Passavo di qua dopo tanto tempo, e allora scrivo due cosette su questo 3d dato che l'altra sera (parlo a palvesario) ti avevo messo la pulce nell'orecchio su questa questione ma non mi ero dilungato in spiegazioni sul fenomeno.
Ritengo inoltre di aver le carte in regola per parlarne in quanto conosco molto bene il PRC fed.Torino e abbastanza bene il PRC fed.Reggio Calabria.
Premetto il tutto dicendo che io stesso ho chiare origini Reggine come può confermare chi mi conosce.
Il dato non ha nulla di delinquenziale, politicamente parlando; ne deriva (ovviamente) da qualsivoglia egemonia culturale della sinistra al sud (basti pensare che a Messina 5 giorni fa il PRC (presentandosi con falce e martello e contro il PD, a scanso di equivoci) ha preso lo 0,73%.
La realtà calabrese è molto strana da concepire per chi non la vive o non l'ha vissuta.
porto 2 esempi:
1) qualche annetto fa al comune natale di mia madre le coalizioni erano così suddivise: DS+DL+AN contro FI+PRC+PdCI.
2) quando si elegge un sindaco, giù, si scatena un tale fermento politico superiore persino a quello dei comizi centuriati dell'epoca ciceroniana.
Trovi capi rione che controllano pacchetti di 60 voti, 120 voti... che possono spostarsi da un partito all'altro senza alcun problema, è proprio in questi momenti che tutta la vivacità calabrese viene alla luce.
E' una politica estremamente clientelare e di scambio, etrememente personalistica, veramente post ideologica dove i concetti di destra e sinistra son stati abbondantemente già superati...
non sta a me dare giudizi.
Ma schifezze succedono anche qui da noi a torino, è notizia di poche settimane fa che il responsabile della giovanile piemontese, dell'area dell'ernesto (tra l'altro un vero bollito), da sempre grande teorizzatore del marxismo-stalin-leninismo, è stato nominato ai vertici di una impresa pubblica comunale in quota "partito dei moderati" (ex FI ora alleati del PD), allontanato dal partito ha portato con se via dal suo circolo 26 tesserati che l'hanno seguito nella nuova avventura politica manco fosse mosè (erano amici del padre).
Inutile dire che gli ernestiani ancora girano a testa bassa per sta storia.
Ma perchè la situazione in calabria è questa?
I motivi vanno ricercati nell'assistenzialismo che ormai pervade ogni aspetto di quella regione, questa sì tendenza culturale egemonica e dominante; il calabrese medio, sa benissimo che deve contare nella politica, che la sua voce deve essere importante, proprio perchè non ha autonomia economica; in calabria il "distacco dalla politica" non esiste assolutamente la politica è tutto e tutto è politica.
Sicchè si hanno incredibili numeri di tesserati al PRC, alle primarie del PD hanno votato 212.000 calabresi, a fronte di 163.622 piemontesi; e qui stiamo parlando di gente che ha realmente partecipato di persona e pagato per votare, e gli altri partiti non sono da meno.
Ovvero: il calabrese fa ciò che è suo dovere, incide nella politica, partecipa, fa in modo che le varie correnti interne ai partiti abbiano bisogno di lui per vincere i congressi e che quindi poi abbiano un occhio di riguardo nei suoi confronti una volta al potere (e ciò vale per tutti i partiti), e più volte è successo che la calabria fosse ago della bilancia di elezioni nazionali, dedurre il resto della proposizione...
Tornando all'incipit, Non c'è nulla di scandaloso o strano se in calabria ci sono 8123 iscritti al PRC, il vero dramma politico-organizzativo (e quindi direi di ricusare il processo) è che in piemonte ci siano solo 3694 iscritti e che nella federazione di torino (perchè quel dato è federale) ci siano SOLAMENTE 2092 iscritti.
mettiamola così, i rifondaroli calabresi fanno il loro dovere (al di là della loro mozione di appartenenza), voi dovreste iniziare a fare qualcosina in più.





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