



Abbiamo semplicemente perso la guerra.


Vogliamo la rivincita.


Non credo che una "rivoluzione" dal basso possa cambiare qualcosa, e ancora peggio è stare ad aspettare i nostri simpaticissimi ducetti che si mettono in testa che non contano un cazzo.
Di certo non dobbiamo aspettare che scendano i santi dal cielo, dobbiamo essere incazzati e manifestare tutto il nostro rodimento di culo per una situazione che non vuole saperne di evolversi.
Verrà il nostro momento, questo è sicuro, siamo il fuoco ardente d'Italia, l'anima pulsante di questa Nazione, e arriverà il giorno in cui uniremo le forze e combatteremo assieme nella stessa trincea.
Per adesso cerchiamo di comportarci da Nazione, tentando almeno di puntare la mira contro i nostri comuni nemici.
Se la guerra intesa come la Seconda Guerra Mondiale... beh, sono passati 63 anni. Un po' troppi per essere ridotti a questi livelli. 25 anni fa, dunque temporalmente più vicini alla sconfitta, eravamo molto più forti e compatti. Perdona il mio pessimismo, che spero comunque essere costruttivo.


Appunto perchè il "ricordo" bruciava ancora s'era più compatti.
Ora non c'è più il richiamo ideologico, le migliori menti programmatiche hanno tirato fuori il piede dalle catacombe nere.
E senza mente programmatica, per quanto mediocre, non si fa un partito rilevante.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


Indubbiamente gli ex-repubblichini avevano più palle, più coesione che gli derivava dall'aver rischiato la vita assieme. Noi non siamo paragonabili, almeno fino a quando un'altra guerra non farà sorgere ancora una generazione così.
Ma questo non è un motivo per rimanere fermi a far nulla e lasciare che proceda la decomposizione tribale dell'area.


Non dimentichiamo che questa situazione di smarrimento e confusione non colpisce solo noi, ma tutto il mondo, tutta la società occidentale sta persa in questa nebbia.
Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita.
Fight Club
...quanto è vero!![]()


Sì, ma la tensione ideale è caduta per tutti e nessun altro "angolo politico" ne ha risentito come la coisddetta "Area".
Il fatto è che, dopo la grandiosa scissione di Fiuggi, le menti migliori, quelle che servono a raccattare su le proposte operative, sensate e quindi a meritare il consenso dei cittadini se ne sono andate.
Vabbè, si dirà, anche per i comunisti le teste fine se ne sono andate nel PDS, partito socialdemocratico e non certo rosso. Epperò PRC e in seguito anche il PdCI sono riusciti a presentare delle proposte concrete, riuscendo a sopperire (anche se in misura minore) alla fuga dei cervelloni verso il centro.
"Noi" no.
Sarebbe ora di cominciare a domandarsi il perchè.
E' ovvio, poi, che in assenza di un progetto programmatico concreto e tangibile la vanità e la conseguente sete del micropotere derivante dalle ripetute scissioni prendono il sopravvento su qualsiasi potenzialità.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


diciamo pure che il vero e grande oppositore dell'unità d'area è stato sempre Romagnoli. Senza tornare molto indietro nel tempo, qualche mese fa bloccò l'intesa elettorale che ci fu in Sicilia fra FN ed FT. Visto addirittura l'1% che Forza Nuova ha fatto a Catania, ci sarebbe stata l'opportunità di smuovere nel concreto una situazione decisamente stazionaria e invece per semplice ripicca oggi, per una manciata di voti che avremmo potuto ottenere da FT, non siamo riusciti ad entrare al consiglio comunale. Mi limito a citare questo esempio per non andare troppo inutilmente indietro col tempo, ma si potrebbe parlare di molti altri fatti analoghi a questo. Certamente non è mai stata FN a tirarsi indietro nei dialoghi e nei tentativi di unificare la DR. Se poi c'è qualcuno che pensa alla sedia e non ai programmi, non possiamo farci nulla. Con questo non voglio scatenare il solito putiferio, però la mia amarezza è grande nel vedere tutti questi voti sparsi che uniti ci porterebbero a ben altri panorami politici.
Detto questo, qualcosa s'è mosso. I fiammisti seri, sono conferiti in Casa Pound che a detta dei suoi dirigenti non sono intenzionati a dar vita ad una nuova realtà politica. E' una svolta, un grande passo a mio avviso. Forse potrebbe essere l'inizio per una collaborazione con Fiore, che a mio avviso sarebbe l'unico e degno leader di questa utopica unità d'area. O magari mi sto facendo troppi film, non lo so. A volte la troppa speranza offusca l'obiettività.