PERUGIA (30 giugno) - La notizia, già riportata venerdì scorso da Il Messaggero, ha dell'incredibile: i titolari dell'azienda olearia "Umbria Olii", di Campello sul Clitunno, che fu vittima di un devastante incendio nel novembre del 2006, nel quale persero la vita quattro operai - un quinto fu gravemente ferito - hanno chiesto alle famiglie dei cinque operai un risarcimento di 30 milioni di euro. Le vittime lavoravano per una ditta esterna impegnata in interventi di manutenzione.
Nella richiesta di danni, che sarà esaminata dal tribunale civile di Spoleto in un'udienza fissata per il gennaio prossimo, si sostiene che l'esplosione sia stata provocata da un erroneo uso della fiamma ossidrica, strumento che, secondo un accertamento tecnico svolto in sede civile su richiesta dell'azienda, non avrebbe dovuto essere utilizzato.
«Preferisco non commentare e lasciare il giudizio all'opinione pubblica» ha detto oggi l'avvocato Dino Parroni che con il padre Sandro rappresenta la vedova e il figlio del titolare della ditta di manutenzione, anche lui tra le vittime dell'incidente. Le conclusioni saranno depositate in un'udienza fissata per il 15 luglio ma l'avvocato Dino Parroni ha già sollevato diverse eccezioni al riguardo.
In sede penale è invece in corso l'udienza preliminare a carico del titolare della Umbria Olii, Giorgio Del Papa. Una decisione è attesa l'11 luglio prossimo.
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