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Discussione: Brunetta revolution

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da bayta89 Visualizza Messaggio
    si ma a me sembra una minchiata lo stesso. Chi è cresciuto in paesi abbastanza piccoli sa benissimo che molte scuole hanno per forza di cosa pochissimi iscritti. chiudere dunque anche quelle in nome del risparmio e far venire meno questo servizio alla popolazione? a me puzza...
    anche adesso ci sono paesi talmente microscopici che non hanno nemmeno una scuola elementare pubblica.
    ma stiamo parlando di casi eccezionali, di piccoli borghi o frazioni e gli abitanti sono costretti a rivolgersi a paesi vicini per mandare i figli a scuola.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Serapide Visualizza Messaggio
    Brunetta può essere considerato il primo Ministro della storia repubblicana che è riuscito a mettere a fuoco i veri problemi di questo paese. La soluzione che propone è dunque quella di trasformare la pubblica amministrazione italiana da un sistema inefficiente ed improduttivo a un modello di efficienza e produttività a livello mondiale. Lasciamolo lavorare e i risultati non si faranno attendere.
    glielo auguro, ma non credo che sarà semplice.
    ci vorrà tanto tempo e tanti Brunetta.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da primavera Visualizza Messaggio
    io che in biblioteca lavoro vi dico che mai un privato si accollerà una biblioteca...
    sono servizi totalmente in perdita così come sono... certo che se ci fossero gli strumenti (vi dico solo che il pc più recente che ho in ufficio è vecchio di 8 anni) si potrebbe tentare di vendere ricerche bibliografiche ad imprese ma questo vuol dire qualificazione del personale, strumentazione moderna, abbonamenti a database... fantascienza...

    ora come ora le biblioteche pubbliche sono il sottoscala dove il ministro vuol mettere i nullafacenti...
    Ma infatti è puro delirio, alla base dell'impresa privata c'è il profitto, un privato al massimo può fare delle donazioni a biblioteche e musei ma nessuno metterà mai in piedi un'impresa per perderci soldi e basta.

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Tristano Visualizza Messaggio
    Ma infatti è puro delirio, alla base dell'impresa privata c'è il profitto, un privato al massimo può fare delle donazioni a biblioteche e musei ma nessuno metterà mai in piedi un'impresa per perderci soldi e basta.
    se ci sarà domanda di biblioteche qualche impresa privata fornirà questo servizio e ne trarrà profitto.

  5. #25
    GUARDARE AVANTI!
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    Citazione Originariamente Scritto da Sax78 Visualizza Messaggio
    Brunetta revolution

    di Paola Pilati
    Nullafacenti nei sottoscala. Carceri private negli ex villaggi vacanze. Class action contro i disservizi pubblici. Sono le promesse del ministro. Che sogna stipendi secondo il gradimento degli utenti. Colloquio con Renato Brunetta

    Premio. Punizione. Stigmatizzazione. Licenziamento. Il bastone e la carota che il ministro Renato Brunetta ha issato come uno stemma araldico sul pennone del ministero della Funzione Pubblica, diventando il ministro più popolare del governo, avrà nella pratica questa progressione. Dove la carota sono soldi e possibilità di carriera per chi produce di più e dà una mano a tagliare i costi della burocrazia (intascando una parte di quei risparmi); il bastone si sostanzia nella prospettiva di provvedimenti disciplinari che il ministro divulga così: "Sei un nullafacente? Ti mando in un sottoscala. Hai imbrogliato l'amministrazione? Ti licenzio. Non hai dato al cittadino un servizio come si deve? Perdi il posto". Chi zoppica quanto a rendimento, chi fa il furbo e timbra il cartellino ma poi se ne va, chi marca visita e si dà malato con certificato medico falso, ma anche chi non vede e non denuncia, ora sa che Brunetta non farà sconti: nella sua legge delega la parola licenziamento compare implacabile come l'ombra di Banquo per Macbeth.

    Non rischia di essere un'arma caricata a salve, ministro? Finora i licenziati della pubblica amministrazione hanno trovato spesso giudici che li hanno rimessi al loro posto...
    "Ma io sto facendo una rivoluzione, punto a cambiare una mentalità, a introdurre un mutamento culturale, a innescare un meccanismo di controllo nei cittadini. Finora nel settore pubblico se volevi lavorare, facevi; se no, nessuno ti diceva nulla. Era un optional. C'era una connivenza generalizzata. Non c'era un padrone e non c'era un mercato. Io voglio darglieli".
    Come?
    "Consentendo al cittadino che subisce un disservizio di andare da un'associazione dei consumatori e avviare una class action. Che non si risolverà con una sanzione pecuniaria, come nel privato, ma con la rimozione del responsabile. Ho bisogno di una Tac e la tipologia dice che deve essere fatta in una settimana, ma c'è una fila d'attesa di sei mesi? Oggi sei impotente. Con la norma sulla class action vai, denunci e non spendi nulla. E nell'arco di 20 giorni si verificano le responsabilità. Metteremo in piedi un meccanismo straordinario. Se non hai dato la lista d'attesa nei tempi prescritti, perdi il posto. Le sanzioni ci sono, ma nessuno le rispetta: ora basta accettare tutto".

    Per una simile rivoluzione lei si è dato un anno di tempo. Non è poco?
    "No. Se non ci riesco me ne vado. Ma anche se questa rivoluzione per ora è solo di comunicazione e c'è chi mi sfotte - 'Ti credi Napoleone', 'Fai la Cuccarini del governo' - penso di aver toccato un nervo scoperto, trasversale, né di destra né di sinistra. Dico le cose che la gente voleva sentirsi dire, e cioè che è un suo diritto andare in un ospedale senza cicche per terra, e in una scuola che funzioni. Da luglio partirà un monitoraggio di customer satisfaction per campione in tutto il territorio nazionale, fatto dai migliori centri di ascolto, per sentire le opinioni della gente".
    Adesso le fanno la 'ola', assaporano il giustizialismo; ma quando sarà il momento dei sacrifici veri, non teme che il corpaccione pubblico le si rivolti contro?
    "Il paese ha bisogno di servizi pubblici - sanità, scuola, sicurezza - efficienti. L'assenteismo e gli scandali che emergono nel pubblico non ci sono nel privato. Perché? Perché lì c'è un padrone. Io voglio introdurre le regole del privato nel pubblico".
    Vuol dire anche far entrare soggetti privati nel servizi pubblici?
    "Penso che alcuni servizi pubblici possano essere anche forniti dai privati. Per esempio le carceri: abbiamo tanti villaggi turistici dismessi, riconvertiamoli affidandoli a controllori privati".
    Quali altri?
    "Tutti, anche la scuola: mettiamo in concorrenza la pubblica e la privata, introduciamo regole di mercato. Oggi, chi manda un figlio alla scuola privata, paga due volte, con le tasse e con la retta. Domani, diamo sgravi fiscali a chi utilizza la scuola privata. Così sarà il mercato a decidere quale delle due deve chiudere".
    Nel suo disegno di legge delega si prevedono incentivi al personale molto selettivi e non più a pioggia, progressione di carriera con corsi e concorsi, premi di produttività. Quale sarà la parte di stipendio legata alla performance?
    "Si seguirà il criterio che c'è nel privato. Anche se mi piacerebbe che fosse tutta variabile. E che misurasse non solo la produttività, ma anche la soddisfazione del cittadino. Per esempio, un Comune potrebbe pagare meglio un servizio di vigili che funziona e meno per le pompe funebri insoddisfacenti".

    Come si misurerà quanto la gente produce?
    "Niente impianti barocchi. La chiave di volta sono: il capo che verifica, i clienti che giudicano, i colleghi...".
    Incentiva alla delazione?
    "No, ma se un collega per colpa tua non incassa il premio, reagirà".
    Tre milioni e 600 mila dipendenti pubblici: troppi?
    "No, dipende da quello che gli fai fare. Noi siamo ancora un paese sovietico, dove il peso del pubblico è molto alto; non ho nulla contro la quantità, ma vorrei che ci fosse anche la qualità".
    Come conta allora di fare i 20 miliardi di risparmi promessi in tre anni?
    "Lavorando meglio. E facendo felici i cittadini. Se la scuola producesse anche attività extrascolastiche, lei non sarebbe felice anche di pagare più tasse?".
    Non servono tagli?
    "Una sperimentazione della Regione Lazio ha dimostrato che, solo incrociando i dati a disposizione, la spesa per farmaci si può ridurre del 20 per cento. Con una spesa sanitaria nazionale di 100 miliardi l'anno, se solo elimini il 10 per cento di sprechi fai 10 miliardi di risparmio: pari a due rinnovi di contratto per tutto il pubblico impiego".
    Ma nella scuola ridurrete il personale.
    "Parificando i docenti alla media europea. Chi sostiene che è un taglio, è snob, come dice Tremonti".
    Sarà snob, ma avete bloccato la stabilizzazione dei precari.
    "Erano 300 mila polpette avvelenate lasciate dal passato governo. Nella PA si entrerà solo per concorso. E voglio vedere chi dice di no a questo sistema".
    Il sindacato dovrà fare un passo indietro?
    "Dovrà fare il sindacato, non il padrone. Cioè fare dei buoni contratti. Ma non potrà più contare sul fatto che i capi del personale dei ministeri siano iscritti alle centrali sindacali. D'ora in poi, vietato: si è mai visto un direttore del personale della Fiat iscritto a rotazione alla Cigl, Cisl e Uil? E cambierà vento anche all'Aran, l'agenzia che fa i contratti pubblici, fino a oggi lottizzata da uomini emanazione del sindacato".
    Lei promette dirigenti-manager: ma oggi la nomina è politica...
    "Sì, ma io non amo le nomine politiche. Amo lo spoil system per il gabinetto del ministro, non per i dirigenti. Infatti sto mettendo in piedi un sistema per la formazione di dirigenti ad altissimo livello, che nell'arco di un po' di anni dia luogo a un drappello di top manager pubblici".
    Come prevede che andrà lo spoil system del suo governo? Sanguinoso?
    "I bravi penso saranno tutti confermati, c'è bisogno di continuità. Quelli smaccatamente di origine politica...".
    Ha lanciato una crociata per la trasparenza, pubblicando le retribuzioni dei suoi dirigenti. Poi è andato a caccia delle consulenze. Non teme di cadere nella gogna mediatica?
    "Ho scoperto che sulle consulenze il 70 per cento delle amministrazioni tenute a renderle pubbliche non l'ha fatto. Adesso mettiamo in Rete l'elenco degli inadempienti. E la cosa buffa è che i cittadini che non trovano il proprio comune nell'elenco, protestano, si scandalizzano e ci scrivono: si forma un sistema di controllo e di trasparenza straordinario. Da venerdì 27 pubblicheremo i dati dei distacchi sindacali".
    D'accordo anche sulla pubblicazione dei redditi dei cittadini?
    "L'iniziativa in sé è positiva, ma non come è stato fatto, senza accordo con il Garante della privacy. I redditi dei cittadini italiani sono nei libroni che pubblicano gli enti locali e che sono a disposizione nelle case comunali, dove si possono consultare".
    Ma lei non si batteva per l'eliminazione della carta?
    "Certo, compresa l'eliminazione della pubblicazione dei bandi e degli appalti su giornali e quotidiani, cosa che ha fatto strillare gli editori, che si battono per un privilegio medievale".
    Tutto via Internet, è la sua ricetta. Chi pagherà i grandi investimenti nella banda larga?
    "La banda larga è un bene pubblico: non si fa con il mercato. Se ne occuperà Scajola. Soldi pubblici, ma anche privati".
    Prelude a uno scorporo della rete Telecom?
    "Nessuno scorporo, non serve. Basta la gestione separata per stabilire i costi di terminazione e perché tutti quelli che vogliono l'accesso non vengano frenati e paghino per l'utilizzo. Poi voglio dare il via alle 'reti amiche'".
    Cioè?
    "Postazioni Internet 'pay-per-use' nelle tabaccherie, le farmacie, i carabinieri, le ferrovie... Per consentire al cittadino di dialogare con la pubblica amministrazione per pagare il bollo auto, fare il versamento per la colf".
    Non teme che l'apparato reagisca come il personaggio dello scrivano di Melville, Bartleby, cioè rispondendo alle sue innovazioni "Preferirei di no"?
    "Io preferisco il contabile di Moby Dick, che ripartisce le quote di prodotto della pesca e la prima va alle vedove, ma poi dà una quota alta al fiocinatore Queequeg, di colore, animista, ma bravo. Io voglio pagare bene i fiocinatori".(26 giugno 2008)
    http://espresso.repubblica.it/dettag...30906&ref=hpsp
    Finora soltanto belle parole!

  6. #26
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    ma poi che cavolata è quella delle carceri private? Che il reo miliardario ci starà come in albergo come succede negli usa?

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da frank67 Visualizza Messaggio
    ho letto da qualche parte che esistono imprese private che sarebbero in grado di organizzare e sostenere addiritura un conflitto bellico di vaste proporzioni.
    figuriamoci se non riescono a gestire una biblioteca o l'anagrafe.
    diamolo al tronchetto che se lo gestisce come telecom siamo fritti

    poi c'e' tanzi disoccupato : come puo un paese privarsi di una mente simile?

    anche cragnotti mi sembra disoccupato : siamo a cavallo!

    Poi adesso Consorte e' passato a dx : si puo usare.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da frank67 Visualizza Messaggio
    ho letto da qualche parte che esistono imprese private che sarebbero in grado di organizzare e sostenere addiritura un conflitto bellico di vaste proporzioni.
    figuriamoci se non riescono a gestire una biblioteca o l'anagrafe.
    Se tu privatizzi , dato che il privato non lavora per la gloria, tutti i servizi saranno a pagamento. Il cittadino con i soldi potrà pagare e andare in biblioteca, il poveretto smetterà di leggere perchè i soldi serviranno per mangiare, per pagare il certificato dell'anagrafe indispensabile, a pagamento ecc... I privati faranno cartello, come capita spesso, i costi aumenteranno. Avremo una scuola e dei servizi di serie A per quelli che possono e niente per quelli che non hanno i soldi. Grazie ma la tua società non mi piace.

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da frank67 Visualizza Messaggio
    naturalmente il tutto deve essere svolto all'interno di un VERO libero mercato, con VERA concorrenza fra operatori, altrimenti sarebbe tutto inutile o controproducente, come scrivi tu.
    giusto! per potere avere concorrenza costruiamo una seconda P.A. cosi' poi vediamo quale e' la migliore.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
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  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da pattyche2006 Visualizza Messaggio
    Se tu privatizzi , dato che il privato non lavora per la gloria, tutti i servizi saranno a pagamento. Il cittadino con i soldi potrà pagare e andare in biblioteca, il poveretto smetterà di leggere perchè i soldi serviranno per mangiare, per pagare il certificato dell'anagrafe indispensabile, a pagamento ecc... I privati faranno cartello, come capita spesso, i costi aumenteranno. Avremo una scuola e dei servizi di serie A per quelli che possono e niente per quelli che non hanno i soldi. Grazie ma la tua società non mi piace.
    aspetta un attimo, intendiamoci bene!
    io sto parlando di un SANO e LIBERO MERCATO, con VERA CONCORRENZA.
    non di cartelli, trust, monopoli, oligopoli ecc., altrimenti è tutto inutile.

 

 
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