questo problema? - si domanda Costanzo -. Come mai in questi mesi in tutti i convegni l’ente camerale di Sondrio parlava dell'Expo come risorsa per il nostro territorio e abbia sempre taciuto questo problema previsto dalla programmazione dell'evento dalla stessa Cciaa di Milano?». Per l’ente sondriese invece «la paventata esclusione dai finanziamenti per Expo è una non notizia». «Non risulta - commenta il presidente Emanuele Bertolini - allo stato attuale nessuna proposta, neppure in itinere o decisione in tal senso. Neppure, una tale decisione potrebbe competere ad un mero documento di lavoro, disponibile su internet da mesi. Nel contempo, evidenzio che la Camera di Sondrio non è presente nel Comitato promotore dell'Expo. All'interno di tale soggetto è infatti presente l’ente di Milano, con cui abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione. Ancora una volta, la possibilità di essere protagonisti all'Expo 2015 dipenderà dalla capacità della nostra provincia di fare sistema, elaborando specifiche progettualità e non mere liste della spesa».

  5. #15
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    e questo sarebbe uno dei fiori all'occhiello in vista dell'EXPO???

    da Corsera

    Per ora ipotizzati reati a carico di ignoti
    CityLife, sopralluogo nei cantieri
    In mattinata i controlli delle forze dell'ordine. Ipotizzate irregolarità nel rispetto di norme urbanistiche e smaltimento rifiuti







    MILANO - Un sopralluogo congiunto di Guardia di Finanza, Polizia e Guardia Forestale è stato compiuto questa mattina nei cantieri di CityLife, il progetto di riqualificazione del quartiere della Fiera di Milano, nell'ambito di un'indagine aperta dalla procura di Milano che ipotizza reati che vanno dall'illecito smaltimento di rifiuti alla violazione norme urbanistiche e ambientali. Al momento, i pm che conducono l'indagine partita nei mesi scorsi, Frank Di Maio e Paola Pirrotta, hanno ipotizzato reati a carico di ignoti. Nelle scorse settimane, le forze dell'ordine erano già state in Comune e in Regione per acquisire documentazione relativa ai progetti riguardanti l'area di Citylife e quella delle Varesine.




    Il progetto Citylife, firmato da architetti di fama internazionale del calibro di Zaha Hadid, Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Pier Paolo Maggiora, nelle intenzioni dei costruttori dovrebbe creare un nuovo polo urbano con grattacieli, musei e spazi verdi, e diventare uno dei simboli della città in vista dell'appuntamento dell'Expo 2015.







    08 luglio 2008

    Operazione congiunta di Guardia di Finanza, Polizia e Guardia Forestale nei cantieri di CityLife. Ipotizzate irregolarità nel rispetto di norme urbanistiche e nello smaltimento dei rifiuti (Fotogramma)

  6. #16
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    L'Expo alla Moratti, e Furmiga crea "Forza Lombardia" per buttare polvere negli occhi ai Lombardioti...

  7. #17
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    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276686




    MILANO giovedì 17 luglio 2008, 07:00
    La Milano del 2015? È tutta in un libro









    «Concludendo... Partiamo!». Un libro che si può cominciare a leggere anche dall’ultimo capitolo. Pieno di dati, progetti, ma soprattutto di idee per il futuro di una città, di un Paese e forse anche del mondo intero. Senza esagerare, «Milano Expo 2015. Un’opportunità per tutti», SCRITTO DA MARCO REGUZZONI e allegato da oggi al nostro Giornale (2,90 euro oltre al prezzo del quotidiano) è un’occasione per capirne un po’ di più. Per entrare con la testa (ma magari anche con il cuore) in un progetto che inevitabilmente cambierà il volto delle nostre strade, delle nostre piazze, del nostro quartiere. Forse anche la mentalità dei milanesi. «Internazionalizzazione - scrive Reguzzoni - vuol dire aprirsi al dialogo, forti delle proprie convinzioni e, attraverso il confronto, riscoprire i punti di forza (oltre che le debolezze) e tutta la ricchezza dell’esperienza storica alla quale si appartiene». E l’alfabeto è snocciolato nei diversi paragrafi. Dove si parla di alimentazione, infrastrutture, ricerca, turismo, cultura, moda e design, strutture fieristiche, solidarietà e volontariato, tecnologia, biodiversità. Ma anche dei 10 miliardi di euro di investimenti, della «via d’acqua» e «della via di terra», delle ricadute occupazionali. Ma, scrive nella postfazione il presidente della Fondazione Fiera Luigi Roth, «un grande progetto non può essere considerato solo dal punto di vista dell’economia. Riguarda l’uomo, la sua esistenza e l’ambiente in cui vive».
    Non solo. «Mette a disposizione - scrive il sindaco Letizia Moratti nella prefazione - il patrimonio di risorse, intelligenze e creatività che Milano ha sotto il profilo culturale, scientifico e d’innovazione, di volontariato e cooperazione, economico, imprenditoriale e professionale». Un progetto che resta, la promessa contenuta già nelle battute d’inizio. «È tempo - conclude l’autore - che la Lombardia riscopra se stessa e mostri a tutti di cosa è capace».

  8. #18
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    http://www.corriere.it/vivimilano/cr...aragozza.shtml



    La delegazione all'Esposizione internazionale di Saragozza
    Expo, la Moratti contro Penati e Formigoni
    I due presidenti criticano la bozza del governo. Il sindaco: «Tempo scaduto». Un affondo sul decreto del presidente del Consiglio







    SARAGOZZA — «Il tempo per Expo è scaduto». Padiglione Italia a Saragozza. Letizia Moratti, l'observer dell'esposizione in terra d'Aragona, lancia il suo affondo sul decreto del presidente del Consiglio dei ministri che dovrà disegnare gli organismi di gestione dell'Expo 2015. C'è una bozza in circolazione. Che già oggi potrebbe arrivare alla firma di Silvio Berlusconi ma che ha provocato dure reazioni da parte del presidente della Provincia, Filippo Penati: «È un commissariamento da parte del governo, è stato usato il manuale Cencelli». E più di una perplessità al presidente della Regione, Roberto Formigoni. Tanto che entrambi si sono messi subito in contatto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Il primo per chiedere un incontro urgente, il secondo per fare delle osservazioni al decreto. Chiedono tempo. «È un cantiere aperto» attacca Formigoni.
    Ma subito arriva il «niet» del sindaco: «L'Expo l'abbiamo vinto il 31 marzo. Quanto tempo è passato? Ormai il tempo è scaduto». Cosa dice la bozza della discordia (anzi le bozze, visto che ieri ne circolavano due diverse tanto da creare un mini-giallo)? Sette articoli per ribadire il ruolo centrale della Moratti. Che resterà commissario straordinario dell'Expo fino al 31 dicembre 2016 anche se non sarà più sindaco. Diverso trattamento per Formigoni. Sarà il presidente del tavolo per il governo degli interventi regionali e sovraregionali (le grandi opere collegate a Expo). Ma solo pro tempore. Alla scadenza del mandato, se non fosse più rieletto governatore, non sarà più presidente del tavolo. In compenso Formigoni è riuscito a far inserire una frase a cui teneva molto, ma che giuridicamente sembra di difficile attuazione: «Socio unico della Soge (la società di gestione dell'Expo che avrà un amministratore unico nella figura di Paolo Glisenti) è il Cipem (il Comitato di indirizzo e programmazione) il quale esercita anche i diritti spettanti al consiglio di amministrazione ». Il tanto sospirato cda. Tanto da far dire a Formigoni: «Per approssimazioni stiamo andando nella direzione giusta». Ma il Cipem ha veramente i poteri necessari a un cda? Sembra più simile a un'assemblea di soci carica di responsabilità ma con pochi poteri.
    E veniamo all'altra novità. Il Cipem, dove siedono Presidenza del Consiglio, Comune, Regione, Provincia, Camera di Commercio e Fiera, si riempie di ministri e sottosegretari. Sei in tutto. Tra cui anche il sottosegretario con delega al Turismo, la rossa Michela Brambilla. C'è il ministero dell'Economia, delle Infrastrutture, dello Sviluppo produttivo, dell'Agricoltura, il dipartimento della Protezione civile. E la Moratti commissario straordinario. Ma ci saranno anche i rappresentanti di Pero e Rho. Il Comitato deciderà a maggioranza e verrà presieduto da Berlusconi o dalla Moratti. Tra i suoi compiti c'è anche quello della nomina dell'amministratore unico della Soge, su proposta del commissario.
    «C'è stato un commissariamento dell'Expo da parte del governo che è in maggioranza nel Cipem — attacca Penati –. Non credo che produrrà efficienza». Non lo segue sulla stessa strada Formigoni: «Trovo importante che il governo si impegni nell'Expo». Tantomeno la Moratti: «La presenza del governo è solo positiva». E ringrazia Berlusconi che ha visto la sera prima a Roma: «Sono sicura che Berlusconi farà un decreto che consentirà una gestione partecipata ma anche snella. Dobbiamo correre per arrivare in tempo ». Poi ognuno torna a Milano con aerei (privati) differenti. La tensione continua. «Bisogna continuare a fare gioco di squadra – conclude Carlo Sangalli –. E ogni tanto bisogna applicare la fatica delle alleanze».


    Maurizio Giannattasio



    18 luglio 2008

  9. #19
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    http://milano.repubblica.it/dettagli...dodici/1489920



    Expò, maxi cabina di regia
    Ai ministri sette poltrone su dodici


    È pronto il decreto del presidente del Consiglio: alla Moratti tutti i poteri nella società di gestione, non ci sarà il cda. Sette poltrone, su dodici, del Comitato a ministri e sottosegretari. Il sindaco-commissario gestirà appalti e cantieri. Martina (Pd): "Il governo ha voluto la lottizzazione"
    di Giuseppina Piano

    Un Comitato di pianificazione con il governo in maggioranza, allargato a ben sette tra ministri e sottosegretari espressione di tutti i partiti del centrodestra, contro cinque rappresentanti delle istituzioni locali. «Lottizzazione», la chiama il segretario Pd Maurizio Martina. La società speciale Soge che gestirà appalti e cantieri senza un consiglio di amministrazione, ma con un amministratore unico come dominus che risponderà direttamente a Letizia Moratti. Un «tavolo» regionale di coordinamento per le nuove autostrade che sarà presieduto da Formigoni. Eccolo, il decreto che Silvio Berlusconi è pronto a varare. Sei pagine che dovrebbero chiudere almeno il primo round sul ring Expo ma su cui finora pace non c´è: per Moratti va bene così com´è, per Formigoni e Penati non va bene per niente. E va cambiato.

    È il testo che disegna la famosa «governance» per sette anni di cantieri e sei mesi di Esposizione. Un testo che si apre con una gaffe istituzionale, «sentito il Comune di Milano e la Regione Lombardia», dimenticando la Provincia. Toccherà adesso al premier decidere se firmarlo già oggi. Oppure, e più probabilmente, aspettare ancora di ricevere le «osservazioni», ovvero le critiche, che ieri sul tamburo gli hanno spedito Formigoni e Penati. E poi firmare. Una vera mediazione non è più possibile: o c´è un vero consiglio d´amministrazione e un amministratore delegato che governa la Soge (come pretende da sempre Formigoni), o c´è l´amministratore unico al comando (come vuole Moratti). Di certo quelle sei pagine soddisfano più di tutti Letizia Moratti, citata espressamente come «il sindaco pro tempore Letizia Moratti» come commissario straordinario di governo per l´Expo. Fino al 2016. Con il paradosso che se pure non fosse più sindaco manterrebbe i poteri. Il decreto la soddisfa soprattutto nella sostanza, garantendole il comando della Soge che realizzerà cantieri e appalti.


    Rispetto alle varie ipotesi, limature per arginare lo strapotere di Letizia Moratti ne sono state fatte. Due su tutte. La prima è per Formigoni: i poteri speciali del sindaco saranno totali per le opere a Rho-Pero e per tutti gli annessi e connessi all´Expo (dagli alberghi ai posteggi), ma saranno solo «di impulso» sulle future autostrade lombarde, la cui regia resta al «tavolo» presieduto dal governatore.

    La seconda mediazione è per i partiti della Cdl: il Cipem, il Comitato di pianificazione che dovrà dare le linee guida alla società speciale Soge, dovrà essere allargato a mezzo governo. Prima erano previsti solo tre rappresentanti, mentre adesso diventano sette (il premier Berlusconi, i ministri Tremonti, Scajola, Matteoli, Zaia, i sottosegretari Brambilla e Bertolaso, ma tutti potranno esprimere delegati e in questo modo rientrerà anche il sottosegretario leghista Castelli). Contro i cinque rappresentanti degli enti locali (Comune, Provincia, Regione, Camera di commercio, Fiera). Un comitato tanto largo e per di più pari, 12 membri, va da sé che non può essere operativo. Uno dei punti ancora controversi per Regione e Provincia però è il peso ponderale di voto, per limitare Moratti che comunque presiederà il Cipem. E proporrà il nome dell´amministratore unico della Soge: quello del suo braccio destro Paolo Glisenti. L´allargamento del Cipem fa spazio a tutti i partiti del centrodestra. Ma il comitato non gestisce le realizzazioni: dovrà dare le linee guida. C´è un´ambiguità che Formigoni dopo tante insistenze ha ottenuto: il Cipem può esercitare diritti propri di un cda, espressione formale ma nella sostanza senza effetti reali, pensano ancora in Regione e in Provincia, da qui la loro contrarietà. Alle sedute saranno invitati anche i Comuni di Rho e di Pero, ma solo come «osservatori» senza diritto di voto.(18 luglio 2008)

  10. #20
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    ..zzo i federalisti...
    confermato il controllo di Roma sull'Expo


    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...-decreto.shtml



    ECONOMIA&LAVORO




    Firmato il decreto per Expo 2015

    di Marco Alfieri



    24 luglio 2008








    Decreto Expo 2015, finalmente c'è la firma. Ma vince l'interdizione rispetto a una governance efficiente. Ieri pomeriggio, dopo l'ennesimo rinvio, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato il Dpcm che sblocca la macchina che organizzerà l'evento espositivo. Il decreto è immediatamento esecutivo, e chiude una lunga maratona politica trascinatasi per oltre due mesi, litigio dopo litigio: Formigoni-Moratti sulla leadership nella gestione dell'Expo; e tra i partiti di maggioranza per avere potere su una partita da 10 miliardi di euro. Il mix degli interessi in campo ha così partorito uno schema di Dpcm decisamente ambiguo, in cui palazzo Chigi ha lasciato aperta una serie di nodi sulla governance. Quello più intricato era sulla struttura della Soge. Palazzo Marino rivendicava un amministratore unico di sua nomina (Paolo Glisenti) e un controllo assoluto sulla società; il Pirellone preferiva una struttura societaria con un a.d. espressione di un cda nominato da più enti. La mediazione partorita è un mostro giuridico, con un Cipem allargato che delibererà a maggioranza e che raddoppia da 6 a 12 i suoi membri con l'ingresso dei ministeri dell'Economia, Infrastrutture, Agricoltura, Sviluppo economico e dei sottosegretari di Protezione Civile e Turismo per accontentare i partiti. E poi un Tavolo Lombardia presieduto dal Pirellone con poteri sulle opere connesse. Un amministratore della Soge con ampie deleghe. E un commissario straordinario (Moratti) con poteri sostitutivi e di vigilanza, ma non sulle opere connesse. In sostanza, si tratta di uno schema pasticciato e con una forte ambiguità verbale. Ad esempio, nello schema (ancora riservato) si dice che il Cipem, che è un comitato di indirizzo, eserciterà anche i diritti spettanti il cda, ma poi contemporaneamente che la Soge, di cui il Comitato è socio unico, avrebbe un solo amministratore. Due. Si dice che sarà il Cipem a nominare e revocare l'amministratore ma su proposta del Cosde. Mentre si affidano a Moratti i poteri speciali ma non sulle opere regionali e sovraregionali. In sostanza: se l'amministratore della newco gestirà budget e appalti, un comitato così largo e litigioso, rischia di ingolfare la struttura operativa, aprendo contenziosi sulle competenze. Non a caso, se il Dpcm sigilla alla meglio un fragile armistizio politico Moratti-Formigoni (imposto da Gianni Letta) e serve ad avviare la macchina operativa senza incappare in ulteriori figuracce con il Bie, già in autunno sarà una legge organica sul modello Torino 2006 a disciplinare l'intera materia Expo 2015. Sperando non si ricominci subito a litigare.

 

 
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